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Tempo di caffè, Tempo di caffè 12: Inconvenienti estivi, Avatar Therapy e strano esperimento

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Tempo di caffè 12: Inconvenienti estivi, Avatar Therapy e strano esperimento

Buongiorno a tutti, care ascoltatrici e cari ascoltatori.

Io sono Laura e anche oggi 16 settembre vi do un caldo benvenuto a questa nuova puntata di Tempo di Caffè. Oggi vorrei raccontarvi di un inconveniente che mi è capitato alla fine delle vacanze estive, proseguiremo parlando di una nuova particolarissima terapia, la Avatar Therapy, concluderemo infine con le avventure del condominio della Signora Vinciguerra. Buon ascolto! La scorsa puntata vi ho parlato di Ustica, del suo mare meraviglioso e della casa isolata in cui mi trovavo.

Stavolta invece vorrei raccontarvi della fase finale delle mie vacanze, che ho trascorso sempre in Sicilia, ma in un'altra località quasi sconosciuta. Sono capitata in questo posto per puro caso. Volevo infatti fermarmi a Cefalù, una bellissima cittadina vicino a Palermo, ma non c'era nessuna stanza d'albergo libera e così ho iniziato a cercare alloggio [1] qualche chilometro più in là. Vi avevo detto che Ustica è una piccola isola, ma questo paesino è addirittura minuscolo: sarà lungo non più di cinquanta metri, con una quarantina di case in tutto. Non c'è neanche un negozio. Di giorno non si vede nessuno, ma la sera il paese si popola: gli abitanti escono dalle loro abitazioni, si portano dietro la sedia, si mettono in cerchio e si intrattengono in lunghe vivacissime conversazioni, oppure giocano a carte. La sera in cui sono arrivata in questo posto ero distrutta. Avevo passato tutta la giornata a cercare inutilmente una sistemazione e ormai avevo perso le speranze. La mia amica ed io eravamo convinte di dover trascorrere la notte in macchina. Poi però abbiamo chiesto ad uno di quei signori seduti sulla sedia e così abbiamo finalmente trovato un'anziana signora che affittava un appartamento. Si trattava di un piccolo bilocale molto antiquato, ma pulitissimo. I mobili avevano l'età della sua proprietaria, una donna ultraottantenne ed erano tappezzati ovunque da centrini fatti all'uncinetto [2]. L'età media di ogni singolo oggetto era di cinquanta anni, forchette comprese. Le pareti erano piene di santini. Solo in camera da letto c'erano sei ritratti della madonna che ci fissavano. C'erano poi molte foto della proprietaria con inquadratura standard: lei davanti alla chiesa, lei dietro alla chiesa, lei inginocchiata davanti all'altare, di fianco all'altare e così via. Fin qui però niente di strano: il sud Italia è piena di gente molto devota. La cosa terrificante invece è stato il bagno: decrepito [3]. Dal rubinetto della vasca quasi centenaria usciva solo un filo d'acqua, mentre la doccia era inservibile. Per lavarsi i denti in tempi ragionevoli, bisognava andare in cucina perché il lavandino del bagno funzionava peggio di quello della vasca. Ovviamente anche in questo paese era difficile connettersi ad internet e per riuscire a parlare al cellulare con la signora abbiamo dovuto camminare per due chilometri. Ma cosa dire ad un'anziana signora ultraottantenne, per di più gentilissima e convintissima che il suo appartamento sia dotato di ogni genere di comfort? Siamo riuscite a farci fare lo sconto e siamo rientrate a Milano con due giorni di anticipo. In fondo questo inconveniente è stato divertente. Non ci siamo lavate per due giorni, ma fa niente. *

Adesso vorrei parlarvi di un argomento serio e cioè di una nuova terapia, la Avatar [4] Therapy, inventata da un famoso psichiatra, Julian Leff [5] per curare il problema delle voci immaginarie.

Ho letto di questo argomento su un articolo pubblicato di recente sul sito del quotidiano La Repubblica e sono rimasta molto impressionata dall'entità del fenomeno: solo in Italia ne soffrono più di due milioni di persone e cioè il 4% della popolazione totale. Ma la cosa che mi ha sorpreso maggiormente è che molte di queste persone non sono affatto schizofreniche, ma sono persone assolutamente normali, che iniziano a sentire le voci generalmente dopo un lutto, dopo un trauma fisico-emotivo come il coma, oppure dopo un periodo di depressione. Il fenomeno procura in chi ne soffre una grandissima angoscia e depressione. Questo disturbo inoltre non è sempre presente: si può verificare una volta al mese, una volta a settimana, oppure in maniera del tutto episodica. E adesso parliamo di come funziona la nuova terapia.

Con un software il dottor Leff crea degli Avatar: dà cioè una rappresentazione virtuale alle varie voci, assegnandogli un volto [6] ed una personalità, a seconda delle indicazioni fornite [7] dai singoli pazienti. I pazienti poi durante la seduta psichiatrica parlano con l'Avatar attraverso uno schermo, mentre in un'altra stanza Leff detta le parole all'Avatar stesso. Lo scopo di questi dialoghi è abituare il paziente a combattere con le proprie voci interiori, cercando di sconfiggerle o di subirne sempre meno l'influenza. Se i pazienti non sanno cosa rispondere all'Avatar, possono chiedere aiuto allo psichiatra, che suggerisce [8] la risposta più adatta. Devo confessarvi che a me questo metodo sembra davvero surreale, ma pare che funzioni. In due casi le voci sarebbero addirittura scomparse. Leff ha raccontato che tra i suoi pazienti c'è stato un caso molto divertente: quello di un produttore cinematografico di settanta anni, che veniva disturbato ogni giorno alle quattro del mattino dalla voce di una dirigente che "faceva riunioni" in casa sua. L'uomo era assolutamente convinto che la donna fosse reale. Di fronte a questa convinzione lo psichiatra non ha mai osato controbattere [9]. Ha solo suggerito al paziente di far capire alla sua voce che non era per niente professionale tenere le riunioni alle 4 del mattino. Il metodo ha funzionato: adesso la dirigente si presenta in orari più umani. *

Ed ora come al solito concludiamo con la Signora Vinciguerra.

Dovete sapere che anche la mia vicina di casa da qualche tempo sente una strana voce. Compare sempre verso l'una del mattino e dura pochi minuti. Fortunatamente la Signora ha scoperto che esiste questa Avatar Therapy ed ora vorrebbe che io la aiutassi a metterla in pratica con lei. Io rimango perplessa, non so niente di psichiatria e poi non sono un'esperta d'informatica. Non saprei proprio come creare questo Avatar. Ma lei insiste e così riesce a convincermi. Inizio l'impresa facendomi raccontare che tono ha questa voce, che cosa dice e che volto potrebbe avere se fosse una persona reale. Decidiamo poi di dare alla voce il volto del Signor Pistoni. Sarà lui il nostro Avatar. Dopo averlo convinto a partecipare alla cura, facciamo sedere il nostro vicino di casa dietro ad una cornice di cartone, che servirà da finto schermo del computer. Gli facciamo poi mettere gli auricolari collegati al cellulare e gli diciamo di aspettare le mie istruzioni. Sarò io infatti a fare la parte del Professor Leff e dalla cucina della Signora Vinciguerra, con un altro cellulare, gli dirò le frasi che dovrà pronunciare. La Signora Vinciguerra sarà in soggiorno, seduta di fronte a lui e cercherà di ribattere [10]. Nel caso non sapesse cosa rispondere, verrà in cucina e chiederà il mio aiuto. Poi tornerà di nuovo in sala e continuerà la sua conversazione. Il piano sembra perfetto. Decidiamo di iniziare l'esperimento la sera tardi, così sarà tutto più realistico. Ma proprio nel mezzo della nostra seduta pseudo psichiatrica compare la voce vera. Sembra provenire da molto lontano. Parla con tono minaccioso e dice cose tremende: - Ti inseguirò ovunque col mio coltello affilato [11] e ti ammazzerò.

Ci sarà sangue ovunque... La Signora Vinciguerra comincia a tremare di paura, mentre io mi nascondo sotto il tavolo. Il Signor Pistoni invece si alza dalla sedia, mette la cornice di cartone a terra e appoggia l'orecchio ad una parete della sala. Poi dice: - Ma è lo scrittore che abita nel palazzo di fianco! Sta rileggendo le bozze [12] del suo manoscritto. Voi due siete matte da legare [13]! e se ne va senza più dire nessun'altra parola. *

Bene, care ascoltatrici e cari ascoltatori, siamo arrivati alla fine di questa puntata.

Ci risentiamo il 30 settembre sul sito www.podclub.ch. Vi racconterò di un'amica dal carattere molto particolare, parleremo poi di un po' di attualità e infine della Signora Vinciguerra. Ciao e a presto.

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