image

ItalianLingQ, #84 Danilo and Rita - Avventure in mare (Part 2)

E si, io non sono una molto coraggiosa però lo stesso mi piace l’idea, mi piacciono, infatti, mi piacciono tantissimo quelle barche che ci sono nei moli, gli yacht non mi piacciono affatto, mi piacciono quelle da pescatore quelle con quella specie di cappuccio in cui tu poi scendi all’interno della barca, ci sarà una cuccetta qualche cosa per dormire. Quelle li mi piacciono quelle dei pescatori.

Eh ma infatti questa barca è fatta così, ha la cabina in alto, sotto ci sono le cuccette per dormire, la cucina e il bagno, era veramente una bella barca ecco!. Ma l’avventura non è finita qua! Poi, allora,  siamo scesi lungo l’Italia, abbiamo passato il canale di Sicilia e anche lì, insomma, ce la siamo vista brutta perché il canale di Sicilia ha un dislivello tra il mar Tirreno e il mar Ionio di circa un metro e mezzo due metri, e vedevi questa tremenda onda che veniva avanti, che veniva avanti e non riuscivamo a capire e infatti c’è proprio un salto come una cascata. Non mi l’aspettavo! Abbiamo poi passato tutto il mar Ionio e anche qui abbiamo subito due avventure. La prima è che ad un bel momento abbiamo visto un sacco di delfini che si avvicinavano alla barca proprio saltavano, li vedevi da lontano, saltavano, saltavano, saltavano venivano vicino alla barca. Addirittura due si sono affiancati alla barca e ho potuto accarezzarli da tanto erano proprio contro la barca, stavano li un po' poi saltavano e andavano via

Giocavano, giocavano!

Giocavano,  giocavano si,  giocavano con noi in sostanza. Arrivati però in fondo al mar Ionio… allora tu sai che il golfo di Taranto che è un golfo  molto vasto perché, diciamo e il tacco dello stivale dell’Italia. Lì non potevamo bordeggiare se no la cosa diventava lunga no? e allora ci siamo detti “ va bene dobbiamo fare una tirata” perché di giorno noi viaggiavamo, di notte ci fermavamo nei porti, in quel caso abbiamo detto il viaggio era di un giorno e una notte dobbiamo farla in una tirata sola. Dobbiamo fare a turno chi sta al timone  in modo tale da permettere agli altri di dormire. Facevamo turni di due ore. Va bene, partiamo arriva notte e ci inoltriamo nel golfo di Taranto. Stiamo viaggiando, ero io al timone e controllavo il radar, ad un bel momento sul radar tac si vede il puntino di una nave. Sarà una nave che viaggia nel golfo, ovviamente c’è il golfo di Taranto che è un porto commerciale molto battuto. Questo puntino qui ad un bel momento sparisce e ne compaiono altri due, mah, dico, cosa succede c’è il radar che sta dando i numeri! Spariscono questi due puntini e ne compaiono quattro! Chiamo il mio amico e dico “ guarda qui c’è qualche cosa che non va nel radar perché continuo vedere navi che vanno e che vengono!” Va bene, viaggiamo, viaggiamo ad un bel momento sentiamo un grosso ribollire di acqua, che mi è venuto il cuore in gola non riuscivo a capire cosa fosse! Era niente popò di meno di un sottomarino militare che si era alzato di fianco a noi per vedere chi erano quegli imbecilli che di notte stavano attraversando il golfo di Taranto! Ecco cos’erano quei puntini lì! Erano semplicemente delle manovre militari

Mammamia!

di sommergibili che venivano in superficie oppure andavano sotto per cui ad un bel momento il radar li vedeva poi non li vedeva più!! Insomma anche questo…

E così hai visto da vicino un sommergibile!

da vicino un sommergibile, infatti…

Quanto era lungo?

Mah, sarà stato lungo una cinquantina di metri

Però!

Perché è venuto di fianco a noi a venti, trenta metri per cui il ribollir dell’acqua è stato veramente… cioè mi sono accorto che era un sommergibile soltanto quando ho visto la torretta spuntare.

Certo.

Perché di notte non avrei neanche visto il periscopio! Ci han guardato, visto che evidentemente era una nave, cioè era una barca più che nave la nostra, da crociera e ci han lasciato andare.

Non vi hanno detto niente, insomma!

Non ci hanno detto niente e ci hanno lasciato andare, queste sono state le avventure mie in mezzo al mare.

Ma vedi cosa è bello, che queste sono le stesse avventure che gli uomini hanno vissuto da migliaia di anni. Ad esempio il passaggio dello stretto di Messina è quello che veniva rappresentato da Scilla e Cariddi, che erano questi due mostri leggendari che cercavano di fare affondare le navi. Perché? Perché questo dislivello tra i due mari c’è sempre stato ed è sempre stato causa di gravi problemi per le navi, e poi anche tutta la storia di Ulisse è ambientata nel mediterraneo. Quindi il fatto che lui abbia avuto tempeste che lo hanno buttato sulle isole ha fatto un sacco di naufragi racconta questa storia di naviganti che è bellissima, non solo, ma poi nella divina commedia il tredicesimo canto dell’inferno racconta proprio la storia di Ulisse che stufo di stare ad Itaca dopo che è tornato a casa decide di fare un altro viaggio perché era il tipo che non poteva stare lì in pantofole. E allora prende i suoi uomini migliori e decide di andare oltre le colonne d’Ercole, ossia oltre lo stretto di Gibilterra che allora era non era mai stato superato perché si pensava che al di la dello stretto di Gibilterra ci fosse la fine della terra, la fine del mondo no?. E infatti li racconta proprio che passate le colonne d’Ercole un enorme gorgo lo prende e lui vede, prima di scivolare nel mare vede la montagna dell’inferno che è quella che poi racconta Dante, in cui Dante poi lo trova.

Ma, in effetti, prima di Cristoforo Colombo lo sai che tutti pensavano che la terra fosse piatta e oltre lo stretto di Gibilterra non ci andavano. D’altronde il mar Mediterraneo è un mare chiuso e rispetto all’oceano è un mare molto tranquillo per cui non si fidavano  andare nell’oceano proprio perché lì le cose erano ben diverse. Quando c’erano le tempeste, diciamo  il mare inghiottiva le navi per cui non si fidavano ad andare oltre.

Si, in realtà lo sapevano che la terra non era piatta a quei tempi però tanto è vero che c’erano dei commerci dal Portogallo arrivavano fino alle Canarie e fino alle coste dell’Africa, però di lì non si spingevano oltre, oltre Madera non andavano tanto è vero che Colombo è arrivato ha approdato su queste isole prima di poi di lanciarsi in un’avventura che effettivamente nessuno aveva mai provato. Poi, in realtà, si è scoperto che i Vichinghi dall’alto erano già arrivati, probabilmente in Canada, Terranova e in Groenlandia, però la in alto era quasi.. era un tragitto molto più breve e quindi è molto probabile che ci fossero già arrivati, hanno trovato delle navi Vichinghe mi sembra in Groenlandia, poi la era tutto ghiaccio quindi ad un certo punto toglievano la nave e andavano a piedi!

Beh, però intorno all’Africa già ci viaggiavano perché viaggiavano sempre con la costa in vista, ma già lì viaggiavano. Non si spingevano, appunto, in mare aperto. È stato appunto il primo è stato Colombo che con tre navicelle, in fondo erano navi ne più ne meno come quella che ho viaggiato io e con queste si sono spinti nell’oceano. Per cui devono averne passate di cotte e di crude con quel viaggio tanto è vero che ad un bel momento avevano anche paura e volevano a tutti i costi tornare indietro. Tre mesi ci hanno messo ad arrivare in America per cui viaggiando solo ed esclusivamente col vento la cosa doveva essere veramente dura come viaggio.

Ma lui era molto bravo, aveva fatto tutti i conti degli alisei di riuscire a tenere il vento sia all’andata che al ritorno era quello che poi ha permesso i viaggi perché inclinando le vele nel modo giusto riusciva a sfruttare i venti sia in un senso che nell’altro, altrimenti non ci sarebbe mai riuscito. Però non è ammirevole lo forzo che lui ha fatto, lui chi ha messo anni, anni e anni fin da quando era ragazzino si è fissato con questa idea e nonostante abbia avuto decine di anni di no, ha insistito fina a che qualcuno alla fine l’ha finanziato. Era proprio una sua fissazione e questo prova che bisogna essere molto convinti e molto determinati per riuscire nelle imprese più difficili.

Dopo di lui furono in tanti che ci andarono e fino a metà dell’ottocento hanno viaggiato sempre e solo esclusivamente a vela. È soltanto dopo la metà dell’ottocento con i primi motori a vapore sono che nati i battelli ad elica e i viaggi diventavano anche molto più veloci. Tu pensa quanti mesi ci volevano ad arrivare con le sole vele in America.

Ma mi sembra ci mettessero quaranta giorni, comunque era un bel tragitto poi ogni tanto affondavano infatti. Però a me piacevano le storie  tutti gli altri navigatori, dai fratelli Caboto fino a Vasco de Gama  che ha fatto tutto il giro della terra. Sono bellissime le storie di questi navigatori.



Want to learn a language?


Learn from this text and thousands like it on LingQ.

  • A vast library of audio lessons, all with matching text
  • Revolutionary learning tools
  • A global, interactive learning community.

Language learning online @ LingQ

E si, io non sono una molto coraggiosa però lo stesso mi piace l’idea, mi piacciono, infatti, mi piacciono tantissimo quelle barche che ci sono nei moli, gli yacht non mi piacciono affatto, mi piacciono quelle da pescatore quelle con quella specie di cappuccio in cui tu poi scendi all’interno della barca, ci sarà una cuccetta qualche cosa per dormire. Quelle li mi piacciono quelle dei pescatori.

Eh ma infatti questa barca è fatta così, ha la cabina in alto, sotto ci sono le cuccette per dormire, la cucina e il bagno, era veramente una bella barca ecco!. Ma l’avventura non è finita qua! Poi, allora,  siamo scesi lungo l’Italia, abbiamo passato il canale di Sicilia e anche lì, insomma, ce la siamo vista brutta perché il canale di Sicilia ha un dislivello tra il mar Tirreno e il mar Ionio di circa un metro e mezzo due metri, e vedevi questa tremenda onda che veniva avanti, che veniva avanti e non riuscivamo a capire e infatti c’è proprio un salto come una cascata. Non mi l’aspettavo! Abbiamo poi passato tutto il mar Ionio e anche qui abbiamo subito due avventure. La prima è che ad un bel momento abbiamo visto un sacco di delfini che si avvicinavano alla barca proprio saltavano, li vedevi da lontano, saltavano, saltavano, saltavano venivano vicino alla barca. Addirittura due si sono affiancati alla barca e ho potuto accarezzarli da tanto erano proprio contro la barca, stavano li un po' poi saltavano e andavano via

Giocavano, giocavano!

Giocavano,  giocavano si,  giocavano con noi in sostanza. Arrivati però in fondo al mar Ionio… allora tu sai che il golfo di Taranto che è un golfo  molto vasto perché, diciamo e il tacco dello stivale dell’Italia. Lì non potevamo bordeggiare se no la cosa diventava lunga no? e allora ci siamo detti “ va bene dobbiamo fare una tirata” perché di giorno noi viaggiavamo, di notte ci fermavamo nei porti, in quel caso abbiamo detto il viaggio era di un giorno e una notte dobbiamo farla in una tirata sola. Dobbiamo fare a turno chi sta al timone  in modo tale da permettere agli altri di dormire. Facevamo turni di due ore. Va bene, partiamo arriva notte e ci inoltriamo nel golfo di Taranto. Stiamo viaggiando, ero io al timone e controllavo il radar, ad un bel momento sul radar tac si vede il puntino di una nave. Sarà una nave che viaggia nel golfo, ovviamente c’è il golfo di Taranto che è un porto commerciale molto battuto. Questo puntino qui ad un bel momento sparisce e ne compaiono altri due, mah, dico, cosa succede c’è il radar che sta dando i numeri! Spariscono questi due puntini e ne compaiono quattro! Chiamo il mio amico e dico “ guarda qui c’è qualche cosa che non va nel radar perché continuo vedere navi che vanno e che vengono!” Va bene, viaggiamo, viaggiamo ad un bel momento sentiamo un grosso ribollire di acqua, che mi è venuto il cuore in gola non riuscivo a capire cosa fosse! Era niente popò di meno di un sottomarino militare che si era alzato di fianco a noi per vedere chi erano quegli imbecilli che di notte stavano attraversando il golfo di Taranto! Ecco cos’erano quei puntini lì! Erano semplicemente delle manovre militari

Mammamia!

di sommergibili che venivano in superficie oppure andavano sotto per cui ad un bel momento il radar li vedeva poi non li vedeva più!! Insomma anche questo…

E così hai visto da vicino un sommergibile!

da vicino un sommergibile, infatti…

Quanto era lungo?

Mah, sarà stato lungo una cinquantina di metri

Però!

Perché è venuto di fianco a noi a venti, trenta metri per cui il ribollir dell’acqua è stato veramente… cioè mi sono accorto che era un sommergibile soltanto quando ho visto la torretta spuntare.

Certo.

Perché di notte non avrei neanche visto il periscopio! Ci han guardato, visto che evidentemente era una nave, cioè era una barca più che nave la nostra, da crociera e ci han lasciato andare.

Non vi hanno detto niente, insomma!

Non ci hanno detto niente e ci hanno lasciato andare, queste sono state le avventure mie in mezzo al mare.

Ma vedi cosa è bello, che queste sono le stesse avventure che gli uomini hanno vissuto da migliaia di anni. Ad esempio il passaggio dello stretto di Messina è quello che veniva rappresentato da Scilla e Cariddi, che erano questi due mostri leggendari che cercavano di fare affondare le navi. Perché? Perché questo dislivello tra i due mari c’è sempre stato ed è sempre stato causa di gravi problemi per le navi, e poi anche tutta la storia di Ulisse è ambientata nel mediterraneo. Quindi il fatto che lui abbia avuto tempeste che lo hanno buttato sulle isole ha fatto un sacco di naufragi racconta questa storia di naviganti che è bellissima, non solo, ma poi nella divina commedia il tredicesimo canto dell’inferno racconta proprio la storia di Ulisse che stufo di stare ad Itaca dopo che è tornato a casa decide di fare un altro viaggio perché era il tipo che non poteva stare lì in pantofole. E allora prende i suoi uomini migliori e decide di andare oltre le colonne d’Ercole, ossia oltre lo stretto di Gibilterra che allora era non era mai stato superato perché si pensava che al di la dello stretto di Gibilterra ci fosse la fine della terra, la fine del mondo no?. E infatti li racconta proprio che passate le colonne d’Ercole un enorme gorgo lo prende e lui vede, prima di scivolare nel mare vede la montagna dell’inferno che è quella che poi racconta Dante, in cui Dante poi lo trova.

Ma, in effetti, prima di Cristoforo Colombo lo sai che tutti pensavano che la terra fosse piatta e oltre lo stretto di Gibilterra non ci andavano. D’altronde il mar Mediterraneo è un mare chiuso e rispetto all’oceano è un mare molto tranquillo per cui non si fidavano  andare nell’oceano proprio perché lì le cose erano ben diverse. Quando c’erano le tempeste, diciamo  il mare inghiottiva le navi per cui non si fidavano ad andare oltre.

Si, in realtà lo sapevano che la terra non era piatta a quei tempi però tanto è vero che c’erano dei commerci dal Portogallo arrivavano fino alle Canarie e fino alle coste dell’Africa, però di lì non si spingevano oltre, oltre Madera non andavano tanto è vero che Colombo è arrivato ha approdato su queste isole prima di poi di lanciarsi in un’avventura che effettivamente nessuno aveva mai provato. Poi, in realtà, si è scoperto che i Vichinghi dall’alto erano già arrivati, probabilmente in Canada, Terranova e in Groenlandia, però la in alto era quasi.. era un tragitto molto più breve e quindi è molto probabile che ci fossero già arrivati, hanno trovato delle navi Vichinghe mi sembra in Groenlandia, poi la era tutto ghiaccio quindi ad un certo punto toglievano la nave e andavano a piedi!

Beh, però intorno all’Africa già ci viaggiavano perché viaggiavano sempre con la costa in vista, ma già lì viaggiavano. Non si spingevano, appunto, in mare aperto. È stato appunto il primo è stato Colombo che con tre navicelle, in fondo erano navi ne più ne meno come quella che ho viaggiato io e con queste si sono spinti nell’oceano. Per cui devono averne passate di cotte e di crude con quel viaggio tanto è vero che ad un bel momento avevano anche paura e volevano a tutti i costi tornare indietro. Tre mesi ci hanno messo ad arrivare in America per cui viaggiando solo ed esclusivamente col vento la cosa doveva essere veramente dura come viaggio.

Ma lui era molto bravo, aveva fatto tutti i conti degli alisei di riuscire a tenere il vento sia all’andata che al ritorno era quello che poi ha permesso i viaggi perché inclinando le vele nel modo giusto riusciva a sfruttare i venti sia in un senso che nell’altro, altrimenti non ci sarebbe mai riuscito. Però non è ammirevole lo forzo che lui ha fatto, lui chi ha messo anni, anni e anni fin da quando era ragazzino si è fissato con questa idea e nonostante abbia avuto decine di anni di no, ha insistito fina a che qualcuno alla fine l’ha finanziato. Era proprio una sua fissazione e questo prova che bisogna essere molto convinti e molto determinati per riuscire nelle imprese più difficili.

Dopo di lui furono in tanti che ci andarono e fino a metà dell’ottocento hanno viaggiato sempre e solo esclusivamente a vela. È soltanto dopo la metà dell’ottocento con i primi motori a vapore sono che nati i battelli ad elica e i viaggi diventavano anche molto più veloci. Tu pensa quanti mesi ci volevano ad arrivare con le sole vele in America.

Ma mi sembra ci mettessero quaranta giorni, comunque era un bel tragitto poi ogni tanto affondavano infatti. Però a me piacevano le storie  tutti gli altri navigatori, dai fratelli Caboto fino a Vasco de Gama  che ha fatto tutto il giro della terra. Sono bellissime le storie di questi navigatori.


×

We use cookies to help make LingQ better. By visiting the site, you agree to our cookie policy.