×

Utilizziamo i cookies per contribuire a migliorare LingQ. Visitando il sito, acconsenti alla nostra politica dei cookie.

Complete Course in Italian, 142 – Text to read

Complete Course in Italian, 142

Principiante 1 di italiano lesson to practice reading

Inizia a seguire questa lezione ora

142

La commedia dell'arte è una forma teatrale molto antica che si sviluppò soprattutto a Venezia fino al 700, allorché fu sostituita dalla riforma goldoniana del teatro scritto.

Essa consisteva infatti in spettacoli in gran parte improvvisati, a partire da un canovaccio, una traccia narrativa sulla quale gli attori ricamavano dialoghi e lazzi.

Incerte sono le origini, sia storiche sia geografiche, di questo teatro.

Certuni le situano in Oriente, dove esisteva un tipo di spettacolo nel quale gli attori portavano grottesche maschere di cuoio, come quelle della commedia dell'arte.

Sarebbe stata la caduta dell'Impero romano d'Oriente alla metà del 400, a fare migrare questi attori nelle città italiane sul Mediterraneo come Venezia, e ad obbligarli a recitare davanti a pubblici di cui non conoscevano la lingua.

Per questo motivo le loro rappresentazioni furono basate fin dall'inizio, soprattutto sul mimo, sulle acrobazie e sull'asse corporali non sempre di irreprensibile costumatezza.

Anche quando questo teatro è bel dono della parola, diventando così la commedia dell'arte vera e propria

la sua fu una parola alterata dal gioco continuo dei doppi sensi e dei motti di spirito, con il gusto di scomporre e di ridicolizzare

il linguaggio, soprattutto quello più nobile, colto, arte dissacratoria, ed iconoclasta che così spesso appartiene e metteci.

Così si legge in un canovaccio che Pulcinella, incaricato da un bel cicisbeo di dire a una damigella che sarebbe stata una barbara se non avessi accettato la sua Corte, le presento la cosa dicendo ha detto il signore che lei si faccia la barba.

La psicologia era assente da questo teatro di maschere in cui i diversi personaggi rappresentavano più delle caricature di vizi e di pregi che dei tipi umani reali.

Arlecchino, il servo goloso semplice ma astuto, Brighella, il paesano un po tonto ma dal cuor d'oro Pantalone dei bisognosi, il mercante avaro e burbero.

Colombina la servetta svelta e furbetta, Pulcinella povero, sempre affamato e sfortunato,

il dottor Balanzone, che si finge molto dotto ma è solo un sapientone.

Ognuna di queste maschere parla il dialetto di una città d'Italia.

Rappresentando così i difetti che ogni italiano attribuisce alla città vicina alla sua.

Arlecchino e Brighella sono Bergamaschi, Pantalone e Veneziano, Pulcinella di Napoli e Balanzone di Bologna.

Fu il commediografo Veneziano Carlo Goldoni a rinnovare questo genere, fino a sostituirlo con un tipo di teatro più moderno, interamente scritto.

Gli attori della commedia dell'arte si allontanavano infatti sempre di più dai canovacci originali per basare i loro spettacoli unicamente su facili istrionismo, su ciò che Goldoni, che amava le parole sconce

e il Lazio sporchi

alla lunga stancarono le platee.

Il pubblico del secolo dei lumi era pronto per la nascita del teatro borghese, fatto più di idee che di pernacchie,

che sfondo così sul palcoscenici di Venezia e dell'Italia intera.

Learn languages from TV shows, movies, news, articles and more! Try LingQ for FREE