Gian Lorenzo Bernini - Apollo e Dafne | storia dell'arte in pillole - YouTube
Quanta meraviglia in questo artista.
Gian Lorenzo Bernini è stato uno dei massimi rappresentanti del barocco italiano, un virtuoso
della scultura fin dalle prime opere.
Un esempio è il gruppo scultoreo di Apollo e Dafne una delle opere giovanili dell'artista,
commissionata da Scipione Borghese, collezionista di molti capolavori del Bernini.
La scultura raffigura un famoso episodio mitologico presente nelle Metamorfosi, poema scritto
dal poeta romano Ovidio.
Secondo il racconto, il dio della musica Apollo era perdutamente innamorato della ninfa Dafne,
la quale però aveva dedicato la propria vita ad Artemide, dea della caccia.
Ma l'amore di Apollo era incontenibile e per questo motivo Dafne chiese aiuto al padre
Ladone, dio dei boschi, il quale, per proteggere la figlia, la tramutò in un albero di alloro.
L'episodio venne ripreso da molti artisti e poeti del XV e del XVI secolo, facendo diventare
la ninfa un simbolo di virtù e di morale cristiana perché rispettò il suo voto di
fedeltà nei confronti di Artemide.
Bernini fissò nel marmo il momento esatto in cui avviene la trasformazione: Dafne è
stata raggiunta da Apollo, ma nello stesso istante la ninfa vede esaudita la sua preghiera
al padre e comincia la metamorfosi.
È una rappresentazione di forte drammaticità, il viso di Dafne è contratto in un grido
soffocato, perché la natura umana la sta abbandonando.
Le mani si trasformano in rami, i capelli diventano foglie, le dita dei piedi radici
e la pelle corteccia.
L'artista riuscì a cogliere perfettamente il movimento nello spazio, grazie allo studio
della posizione dei due corpi: Apollo è completamente appoggiato alla gamba destra mentre Dafne
è sollevata e inarcata nello slancio della corsa.
L'equilibrio dei protagonisti è precario e tutto il gruppo scultoreo sembra sospeso
nell'aria.
Per ottenere questo effetto lo scultore usò blocchi di marmo diversi, a differenza di
Michelangelo che scolpiva un unico pezzo di marmo.
La splendida lavorazione del marmo e la tensione psicologica rendono quest'opera una delle
più belle sculture barocche.
È straordinario come Bernini seppe rendere la materia con lavorazioni diverse: dalla
morbidezza del mantello di Apollo, alle sottili foglie nella parte alta della scultura che
fanno trasparire la luce, alla pesantezza e rugosità del corpo della ninfa dove si
fa corteccia.
La scultura non ha un punto di vista privilegiato ma si muove nello spazio.
Quest'opera è una delle icone assolute della
storia dell'arte.