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Tempo di caffè, Tempo di caffè 14: Tic nervosi, evasione fiscale e fidanzamento pericoloso

Intermedio 1 di italiano lesson to practice reading

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Tempo di caffè 14: Tic nervosi, evasione fiscale e fidanzamento pericoloso

Buongiorno a tutti care ascoltatrici e cari ascoltatori. Io sono Laura e anche oggi 14 ottobre vi do un caldo benvenuto a questa nuova puntata di Tempo di Caffè. Oggi vorrei parlarvi di tic nervosi, di lotta all'evasione fiscale [ 1] in Italia e del pericolosissimo fidanzamento della Signora Vinciguerra. Buon ascolto!

Da qualche tempo mia madre ha un fastidiosissimo tic nervoso: deglutisce [2] continuamente, come se avesse una caramella in bocca. Lo fa soprattutto quando è agitata, ma siccome è un tipo molto ansioso, si può dire che lo faccia quasi tutto il giorno, senza riuscire a controllarsi. Il tic però la imbarazza moltissimo, perché poi gli altri lo notano e la prendono in giro [3]. Mia madre allora per nascondere questo vizio [4], si riempie la bocca di caramelle e cerca di confondere il tic con la masticazione; oppure beve litri e litri di coca cola. Ma anche questo deglutire liquidi non serve a niente. Non riesce a smettere. Ha provato anche a prendere dei farmaci, ma non ha funzionato nessuna cura. In genere provo molta comprensione per i difetti di mia madre, ma quando comincia con il tic della caramella io proprio non la sopporto [5] e spesso mi arrabbio, perché i tic sono contagiosissimi: dopo un po' che la guardo inizio anch'io a sbattere gli occhi e non riesco più a fermarmi. Così ci ritroviamo con lei che parla e che fa la caramella e me che l'ascolto e che sbatto gli occhi. Anche mia sorella quando è con noi dopo un po ' comincia a fare una specie di singhiozzo [6].

La scorsa settimana la situazione è degenerata. Eravamo tutte e tre in macchina, ognuna in preda al [7] suo difetto. Tutte nello stesso momento. Un quarto d'ora di vero inarrestabile delirio collettivo. Ognuna che accusava l'altra di aver iniziato per prima. Allora abbiamo fatto un patto: d'ora in poi la prima che inizia con uno di questi tic nervosi è pregata di andarsene e di non farsi più vedere finché non le è passato. Se la colpevole è in una stanza deve uscire e andare in un altro posto dove non può essere assolutamente vista, se invece è in macchina deve subito scendere e tornare con i mezzi. Così senza pensarci due volte abbiamo lasciato nostra madre di fronte alla prima fermata dell'autobus. Quando è arrivata a casa lei era guarita, ma c'era mezzo tram che faceva il verso della caramella.

*

E adesso vorrei parlarvi delle ultime novità in fatto di lotta all'evasione fiscale in Italia. Il nostro paese purtroppo è al primo posto in Europa per quanto riguarda i redditi non dichiarati, seguito da Romania, Bulgaria, Estonia e Slovacchia. Per combattere questa brutta abitudine il nostro governo non solo ha aumentato i controlli, ma ha anche previsto il carcere [8] per chi evade o non versa le tasse per tre milioni di euro, purché questa cifra rappresenti almeno il 30% del fatturato. Si rischia da sei mesi fino a due anni di reclusione [9] senza condizionale [10]. C'è da dire che il carcere era già stato introdotto nel 1982 con la Legge Formica, ma allora erano finiti in prigione pochissime persone tra cui la povera, si fa per dire, Sophia Loren. Vedremo chi ci andrà adesso. Ma chi sono i soggetti che evadono maggiormente le tasse? Si va dalle aziende che pagano in nero gli stipendi [11] o gli straordinari [12] dei propri dipendenti, al lavoratore autonomo, che dichiara solo una minima parte di quello che guadagna.

Per capire quanto sia diffuso questo comportamento basta andare in un normalissimo bar a bere un caffè. Spesso non ti fanno lo scontrino fiscale [13] e se glielo chiedi ti guardano pure male. Se poi chiami un idraulico per una riparazione, è raro che ti rilasci una qualsiasi ricevuta. Dimostrare che tutti questi soggetti hanno evaso è molto difficile. L'artigiano che fa il furbo si fa normalmente pagare solo in denaro e anche se dovesse subire un controllo bancario, è molto complicato dimostrare che una certa entrata rappresenti l'equivalente di un lavoro eseguito in nero. È necessario avere le prove. Quali sono gli strumenti utilizzati per trovare questa benedetta prova? Si va dal controllo del conto corrente (ce ne sono 11-12 mila all'anno), a metodi un po' primitivi, ma efficaci. Uno di questi strumenti è il "tovagliometro": se la Guardia di Finanza sospetta che il titolare di un ristorante non paghi alla Stato quanto dovrebbe, va a controllare quanto spende in lavanderia [14], perché a tanti tovaglioli sporchi corrispondono [15] normalmente tanti clienti e quindi un determinato incasso. Ma questa corrispondenza tra numero di tovaglie e numero di clienti non è una prova certa: alcuni gestori dichiarano infatti di cambiare la tovaglia più volte, perfino tre volte a pasto. Difficile dimostrare che non sia vero.

Comunque nel nostro paese chi evade le tasse anche se viene scoperto, finisce per pagare sempre meno del dovuto, a causa di sconti o di patteggiamenti [16] vari. Se si vanno poi a controllare i processi, si scopre che questi durano in media dai cinque ai sette anni e alla fine lo Stato perde la metà delle cause. Insomma, da noi fare i furbi conviene.

*

E adesso andiamo a vedere cos a succede alla Signora Vinciguerra. Da un po' di tempo la mia vicina di casa mi pare diversa. E' distratta, quando le parli fa fatica ad ascoltare e ti risponde solo a monosillabi. Non controlla nemmeno più che cosa succede nel palazzo. Strano, molto strano. E poi è sempre fuori. Dove va? Muoio dalla curiosità. Un giorno non mi trattengo più e le chiedo se va tutto bene.

-"Certo che va tutto bene", mi risponde. "E' che mi sono fidanzata." -"Congratulazioni Signora! Chi è il fortunato?" -"Il Signor Giorgi, quello del negozio di elettrodomestici. Pensi che mi ha anche chiesto di sposarlo! E non gli ho ancora dato neppure un bacio! Proprio un tipo romantico. "

"No! ", penso io. "Quel grandissimo mascalzone [17]! L'ho visto stamattina che faceva lo stupido con un'altra Signora. E tutte le volte che lo incontro fa sempre il cascamorto [18¨] anche con me. Non è possibile che la Signora Vinciguerra si faccia ingannare da un individuo del genere. Già me la immagino sola e abbandonata, con lui fuggito in qualche posto esotico dopo averle rubato tutti i soldi. Devo assolutamente fare qualcosa. "

Il giorno dopo mi metto d'accordo con un' amica: lei andrà al negozio di elettrodomestici, flirterà con lui e poi lo porterà in un bar a bere un caffè. In quel momento io passerò "casualmente" di là con la Signora Vinciguerra, così lei lo vedrà e si renderà conto di che brutto tipo sia. Ma quando arriviamo davanti al bar, la Signora Vinciguerra lo vede e, anziché arrabbiarsi, corre subito a nascondersi dietro a un grosso palo. Io la guardo sbalordita [19]. Non ci capisco più niente. Lei allora mi dice:

-"Meno male, non m'ha vista. Non so più come lasciarlo. Ieri mi ha venduto una lavatrice a 300 euro, anziché a 600. Capisce Signorina, si è sbagliato! Se lo invito a casa mia, quello si accorge che gli devo 300 euro. Meglio finire subito la nostra relazione. "

Mah! Forse mi sono sbagliata. A ben pensare forse dovevo proteggere il Signor Giorgi e non la Signora Vinciguerra.

*Bene, care ascoltatrici e cari ascoltatori, siamo arrivati alla fine di questa puntata. Ci risentiamo il 28 ottobre sul sito www.podclub.ch. Vi racconterò di una giornata di shopping, parleremo di un po' di attualità e infine delle avventure della Signora Vinciguerra. Ciao e a presto.

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