image

La storia di Italo (di Podcast Italiano), La storia di Italo - Capitolo 4

Ciao a tutti. Benvenuti o bentornati su Podcast Italiano. Questo è il quarto capitolo de “La Storia di Italo”, una storia di livello principiante per chi impara l’italiano. La storia è scritta e narrata da me, Davide Gemello, ed Erika Porreca. La musica è scritta da me. In questo episodio c’è la partecipazione speciale di Elissa del canale itselissanotalyssa. È un ottimo canale, dateci un’occhiata, ve lo consiglio. Se non avete sentito il primo, il secondo ed il terzo episodio, ascoltateli prima di ascoltare questo. Leggete anche la trascrizione e la traduzione di questo episodio in inglese su podcastitaliano.com. Buon ascolto!

Il sole di agosto brucia sulla mia pelle quando arrivo in via Madama Cristina. È una strada molto lunga, vicino al centro della città.

Cammino cinque minuti prima di trovare il negozio: “Sartoria Su Misura” leggo sopra la porta. Faccio un bel respiro, poi entro.

“Buonasera” saluto.

“Buonasera signore, come posso aiutarla?” risponde un uomo anziano, con grandi baffi bianchi. Ha gli occhi azzurri, come i miei. I capelli sono bianchi, ma ricci come i miei. Forse sono stato fortunato… ci spero tanto.

“Cerco il signor Carlo Baldini” dico.

“Sono io!” sorride l’uomo.

Inizio a raccontare la mia storia: la guerra, l’infanzia in America, gli indizi che ho e il viaggio in Italia per ritrovare i miei genitori.

Quando finisco di parlare, l’uomo inizia a dirmi qualcosa, ma parla troppo veloce e non capisco niente. Lo interrompo: “Mi scusi, non ho capito. Potrebbe parlare più lentamente? Sa, sono straniero…”

“Certo, certo, scusami” sorride ancora, forse è felice di avere ritrovato suo figlio? Ma le sue parole mi deludono: “Dicevo che purtroppo non sono io tuo papà. Mi dispiace tanto. Io ho solo una figlia, Elisa, che ora vive fuori città.”

‘Non importa' penso, ho appena cominciato le ricerche. L’uomo però non ha finito: “Aspetta un momento”.

“Marta!” chiama a voce alta. Da una porta esce una ragazza, alta, magra e dai capelli biondi e lisci.

“Italo, ti presento Marta. Lavora qui da qualche settimana”.

“Piacere, Marta Bianchi”.

Quel cognome riaccende la mia speranza. Carlo Bianchi è uno dei nomi sulla piccola lista che mi ha dato il signore di Mirafiori, la lista con gli uomini di nome Carlo che lavoravano alla Fiat quando sono nato io.

“Italo, molto piacere. Marta, ti posso dare del tu?”

“Certo”

“Volevo chiederti, qualche tuo parente si chiama per caso Carlo Bianchi? E lavorava magari alla Fiat?” le domando.

“Sì, mio padre! Carlo Antonio Bianchi. Ha lavorato in Fiat prima di partire per la guerra”

Non ci credo, che fortuna!

“Purtroppo però è morto due anni fa” aggiunge triste. Divento triste anche io. Ripeto anche a lei la mia storia, lei ascolta attentamente.

“I miei genitori non mi hanno mai parlato di figli in America. E poi, siamo nati lo stesso anno, sarebbe impossibile. Molte persone si chiamano Carlo Bianchi, però. Forse mio padre non è quello giusto. Mi dispiace, Italo”.

Dispiace anche a me, tanto. Non ho più molta voglia di parlare. Sono deluso, ma ho ancora una piccola speranza, anche se è solo un nome: Carlo Rastrelli, l’ultimo sulla mia lista.



Want to learn a language?


Learn from this text and thousands like it on LingQ.

  • A vast library of audio lessons, all with matching text
  • Revolutionary learning tools
  • A global, interactive learning community.

Language learning online @ LingQ

Ciao a tutti. Benvenuti o bentornati su Podcast Italiano. Questo è il quarto capitolo de “La Storia di Italo”, una storia di livello principiante per chi impara l’italiano. La storia è scritta e narrata da me, Davide Gemello, ed Erika Porreca. La musica è scritta da me. In questo episodio c’è la partecipazione speciale di Elissa del canale itselissanotalyssa. È un ottimo canale, dateci un’occhiata, ve lo consiglio. Se non avete sentito il primo, il secondo ed il terzo episodio, ascoltateli prima di ascoltare questo. Leggete anche la trascrizione e la traduzione di questo episodio in inglese su podcastitaliano.com. Buon ascolto!

Il sole di agosto brucia sulla mia pelle quando arrivo in via Madama Cristina. È una strada molto lunga, vicino al centro della città.

Cammino cinque minuti prima di trovare il negozio: “Sartoria Su Misura” leggo sopra la porta. Faccio un bel respiro, poi entro.

“Buonasera” saluto.

“Buonasera signore, come posso aiutarla?” risponde un uomo anziano, con grandi baffi bianchi. Ha gli occhi azzurri, come i miei. I capelli sono bianchi, ma ricci come i miei. Forse sono stato fortunato… ci spero tanto.

“Cerco il signor Carlo Baldini” dico.

“Sono io!” sorride l’uomo.

Inizio a raccontare la mia storia: la guerra, l’infanzia in America, gli indizi che ho e il viaggio in Italia per ritrovare i miei genitori.

Quando finisco di parlare, l’uomo inizia a dirmi qualcosa, ma parla troppo veloce e non capisco niente. Lo interrompo: “Mi scusi, non ho capito. Potrebbe parlare più lentamente? Sa, sono straniero…”

“Certo, certo, scusami” sorride ancora, forse è felice di avere ritrovato suo figlio? Ma le sue parole mi deludono: “Dicevo che purtroppo non sono io tuo papà. Mi dispiace tanto. Io ho solo una figlia, Elisa, che ora vive fuori città.”

‘Non importa' penso, ho appena cominciato le ricerche. L’uomo però non ha finito: “Aspetta un momento”.

“Marta!” chiama a voce alta. Da una porta esce una ragazza, alta, magra e dai capelli biondi e lisci.

“Italo, ti presento Marta. Lavora qui da qualche settimana”.

“Piacere, Marta Bianchi”.

Quel cognome riaccende la mia speranza. Carlo Bianchi è uno dei nomi sulla piccola lista che mi ha dato il signore di Mirafiori, la lista con gli uomini di nome Carlo che lavoravano alla Fiat quando sono nato io.

“Italo, molto piacere. Marta, ti posso dare del tu?”

“Certo”

“Volevo chiederti, qualche tuo parente si chiama per caso Carlo Bianchi? E lavorava magari alla Fiat?” le domando.

“Sì, mio padre! Carlo Antonio Bianchi. Ha lavorato in Fiat prima di partire per la guerra”

Non ci credo, che fortuna!

“Purtroppo però è morto due anni fa” aggiunge triste. Divento triste anche io. Ripeto anche a lei la mia storia, lei ascolta attentamente.

“I miei genitori non mi hanno mai parlato di figli in America. E poi, siamo nati lo stesso anno, sarebbe impossibile. Molte persone si chiamano Carlo Bianchi, però. Forse mio padre non è quello giusto. Mi dispiace, Italo”.

Dispiace anche a me, tanto. Non ho più molta voglia di parlare. Sono deluso, ma ho ancora una piccola speranza, anche se è solo un nome: Carlo Rastrelli, l’ultimo sulla mia lista.


×

We use cookies to help make LingQ better. By visiting the site, you agree to our cookie policy.