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Conversazioni fra Sabina e Michele, Il viaggio di Sabina in India (Prima parte)

Sabina: Ciao Michele, come stai?

Michele: Ciao Sabina, tutto bene e tu?

S.

: Bene grazie, ci ritroviamo per un’altra conversazione, come avevamo promessi dei nostri viaggi.

M.

: Sì.

S.

: Bene, questa volta tocca a me.

M.

: Sì, ci devi raccontare del tuo viaggio in India, giusto?

S.

: Direi di sì, sono un po' emozionata e devo raccogliere bene le idee, però dài, qualcosa ti racconto.

M.

: Bene.

S.

: Anche perché avevo pensato, anzi ho già cominciato a fare una raccolta con alcune osservazioni e alcune riflessioni che ho fatto durante il viaggio, tanto lo sapevi tu, perché mi hai aiutato a caricare la prima lezione.

M.

: Ahahahahah….

S.

: Lo dico solo per chi ci sta ascoltando, per chi ci ascolterà, perché tanto tu eri già al corrente di questo.

M.

: Eh sì.

S.

: E allora ti racconto sì qualcosa, ma non tutto perché poi non so più cosa scrivere nelle mie lezioni della raccolta.

M.

: Beh, devi parlare abbastanza brevemente, da farci stare tutto in circa un quarto d’ora, non di più, quindi…

S.

: Va bene, allora dieci giorni raggruppati in un quarto d’ora, posso anche raccontarti due tre cosette, poi siamo a posto!

M.

: Ahahahah

S.

: Ahahahah, scherzavo! Comunque no, è stato un viaggio veramente bello, mi sono divertita, ho visto delle cose incredibili e, non pensavo fosse così, ma l’India mi ha veramente affascinato. Ci sono dei contrasti enormi tra ricchezza e povertà: puoi notare la ricchezza…. più ricchezza, si può dire?

M.

: Sì, insomma…

S.

: La ricchezza esasperata e la povertà esasperata.

M.

: Sì, aha.

S.

: Ehm, lungo le strade ci sono i bambini che ti chiedono la carità e, veramente fanno pena perché sono in condizioni pietose, e anche a livello igienico.

M.

: Mhm, mhm.

S.

: Qua non ci… non ci immagineremo mai che ci potesse essere una cosa del genere.

M.

: Sì, un po' come quello che si vede nei film.

S.

: Diciamo che è molto all’acqua di rose quello che si vede nei film.

M.

: Ah, ancora peggio.

S.

: Dalla… nella realtà è molto peggio.

M.

: Mhm, mhm.

S.

: Però, secondo me, loro son talmente abituati a vivere in quel modo che non ci fanno neanche caso, forse.

M.

: Sì.

S.

: Io ho avuto questa impressione, che loro fossero, ehm, come posso dire….che fossero, non tanto abituati, ma forse anche culturalmente cresciuti in quel modo, per cui è una cosa più che naturale per loro.

M.

: Sì sì.

S.

: Me la sono spiegata solo in questa maniera, perché ripeto, visto da occidentale naturalmente.

M.

: Sì.

S.

: Loro la vedono in modo diverso da noi.

M.

: Ovviamente.

S.

: Però queste, queste diversità sono enormi, sono veramente grosse. Ancora esistono i maragià, per cui loro vivono nel lusso più sfrenato, hanno di quei castelli, di quelle ville, di quei posti dove stare che… sono incredibili veramente, sono meravigliosi, di quei tappeti, di quelle sete colorate che sono indescrivibili veramente, e poi giri l’angolo e fuori dal palazzo, trovi la povertà più assoluta e ti chiedi, ma come è possibile che sia così, insomma.

M.

: Sì, e poi ancora con queste caste, no?

S.

: Sì infatti, ‘n’altra cosa che mi ha stupito, che però… ehm, ecco io la metto così: quando viaggio tutto mi può stupire, ma tutto accetto perché altrimenti non riusciresti mai a conoscere le altre civiltà, gli altri modi di pensare, gli altri modi di essere delle persone.

M.

: Giusto!

S.

: Per cui, sì mi ha un po' lasciato… ehm… sorpresa il fatto che ci siano ancora le caste, però se… se loro hanno questa cultura, se è così tanto radicata nel loro essere, è giusto che ci siano, per conto mio. Cioè non li sto né criticando, né tanto meno biasimando, insomma. Per loro va bene così, sono abituati così…I matrimoni sono ancora combinati tra l’altro eh.

M.

: Sì.

S.

:Durante il nostro viaggio ne abbiamo visto uno, sono matrimoni meravigliosi, alla fine, perché durano cinque giorni; ogni matrimonio è comunque combinato, perché lo sposo e la sposa vengono scelti dalle famiglie , non si scelgono….nel periodo in cui si sposano i due ragazzi, viene fatta una festa, organizzata dalle famiglie di lei e di lui, che dura 5 giorni.

M.

: Ah, però!

S.

: Dove ci sono i vari passaggi: lui che va alla casa di lei per conoscerla, perché teoricamente non si conoscono gli sposi.

M.

: Mhm, mhm, sì.

S.

: Si incontrano la prima volta, il primo giorno dei cinque della festa.

M.

: Mhm, mhm.

S.

: Il primo giorno lui va dalla sposa, e conosce la sposa e i genitori; il secondo giorno il contrario, cioè la sposa va in casa dello sposo, e poi partono i festeggiamenti, che….durante il terzo giorno diciamo sarebbero i festeggiamenti, quelli che noi chiamiamo tipo fidanzamento.

M.

: Sì.

S.

: Il quarto e il quinto giorno, proprio il matrimonio vero e proprio.

M.

: Aha, capito!

S.

: È bellissimo, perché hanno di quei vestiti che sono veramente fantastici

M.

: Sì.

S.

:Poi essendo una cultura diversa, noi non siamo abituati a quel tipo di vestito, e però, caspita io sono rimasta senza parole quando lo sposo (che è un amico nostro tra l’altro) mi ha detto…

M.

: Ah, si?

S.

: Sì, lo conoscevo già, era già stato lui qua in Italia e l’avevo incontrato qua in Italia, io. Quando lo sposo mi ha detto “io vedo la mia sposa per la prima volta domani”, devo aver fatto una faccia un po' stralunata…come dire… accipicchia! Mai conosciuta prima?

M.

: Mhm, mhm.


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Sabina: Ciao Michele, come stai?

Michele: Ciao Sabina, tutto bene e tu?

S.

: Bene grazie, ci ritroviamo per un’altra conversazione, come avevamo promessi dei nostri viaggi.

M.

: Sì.

S.

: Bene, questa volta tocca a me.

M.

: Sì, ci devi raccontare del tuo viaggio in India, giusto?

S.

: Direi di sì, sono un po' emozionata e devo raccogliere bene le idee, però dài, qualcosa ti racconto.

M.

: Bene.

S.

: Anche perché avevo pensato, anzi ho già cominciato a fare una raccolta con alcune osservazioni e alcune riflessioni che ho fatto durante il viaggio, tanto lo sapevi tu, perché mi hai aiutato a caricare la prima lezione.

M.

: Ahahahahah….

S.

: Lo dico solo per chi ci sta ascoltando, per chi ci ascolterà, perché tanto tu eri già al corrente di questo.

M.

: Eh sì.

S.

: E allora ti racconto sì qualcosa, ma non tutto perché poi non so più cosa scrivere nelle mie lezioni della raccolta.

M.

: Beh, devi parlare abbastanza brevemente, da farci stare tutto in circa un quarto d’ora, non di più, quindi…

S.

: Va bene, allora dieci giorni raggruppati in un quarto d’ora, posso anche raccontarti due tre cosette, poi siamo a posto!

M.

: Ahahahah

S.

: Ahahahah, scherzavo! Comunque no, è stato un viaggio veramente bello, mi sono divertita, ho visto delle cose incredibili e, non pensavo fosse così, ma l’India mi ha veramente affascinato. Ci sono dei contrasti enormi tra ricchezza e povertà: puoi notare la ricchezza…. più ricchezza, si può dire?

M.

: Sì, insomma…

S.

: La ricchezza esasperata e la povertà esasperata.

M.

: Sì, aha.

S.

: Ehm, lungo le strade ci sono i bambini che ti chiedono la carità e, veramente fanno pena perché sono in condizioni pietose, e anche a livello igienico.

M.

: Mhm, mhm.

S.

: Qua non ci… non ci immagineremo mai che ci potesse essere una cosa del genere.

M.

: Sì, un po' come quello che si vede nei film.

S.

: Diciamo che è molto all’acqua di rose quello che si vede nei film.

M.

: Ah, ancora peggio.

S.

: Dalla… nella realtà è molto peggio.

M.

: Mhm, mhm.

S.

: Però, secondo me, loro son talmente abituati a vivere in quel modo che non ci fanno neanche caso, forse.

M.

: Sì.

S.

: Io ho avuto questa impressione, che loro fossero, ehm, come posso dire….che fossero, non tanto abituati, ma forse anche culturalmente cresciuti in quel modo, per cui è una cosa più che naturale per loro.

M.

: Sì sì.

S.

: Me la sono spiegata solo in questa maniera, perché ripeto, visto da occidentale naturalmente.

M.

: Sì.

S.

: Loro la vedono in modo diverso da noi.

M.

: Ovviamente.

S.

: Però queste, queste diversità sono enormi, sono veramente grosse. Ancora esistono i maragià, per cui loro vivono nel lusso più sfrenato, hanno di quei castelli, di quelle ville, di quei posti dove stare che… sono incredibili veramente, sono meravigliosi, di quei tappeti, di quelle sete colorate che sono indescrivibili veramente, e poi giri l’angolo e fuori dal palazzo, trovi la povertà più assoluta e ti chiedi, ma come è possibile che sia così, insomma.

M.

: Sì, e poi ancora con queste caste, no?

S.

: Sì infatti, ‘n’altra cosa che mi ha stupito, che però… ehm, ecco io la metto così: quando viaggio tutto mi può stupire, ma tutto accetto perché altrimenti non riusciresti mai a conoscere le altre civiltà, gli altri modi di pensare, gli altri modi di essere delle persone.

M.

: Giusto!

S.

: Per cui, sì mi ha un po' lasciato… ehm… sorpresa il fatto che ci siano ancora le caste, però se… se loro hanno questa cultura, se è così tanto radicata nel loro essere, è giusto che ci siano, per conto mio. Cioè non li sto né criticando, né tanto meno biasimando, insomma. Per loro va bene così, sono abituati così…I matrimoni sono ancora combinati tra l’altro eh.

M.

: Sì.

S.

:Durante il nostro viaggio ne abbiamo visto uno, sono matrimoni meravigliosi, alla fine, perché durano cinque giorni; ogni matrimonio è comunque combinato, perché lo sposo e la sposa vengono scelti dalle famiglie , non si scelgono….nel periodo in cui si sposano i due ragazzi, viene fatta una festa, organizzata dalle famiglie di lei e di lui, che dura 5 giorni.

M.

: Ah, però!

S.

: Dove ci sono i vari passaggi: lui che va alla casa di lei per conoscerla, perché teoricamente non si conoscono gli sposi.

M.

: Mhm, mhm, sì.

S.

: Si incontrano la prima volta, il primo giorno dei cinque della festa.

M.

: Mhm, mhm.

S.

: Il primo giorno lui va dalla sposa, e conosce la sposa e i genitori; il secondo giorno il contrario, cioè la sposa va in casa dello sposo, e poi partono i festeggiamenti, che….durante il terzo giorno diciamo sarebbero i festeggiamenti, quelli che noi chiamiamo tipo fidanzamento.

M.

: Sì.

S.

: Il quarto e il quinto giorno, proprio il matrimonio vero e proprio.

M.

: Aha, capito!

S.

: È bellissimo, perché hanno di quei vestiti che sono veramente fantastici

M.

: Sì.

S.

:Poi essendo una cultura diversa, noi non siamo abituati a quel tipo di vestito, e però, caspita io sono rimasta senza parole quando lo sposo (che è un amico nostro tra l’altro) mi ha detto…

M.

: Ah, si?

S.

: Sì, lo conoscevo già, era già stato lui qua in Italia e l’avevo incontrato qua in Italia, io. Quando lo sposo mi ha detto “io vedo la mia sposa per la prima volta domani”, devo aver fatto una faccia un po' stralunata…come dire… accipicchia! Mai conosciuta prima?

M.

: Mhm, mhm.

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