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Imparo l'italiano con Pinocchio, 41 - Imparo l'italiano con Pinocchio

Intermedio 1 di italiano lesson to practice reading

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41 - Imparo l'italiano con Pinocchio

Capitolo 41

Finalmente il carro arriva. E arriva senza fare il più piccolo rumore, perché le sue ruote sono coperte da stracci.

Lo tirano dodici coppie di ciuchini, tutti della stessa grandezza, ma di diverso colore.

Alcuni sono grigi, altri bianchi, altri a macchie bianche e nere, altri a righe gialle e azzurre. Ma la cosa più strana di tutte è questa: che quei ventiquattro asinelli hanno ai piedi degli stivali da uomo, bianchi.

Il conduttore del carro è un omino più largo che lungo, con un visino rosa, una bocca piccola che ride sempre e una voce sottile e affettuosa.

Tutti i ragazzi appena lo vedono se ne innamorano subito e cercano di montare sul suo carro per primi, per essere portati da lui in quel fantastico Paese dei Balocchi.

Infatti il carro è già tutto pieno di ragazzetti fra gli otto e i dodici anni, ammucchiati uno sopra l'altro, come tante acciughe in un vasetto. Stanno male, stanno schiacciati, non possono quasi respirare.

Ma nessuno dice ohi!, nessuno si lamenta. La consolazione di sapere che fra poche ore saranno in un paese dove non ci sono né libri, né scuole, né maestri, li rende così contenti che non sentono né i disagi, né la fame, né la sete, né il sonno.

Appena il carro si ferma l'ometto guarda Lucignolo e pieno di cortesia gli domanda sorridendo:

− Dimmi, mio bel ragazzo, vuoi venire anche tu in quel fortunato paese?

− Sicuro che ci voglio venire.

− Ma ti avverto, carino mio, che nel carro non c'è più posto. Come vedi è tutto pieno!

− Pazienza! − risponde Lucignolo. − Se non c'è posto dentro, starò in mezzo agli asinelli, sulla sbarra di legno.

Fa un salto e si mette a sedere fra gli animali.

− E tu, amor mio? − dice tutto gentile l'ometto a Pinocchio. − Che cosa vuoi fare? Vieni con noi, o rimani qui?

− Io rimango, − risponde Pinocchio. − Io voglio tornare a casa mia: voglio studiare e voglio essere bravo a scuola, come fanno tutti i ragazzi perbene.

− Buon per te!

− Pinocchio! − dice allora Lucignolo. − Ascoltami: vieni via con noi e staremo allegri.

− No, no, no!

− Vieni via con noi e staremo allegri! − urlano tutte insieme un centinaio di voci dentro al carro.

− E se vengo con voi, che cosa dirà la mia buona Fata? − dice il burattino che sta cominciando a cambiare idea.

− Non ci pensare! Pensa invece al paese dove potremo fare chiasso dalla mattina alla sera!

Pinocchio non risponde, ma fa un sospiro. Poi fa un altro sospiro, poi un terzo sospiro. Alla fine dice:

− Fatemi un po' di posto: voglio venire anch'io!

− I posti sono tutti pieni, − risponde l'ometto, − ma per mostrarti quanto sei il benvenuto, posso darti il mio posto sopra il carro.

− E tu?

− Io farò la strada a piedi.

− Assolutamente no, non lo permetto. Preferisco

piuttosto salire sopra uno di questi ciuchini!− grida Pinocchio.

Detto fatto, si avvicina al ciuchino più vicino e cerca di salirci sopra. Ma l'animale si gira improvvisamente, gli dà un gran colpo con il muso nello stomaco e il burattino cade per terra.

Tutti i ragazzi ridono come matti a vedere Pinocchio a gambe all'aria.

Ma l'Omino non ride. Si avvicina pieno di amore al ciuchino ribelle e, facendo finta di dargli un bacio, gli morde invece a sangue l'orecchio destro.

Intanto Pinocchio si alza da terra tutto arrabbiato e salta sopra la groppa del povero animale. E il salto è così bello che i ragazzi smettono di ridere e cominciano a urlare: “Viva Pinocchio!”, e battono tutti le mani.

Ma all'improvviso l'asinello alza tutt'e due le gambe di dietro e con un forte movimento butta il burattino in mezzo alla strada.

Allora grandi risate daccapo, ma l'Omino, invece di ridere, si avvicina di nuovo con tanto amore al nervoso ciuchino e con un bacio gli morde a sangue l'altro orecchio. Poi dice a Pinocchio:

− Prova di nuovo e non avere paura. Ho detto due paroline nelle orecchie del ciuchino e spero di averlo reso tranquillo e ragionevole.

Il burattino monta e il carro comincia a muoversi, ma mentre i ciuchini galoppano e il carro corre sulla strada, gli sembra di sentire una voce debole debole che gli dice:

− Povero credulone! Hai voluto fare a modo tuo, ma te ne pentirai!

Pinocchio, quasi impaurito, guarda di qua e di là, per scoprire da dove vengano queste parole, ma non vede nessuno. I ciuchini galoppano, il carro corre, i ragazzi dentro al carro dormono, Lucignolo russa come un ghiro e l'Omino canta piano:

− Tutti la notte dormono. E io non dormo mai...

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Parole difficili del capitolo 41

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uno straccio : pezzo di stoffa vecchio e consumato

un asino: animale simile al cavallo ma più piccolo, usato per fare lavori pesanti; ciuco, somaro

un ciuchino: piccolo asino, asinello, piccolo somaro

un omino: piccolo uomo

il conduttore: la persona che guida un veicolo come una macchina o un carro

ammucchiato: che forma un mucchio, un gruppo; una grande quantità di oggetti uno vicino all'altro

schiacciato: premuto con forza; compresso

il disagio: la fatica, la scomodità

il chiasso: rumore forte e confuso

un sospiro: respiro forte e profondo per esprimere sollievo o desiderio

il muso: la “faccia” di un animale

la groppa: la schiena di un animale

daccapo: di nuovo

un credulone: persona molto ingenua che crede a tutto quello che gli si dice

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