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Artesplorando (canale YouTube), Michelangelo - La volta della Cappella Sistina | storia dell'arte in pillole - YouTube

Michelangelo - La volta della Cappella Sistina | storia dell'arte in pillole - YouTube

Nel 1508 papa Giulio II decise di dare un aspetto nuovo alla Cappella Sistina e con

questa idea affidò al genio di Michelangelo il compito di realizzare una nuova decorazione

sulla superficie della volta. Dopo un primo progetto semplificato, il maestro propose un

ciclo molto complesso. L'artista tenne conto degli affreschi quattrocenteschi alle pareti

e decise di aggiungere gli episodi della Genesi biblica che a essi si integravano.

Michelangelo dipinse un'imponente struttura architettonica che si sovrappose alla volta

reale inquadrando le scene. Si tratta di una griglia architettonica che crea un'illusione di

spinta verso l'alto e sfondamento. Non solo, serve anche a racchiudere i soggetti nelle varie fasce.

Probabilmente fu lo stesso Giulio II a suggerire la raffigurazione di figure umane dentro

un'organica struttura architettonica. Tuttavia, su questo originario programma figurativo,

Michelangelo sollevò diverse perplessità. Allora il papa diede carta bianca all'artista

che sviluppò così un'opera originale e colossale. Un affresco enorme, risultato della fatica e della

sapienza compositiva senza pari di Michelangelo. La volta della Cappella Sistina fruttò all'artista

la stima dei contemporanei tra cui Raffaello e lo stesso pontefice. Ma vediamo come si

dispiega davanti a noi questo complesso percorso figurativo e spirituale e ci porta vicino alla

sfera divina. La vasta architettura dipinta ripartisce la volta in 3 fasce concentriche.

Nella fascia centrale prendono vita le immagini della Genesi e coppie di

Ignudi che sorreggono medaglioni figurati. Nell'ordine intermedio o seconda fascia,

abbiamo degli imponenti troni fiancheggiati da pilastri sui quali siedono Profeti e Sibille.

La terza fascia è quella più esterna e confina con i dipinti alle pareti. Nelle

lunette e nelle vele in cima alle pareti sono raffigurati gli Antenati di Cristo,

mentre nei quattro angoli sono illustrati episodi della salvazione del popolo d'Israele. Le figure

dipinte, esattamente come avveniva per le sculture di Michelangelo,

sembrano volersi liberare dalla stessa materia pittorica esprimendo una drammatica plasticità.

L'isolamento delle figure è esaltato da un moto convulso fatto di torsioni muscolari.

Sono idealizzate, assumendo un significato spirituale universale. Un altro aspetto

straordinario è costituito dai colori. Il restauro eseguito tra il 1980 e il 1989 ha portato alla

luce tutta l'intensità e la ricchezza cromatica della pittura originale. I colori sono accesi,

puri, quasi metallici, stesi sull'intonaco della volta con decise pennellate sovrapposte in una

specie di gigantesco tratteggio. Michelangelo attraversò grandi difficoltà nel realizzare gli

affreschi della volta, perché tutta questa mole di lavoro la affrontò con pochi aiuti,

in un quotidiano confronto fra il genio dell'artista e i limiti fisici dell'uomo.

L'inaugurazione avvenne il 1 novembre del 1512 alla presenza di Giulio II che da quel momento

amò profondamente la Cappella Sistina e l'artista che ne aveva completamente cambiato l'aspetto.

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