11 - Imparo l'italiano con Pinocchio
Capitolo 11
Quando Pinocchio entra nel teatro dei burattini succede una cosa incredibile.
Lo spettacolo è già iniziato e ci sono sul palco i burattini Arlecchino e Pulcinella che recitano e litigano fra di loro.
La folla è tutta attenta e ride di gusto.
Quando all'improvviso Arlecchino smette di recitare e si gira verso il pubblico. Indica con la mano qualcuno in fondo alla sala e comincia a urlare in tono drammatico:
− Dio mio! Sogno o sono sveglio? Ma quello laggiù è Pinocchio!
− Sì! È veramente Pinocchio! − grida Pulcinella.
− È proprio lui! − strilla la signora Rosaura, un altro burattino arrivato in quel momento.
− È Pinocchio! È Pinocchio! − urlano in coro tutti i burattini uscendo da dietro le quinte.
− È Pinocchio! È il nostro fratello Pinocchio! Viva Pinocchio! − continuano.
− Pinocchio, vieni quassù da me! − grida Arlecchino. − Vieni fra le braccia dei tuoi fratelli di legno!
Pinocchio fa un salto e sale sul palco, gli altri burattini lo abbracciano, gli stringono la mano e gli danno dei pizzicotti di amicizia. Si sente come un fratello amato dalla propria famiglia.
La scena è molto commovente, ma il pubblico, vedendo lo spettacolo interrotto, grida:
− Vogliamo la commedia! Vogliamo la commedia!
È tutto inutile, perché i burattini, invece di continuare a recitare, prendono Pinocchio sulle spalle e cantano felici pieni di amore.
Ma in quel momento compare il Burattinaio: un uomo grande, grosso e brutto, che fa paura solo a guardarlo.
Ha una barba nera come l'inchiostro e lunga fino a terra, così lunga che quando cammina la calpesta con i piedi.
La sua bocca è larga come un forno e i suoi occhi sembrano due lanterne di vetro rosso. In mano ha un lunga frusta, fatta di serpenti e code di volpe arrotolate insieme.
Appena arriva il Burattinaio tutti diventano silenziosi: nessuno apre più bocca. Si sarebbe sentita volare una mosca. I poveri burattini, maschi e femmine, tremano come foglie, tanta è la loro paura.
− Perché sei venuto a fare confusione nel mio teatro? − domanda il Burattinaio a Pinocchio, con un terribile vocione d'orco.
− Mi scusi tanto, Signore, non è stata colpa mia...
− Basta così! Stasera faremo i conti!
E prende Pinocchio, lo porta in un'altra stanza e lo appende al muro con un chiodo.
Finito lo spettacolo, il Burattinaio va in cucina, dove sta preparando un bell'arrosto di carne che gira lentamente sopra il fuoco.
Ma, visto che gli manca della legna per finirlo di cuocere, chiama Arlecchino e Pulcinella e dice loro:
− Portatemi qui quel burattino attaccato a quel chiodo.
Mi sembra un burattino fatto di un legno perfetto per bruciare, ottimo per il mio arrosto.
Arlecchino e Pulcinella all'inizio esitano, ma poi hanno troppa paura del loro padrone e obbediscono.
Vanno a prendere il povero Pinocchio e lo portano in cucina per le braccia. Il burattino cerca di scappare, senza riuscirci, e grida disperato:
− Babbo mio, salvami! Non voglio morire! Non voglio morire!
=========================
Parole difficili del capitolo 11
=========================
Il palco : luogo dentro al teatro dove si trovano e recitano gli attori, un poco rialzato, di fronte al pubblico
Litigare: quando due persone o più hanno un violento contrasto e parlano l'una contro l'altra , spesso ad alta voce; avere una discussione violenta
La folla: grande quantità di persone, molte persone
Strillare: urlare, parlare a voce molto alta
Dietro le quinte: luogo dentro al teatro dietro il palco, non visibile al pubblico, dove gli attori si preparano prima di andare in scena
Un pizzicotto: stringere forte con due dita, con il pollice e l'indice, la parte molle del corpo di un'altra persona
Commovente: che commuove, che dà una profonda
Emozione, toccante
Le spalle: parti del corpo umano sotto la testa, ai lati del collo, dove si attaccano le braccia
Il burattinaio: la persona che muove i fili dei burattini
La barba: capelli che crescono sul viso degli uomini, sotto la bocca e sulle guance
Calpestare: schiacciare, premere con i piedi, camminare sopra qualcosa
Il forno: oggetto in cucina dove si cuociono le torte, le lasagne, la pizza, etc.
Una lanterna: oggetto di metallo e vetro usato per fare luce bruciando di solito dell'olio
Una frusta: oggetto usato per dare ordini agli animali, fatto di una lunga corda; usata di solito nel circo con i leoni
Una mosca: piccolo insetto volante molto comune
Tremare: quando una persona ha brevi e ripetute vibrazioni muscolari, di solito per il freddo o la paura
Appendere: attaccare a un sostegno, agganciare; per esempio appendere un quadro sulla parete
Il chiodo: piccolo oggetto di metallo, stretto e lungo, usato per esempio per unire insieme pezzi di legno, nella costruzione di mobili, o come sostegno per i quadri
Esitare: essere poco sicuro su una decisione da prendere; essere indeciso prima di fare un'azione
Mi manca: non ho