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La storia di Italo (di Podcast Italiano), La storia di Italo - Capitolo 1

Benvenuti su Podcast Italiano. Questo è il primo episodio di una serie di livello principiante scritta e narrata da me, Davide Gemello e Erika Porreca. È la storia di Italo, figlio di genitori italiani, che non ha mai conosciuto. Su podcastitaliano.com troverete la traduzione e la trascrizione di questo episodio. La musica è scritta da me. Buon ascolto!

Mi chiamo Italo, ho 30 anni e oggi voglio chiedere una cosa importante a mia madre: “Raccontami la mia infanzia”.

So che mia mamma, Caroline, non è la mia vera mamma. Non so altro: ho paura del mio passato.

– Mamma, raccontami la verità.

– Sei sicuro Italo?

–  Sono pronto.

– Va bene. Cominciamo. Sei nato 30 anni fa, in Italia. Per questo ti chiami Italo.

– Già, Italo non è un nome americano.

– Si, è vero. Ma è un bel nome.

Vivo in America, parlo americano. Non ho mai visto l’Italia, solo in televisione.

– I tuoi veri genitori erano molto poveri. Vivevano nella città di Torino, tuo papà era un operaio. Quando eri ancora molto piccolo, avevi due anni, è scoppiata la guerra.

–  La Seconda Guerra Mondiale.

– Esatto. I tuoi genitori ti amavano molto, ma era pericoloso restare in Italia. Così, sei venuto in America.

– Come? Perché loro non sono venuti con me?

– Erano troppo poveri. La cugina di tua mamma, Anna, viveva qui in America. Mio marito, Harry, che tu chiami papà, era suo amico. I tuoi genitori hanno deciso di mandarti in America, lontano dalla guerra. Harry era in Italia per lavoro nel maggio 1941. Con dei documenti falsi, ti ha portato con lui qui in America, da Anna

Sono sconvolto. Ho tante domande.

– E dov’è ora la cugina di mia madre?

– È morta tre mesi dopo il tuo arrivo. Un incidente. Non ti ricordi, eri molto piccolo.

– E poi?

– Harry voleva adottarti. Si era innamorato di te nel viaggio dall’Italia all’America. Eri un bambino molto dolce. Sei diventato nostro figlio quando avevi due anni.

Così, sono venuto in America perché in Italia c’era la guerra. Sono stato adottato. Sembra un film.

– E i miei genitori? Dove sono? Che cosa fanno? Sono vivi?

– Non sappiamo. Con la guerra, era difficile restare in contatto.

–  Come si chiamavano?

–  Sappiamo solo i loro nomi: Paola e Carlo.

– Forse sono ancora vivi.

– Forse

Deve esserci un modo per scoprirlo.

– Non ti ricordi il cognome di mia madre? O di mio padre?

– Forse Anna me li ha detti.. Ma sono passati troppi anni, non me li ricordo

– E il cognome della cugina di mia madre?

– Bartoli. Anna Bartoli. Però non è lo stesso della tua madre di sangue. Avevano cognomi diversi.

Questo complica le cose. So il cognome della cugina di mia madre, ma non quello di mia madre o di mio padre.

Voglio sapere di più. Voglio conoscere i miei veri genitori. Sono sicuro: voglio partire per l’Italia e trovare la mia vera famiglia. Forse, a Torino, qualcuno con i miei occhi azzurri, i miei capelli ricci e il mio naso all’insù, mi cerca. Forse ho dei fratelli. Devo andare in Italia per scoprirlo.



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Benvenuti su Podcast Italiano. Questo è il primo episodio di una serie di livello principiante scritta e narrata da me, Davide Gemello e Erika Porreca. È la storia di Italo, figlio di genitori italiani, che non ha mai conosciuto. Su podcastitaliano.com troverete la traduzione e la trascrizione di questo episodio. La musica è scritta da me. Buon ascolto!

Mi chiamo Italo, ho 30 anni e oggi voglio chiedere una cosa importante a mia madre: “Raccontami la mia infanzia”.

So che mia mamma, Caroline, non è la mia vera mamma. Non so altro: ho paura del mio passato.

– Mamma, raccontami la verità.

– Sei sicuro Italo?

–  Sono pronto.

– Va bene. Cominciamo. Sei nato 30 anni fa, in Italia. Per questo ti chiami Italo.

– Già, Italo non è un nome americano.

– Si, è vero. Ma è un bel nome.

Vivo in America, parlo americano. Non ho mai visto l’Italia, solo in televisione.

– I tuoi veri genitori erano molto poveri. Vivevano nella città di Torino, tuo papà era un operaio. Quando eri ancora molto piccolo, avevi due anni, è scoppiata la guerra.

–  La Seconda Guerra Mondiale.

– Esatto. I tuoi genitori ti amavano molto, ma era pericoloso restare in Italia. Così, sei venuto in America.

– Come? Perché loro non sono venuti con me?

– Erano troppo poveri. La cugina di tua mamma, Anna, viveva qui in America. Mio marito, Harry, che tu chiami papà, era suo amico. I tuoi genitori hanno deciso di mandarti in America, lontano dalla guerra. Harry era in Italia per lavoro nel maggio 1941. Con dei documenti falsi, ti ha portato con lui qui in America, da Anna

Sono sconvolto. Ho tante domande.

– E dov’è ora la cugina di mia madre?

– È morta tre mesi dopo il tuo arrivo. Un incidente. Non ti ricordi, eri molto piccolo.

– E poi?

– Harry voleva adottarti. Si era innamorato di te nel viaggio dall’Italia all’America. Eri un bambino molto dolce. Sei diventato nostro figlio quando avevi due anni.

Così, sono venuto in America perché in Italia c’era la guerra. Sono stato adottato. Sembra un film.

– E i miei genitori? Dove sono? Che cosa fanno? Sono vivi?

– Non sappiamo. Con la guerra, era difficile restare in contatto.

–  Come si chiamavano?

–  Sappiamo solo i loro nomi: Paola e Carlo.

– Forse sono ancora vivi.

– Forse

Deve esserci un modo per scoprirlo.

– Non ti ricordi il cognome di mia madre? O di mio padre?

– Forse Anna me li ha detti.. Ma sono passati troppi anni, non me li ricordo

– E il cognome della cugina di mia madre?

– Bartoli. Anna Bartoli. Però non è lo stesso della tua madre di sangue. Avevano cognomi diversi.

Questo complica le cose. So il cognome della cugina di mia madre, ma non quello di mia madre o di mio padre.

Voglio sapere di più. Voglio conoscere i miei veri genitori. Sono sicuro: voglio partire per l’Italia e trovare la mia vera famiglia. Forse, a Torino, qualcuno con i miei occhi azzurri, i miei capelli ricci e il mio naso all’insù, mi cerca. Forse ho dei fratelli. Devo andare in Italia per scoprirlo.


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