Tempo di caffè 13: Amica particolare, solita pubblicità e Signora Vinciguerra
Buongiorno a tutti care ascoltatrici e cari ascoltatori.
Io sono Laura e anche oggi 30 settembre vi do un caldo benvenuto a questa nuova puntata di Tempo di Caffè. Oggi vorrei raccontarvi di una mia amica molto particolare, proseguiremo parlando di una campagna pubblicitaria italiana che ha fatto molto discutere e infine concluderemo con la Signora Vinciguerra e i suoi sospetti sulla pulizia [1] del condominio. Buon ascolto! Probabilmente ognuno di voi avrà un' amica dal carattere difficile, una di quelle persone che vorreste mandare letteralmente a quel paese, ma che poi perdonate sempre, perché in fondo le volete bene.
Ebbene anch'io ce l'ho. E' una mia vecchia compagna del liceo e vive a Milano. Il tratto caratteristico della sua personalità è che cambia idea in continuazione e non mantiene mai gli impegni presi. Un giorno pensa una cosa e il giorno dopo pensa l'esatto contrario. La scorsa settimana mi ha fatto organizzare una cena in un ristorante con degli amici comuni. Diceva che era da tempo che non li vedeva e che voleva fare una rimpatriata [2]. E così io l'ho accontentata. Li ho chiamati ad uno ad uno, sono quasi impazzita per trovare il giorno in cui fossero tutti liberi. Ho prenotato perfino nel suo locale preferito e alla fine, indovinate un po'? Sono venuti tutti e lei no. E qual'era il motivo? Nessuno. Semplicemente non aveva più voglia. Il mese prima poi aveva insistito tantissimo perché si andasse a fare una bella gita in bicicletta. Una di quelle gite dove parti alle sette del mattino, ti fai almeno quaranta chilometri di pedalate e poi torni a casa distrutta. Sembrava che questa impresa fosse una missione importantissima da compiere. Non parlava d'altro. Mi telefonava continuamente, raccomandandosi di non mancare assolutamente. Aveva studiato alla perfezione tutto l'itinerario da compiere. Ma poi la mattina stessa della partenza non si è presentata. E qual'era il motivo? Aveva mal di testa. E poi lei con la bicicletta aveva chiuso [3]. Era uno sport noiosissimo. E' chiaro che le amiche così o le ami o le strozzi. Sono quelle che quando hanno un piccolo problema devi mollare tutto e correre subito da loro per fare la crocerossina [4]. Ti ritrovi a farle la spesa, a portare dal veterinario il loro gatto, oppure a pagare le loro bollette in posta. Ma quando hai bisogno tu sono sempre impegnate: devono andare dal parrucchiere oppure in palestra. Qual'è l'antidoto per queste persone? Per prima cosa non bisogna mai perdere la calma. Anche se ti arrabbi loro non capiscono il perché e negano tutto. E poi bisogna essere come delle sfingi [5]: bisogna far finta di pensare una cosa, mentre in realtà mediti tutt'altro. Un po' come fanno loro. E se per caso ti chiedono di andare al cinema o in qualche altro posto, dirai sempre di sì, ma intanto ti organizzerai la serata per i fatti tuoi. Tanto loro al cinema non ci verranno mai. Così tu non ci rimarrai male e loro saranno sempre contente. Sembrerà cinico, ma è l'unico metodo di sopravvivenza. Credetemi, funziona. *
E adesso vorrei parlarvi di una campagna pubblicitaria italiana che ha scatenato tantissime polemiche e che ha fatto arrabbiare proprio tutti: governanti, gente comune, femministe e giornali di tutti gli orientamenti politici.
I manifesti incriminati pubblicizzano la nuova collezione per l'autunno-inverno di un marchio [6] di abbigliamento femminile, la Fracomina e fanno uso di alcuni slogan che non sono piaciuti per niente. In particolare in due di questi manifesti le modelle, con nomi che fanno chiaramente riferimento alla religione cattolica, recitano: "Sono Maddalena, faccio la escort [7] e non sono una ragazza facile", nell'altro invece la ragazza dice: "Sono Maria, non sono vergine e ho una forte spiritualità". Nell'immagine con Maddalena, la ragazza è seduta con le lunghe gambe accavallate [8], indossa un bolerino [9] di visone ed ha una minigonna cortissima. Lo sguardo è ammiccante [10]. Devo dire che la foto non è volgare.
Siamo abituati ad immagini di questo tipo, con donne seducenti e poco vestite, che reclamizzano oggetti di qualsiasi tipo. Ma perché chiamarla proprio Maddalena? E perché farle fare per forza la escort e non qualsiasi altro mestiere? Per di più la ragazza pare proprio orgogliosa di essere una prostituta di lusso. Come se fosse un modello di donna di successo da imitare. Ha infastidito anche l'altra ragazza, quella che hanno chiamato "casualmente" Maria, che sempre in minigonna e sorridendo dice di non essere vergine. Ma a noi cosa importa se sia vergine o meno? Fatti suoi. Non ne possiamo più di slogan di questo tipo! Com'è ovvio le due immagini hanno scatenato il finimondo. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, ha chiesto l'intervento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, per bloccare la campagna pubblicitaria, mentre il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha addirittura ordinato di rimuovere o coprire tre di questi grossi cartelloni pubblicitari. Lo stesso è accaduto in altre città italiane. Che dire poi degli altri manifesti dell'azienda? Uno recita: "Sono Monica, lavoro in politica e non vado a letto con nessuno", mentre un altro dice: "Sono Emma, ho tre figli e al lavoro comando io". Lo scopo dichiarato della Fracomina era quello di combattere i soliti luoghi comuni come quello della donna in politica solo perché disponibile sessualmente oppure in carriera, ma madre snaturata [11]. La maggior parte dell'opinione pubblica ha percepito però gli slogan come fortemente maschilisti ed estremamente dannosi per l'immagine femminile. E poi se il fine dell'azienda era quello di combattere contro alcuni stereotipi sulla donna, come mai a fine maggio attraverso il suo sito ricercava modelle "possibilmente vergini" proprio per questa campagna pubblicitaria? *
E adesso per finire andiamo a vedere che cosa succede nel condominio della Signora Vinciguerra.
Il custode si è rotto una gamba e dovrà stare per un mese intero in guardiola [12] senza potersi muovere, mentre per le pulizie delle scale e dell'ingresso provvederà un altro ragazzo. Sembra andare tutto bene, ma come al solito la Signora Vinciguerra è sospettosa. E' convinta che il sostituto sia un lavativo [13] e che realtà faccia finta di lavorare. L'ha osservato ben bene in questi quindici giorni. Arriva sempre in ritardo, sta meno di un'ora e poi se ne va senza essere neanche un po' affaticato. C'è qualcosa che non funziona. I pianerottoli [14] poi sembrano molto impolverati. Purtroppo però la Signora non ha le prove per dimostrare che il nuovo ragazzo è un fannullone e così un bel giorno escogita un piano per incastrarlo [15]: mette delle grosse briciole di pane negli angoli del suo pianerottolo. Se le troverà ancora nello stesso posto dopo che il giovanotto ha smesso di lavorare, vorrà dire che non pulisce niente. Per fortuna per la Signora il piano funziona. Aveva ragione lei: le briciole sono ancora per terra. Arrabbiatissima corre allora dal giovanotto e gli dice: - Noi la paghiamo per lavorare e lei invece non fa niente!
Guardi là quelle briciole! Come mai non le ha raccolte? - Ho fatto come mi ha detto lei. - Io? Figuriamoci! - Certo Signora. Si ricorda il mio primo giorno di lavoro? Stavo lucidando per bene il portone d'ingresso, ma lei mi ha detto di non fare il furbo [16], che voi mi pagate ad ore e che io devo fare solo quello che c'è scritto sul contratto. Nient'altro. - E' vero, ma cosa c'entra [17]? - C'entra eccome [18] Signora. Sul mio contratto c'è scritto che io devo lavare solo le scale ed io le scale le ho sempre lavate. Il pianerottolo è per caso un gradino? - No. - E allora se lo lavi lei! *
Bene, care ascoltatrici e cari ascoltatori, siamo arrivati alla fine di questa puntata.
Ci risentiamo il 14 ottobre sul sito www.podclub.ch. Vi racconterò di tic nervosi, parleremo di un po' di attualità e infine delle avventure della Signora Vinciguerra. Ciao e a presto.