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ItalianLingQ, #66 Danilo & Rita - Vino e Prodotti Italiani - Part 2 (Intermediate)

Si, infatti noi abbiamo la denominazione D.O.C.

cioè Denominazione di Origine Controllata che ci dice proprio questo: sia che il vino di un certo tipo è stato coltivato su viti provenienti dalla zona di origine del vino perché la vita Cabernet, per modo di dire, se la togli dalla zona del Veneto in cui viene coltivata non da più lo stesso vino da un vino che si chiama Cabernet ma che ha un sapore diverso e questo vino non avrà mai la denominazione D.O.C. e quindi varrà meno. Poi adesso ci sono stati in circolazione troppi vini D.O.C. hanno aggiunto un’altra denominazione che è D.O.C.G. cioè Denominazione di Origine Controllata Garantita. Allora i D.O.C.G. costano di più perché sono un po' più garantiti di quelli controllati.

Perché poi ci sono anche tutte le alterazioni che vengono fatte all’estero e spacciate poi per vini Italiano o anche per prodotti Italiani, infatti c’è una guerra tremenda adesso con la Comunità Europea proprio per questo motivo qua, che fabbricano dei prodotti all’estero e vengono venduti come prodotti Italiani marchiati come prodotti Italiani ma non sono assolutamente.. ma neanche lontanamente uguali a quelli Italiani e questo crea un danno notevole alla nostra economia.

Si, perché è sufficiente inscatolare in Italia per far passare per Italiano un prodotto che invece è stato completamente prodotto all’estero con merce che viene dall’estero.

Recentemente c’è stato il caso delle mozzarelle che vengono chiamate Italiane perché fatte in Italia ma sono fatte con latte tedesco. Oppure pelati, sughi di pomodoro fatti con pomodori Cinesi e così via. Adesso stanno introducendo delle normative per cui sarà ben in vista la scritta prodotto Italiano e si potrà parlare di prodotto Italiano solamente se il prodotto sarà completamente prodotto in Italia.

Il difficile sarà controllare però queste aziende.

Davvero i produttori Italiani soprattutto anche perché il vino, l’olio i formaggi che son tutti questi prodotti che bisogna proprio essere sicuri che vengano prodotti sul nostro territorio e ci vorrà anche una commissione che faccia un controllo perché spesso, appunto succede che importano dall’estero, già inscatolati col marchio Italiano, dei prodotti che poi vengono immessi sul mercato ma non sono sempre prodotti qua, specialmente l’olio che è un’altra cosa che in Italia è veramente eccezionale però viene importato da tantissimi altri paesi. Non che le olive degli paesi siano cattive però non è un prodotto Italiano non è trattato e fabbricato secondo gli antichi metodi che utilizzavano i nostri nonni.

Si, soprattutto non è controllato in quella che adesso viene chiamata la filiera.

Ad un certo punto si è incominciato a parlare di filiera quando si sono creati problemi di questo genere allora si è voluto in particolare questo è venuto fuori quando c’è stato il fenomeno della “mucca pazza” ossia delle carni provenienti da mucche malate provenienti da altri con malattie del prione. A quel punto si è incominciato a richiedere la conoscenza in etichetta, nell’etichetta del cibo, della filiera ossia della provenienza nelle varie fasi della lavorazione. A suo tempo io non capivo cosa fosse questa filiera sono andata a vedere sul vocabolario e non esisteva la parola filiera se non nel suo significato iniziale proprio della fabbrica tessile. Adesso, invece, tutti parlano della filiera perché il termine è molto chiaro vuol dire avere un filo di riferimento che parte dall’origine e arriva fino all’utente finale.

Eh, infatti la filiera si chiama proprio così perché nasce dalla materia grezza, in questo caso la lana della pecora o il cotone fino ad arrivare al filo finito e fatto su nelle spolette.

E questo vale anche per tutti gli altri prodotti, prodotto che nasce dalla nostra terra, viene lavorato sulla nostra terra con i nostri metodi e controllato e poi immesso sul mercato. Ma tutto ciò che non nasce qui non fa parte dei nostri prodotti.

Si, infatti noi abbiamo dei controlli che sono buoni e verranno migliorati nel tempo per preservare il prodotto Italiano.

In realtà molte richieste che l’Italia fa sui propri prodotti non vengono fatti a livello europeo anche per quanto riguarda gli ingredienti o lo schema nutrizionale la suddivisione in carboidrati, grassi e proteine non sono obbligatorie tanto è vero che tu vedi che in molti prodotti preferiscono nascondere la quantità di grassi presenti, questa tabella non c’è perché non ancora obbligatoria e soprattutto non c’è nella maggior parte dei prodotti che provengono dall’estero. Mentre adesso credo che la volontà sia quella di imporre un’etichetta molto esaustiva in tutta l’unione europea.

Eh, perché è l’Italia che sta facendo pressione e tanta pressione proprio presso la comunità europea perché tutto ciò avvenga.

Che tutti i prodotti siano ben definiti sia come contenuto sia quello che c’è dentro che tutto il resto. Un ‘altra cosa che l’Italia ha dovuto combattere, e non poco, è stata sulla faccenda della pizza, che la pizza non si doveva più fare nel forno a legna. Questa…. diciamo che in Italia è esploso il finimondo perché è impensabile, ad esempio, che la pizza non venga fatta nel forno a legna, è la migliore che ci sia al mondo! Questo, per noi, è stato per noi veramente tremendo.

Per fortuna questa normativa che era nata dall’Inghilterra è rientrata e un’altra cosa analoga sta avvenendo per i formaggi perché i formaggi che vengono stagionati nelle grotte come da noi che sono i migliori in assoluto non seguono delle norme igieniche che dovrebbero imporre la stagionatura in zone asettiche e pulitissime eccetera.

Anche questo è un bel problema perché se si stagiona il formaggio così non saprà mai di niente.

Si, infatti vengono fuori le mozzarelle in questo modo.

Le muffe che sono presenti proprio in queste grotte particolari che oltretutto è millenni che ci mettono dentro i formaggi e queste muffe sono quelle che danno il buono al formaggio e che sono tutte muffe buone non è che siano schifezze o roba velenosa, adesso non si può più fare. Le grotte devono essere tutte piastrellate! Anche qua è sorta un’altra guerra perché i produttori di formaggi, quelli buoni, si sono ovviamente ribellati. Perché un conto è il formaggio industriale fatto nelle industrie dove li sono tutte, ovviamente, asettiche tutte ben controllate tutto in acciaio inox, un conto invece è il vero formaggio fatto ancora dentro nelle caldaie di rame, stagionato il giusto tempo nelle grotte con la giusta umidità e le giuste muffe e da qui viene fuori un formaggio che è veramente inimitabile. Non c’è altro modo per farlo!

Il problema dei prodotti Italiani è molto sentito anche in altri settori, il problema della contraffazione dei prodotti Italiani, per non parlare di tutti i prodotti relativi al design, alla moda, alla manifattura di borse scarpe e così via.

Diventa sempre più diffuso il reato di contraffazione soprattutto dopo che è entrato così forte il mercato Cinese che riesce a contraffare e a mettere sul mercato prodotti di bassa qualità ma simili a quelli Italiani di marca.

Si è vero, li addirittura centinaia di container sono stati fermati alla dogana proprio pieni di questi prodotti di imitazioni che oltretutto imitano anche il marchio, cioè in tutto e per tutto.

Ovviamente i doganieri adesso hanno imparato a distinguere i prodotti buoni da quelli Cinesi, a parte che si vede anche nella qualità in tante cose, ma proprio sono tonnellate e tonnellate di materiale che stanno sequestrando che arriva dalla Cina e che poi dovrebbe essere immesso sul mercato Europeo se non quello Italiano. Certamente una donna che vede una borsa che normalmente costa trecento euro venduta a venti euro, secondo me qualche sospetto dovrebbe anche arrivare, non credi?

Ma, adesso hanno reso reato anche l’acquisto e non solo la vendita di materiale contraffatto proprio per questo motivo perché uno si rende conto che se il prezzo è troppo basso il prodotto è contraffatto.



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Si, infatti noi abbiamo la denominazione D.O.C.

cioè Denominazione di Origine Controllata che ci dice proprio questo: sia che il vino di un certo tipo è stato coltivato su viti provenienti dalla zona di origine del vino perché la vita Cabernet, per modo di dire, se la togli dalla zona del Veneto in cui viene coltivata non da più lo stesso vino da un vino che si chiama Cabernet ma che ha un sapore diverso e questo vino non avrà mai la denominazione D.O.C. e quindi varrà meno. Poi adesso ci sono stati in circolazione troppi vini D.O.C. hanno aggiunto un’altra denominazione che è D.O.C.G. cioè Denominazione di Origine Controllata Garantita. Allora i D.O.C.G. costano di più perché sono un po' più garantiti di quelli controllati.

Perché poi ci sono anche tutte le alterazioni che vengono fatte all’estero e spacciate poi per vini Italiano o anche per prodotti Italiani, infatti c’è una guerra tremenda adesso con la Comunità Europea proprio per questo motivo qua, che fabbricano dei prodotti all’estero e vengono venduti come prodotti Italiani marchiati come prodotti Italiani ma non sono assolutamente.. ma neanche lontanamente uguali a quelli Italiani e questo crea un danno notevole alla nostra economia.

Si, perché è sufficiente inscatolare in Italia per far passare per Italiano un prodotto che invece è stato completamente prodotto all’estero con merce che viene dall’estero.

Recentemente c’è stato il caso delle mozzarelle che vengono chiamate Italiane perché fatte in Italia ma sono fatte con latte tedesco. Oppure pelati, sughi di pomodoro fatti con pomodori Cinesi e così via. Adesso stanno introducendo delle normative per cui sarà ben in vista la scritta prodotto Italiano e si potrà parlare di prodotto Italiano solamente se il prodotto sarà completamente prodotto in Italia.

Il difficile sarà controllare però queste aziende.

Davvero i produttori Italiani soprattutto anche perché il vino, l’olio i formaggi che son tutti questi prodotti che bisogna proprio essere sicuri che vengano prodotti sul nostro territorio e ci vorrà anche una commissione che faccia un controllo perché spesso, appunto succede che importano dall’estero, già inscatolati col marchio Italiano, dei prodotti che poi vengono immessi sul mercato ma non sono sempre prodotti qua, specialmente l’olio che è un’altra cosa che in Italia è veramente eccezionale però viene importato da tantissimi altri paesi. Non che le olive degli paesi siano cattive però non è un prodotto Italiano non è trattato e fabbricato secondo gli antichi metodi che utilizzavano i nostri nonni.

Si, soprattutto non è controllato in quella che adesso viene chiamata la filiera.

Ad un certo punto si è incominciato a parlare di filiera quando si sono creati problemi di questo genere allora si è voluto in particolare questo è venuto fuori quando c’è stato il fenomeno della “mucca pazza” ossia delle carni provenienti da mucche malate provenienti da altri con malattie del prione. A quel punto si è incominciato a richiedere la conoscenza in etichetta, nell’etichetta del cibo, della filiera ossia della provenienza nelle varie fasi della lavorazione. A suo tempo io non capivo cosa fosse questa filiera sono andata a vedere sul vocabolario e non esisteva la parola filiera se non nel suo significato iniziale proprio della fabbrica tessile. Adesso, invece, tutti parlano della filiera perché il termine è molto chiaro vuol dire avere un filo di riferimento che parte dall’origine e arriva fino all’utente finale.

Eh, infatti la filiera si chiama proprio così perché nasce dalla materia grezza, in questo caso la lana della pecora o il cotone fino ad arrivare al filo finito e fatto su nelle spolette.

E questo vale anche per tutti gli altri prodotti, prodotto che nasce dalla nostra terra, viene lavorato sulla nostra terra con i nostri metodi e controllato e poi immesso sul mercato. Ma tutto ciò che non nasce qui non fa parte dei nostri prodotti.

Si, infatti noi abbiamo dei controlli che sono buoni e verranno migliorati nel tempo per preservare il prodotto Italiano.

In realtà molte richieste che l’Italia fa sui propri prodotti non vengono fatti a livello europeo anche per quanto riguarda gli ingredienti o lo schema nutrizionale la suddivisione in carboidrati, grassi e proteine non sono obbligatorie tanto è vero che tu vedi che in molti prodotti preferiscono nascondere la quantità di grassi presenti, questa tabella non c’è perché non ancora obbligatoria e soprattutto non c’è nella maggior parte dei prodotti che provengono dall’estero. Mentre adesso credo che la volontà sia quella di imporre un’etichetta molto esaustiva in tutta l’unione europea.

Eh, perché è l’Italia che sta facendo pressione e tanta pressione proprio presso la comunità europea perché tutto ciò avvenga.

Che tutti i prodotti siano ben definiti sia come contenuto sia quello che c’è dentro che tutto il resto. Un ‘altra cosa che l’Italia ha dovuto combattere, e non poco, è stata sulla faccenda della pizza, che la pizza non si doveva più fare nel forno a legna. Questa…. diciamo che in Italia è esploso il finimondo perché è impensabile, ad esempio, che la pizza non venga fatta nel forno a legna, è la migliore che ci sia al mondo! Questo, per noi, è stato per noi veramente tremendo.

Per fortuna questa normativa che era nata dall’Inghilterra è rientrata e un’altra cosa analoga sta avvenendo per i formaggi perché i formaggi che vengono stagionati nelle grotte come da noi che sono i migliori in assoluto non seguono delle norme igieniche che dovrebbero imporre la stagionatura in zone asettiche e pulitissime eccetera.

Anche questo è un bel problema perché se si stagiona il formaggio così non saprà mai di niente.

Si, infatti vengono fuori le mozzarelle in questo modo.

Le muffe che sono presenti proprio in queste grotte particolari che oltretutto è millenni che ci mettono dentro i formaggi e queste muffe sono quelle che danno il buono al formaggio e che sono tutte muffe buone non è che siano schifezze o roba velenosa, adesso non si può più fare. Le grotte devono essere tutte piastrellate! Anche qua è sorta un’altra guerra perché i produttori di formaggi, quelli buoni, si sono ovviamente ribellati. Perché un conto è il formaggio industriale fatto nelle industrie dove li sono tutte, ovviamente, asettiche tutte ben controllate tutto in acciaio inox, un conto invece è il vero formaggio fatto ancora dentro nelle caldaie di rame, stagionato il giusto tempo nelle grotte con la giusta umidità e le giuste muffe e da qui viene fuori un formaggio che è veramente inimitabile. Non c’è altro modo per farlo!

Il problema dei prodotti Italiani è molto sentito anche in altri settori, il problema della contraffazione dei prodotti Italiani, per non parlare di tutti i prodotti relativi al design, alla moda, alla manifattura di borse scarpe e così via.

Diventa sempre più diffuso il reato di contraffazione soprattutto dopo che è entrato così forte il mercato Cinese che riesce a contraffare e a mettere sul mercato prodotti di bassa qualità ma simili a quelli Italiani di marca.

Si è vero, li addirittura centinaia di container sono stati fermati alla dogana proprio pieni di questi prodotti di imitazioni che oltretutto imitano anche il marchio, cioè in tutto e per tutto.

Ovviamente i doganieri adesso hanno imparato a distinguere i prodotti buoni da quelli Cinesi, a parte che si vede anche nella qualità in tante cose, ma proprio sono tonnellate e tonnellate di materiale che stanno sequestrando che arriva dalla Cina e che poi dovrebbe essere immesso sul mercato Europeo se non quello Italiano. Certamente una donna che vede una borsa che normalmente costa trecento euro venduta a venti euro, secondo me qualche sospetto dovrebbe anche arrivare, non credi?

Ma, adesso hanno reso reato anche l’acquisto e non solo la vendita di materiale contraffatto proprio per questo motivo perché uno si rende conto che se il prezzo è troppo basso il prodotto è contraffatto.


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