Le ARMI più STRANE della STORIA: il fucile degli UOMINI RANA sovietici
Il fucile d'assalto subacqueo APS.
Il fucile APS è stato sviluppato da Vladimir Simonov,
assieme alla pistola SPP-1, nel corso degli anni '70 in Unione Sovietica, in modo tale
che i sommozzatori, detti "uomini rana", potessero sparare sott'acqua.
In precedenza, l'unico metodo che aveva un sommozzatore per contrattaccare il nemico,
era un coltello, o un fucile AK-47 tenuto in una custodia impermeabile che però poteva
essere utilizzato solo in superficie.
Il design dell'arma era semplice e grezzo, ma ha una portata più efficace di una pistola
subacquea.
L'APS aveva montata una canna liscia, una struttura in acciaio estruso, un mirino, e
sparava sfruttando un meccanismo chiamato sottrazione di gas.
Il caricatore con una capacità di 26 colpi, aveva una forma poco bella esteticamente per
via delle sue munizioni lunghe e ristrette.
Queste erano dei proiettili a forma di ago lunghi 120 mm, inseriti in un caricatore standard.
L'effettiva velocità del fuoco, la precisione e il raggio d'azione dipendevano dalla profondità
d'immersione in cui venivano esplosi i colpi.
Per esempio, a una profondità di 5 metri, l'APS avrebbe un raggio d'azione effettivo
di 30 metri.
Se il sommozzatore andasse a 40 metri di profondità, la portata del fucile diminuirebbe fino a
11 metri.
Era possibile sparare in superficie con l'arma, ma consentito solo in casi di emergenza estrema,
poiché il ciclo di vita dell'arma si danneggiava gravemente se adoperata fuori dall'acqua.
Nel 1975 il fucile APS fu adottato dall'Unione Sovietica e continuò a essere utilizzato
in Russia.
Da allora, tuttavia,
si è cercata un'alternativa al fucile.