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Artesplorando (canale YouTube), Caravaggio - la morte della Vergine - YouTube

Caravaggio - la morte della Vergine - YouTube

Il 14 giugno del 1601 Caravaggio ricevette una nuova commissione da parte

dell'Avvocato Laerzio Cherubini Da Norcia: una pala d'altare raffigurante la

Morte della Vergine per la sua cappella privata nella chiesa di Santa Maria

Della Scala in Trastevere, uno dei quartieri più poveri di Roma.

La chiesa, affidata a un ordine religioso, era il centro del culto della Vergine

Maria, alla quale, le donne del rione, rivolgevano le loro preghiere ricolme di

fede e speranza. La tradizione cristiana vuole che Maria

non muoia, ma semplicemente si “addormenti nel Signore” prima d'essere direttamente

trasferita, anima e corpo, in Paradiso. Come il concepimento e la nascita del

figlio, così anche la sua morte è un miracolo senza carne, un miracolo puramente spirituale.

Ma per quel rivoluzionario e rissoso di Caravaggio

la Vergine non è immateriale, al contrario, è in carne e ossa,

anzi, carne e ossa morte. La luce che irrompe violentemente da sinistra fa

emergere il volto di Maria che ci appare tutt'altro che sereno, non sembra che si

sia addormentata nell'attesa di Cristo, non c'è poesia. C'è solo la sua pelle

verdastra, il suo corpo gonfio che smascherano la sofferenza vera del suo

trapasso. Gli apostoli sono riuniti intorno al capezzale con il capo chino

di chi partecipa alla sofferenza mentre, Maria Maddalena, è distrutta dal dolore e

si abbandona alle lacrime. Se Maria si fosse semplicemente

addormentata, perché tutto questo dolore? Perché questa sofferenza?

La risposta è che, nella rappresentazione di Caravaggio,

Maria sta veramente lasciando questo mondo e, ovunque stia andando, non sarà

più qui con noi e questa è una ragione sufficiente per piangere e soffrire.

Tutto ciò, considerando anche la scenografia povera dentro cui si

sviluppa la scena, alimentò le dicerie che il pittore avesse usato, come modella,

una prostituta morta annegata nel Tevere, il fiume che attraversa Roma. I

Carmelitani, rettori della Chiesa, rimasero disgustati dal modo in cui fu

resa Maria e restituirono l'opera al pittore, considerandola scandalosa e

blasfema. Caravaggio ne fu amareggiato, ma non cessò di portare avanti la sua

ricerca della realtà ed è proprio attraverso di essa che, con il suo

pennello e con il suo messaggio, arrivò a riscaldare i cuori e le anime delle

persone umili, portando la presenza di Dio nella loro quotidianità.

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