Serbi del Kosovo: votare o restare senza lavoro
In Kosovo oggi si stanno svolgendo le elezioni municipali. Per la prima volta dal 2008, quando è avvenuta l'autoproclamazione della repubblica albanese, alle elezioni devono partecipare anche i serbi del Kosovo. Le elezioni mirano in sostanza a fissare lo status del Kosovo in qualita' di Stato indipendente e significheranno la separazione definitiva dalla Serbia dei serbi kosovari. In aprile dell'anno corrente, sotto le pressioni da parte di Washington e Bruxelles, Belgrado e Pristina hanno firmato un accordo sulla “normalizzazione” dei rapporti. Con questo accordo a Pristina venivano passati tutti i diritti di organizzazione e di svolgimento delle elezioni municipali. Prima della firma dell'accordo in questione il diritto formale di organizzare le elezioni locali spettava alla Serbia che non ha mai riconosciuto il regime di Pristina.
L'analista dell'Istituto di studi slavi dell'Accademia delle scienze russa, Georgij Enghelgardt, ha rilevato che le attuali elezioni significano di fatto la fine della presenza nominale della Serbia nel Nord del Kosovo. Dopo le elezioni tutte le strutture serbe del Kosovo e della Metochia cesseranno di esistere. Il loro posto verra' preso da istituzioni albanesi. Dice Georgij Enghelgardt:
Si tratta di una nuova grande concessione da parte di Belgrado. La Serbia sta facendo quello che vogliono Bruxelles e Washington: riconosce il Kosovo in maniera incondizionata.
Naturalmente Belgrado rinuncia ai serbi del Kosovo pensando all'adesione all'Unione Europea. Non è chiaro pero' che cosa le fa pensare che sia possibile. Dice Georgij Enghelgardt.
La Serbia non s'inquadra nel contesto dell'Europa unita nè dal punto di vista della sua economia, nè dal punto di vista del suo sistema giuridico. Nulla fa pensare che nei prossimi decenni possa diventare membro dell'Unione Europea.
Rimane pero' un interrogativo al quale, per ora, nessuno sembra disposto a rispondere. Se la Serbia si ritira, chi difendera' gli interessi della minoranza serba in Kosovo? La polizia albanese non lo fara' di sicuro. Ci dispiace per il fatto che i serbi del Kosovo vengano spinti alle urne non solo da Washington e Bruxelles, ma anche dalle autorita' di Belgrado. Sentiamo il commento di Anna Filimonova, esperto del Centro di studi sui problemi della crisi balcanica.
Le autorita' di Belgrado spingono i serbi alle urne con minacce e ricatto. Hanno minacciato di licenziare i serbi che lavorano nelle amministrazini locali, negli enti sanitari e nelle scuole, se loro e le loro famiglie non andranno a votare.
Dal 2008 il Kosovo è stato riconosciuto da un centinaio di Stati che sono membri dell'ONU. Tra i 28 Stati dell'Unione Europea quelli che non riconoscono il regime di Pristina sono la Grecia, la Spagna, Cipro, la Romania e la Slovacchia. La Russia si rifiuta di riconoscere lo stato kosovaro perchè all'atto di proclamazione del Kosovo è stato violato lo Statuto dell'ONU. Non riconoscono Kosovo neanche Cina, India, Georgia, Brasile, Israele e ancora una sessantina di paesi.