20 - Imparo l'italiano con Pinocchio
Capitolo 20
Quando Pinocchio sente le parole dei conigli urla tutto impaurito:
− Fata! Fata mia! Dammi subito quel bicchiere! In fretta, per favore, perché non voglio morire! No... Non voglio morire...
Il burattino prende il bicchiere con tutt'e due le mani e lo beve tutto d'un fiato.
− Pazienza! − dicono i conigli. − Per questa volta abbiamo fatto un viaggio a vuoto.
Si mettono di nuovo sulle spalle la piccola bara ed escono dalla stanza, lamentandosi a bassa voce.
Dopo pochi minuti Pinocchio salta giù dal letto, completamente guarito, perché i burattini di legno si ammalano molto raramente e guariscono subito.
Pinocchio comincia a correre per la camera, tutto allegro, e la Fata gli domanda:
− Dunque la mia medicina ti ha fatto bene?
− Benissimo!
− E allora perché non volevi prenderla?
− Perché noi ragazzi siamo fatti così: abbiamo più paura delle medicine che del male.
− Vergogna! I ragazzi dovrebbero sapere che una buona medicina presa in tempo può salvarli da una grave malattia e forse anche dalla morte...
− Oh! Ma la prossima volta la prenderò subito! Mi ricorderò di quei conigli neri, con la bara sulle spalle... E allora prenderò subito il bicchiere in mano, e giù!
− Adesso vieni qui e raccontami perché gli assassini ti volevano uccidere.
Allora Pinocchio racconta alla Fata tutta la storia degli zecchini d'oro di Mangiafuoco, del Gatto e della Volpe, del Campo dei Miracoli e degli assassini.
− E ora le quattro monete dove le hai messe? − gli domanda la Fata.
− Le ho perse! − risponde Pinocchio. Ma dice una bugia, perché invece le ha in tasca.
Appena detta la bugia il suo naso, che è già lungo, diventa un poco più lungo.
− E dove le hai perse?
− Nel bosco qui vicino.
Dopo questa seconda bugia il naso continua a crescere.
− Se le hai perse nel bosco vicino, − dice la Fata, − le possiamo cercare e ritrovare: perché tutto quello che si perde nel bosco vicino si ritrova sempre.
− Ah! Adesso che mi ricordo bene, − risponde il burattino confondendosi, − le quattro monete non le ho perse, ma le ho inghiottite per errore quando ho bevuto la medicina.
Dopo questa terza bugia, il naso gli diventa lunghissimo, che il povero Pinocchio non può muovere la testa.
Se la gira a destra, il naso colpisce il letto o i vetri della finestra. Se la gira a sinistra colpisce le pareti o la porta. Se la alza un po' rischia di colpire la Fata in un occhio.
E la Fata lo guarda e ride.
− Perché ridi? − gli domanda il burattino, tutto confuso e impensierito per il suo naso che cresce.
− Rido della bugia che hai detto.
− Come sai che ho detto una bugia?
− Perché le bugie si riconoscono subito! Esistono due tipi di bugie: ci sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo. La tua è del tipo del naso lungo.
Pinocchio, pieno di vergogna, prova a scappare dalla camera. Ma il suo naso è cresciuto tanto che non riesce a uscire dalla porta.
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Parole difficili del capitolo 20
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Impaurito : con paura
Tutto d'un fiato: senza interruzioni, molto rapidamente
Fare un viaggio a vuoto: fare un viaggio inutilmente
Una bugia: affermazione volontariamente falsa
La tasca: piccolo sacchetto nei pantaloni o nelle giacche dove si infilano le mani o si tengono piccoli oggetti
Ritrovare: trovare qualcosa dopo averla persa
Confondersi: fare confusione
Inghiottire: mandare giù nello stomaco qualcosa che si ha in bocca
Rischiare: mettere a rischio, mettere in pericolo
Impensierito: che è preoccupato, in ansia
Riconoscere: individuare, identificare qualcosa di già conosciuto