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ItalianLingQ, #86 Danilo and Rita - La Costa Concordia come il Titanic (Parte 2)

--Anche sul Titanic le cose sono andate più o meno così, infatti il capitano ha dato l’allarme di evacuazione della nave con molto ritardo e questo non ha consentito a molte persone di potersi portare sui ponti e salire sulle scialuppe.

Va considero però che le scialuppe potevano portare al massimo 1200 persone e sulla nave ce n’erano oltre 2000 di conseguenza vuol dire che 1000 persone inevitabilmente sarebbero colate a picco con la nave stessa. Questo non avrebbe dovuto assolutamente accadere. Teoricamente sulla nave dovevano esserci le scialuppe per poter salvare tutti i passeggeri che erano a bordo della nave.

Va considerato anche che a differenza della nave Costa Concordia , che si trovava a brevissima distanza dalla costa il Titanic invece si trovava in alto mare e a quei tempi le radio non erano ancora così perfette come al giorno d’oggi di conseguenza l’unico sistema per poter inviare dei messaggi era ancora attraverso dei marconigramma ossia tramite l’alfabeto Morse. Che anche il comandante della Concordia non ne abbia combinata una giusta questo ormai è risaputo. Innanzitutto il fatto che non abbia dato l’allarme subito, cioè quando ancora la nave era posizione verticale, e se avesse dato, appunto, l’allarme immediatamente si sarebbero salvati tutti. Invece ha dato l’allarme un’ora e mezza dopo quando ormai la nave pian pianino incominciava ad inclinarsi sul fianco e per fortuna che l’acqua era molto bassa perché c’erano solo 20 metri di profondità dell’acqua e la nave si è adagiata sul fondo perché se non fosse stato così la nave sarebbe colata a picco completamente portando con se le 4200 persone che c’erano a bordo.

--Ma di più, il fatto di essere vicini a riva ha facilitato le manovre di recupero perché le barche di salvataggio andavano e venivano velocemente e quindi potevano prelevare le persone molto velocemente. Quindi questo è stata una fortuna. L’altro problema, l’altro mistero è ancora lo scambio di informazioni che il comandante ha avuto con la terra, sia con la Capitaneria di Porto sia, soprattutto, con la Società Costa Crociere, e perché li può giocarsi una grande parte del processo, ossia quale è stata la reale responsabilità della Costa Crociere nei ritardi della chiamata di soccorso. È vero, come dice il comandante che la Costa Crociere gli ha intimato di ritardare la richiesta di soccorso? Oppure no? È vero che lui ha minimizzato oppure, come dice lui, non ha minimizzato affatto però hanno minimizzato gli armatori?

--La Capitaneria di Porto è stata quella che ha risolto la situazione, perché l’assurdo è che le prime chiamate di soccorso che sono arrivate alla Capitaneria di Porto sono state quelle lanciate dai passeggeri. Alcuni passeggeri hanno chiamato i Carabinieri annunciando che c’era un guaio e non si riusciva a capire cosa fosse su questa nave, i Carabinieri hanno chiamato la Capitaneria la quale Capitaneria ha chiamato la nave. Assurdo è che il capitano gli ha detto che andava tutto bene, ma la Capitaneria, evidentemente, allarmata da tutte queste chiamate dei passeggeri ha insistito, insistito, insistito finché è saltata fuori la verità e da quel momento che sono partite tutte le navi di soccorso perché se si aspettava ancora il capitano a quest’ora erano affondati veramente tutti. È una cosa assurda! Come si è comportato questo capitano è stata una cosa veramente vergognosa! Oltre al fatto che è scappato dalla nave prima ancora prima che tutte le persone fossero messe in salvo.

--Si, molto presto se ne è andato dalla nave e anche questa è una cosa inspiegabile perché forse, adesso non è che lo voglia scusare, ma l’aveva fatta talmente grossa che probabilmente ha pensato alla fuga. Poi è rimasto lì però più che abbandonare la nave per paura di affondare secondo me è era perché voleva scappare. Quale sia stata la sua motivazione non è chiaro fatto sta che le imprese del comandante Schettino sono apparse poi per giorni sui quotidiani di tutto il mondo e l’Italia, un’altra volta, ci ha fatto una figura pessima. Questo è molto spiacevole perché è vero che Schettino veramente è ineffabile però è anche vero che tanti altri marinai e tanti altri ufficiali a bordo si sono comportati in maniera eroica e quindi non è che il fatto che ci sia una persona di cattiva qualità dica molto di negativo su di noi.

--Sul fatto che il comandante della Costa Concordia non si sia comportato in modo esemplare questo è vero, però la stampa estera non può e non ha il diritto affermare che tutta la Marina Italiana sia come il Comandante Schettino, questo non è assolutamente vero. Ad esempio non dobbiamo dimenticare l’eroico  Comandante  Piero Calamai,  al comando del transatlantico Andrea Doria. Il 25 luglio 1956 la nave Andrea Doria viaggiava alla volta di New York, proveniente da Genova. Contemporaneamente, una nave di nazionalità svedese, la Stockholm, un transatlantico per il trasporto promiscuo di merci e passeggeri, si dirigeva verso  l’Europa. Presso le coste americane entrambe le navi stavano per incrociare un corridoio molto trafficato, oltretutto coperto da una fitta coltre di nebbia. Nascoste dalla nebbia, le navi si avvicinarono, guidate solo dalle reciproche informazioni dei radar, le quali però non furono sufficienti ad evitare la imminente tragedia. L’Andrea Doria e la Stockholm entrarono in collisione con un angolo di quasi 90 gradi, la prua rinforzata  della Stockholm che era un rompighiaccio sfondò la fiancata dell’Andrea Doria e la squarciò per quasi tutta la sua lunghezza L’inchiesta successiva al naufragio stabilì che l’Andrea Doria tentò di evitare la collisione virando a sinistra,  mentre la Stockholm non fece nessuna virata. Tra le due navi non ci fu alcun contatto radio, e una volta giunte a potersi vedere ad occhio nudo, fu troppo tardi per praticare contromanovre atte ad evitare l’impatto. La nave Andrea Doria, con una fiancata completamente squarciata, si coricò su un fianco. L’inclinazione della nave rese inutilizzabili metà delle scialuppe, proprio come avvenne con la Costa Concordia ma proprio dall’esperienza del disastro del Titanic  erano state migliorate le procedure di comunicazione di emergenza e si poterono chiamare altre navi in soccorso, inoltre le procedure e le manovre di evacuazione furono veloci ed efficienti. Infatti grazie alle tempestive e corrette manovre del Capitano e dell’equipaggio quasi tutti i passeggeri sopravvivessero, purtroppo morirono 46 passeggeri, tutti quelli che erano alloggiati nelle cabine investite dalla prua della Stockholm. La responsabilità dell’incidente è stata attribuita ad un’errata lettura dei dati del radar da parte dell’unico ed inesperto ufficiale svedese in servizio al momento della sciagura, a fronte di una lettura corretta da parte di tre ufficiali di grande esperienza e del comandante dell’Andrea Doria. Inoltre il timoniere della Stockholm era notevolmente inesperto ed era costretto a correggere continuamente la rotta, e questo avrebbe contribuito a causare un’errata lettura dei radar. In seguito è emerso che c’era anche una progettazione sbagliata dell’ambiente dove si trovava il radar della nave svedese: poco illuminato e con strumenti di difficile lettura. Secondo alcuni studiosi una semplice lampadina sul radar avrebbe evitato l’intera tragedia.



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--Anche sul Titanic le cose sono andate più o meno così, infatti il capitano ha dato l’allarme di evacuazione della nave con molto ritardo e questo non ha consentito a molte persone di potersi portare sui ponti e salire sulle scialuppe.

Va considero però che le scialuppe potevano portare al massimo 1200 persone e sulla nave ce n’erano oltre 2000 di conseguenza vuol dire che 1000 persone inevitabilmente sarebbero colate a picco con la nave stessa. Questo non avrebbe dovuto assolutamente accadere. Teoricamente sulla nave dovevano esserci le scialuppe per poter salvare tutti i passeggeri che erano a bordo della nave.

Va considerato anche che a differenza della nave Costa Concordia , che si trovava a brevissima distanza dalla costa il Titanic invece si trovava in alto mare e a quei tempi le radio non erano ancora così perfette come al giorno d’oggi di conseguenza l’unico sistema per poter inviare dei messaggi era ancora attraverso dei marconigramma ossia tramite l’alfabeto Morse. Che anche il comandante della Concordia non ne abbia combinata una giusta questo ormai è risaputo. Innanzitutto il fatto che non abbia dato l’allarme subito, cioè quando ancora la nave era posizione verticale, e se avesse dato, appunto, l’allarme immediatamente si sarebbero salvati tutti. Invece ha dato l’allarme un’ora e mezza dopo quando ormai la nave pian pianino incominciava ad inclinarsi sul fianco e per fortuna che l’acqua era molto bassa perché c’erano solo 20 metri di profondità dell’acqua e la nave si è adagiata sul fondo perché se non fosse stato così la nave sarebbe colata a picco completamente portando con se le 4200 persone che c’erano a bordo.

--Ma di più, il fatto di essere vicini a riva ha facilitato le manovre di recupero perché le barche di salvataggio andavano e venivano velocemente e quindi potevano prelevare le persone molto velocemente. Quindi questo è stata una fortuna. L’altro problema, l’altro mistero è ancora lo scambio di informazioni che il comandante ha avuto con la terra, sia con la Capitaneria di Porto sia, soprattutto, con la Società Costa Crociere, e perché li può giocarsi una grande parte del processo, ossia quale è stata la reale responsabilità della Costa Crociere nei ritardi della chiamata di soccorso. È vero, come dice il comandante che la Costa Crociere gli ha intimato di ritardare la richiesta di soccorso? Oppure no? È vero che lui ha minimizzato oppure, come dice lui, non ha minimizzato affatto però hanno minimizzato gli armatori?

--La Capitaneria di Porto è stata quella che ha risolto la situazione, perché l’assurdo è che le prime chiamate di soccorso che sono arrivate alla Capitaneria di Porto sono state quelle lanciate dai passeggeri. Alcuni passeggeri hanno chiamato i Carabinieri annunciando che c’era un guaio e non si riusciva a capire cosa fosse su questa nave, i Carabinieri hanno chiamato la Capitaneria la quale Capitaneria ha chiamato la nave. Assurdo è che il capitano gli ha detto che andava tutto bene, ma la Capitaneria, evidentemente, allarmata da tutte queste chiamate dei passeggeri ha insistito, insistito, insistito finché è saltata fuori la verità e da quel momento che sono partite tutte le navi di soccorso perché se si aspettava ancora il capitano a quest’ora erano affondati veramente tutti. È una cosa assurda! Come si è comportato questo capitano è stata una cosa veramente vergognosa! Oltre al fatto che è scappato dalla nave prima ancora prima che tutte le persone fossero messe in salvo.

--Si, molto presto se ne è andato dalla nave e anche questa è una cosa inspiegabile perché forse, adesso non è che lo voglia scusare, ma l’aveva fatta talmente grossa che probabilmente ha pensato alla fuga. Poi è rimasto lì però più che abbandonare la nave per paura di affondare secondo me è era perché voleva scappare. Quale sia stata la sua motivazione non è chiaro fatto sta che le imprese del comandante Schettino sono apparse poi per giorni sui quotidiani di tutto il mondo e l’Italia, un’altra volta, ci ha fatto una figura pessima. Questo è molto spiacevole perché è vero che Schettino veramente è ineffabile però è anche vero che tanti altri marinai e tanti altri ufficiali a bordo si sono comportati in maniera eroica e quindi non è che il fatto che ci sia una persona di cattiva qualità dica molto di negativo su di noi.

--Sul fatto che il comandante della Costa Concordia non si sia comportato in modo esemplare questo è vero, però la stampa estera non può e non ha il diritto affermare che tutta la Marina Italiana sia come il Comandante Schettino, questo non è assolutamente vero. Ad esempio non dobbiamo dimenticare l’eroico  Comandante  Piero Calamai,  al comando del transatlantico Andrea Doria. Il 25 luglio 1956 la nave Andrea Doria viaggiava alla volta di New York, proveniente da Genova. Contemporaneamente, una nave di nazionalità svedese, la Stockholm, un transatlantico per il trasporto promiscuo di merci e passeggeri, si dirigeva verso  l’Europa. Presso le coste americane entrambe le navi stavano per incrociare un corridoio molto trafficato, oltretutto coperto da una fitta coltre di nebbia. Nascoste dalla nebbia, le navi si avvicinarono, guidate solo dalle reciproche informazioni dei radar, le quali però non furono sufficienti ad evitare la imminente tragedia. L’Andrea Doria e la Stockholm entrarono in collisione con un angolo di quasi 90 gradi, la prua rinforzata  della Stockholm che era un rompighiaccio sfondò la fiancata dell’Andrea Doria e la squarciò per quasi tutta la sua lunghezza L’inchiesta successiva al naufragio stabilì che l’Andrea Doria tentò di evitare la collisione virando a sinistra,  mentre la Stockholm non fece nessuna virata. Tra le due navi non ci fu alcun contatto radio, e una volta giunte a potersi vedere ad occhio nudo, fu troppo tardi per praticare contromanovre atte ad evitare l’impatto. La nave Andrea Doria, con una fiancata completamente squarciata, si coricò su un fianco. L’inclinazione della nave rese inutilizzabili metà delle scialuppe, proprio come avvenne con la Costa Concordia ma proprio dall’esperienza del disastro del Titanic  erano state migliorate le procedure di comunicazione di emergenza e si poterono chiamare altre navi in soccorso, inoltre le procedure e le manovre di evacuazione furono veloci ed efficienti. Infatti grazie alle tempestive e corrette manovre del Capitano e dell’equipaggio quasi tutti i passeggeri sopravvivessero, purtroppo morirono 46 passeggeri, tutti quelli che erano alloggiati nelle cabine investite dalla prua della Stockholm. La responsabilità dell’incidente è stata attribuita ad un’errata lettura dei dati del radar da parte dell’unico ed inesperto ufficiale svedese in servizio al momento della sciagura, a fronte di una lettura corretta da parte di tre ufficiali di grande esperienza e del comandante dell’Andrea Doria. Inoltre il timoniere della Stockholm era notevolmente inesperto ed era costretto a correggere continuamente la rotta, e questo avrebbe contribuito a causare un’errata lettura dei radar. In seguito è emerso che c’era anche una progettazione sbagliata dell’ambiente dove si trovava il radar della nave svedese: poco illuminato e con strumenti di difficile lettura. Secondo alcuni studiosi una semplice lampadina sul radar avrebbe evitato l’intera tragedia.


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