×

We use cookies to help make LingQ better. By visiting the site, you agree to our cookie policy.

New Year Sale Up to 50% off
Sign Up Free
image

Learn Italian with Lucrezia 2019, I nomi invariabili in italiano [Qual è il plurale di CITTÀ?!] #learnItalian

I nomi invariabili in italiano [Qual è il plurale di CITTÀ?!] #learnItalian

Ciao a tutti e bentornati sul mio canale! Il video di oggi è un video di grammatica. So che

alcuni di voi non sono dei grandi amanti della grammatica, io però vi consiglio di guardare questo video

ugualmente, perché ci sono delle informazioni molto importanti

che vi saranno utili, prima o poi, nelle vostre conversazioni.

L'argomento di oggi riguarda i nomi

invariabili. I nomi invariabili sono dei sostantivi, sia maschili che femminili,

che non cambiano al plurale, quindi la loro forma al plurale non è diversa dalla loro forma al singolare.

Un esempio su tutti è la parola "città", che molti studenti vogliono

trasformare al plurale e perciò dicono "le citté". Questo non è possibile in italiano, il plurale di "città"

è "città". Questo errore è commesso anche da studenti

intermedio-avanzati, quindi vi consiglio di non

sottovalutare questo argomento - ma anche altri argomenti,

ad esempio, le preposizioni - perché sono degli argomenti che generalmente vengono

classificati come argomenti di livello A2, ma in realtà

possono essere ripresi e

ristudiati e

ripassati a qualsiasi livello; anche uno studente avanzato

sbaglia il plurale di "città",

perciò non sottovalutate questi piccoli dettagli - che piccoli dettagli non sono, in realtà -

non sottovalutate questi elementi grammaticali.

Questo è il mio consiglio. Visto che ho già citato la parola "città",

cominciamo proprio dal gruppo di parole che finiscono con una vocale accentata, queste parole sono

invariabili. Quindi abbiamo: "città", poi abbiamo "caffè",

"università",

"virtù",

eccetera.

Ricordatevi che, se vedete un accento sulla vocale finale di una parola, quella parola è

invariabile. Il secondo gruppo è quello dei sostantivi femminili che finiscono con la lettera -i, ad esempio:

crisi,

ipotesi,

analisi, tesi. Poi troviamo un altro gruppo di

sostantivi femminili che, però, questa volta finiscono in -ie. Ad esempio: la

barbarie, le barbarie; la specie,

le specie; la serie, le serie. "Al momento sto seguendo tre serie tv",

rimane così. Poi abbiamo il gruppo di

monosillabi, che sono delle parole formate da una sola sillaba. Il re, i re; lo gnu, gli gnu; il tè, i tè. E con questa parola, tè, non possiamo assolutamente

sbagliarci, perché è un monosillabo e

finisce con una vocale accentata, quindi non possiamo sbagliare!

Poi abbiamo il gruppo delle parole maschili che finiscono in -a.

Ovviamente non tutte le parole maschili che finiscono in -a sono invariabili,

solamente alcune lo sono. Ad esempio: il sosia, i sosia; il gorilla, i gorilla;

il cobra, i cobra. Quindi parole che si riferiscono ad animali esotici, per lo più.

Poi abbiamo anche il gruppo di parole composte,

soprattutto

formate da un verbo e da un sostantivo femminile,

come ad esempio: lo scioglilingua, gli scioglilingua; il posacenere, i posacenere.

Poi abbiamo

le parole prese in prestito da altre lingue straniere, ma non

adattate, conosciute anche come

"forestierismi".

Allora, quando una lingua prende in prestito

una parola straniera, spesso questa parola rimane così com'è, quindi non viene adattata alle regole grammaticali,

perché la morfologia è diversa. Prendiamo una parola, un prestito dall'inglese: "sport", lo sport, gli sport.

Non posso dire "gli sporti", perché è una parola inglese, non forma il plurale in -i.

Ma non possiamo neanche dire "gli sports",

perché in italiano il plurale con la esse non esiste. Quindi il miglior modo per utilizzare

queste parole è quello di

lasciarle intatte e quindi renderle invariabili; è la grammatica italiana che vuole che questi

sostantivi siano utilizzati così. Vediamo altri esempi: il film, i film; il computer, i

computer; il manager, i manager, eccetera. E poi veniamo all'ultimo gruppo, che è quello delle parole

accorciate o abbreviate: foto, moto, auto. Sono delle parole che nella lingua parlata non vengono

utilizzate nella loro versione estesa. Ad esempio: foto è l'abbreviazione di

fotografia, moto di

motocicletta, auto di

automobile. Quindi sembrano maschili perché finiscono in -o, ma in realtà, no, sono femminili e se

usate nella loro versione abbreviata,

devono rimanere

invariabili. Quindi: la foto, le foto; la moto, le moto; l'auto, le auto.

Se invece le utilizziamo nella loro forma estesa,

formiamo il plurale secondo le regole della grammatica:

la fotografia, le fotografie;

la motocicletta, le motociclette;

l'automobile, le automobili. Come vi dicevo prima,

questo è un argomento

utile per tutti gli studenti, di qualsiasi livello.

Non importa. Perché è molto importante fare attenzione a questi elementi grammaticali, che a volte vengono

sottovalutati. Se avete delle domande, non esitate a lasciare un commento qui sotto.

Oppure, se non avete domande e magari vi viene in mente una parola che io non ho menzionato in questo video,

lasciatela sempre nei commenti qui sotto. Io spero che

questo video vi sia utile. Noi ci vediamo nel prossimo, a presto! Ciao!

Learn languages from TV shows, movies, news, articles and more! Try LingQ for FREE