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Imparo l'italiano con Pinocchio, 31 - Imparo l'italiano con Pinocchio

Intermedio 1 di italiano lesson to practice reading

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31 - Imparo l'italiano con Pinocchio

Capitolo 31

All'inizio, la buona donna, dice di non essere la piccola Fata dai capelli turchini. Ma dopo un poco lo ammette:

− Sei furbo, Pinocchio! Come hai capito che ero io?

− Perché ti voglio tanto bene!

− Ti ricordi? L'ultima volta che ci siamo visti ero una bambina, e adesso sono una donna. Tanto donna che potrei essere la tua mamma.

− Sono contento! Così, invece di sorellina, ti chiamerò mamma. È da tanto tempo che vorrei avere una mamma come tutti gli altri ragazzi! Ma come hai fatto a crescere così presto?

− È un segreto.

− Insegnamelo: vorrei crescere un poco anche io. Guarda! Sono sempre rimasto alto come un bambino.

− Ma tu non puoi crescere, − risponde la Fata.

− Perché?

− Perché i burattini non crescono mai. Nascono burattini, vivono burattini e muoiono burattini.

− Oh! Sono stufo di essere sempre un burattino! − grida Pinocchio. − Anche io voglio diventare un uomo come tutti gli altri.

− E lo diventerai, se saprai meritartelo...

− Davvero? E cosa posso fare per meritarmelo?

− Una cosa facilissima: abituarti a essere un ragazzino perbene.

− Perché? Non lo sono?

− Per niente! I ragazzi perbene sono ubbidienti e tu invece...

− E io non ubbidisco mai.

− I ragazzi perbene amano studiare o lavorare, e tu...

− E io invece faccio il vagabondo tutto l'anno.

− I ragazzi perbene dicono sempre la verità...

− E io sempre le bugie.

− I ragazzi perbene vanno volentieri a scuola...

− E io la scuola non la sopporto. Ma da oggi voglio cambiare vita!

− Me lo prometti?

− Lo prometto. Voglio diventare un ragazzino perbene e voglio aiutare il mio babbo... Dov'è il mio babbo adesso?

− Non lo so.

− Avrò ancora la fortuna di rivederlo e abbracciarlo?

− Credo di sì. Anzi, ne sono sicura.

Dopo questa risposta Pinocchio è così felice che prende le mani della Fata e comincia a baciarle con grande entusiasmo. Poi alza il viso, la guarda con amore e le domanda:

− Dimmi, mammina: dunque non è vero che sei morta?

− Sembra di no, − risponde sorridendo la Fata.

− Se tu sapessi che dolore quando ho letto sulla tua tomba Qui riposa...

− Lo so: ed è per questo che ti ho perdonato. La sincerità del tuo dolore mi ha fatto sapere che hai un buon cuore. E c'è sempre speranza per i ragazzi buoni di cuore, anche se un po' monelli ed educati male. C'è sempre speranza che tornino sulla vera strada. Ecco perché sono venuta a cercarti. Io sarò la tua mamma...

− Oh! Che bella cosa! − grida Pinocchio saltando dalla gioia.

− Tu mi ubbidirai e farai sempre quello che ti dirò io.

− Volentieri, volentieri, volentieri!

− Da domani, − aggiunge la Fata, − comincerai ad andare a scuola.

Pinocchio diventa subito un po' meno allegro.

− Quando avrai finito la scuola sceglierai il lavoro che preferisci.

Pinocchio diventa serio.

− Che cosa c'è? − domanda la Fata un po' delusa.

− Dicevo... − dice il burattino a bassa voce, − che ormai per andare a scuola mi sembra un po' tardi...

− Nossignore. Ricordati che per istruirsi e per imparare non è mai tardi.

− Ma io non voglio lavorare...

− Perché?

− Perché a lavorare faccio fatica.

− Ragazzo mio, − dice la Fata, − quelli che dicono così, finiscono quasi sempre o in prigione o all'ospedale.

L'uomo, nato ricco o povero, è obbligato in questo mondo a fare qualcosa. Guai a essere pigri. La pigrizia è una bruttissima malattia, bisogna guarirla subito, da ragazzi: sennò, quando siamo grandi, non guariamo più.

Queste parole convincono profondamente Pinocchio, che alza vivace la testa e dice alla Fata:

− Io studierò, io lavorerò, io farò tutto quello che mi dirai, perché la vita del burattino non mi piace più e voglio assolutamente diventare un ragazzo. Me l'hai promesso, vero?

− Te l'ho promesso, e ora dipende da te.

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Parole difficili del capitolo 31

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Ammettere : riconoscere apertamente; acconsentire

Furbo: molto bravo nell'agire per il proprio vantaggio, superando le difficoltà, sfuggendo ai pericoli; astuto, scaltro

Meritare: essere degno di qualcosa

Deluso: che prova delusione; rattristato perché le proprie speranze non corrispondono alla realtà

Istruirsi: educarsi; studiare per assumere conoscenza

La pigrizia: caratteristica di chi è pigro o svogliato, di chi non ha voglia di lavorare

Convincere: indurre qualcuno a riconoscere la verità, la giustezza di qualcosa; persuadere

Promettere: impegnarsi a fare qualcosa; garantire; assicurare qualcosa a qualcuno

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