22 - Imparo l'italiano con Pinocchio
Capitolo 22
Dopo una mezza giornata di cammino arrivano a una città chiamata Acchiappa−Citrulli.
Appena entrato in città Pinocchio vede tutte le strade piene di cani spelacchiati che chiedono da mangiare, di pecore senza pelo che tremano dal freddo, di grosse farfalle che non possono più volare perché hanno venduto le loro bellissime ali colorate.
E tanti altri animali tristi e affamati.
In mezzo a questa folla di poveracci passa ogni tanto una bella carrozza con dentro o una volpe, o una gazza ladra, o un uccellaccio da rapina.
− E il Campo dei Miracoli dov'è? − domanda Pinocchio.
− È qui vicino.
Attraversano dunque tutta la città e si fermano a un campo solitario, che sembra un campo normalissimo.
− Eccoci arrivati, − dice la Volpe al burattino. − Ora fai nella terra con le mani una piccola buca e mettici dentro le monete d'oro.
Pinocchio ubbidisce e ci mette dentro le quattro monete d'oro che gli sono rimaste. E dopo ricopre la buca con un po' di terra.
− Adesso vai alla fontana qui vicino e riempi un secchio d'acqua. Poi torna e annaffia il terreno dove hai seminato.
Pinocchio va alla fontana ma poiché non ha un secchio, si toglie una scarpa, la riempie d'acqua, torna al Campo dei Miracoli e annaffia la terra. Poi domanda:
− Devo fare qualcos'altro?
− Nient'altro, − risponde la Volpe. − Ora possiamo andare via. Tu, poi ritorna qui tra venti minuti e troverai un piccolo albero con i rami pieni di monete d'oro.
Il povero burattino, felicissimo, ringrazia mille volte la Volpe e il Gatto, e promette loro un bellissimo regalo.
− Noi non vogliamo regali, − rispondono. − Noi siamo felici di averti insegnato come arricchirti senza fare fatica. E questo ci basta.
Poi salutano Pinocchio, gli augurano un buon raccolto, e se ne vanno.
Il burattino, ritornato in città, comincia a contare i minuti. Quando gli sembra che sia passato abbastanza tempo, riprende la strada verso il Campo dei Miracoli.
Mentre cammina velocemente il cuore gli batte forte e gli fa tic tac tic tac, come un orologio. E intanto pensa dentro di sé:
− E se invece di mille monete ne trovassi sui rami duemila? E se invece di duemila ne trovassi cinquemila? E se invece di cinquemila ne trovassi centomila? Oh che bel signore che diventerei! Vorrei avere un bel palazzo, mille cavallini di legno, una cantina di liquori dolci e una libreria tutta piena di canditi, di torte, di panettoni, di torroni e di biscotti con la panna.
Mentre fantastica così, arriva vicino al campo e si ferma a guardare se c'è un albero con i rami pieni di monete: ma non vede nulla.
Fa altri cento passi in avanti: e nulla. Entra nel campo, va proprio su quella piccola buca dove ha sotterrato i suoi zecchini, e nulla. Allora diventa molto pensieroso, tira fuori una mano dalla tasca e comincia a grattarsi la testa...
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Parole difficili del capitolo 22
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Citrullo : tonto, stupido
Spelacchiato: di animale con poco pelo, per età o malattia
Una rapina: reato che consiste nell'impossessarsi attraverso la minaccia o la violenza di cose altrui
Il terreno: la terra
Una buca: buco nella terra
Annaffiare: dare dell'acqua a una pianta; per esempio annaffiare i fiori
Arricchirsi: diventare ricchi, fare soldi
Mi basta: è sufficiente per me; è abbastanza per me
Il raccolto: l'insieme dei frutti di una singola coltivazione
La cantina: stanza della casa che si trova sottoterra ed è usata per conservare il vino e altri alimenti
Il liquore: bevanda ad alta gradazione alcolica
Un candito: frutta cotta in sciroppo di zucchero
Un torrone: dolce tipico italiano fatto con mandorle o altra noce, chiara d'uovo, miele e zucchero
Fantasticare: immaginare cose irreali con la fantasia
Sotterrare: mettere sotto terra
Pensieroso: pieno di pensieri
Grattarsi: toccare forte, fregare, con le dita o le unghie la propria pelle; per esempio grattarsi la testa