Cambia il tuo umore per superare le difficoltà | Terenzio Traisci | TEDxBergamo (1)
Trascrizione: Maria Pericleous Revisore: Alessandra Tadiotto
Il mio intervento è sul cambio dell'umore
e siccome la luce è fondamentale per la serotonina,
che è l'ormone della felicità
volevo chiedere alla regia se si può accendere le luci in sala
così almeno vedo in faccia le persone che ci sono.
Ecco. No, spegni, spegni, che è meglio... No, scherzo. (Risate)
Il mio intervento, appunto,
intervento che vedremo e vivremo insieme
è sul cambio dell'umore.
A quanti interessa cambiare l'umore per superare stress e difficoltà?
A qualcuno interessa, per alzata di mano?
Ah, grandissimi.
Perché magari anche a voi capita di vivere momenti di preoccupazione,
di tensione per le tante cose da fare, sempre meno tempo a disposizione;
oppure le urgenze di altri che dobbiamo sempre risolvere,
mai le nostre cose.
Oppure magari perché abbiamo a che fare
con persone che ci tolgono il sorriso,
perché magari sono un po' stressate, negative,
magari non ci rispettano,
non ci danno ascolto, non ci rispondono e ci deludono.
È anche vero che rispetto a questi problemi esterni,
noi abbiamo un margine d'azione, cioè il nostro stato d'animo.
Perché cambiando lo stato d'animo
riusciamo ad ammortizzare meglio i colpi della vita,
ma anche ad interpretare in modo diverso quello che ci succede.
Perché si può fare, e perché l'abbiamo già fatto.
A qualcuno di voi è capitato, guidando - qualcuno di voi guida?
Qualcuno ha la patente, guida con la patente?
(Risate)
Perché è importante questa cosa.
Magari vi sarà capitato che qualcuno vi tagli la strada.
Ovviamente è una cosa che dà fastidio a tutti.
È anche vero che vi sarà capitato almeno una volta
che la persona che vi taglia la stada magari si scusi.
Ovviamente la reazione nostra, il nostro stato d'animo,
ma anche l'interpretazione di quel problema è completamente diversa
rispetto a quando vediamo la stessa persona
che magari ci infama, vuol aver ragione e si arrabbia, giusto?
E quindi lo stesso problema può essere visto in modo diverso.
A qualcuno è capitato?
Qualcuno si starà chiedendo:
"Ma come mai questo ci fa domande, ci fa alzare la mano.
Perché ci fa alzare la mano?"
(fa ripetere la domanda ai spettatori) Tutti insieme, non ognuno dentro di sé.
Bella domanda, vi ringrazio, non me l'aspettavo, sinceramente.
Nel momento in cui alziamo le braccia
- c'è una ricerca, che ho messo nel mio libro -
si abbassa il livello del cortisolo nel sangue che, insieme all'adrenalina,
sapete che è uno degli ormoni principali dello stress.
È quello che ci porta tensione muscolare
e poi magari ci porta ad avere dolore al collo, alla cervicale, alle spalle.
E però è anche responsabile dell'abbassamento
del livello di ossigeno al nostro cervello per portarlo verso i muscoli.
Inoltre, il cortisolo va a bloccare l'attività della serotonina e dopamina,
che sono responsabili della capacità visiva, di memoria e di concentrazione.
Quindi ovviamente stando così, proviamo stare così, fa anche arieggiare un po'.
Sembra una rapina. Però allegra, una rapina allegra.
Ovviamente non staremo quaranta minuti così:
ma avete visto, per elaborare la risposta alzate e abbassate le braccia.
Quando si alzano, e quindi ci muoviamo
il nostro cervello dà l'input per il rilascio di endorfine
che conoscono tutti, sono gli ormoni del benessere,
antidolorifici naturali del nostro corpo,
chi è che non ha due endorfine in macchina che se le spara ogni tanto.
E quindi le endorfine ci mettono nelle condizioni migliori
perché altrimenti sembra un po' come - stando seduti così come siete voi,
e magari c'è una persona che parla davanti a voi
a cosa lo ricolleghiamo che abbiamo fatto per almeno quindici, vent'anni?
Alla scuola.
Quanti sono stati a scuola di voi?
(Risate)
Perfetto, meno male.
Il momento in cui eravamo a scuola, almeno scuola da me,
soprattutto le prime ore del mattino
quando volevi stare nel letto a dormire, a riposarti,
l'espressione facciale quanto meno a scuola da me,
stavamo tutti con questa faccia. (Risate)
Ecco, quindi, secondo voi con questa espressione facciale
il nostro cervello lavorava al massimo o al minimo?
Al minimo. Quanti pensano che lavorava al minimo?
Quanti pensano, che è una cosa importantissima per andare avanti.
(Applausi)
Nel momento in cui noi...
quando usciremo di qua, perche usciremo di qua, giustamente,
vogliamo portarci a casa delle tecniche per cambiare l'umore,
quindi dobbiamo essere nelle condizioni migliori
come la persona interessata, cioè come sta di corpo, come va di corpo
la persona interessata? (Risate)
La persona interessata sicuramente ha un atteggiamento,
dicono sui libri "motion creates emotion".
In romagnolo, perché ho la sc romagnola, il movimento crea emozioni.
Se ti muovi da persona allegra è molto piu facile che lo diventi.
Lo diceva già nel novecento William James,
il famoso psicologo padre della psicologia empirica
diceva: "è impossibile rimanere tristi manifestando sintomi d'allegria"
Ovviamente capisci quando una persona è triste,
avete a che fare con persone tristi, pensierose, a qualcuno è capitato?
Quancuno è stato triste, pensieroso?
Io non ho mai visto una persona pensierosa, preoccupata che sta così.
(Risate)
Giusto? Di solito sta un po' con le spalle giù.
Stando cosi, secondo voi respiriamo meglio o peggio? Peggio.
Per assurdo ci mettiamo senza esserne consapevole nell'unica postura
che non ci aiuta ad avere ossigeno nel cervello per risolvere i problemi.
Perché poi se è vero che motion creates emotion, in romagnolo,
se mi metto così, e sfido chiunque a stare un po' così e pensare
"Quant'è bella la vita."
(Risate) "Come sono contento oggi."
"Yuppy yu, yuppy yu"
Giusto?
Al contrario noi vogliamo avere l'atteggiamento corporeo
della persona entusiasta, interessata, allegra.
Come sta la persona che ha appena vinto la lotteria, come sta, come sta?
Non sta qua sicuro, già se n'è scappata a farsi viaggi.
Comunque sicuramente sta, proviamo proviamo questa cosa con spalle aperte.
Proviamo, perché state giù, scivolate - spalle aperte, proviamo
braccia aperte, gambe aperte (Risate)
No, gambe aperte non si può dire, scusate.
Però sicuramente stando così respiriamo meglio
portiamo la massima capienza di sangue al cervello attraverso l'arteria basale;
e soprattutto, sorridendo facciamo anche smuovere le endorfine.
Ovviamente staremo così, proviamo stare così per 40 minuti.
Va bene? (Risate)
No, scherzo. Facciamo solo 30 secondi,
però tutti insieme in contemporanea come se fossimo oggi qua veramente.
Perché dico questa cosa?
Perché se stiamo tutti insieme a farlo è una cosa tranquilla,
normale, che avete riso, avete già fatto una cosa del genere.
Se vedi al contrario uno che passeggia così per strada,
ride e sorride da solo, subito pensiamo "Va' quello scemo, che ci avrà da ridere?"
Invece di star serio con la faccia imbronciata e il fegato gonfio.
Noi poi abbiamo una vocina dell'inconscio
che ci protegge proprio verso il cambiamento.
Dice: "Non lo fare, non sorridere, che è pericoloso, che poi muori"
(Risate)
Bisogna star seri, con la tigna, il fegato gonfio.
Quindi, come fai a vincere questa vocina?
Agendo.
Il momento in cui agiamo, proviamo.
Tutti insieme, possiamo farlo insieme ma anche come risorsa personale.
Proprio come un calciatore, un professionista,
che prima di entrare in campo, cosa fa? Si riscalda.
Lo fa allo stadio. Se lo fa alle poste è una cosa un po' strana.
Ma non è l'esercizio il problema, è il contesto.
Nel contesto giusto, tutti insieme per 30 secondi. Pronti, via!
(Risate)
Come va? (Risate)
Qualcuno si sente svenire?
Sentite le endorfine che salgono a grumi?
È quasi finito.
Se vi aiuta tenetevi per mano, (Risate)
se avete le mani pulite però.
Se vi aiuta provate a guardare me. Ah, già lo state facendo, ok.
Guardate gli occhi... cioè, però... (risate)
Guardate verso l'alto con gli occhi, ecco,
che aiuta a cambiare le onde celebrari verso il positivo
e nel frattempo aprite la bocca sorridendo sempre, senza fare "Aaa"
che non stiamo dal medico adesso. (Risate)
Più andiamo indietro con la testa più ci verrà da ridere
in modo spontaneo e naturale, proviamo.
Grandissimi, grandissimi! (Applausi)
Allora, abbiamo sperimentato questa cosa.
Perché ci è venuto da ridere? Nessuno vi diceva ridete.
Perché nostro cervello ha abbinato queste espressioni facciali
a uno stato d'animo positivo, fin da quando eravamo bambini
perché quando un adulto si avvicina alla culla dove c'è il bambino
il bambino vede l'adulto arrivare come arriva, così? "Grrrrr"
Oppure "Aaaaaah" La prima o la seconda?
La seconda, un millione di volte.
Ogni volta che vedi un bambino ti viene a fare così in automatico
quindi il nostro cervello ha registrato questa cosa.
E possiamo utilizzarla per cambiarci l'umore.
Così come possiamo utilizzare alcuni meccanismi della pubblicità:
non so se avete mai visto il film di Checco Zalone
dove lui va giù in Puglia, trova la nonna
entra nella sua camera, accende la luce, e lei si mette a far la maglia.
Spegne la luce, la nonna si spegne.
Questa stessa cosa possiamo usarla su di noi.
Allora, proviamo, quando schiocco le dita ci mettiamo da neutri, come a scuola
con lo sguardo perso nel vuoto né allegro né triste
provate un attimo il neutro. Bravissimi, il neutro vi viene benissimo.
Quando schiocco le dita, allegri. Pronti?
(Ogni volta che schiocca le dita cambia espressione)
Se allungo la parte neutra vi verrà ancora più da ridere.
Pronti, via.
(Schiocca le dita e cambia espressione) (Risate)
Grandissimi, grandissimi.
Facciamo una bella respirazione liberatoria.
Buttiamo fuori l'aria. Dalla bocca, ovviamente.
Mettendo la mano sulla pancia, spingiamo l'aria che esce dalla bocca
davanti all'ombelico, ognuno sa dove si trova?
Spingiamo e prendiamo aria sorridendo, teniamo l'aria 4 secondi per permettere
lo scambio negli alveoli polmonari però con la bocca aperta sorridendo,
ammiccando come se avessi scoperto la marachella di qualcuno, così...
proviamo.
Butta fuori, prendi aria, (Risate)
Grandissimi, bravi.
Allora, ha senso gratificarsi perché, quando facciamo qualcosa,
anche di semplice, la gratificazione è fondamentale.
Il cambiamento, la leva dolore
che ti porta verso la leva piacere.
Purtroppo a volte la leva piacere, perché non ci gratifichiamo
magari pensiamo che sia troppo complessa,
diventa una leva dolore. Quindi come si fa?
Questo metodo che ho creato e ho chiamato "ingegneria del buon umore",
prende spunto dalla radice ingegnarsi, trovare modi per essere di buon umore.
Sicuramente ha come fulcro il fatto di trovare la cosa più semplice
che puoi fare ora per essere di buon umore,
appena la fai ti gratifichi, ci sono delle tecniche.
Volete provare una tecnica di gratificazione,
a qualcuno interessa? Perfetto.
Perché in questo metodo c'è un primo step che è consapevolezza
che c'è un problema altrimenti se non riconosci un problema
non troverai la soluzione, giusto?
Un problema che, rispetto ai problemi esterni
riguarda te, e quindi ti muovi verso la soluzione.
Ti assumi la responsabilità e lo fai perché metti te stesso come priorità.
Non vuol dire essere egoista, perché anche il calciatore
mette se stesso come priorità quando entra in campo.
Fa riscaldamento per sé, per non farsi male,
però nel momento in cui lo fa dà aiuto anche alla squadra.
Mi seguite? Ok. Il secondo step
l'abbiamo provato adesso: atteggiamento fisico.
Mi metto nelle condizioni fisiche migliori per avere un'intelligenza positiva,
un atteggiamento mentale che mi permette di focalizzarmi sulle soluzioni,
e utilizzare il linguaggio in modo intelligente,
perché a volte ci roviniamo proprio sul linguaggio.
Conoscete qualche persona che guardando il tempo, il meteo,
gli viene già mal umore, conoscete qualche meteoropatico?
Che non è una brutta malattia, mia zia è cintura nera in meteoropatismo.
Non di meteorismo, di meteoropatismo.
Quando lei vede il tempo -
in Romagna non abbiamo il bel tempo in inverno
come nelle pubblicità che ti fanno vedere alle sei di mattina il sole
E buio, fa freddo, c'e la nebbia, quando alza la tapparella
dice: "che brutta giornata uggiosa, che giornata pesante che mi aspetta".
Secondo voi sarà una giornata pesante?
Sì, ma non perché l'universo ti fulmina perché hai usato questa parola.
Perché per il nostro cervello è come se.
Ti metti nella modalità giornata pesante che è diversa da quella modalità
che quando ti dicevano a scuola "domani avete supplenza"
entravi nella modalità gioia, addirittura ti piacevano le materie che odiavi