Leaving Paris - Part 2
Servizi di trasporto La differenza enorme fra Roma e Parigi sono i servizi pubblici: mi piace sempre dire che a Roma sai più o meno quando parti, ma non sai mai con precisione quando arrivi.
Molte linee degli autobus sono prive di orari, e gli autobus sono sempre o quasi sempre in ritardo, i controllori scontrosi e poco professionali. Lo stesso vale per la metro. A Roma ci sono solo 2 linee della metro, quindi spesso l'autobus è l'unica soluzione per spostarsi e almeno raggiungere il centro. Non molto diverso è il servizio dei treni. Penso che l'Italia sia uno dei pochi paesi in cui il ritardo è “istituzionalizzato”, cioè c'è un cartello in cui vengono mostrati i minuti di ritardo. Dopo essere tornato da Parigi, sono diventato impaziente, considerando il divario enorme fra prezzo e qualità del trasporto A Parigi invece si sa quando si parte e si sa quando si arriva, perchè la rete della metro si estende praticamente su tutta la città. Ogni tanto c'è qualche disservizio, ma per la quantità di persone che vengono servite ogni giorno, costituiscono un dettaglio. La cosa che non mi piace troppo è che in alcune linee – soprattutto la 4 e la 2 – sono spesso strapiene di gente, soprattutto all'ora di punta. Stare in un vagone in cui si riesce appena a respirare e che magari si ferma per un guasto al sistema elettrico è un'esperienza da dimenticare, ma è successa per fortuna solo raramente. E anche gli autobus funzionano bene, e ogni fermata mostra sempre e comunque gli orari, anche quelli notturni Negozi, supermercati, e ristoranti C'è un mito che va sfatato: che la gente nei bar, negozi e ristoranti a Parigi sia sempre scostante e antipatica.
Non mi è MAI capitato in 3 anni di incontrare una persona antipatica, l'unica volta in cui è successa una cosa sgradevole è stata con un cameriere, ma era italiano. Il motivo? Ce ne sono vari, credo. Come dico sempre, tutto dipende da come ci si pone. Quando entro in un negozio, in una farmacia, ho sempre un sorriso o una domanda di curiosità, o una battuta nei confronti di chiunque, e bastano dei piccoli dettagli per avere le conversazioni più interessanti e gradevoli anche con persone appena conosciute, e con le quali si ha a che vedere per motivi “commerciali”. Sapersi porre è una norma generale, ma ovviamente è molto importante conoscere un minimo il “codice” con cui parlare con le persone. Per i francesi entrare in un posto pubblico e non dire neanche “Bonjour” è spesso molto irritante, e di conseguenza, rispondono con altrettanta irritazione. Da qui scaturisce una serie di malintesi fra il parigino ed il turista, che parli francese o no. Molto spesso sento dire che gli Italiani sono un popolo “caloroso” e sempre contento e aperto, ma provate a chiedere qualche informazione ad un conducente dell'autobus che è appena arrivato al capolinea, o ad entrare in qualche negozio del centro per chiedere un caffé, e a volte potreste ricevere qualche risposta a mezza bocca, o addirittura un sorriso di scherno. Da quello che ho appena scritto, potreste pensare che Parigi è una città di gente educata e Roma di zoticoni, il che sarebbe una banalizzazione enorme e pericolosa. A Parigi ci sono persone maleducate come a Roma, così come ci sono persone gentile e calorose. Il punto è che bisogna scavare per andare oltre gli stereotipi. Un Parigini non mai arrogante per il semplice fatto di essere parigino, così come un romano non è sempre gioviale ed aperto per il fatto di essere romano, e, ancora una volta, spesso ciò che conta moltissimo è il modo in cui ci approcciamo agli altri, se parliamo la loro lingua o meno, se conosciamo e sappiamo interpretare codici e comportarmenti altrui.