Vincent Van Gogh | La chiesa di Auvers - YouTube
Quest'opera ci avvicina inesorabilmente alla morte di Vincent van Gogh perché
venne realizzata poche settimane prima della sua tormentata fine. La versione
ufficiale vuole che il pittore sia morto suicida a seguito di un colpo sparatosi al
petto con una rivoltella. Ma recentemente due storici dell'arte hanno ipotizzato
che l'artista sia stato accidentalmente ucciso per mano di due ragazzini che da
tempo lo tormentavano giocando con una pistola.
Vincent non avrebbe detto nulla, sia perché era comunque sua intenzione
uccidersi, sia per non mettere nei guai i due giovani. Ma questa teoria rimane tutta da provare.
Un fatto è certo, Van Gogh soffriva di
disturbi mentali sulle cui cause sono state fatte mille diagnosi diverse. Tra
queste ci sono la schizofrenia, il disturbo bipolare, la sifilide,
l'avvelenamento da ingestione di vernici, l'epilessia e molto altro.
Fatto sta che l'artista, dopo essere stato ricoverato presso l'ospedale
psichiatrico di Saint-Rémy de Provence, nel sud della Francia, si stabilì a Auvers-
sur-Oise, un paese nei pressi di Parigi. Il fratello Théo, temendo per la salute di
Vincent, lo spinse a incontrare il dottor Gachet, anch'egli pittore, che accettò
di occuparsi di lui. In soli due mesi che separarono il suo
arrivo ad Auvers il 21 maggio 1890 dalla sua morte, accaduta il 29 luglio dello
stesso anno, il pittore ebbe un exploit creativo, producendo più di un quadro al
giorno e diversi disegni. Tra questa settantina di dipinti c'è anche l'opera
davanti ai vostri occhi che Vincent van Gogh dedicò alla chiesa di Auvers.
L'artista rappresenta l'edificio sacro, eretto nel XIII secolo, dall'abside, la
parte opposta alla facciata, con un punto di vista che comprende la biforcazione
di due stradine che sembrano stringere la chiesa in una morsa. Unica presenza
umana è una donna rappresentata di spalle.
Attraverso lo sguardo del pittore, l'edificio assume un aspetto inquietante.
Il monumento infatti è rappresentato in ombra quindi per noi osservatori
dovrebbe essere in controluce, ma non c'è il sole e al suo posto
campeggia un cielo plumbeo. Anche se la chiesa è riconoscibile, la tela non ci
propone un'immagine fedele alla realtà quanto piuttosto una forma d'espressione
di quest'ultima in cui l'edificio sembra vivere di vita propria grazie al suo
aspetto deformato. Siamo di fronte all'opera di un artista così fragile e ipersensibile da presentarci la visione allucinata della realtà come lui la percepiva.