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ItalianLingQ, #23 Danilo & Rita – Montagne di rifiuti

Hai messo fuori la pattumiera?

Si, ho messo fuori ben due pattumiere, oggi ritirano il vetro e la carta

E domani?

Domani c’è umido e la plastica.

Beh,  devo dire che sei bravo a ricordarti, io.. va beh che c’è..  ci regalano il calendario, e vero, dove c’è scritto tutto.

E lo so però questa faccenda del riciclo è una vera seccatura. D’altronde se non facciamo così tra poco ci troviamo sommersi  da una marea  di rifiuti.

Noi abbiamo il posto per la plastica  che è gigantesco e ogni giorno è sempre pieno tutto perché qualsiasi cosa si comperi ha degli enormi  involucri, confezioni piccole  poi più grande può più grande ancora, per finire con la scatola.

Cosa ci vuoi fare siamo nell’era del consumismo e d’altronde si butta via tutto. Però se ci pensi già anche ai tempi dei nostri bisnonni c’era chi andava di casa in casa a raccogliere tutto il materiale di scarto che allora era ben poco però,  queste persone raccoglievano sia  i metalli ferrosi sia gli stracci  sia  tutto quello che la gente scartava.

Lo “stracciaio”  quand’ero bambina passava ancora anche Milano e io avevo paura perché la mamma mi diceva che i bambini cattivi  li si vendeva allo “stracciaio” e allora bisognava essere buoni, però alla mattina quando sentivo che passava mi nascondevo.

L’assurdo è che queste persone qui morivano di fame perché, insomma, la gente  riciclava tutto, se avevi i calzini col buco la mamma te li rammendava, oggi invece prendi e butti via tutto. Infatti vedi che oggi fioriscono aziende che riciclano tutto materiale. Ci sono aziende specializzate, ad esempio, che smontano tutte le  apparecchiature elettroniche e addirittura riescono a ricuperare l’oro sui contatti, come facciano è veramente una cosa  incredibile.

Si è anche giusto che succeda perché se riuscissimo veramente riciclare tutto le condizioni del pianeta migliorerebbero molto. Noi qui nel Nord Italia abbiamo una buona percentuale di riciclaggio a Milano mi sembra che superi l’80% ed è molto buono e perché i cittadini sono stati abituati a poco a poco a questa politica, nel sud l’Italia invece si sa che è ancora un disastro.

Infatti ultimamente ci sono stati veramente dei problemi per smaltire tutte le  tonnellate di rifiuti che ogni giorno vengono buttati via e questa è una cosa veramente impressionante quanta roba  buttiamo via continuamente. Invece una volta  non c’era questo problema perché anche quando andavi a fare la spesa ti portavi la tua  borsa, ti portavi la bottiglia e il negoziante te la  riempiva di olio piuttosto che di altre cose e te la riportavi a casa. Oggi si butta via tutto, è veramente una cosa tremenda.

E si è per essere più veloci negli acquisti e per distribuire  più facilmente di prodotti e così via, per comodità diciamo da parte sia del produttore che del consumatore. Però  poi si scontra a livello ambientale si io mi ricordo anche lo zucchero lo si prendeva a peso e lo mettevano nella carta, poi facevano un pacchettino chiudendolo con le mani.

E lo so questo dell’imballo  è una comodità ma la stiamo pagando veramente tanto, perché, innanzitutto, paghi l’imballo al momento dell’acquisto perché chi produce il prodotto e lo mette  nell’imballo di plastica di carta tutto quello che vuoi ad un bel  momento te lo fa pagare questo imballo e poi ci costa buttarlo via perché, sai, la raccolta dei rifiuti a un costo piuttosto pesante per i cittadini. Mentre, ti ho detto,  una volta andavi dal droghiere, andavi nel negozio ti  portavi la tua confezione te la riempiva e te la riportavi a casa. per quello che le famiglie, una volta,  buttavamo via quasi niente. Proprio buttavano via le cose quando non potevi farne più a meno.

Si,  anche i vestiti  si riciclavano e i bambini vestivano sempre le stesse cose dei fratellini maggiori e così via e poi le calze  si cucivano. Io mi  ricordo anche le calze  di nailon  la mamma le rammendava,  adesso si buttano via. È  vero che e sotto certo punto di vista le cose costano meno di una volta, si trovano a minor prezzo, relativamente, mentre una volta un paio di calze erano un investimento quindi non si poteva buttarle via facilmente. Però sicuramente  si consumava molto meno, era  una vita diversa.

Si, in effetti, aggiustavano tutto perché c’erano anche tantissime  persone quelli che facevano il mestiere per strada, che con i loro carrettini con le loro attrezzature giravano per le vie e riparavano tutto riparavano le pentole. C’era chi, appunto, riparava le pentole e chi rifaceva le lame alle forbici, ai coltelli e me lo ricordo questa è una figura che  rimasta ancora per molto tempo, specialmente in campagna, che andava in giro con questa enorme bicicletta dove dietro aveva  questa mola, metteva la bicicletta sul cavalletto e girando i pedali faceva girare la mola e così affilava le lame dei coltelli e delle forbici che la gente portava a fare, appunto, riparare o fare affilare. Oggi invece quando si rompe un paio di forbici, si rompe un  coltello non lo si butta via, si va al supermercato  e se ne compera un altro.

E poi c’era  l’ombrellaio Pippo l’ombrellaio c’è ancora a Milano, adesso però ho visto che l’ombrellaio e l’arrotino  sono diventate la stessa persona perché non c’è abbastanza lavoro per un ombrellaio e per un arrotino separati e allora si sono messi insieme oppure uno è andato in pensione e quell’altro fa tutto e questo vuole dire che c’è poco lavoro per queste persone

Beh, per l’ombrellaio sicuramente si, oggi chi è che fa riparare un ombrello? Anche questo vai al supermercato ci sono quelli ombrellini cinesi che costano proprio pochi centesimi,  quando si rompe e si rompe dopo 5 minuti perché sono fatti proprio un po' da spendere poco e quando si rompe prendi e lo butti via. Tutta  un’altra cosa che noi continuiamo a buttare via. Una volta l’ombrello invece era  un bene che invece veniva ben conservato riparato e mantenuto come un attrezzo  prezioso.

E si è vero, adesso sono praticamente monouso perché poi al primo colpo di vento si rompono, si rovesciano e si buttano. Però uno in  questo modo ogni volta che comprerà uno di colore diverso,  almeno le donne fanno così scelgono a seconda dell’umore.

D’accordo, da una parte  lavorano le fabbriche perché continuano produrre, però producono una cosa che ti dura  poco tempo e poi sei costretto a buttarla via. Non so, a questo punto,  se veramente l’economia funziona meglio così o se funzionava meglio una volta

E si questo è motivo per cui il prodotto interno lordo è costretto a aumentare tutti gli anni se si vuole evitare la crisi, perché l’economia è impostata in questo modo e poi c’è il problema dell’ambiente che è molto difficile da gestire. Ma devo dire che dopo il primo momento di sconforto  in cui mi sono trovato in difficoltà a dividere le cose mi trovo bene e mi piace, mi da soddisfazione l’idea di riuscire a riciclare tutto anche la carta, io che uso  tantissima carta per scrivere per fare appunti per stampare col computer e poi  la butto via separatamente sono contenta perché poi verrà riciclata e non verranno tagliati altri alberi.

Si, questo è vero però vedi che le discariche stanno aumentando di numero e anche di volume perché produrre utilizzare e buttare via…. Mah,  non lo so lo sono sempre dell’idea e non  è una buona politica. In effetti oggi quando prendi uno stipendio, la società di oggi praticamente te fa spendere tutto fino all’ultima lira,  perché devi comprare questo deve comprare quello e appena utilizzato  non è più un buono, si butta via un po' per la moda un po' per altre cose di fatto, insomma, non ti rimane poi un centesimo in tasca.

Lo stesso vale per i bambini che hanno tutti questi giochi, a parte le confezioni gigantesche, e i giochi durano  un attimo e poi i bisogna comprarne degli altri questo è bruttissimo anche per la mentalità che si viene a creare per i bambini che poi diventeranno i grandi e gli adulti del futuro e sono convinti che sia normale  usare un gioco  tre giorni e poi i volerne un altro, questo è terribile, adesso con il  Natale di nuovo alla televisione non si fa altro che pubblicizzare nuovi giochi i bambini li vogliono e vogliono quelli li, se tu gliene dai un altro che hai trovato a buon prezzo ma non è quello che c’è alla televisione i bambini piangono, ormai è così.



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Si, ho messo fuori ben due pattumiere, oggi ritirano il vetro e la carta

E domani?

Domani c’è umido e la plastica.

Beh,  devo dire che sei bravo a ricordarti, io.. va beh che c’è..  ci regalano il calendario, e vero, dove c’è scritto tutto.

E lo so però questa faccenda del riciclo è una vera seccatura. D’altronde se non facciamo così tra poco ci troviamo sommersi  da una marea  di rifiuti.

Noi abbiamo il posto per la plastica  che è gigantesco e ogni giorno è sempre pieno tutto perché qualsiasi cosa si comperi ha degli enormi  involucri, confezioni piccole  poi più grande può più grande ancora, per finire con la scatola.

Cosa ci vuoi fare siamo nell’era del consumismo e d’altronde si butta via tutto. Però se ci pensi già anche ai tempi dei nostri bisnonni c’era chi andava di casa in casa a raccogliere tutto il materiale di scarto che allora era ben poco però,  queste persone raccoglievano sia  i metalli ferrosi sia gli stracci  sia  tutto quello che la gente scartava.

Lo “stracciaio”  quand’ero bambina passava ancora anche Milano e io avevo paura perché la mamma mi diceva che i bambini cattivi  li si vendeva allo “stracciaio” e allora bisognava essere buoni, però alla mattina quando sentivo che passava mi nascondevo.

L’assurdo è che queste persone qui morivano di fame perché, insomma, la gente  riciclava tutto, se avevi i calzini col buco la mamma te li rammendava, oggi invece prendi e butti via tutto. Infatti vedi che oggi fioriscono aziende che riciclano tutto materiale. Ci sono aziende specializzate, ad esempio, che smontano tutte le  apparecchiature elettroniche e addirittura riescono a ricuperare l’oro sui contatti, come facciano è veramente una cosa  incredibile.

Si è anche giusto che succeda perché se riuscissimo veramente riciclare tutto le condizioni del pianeta migliorerebbero molto. Noi qui nel Nord Italia abbiamo una buona percentuale di riciclaggio a Milano mi sembra che superi l’80% ed è molto buono e perché i cittadini sono stati abituati a poco a poco a questa politica, nel sud l’Italia invece si sa che è ancora un disastro.

Infatti ultimamente ci sono stati veramente dei problemi per smaltire tutte le  tonnellate di rifiuti che ogni giorno vengono buttati via e questa è una cosa veramente impressionante quanta roba  buttiamo via continuamente. Invece una volta  non c’era questo problema perché anche quando andavi a fare la spesa ti portavi la tua  borsa, ti portavi la bottiglia e il negoziante te la  riempiva di olio piuttosto che di altre cose e te la riportavi a casa. Oggi si butta via tutto, è veramente una cosa tremenda.

E si è per essere più veloci negli acquisti e per distribuire  più facilmente di prodotti e così via, per comodità diciamo da parte sia del produttore che del consumatore. Però  poi si scontra a livello ambientale si io mi ricordo anche lo zucchero lo si prendeva a peso e lo mettevano nella carta, poi facevano un pacchettino chiudendolo con le mani.

E lo so questo dell’imballo  è una comodità ma la stiamo pagando veramente tanto, perché, innanzitutto, paghi l’imballo al momento dell’acquisto perché chi produce il prodotto e lo mette  nell’imballo di plastica di carta tutto quello che vuoi ad un bel  momento te lo fa pagare questo imballo e poi ci costa buttarlo via perché, sai, la raccolta dei rifiuti a un costo piuttosto pesante per i cittadini. Mentre, ti ho detto,  una volta andavi dal droghiere, andavi nel negozio ti  portavi la tua confezione te la riempiva e te la riportavi a casa. per quello che le famiglie, una volta,  buttavamo via quasi niente. Proprio buttavano via le cose quando non potevi farne più a meno.

Si,  anche i vestiti  si riciclavano e i bambini vestivano sempre le stesse cose dei fratellini maggiori e così via e poi le calze  si cucivano. Io mi  ricordo anche le calze  di nailon  la mamma le rammendava,  adesso si buttano via. È  vero che e sotto certo punto di vista le cose costano meno di una volta, si trovano a minor prezzo, relativamente, mentre una volta un paio di calze erano un investimento quindi non si poteva buttarle via facilmente. Però sicuramente  si consumava molto meno, era  una vita diversa.

Si, in effetti, aggiustavano tutto perché c’erano anche tantissime  persone quelli che facevano il mestiere per strada, che con i loro carrettini con le loro attrezzature giravano per le vie e riparavano tutto riparavano le pentole. C’era chi, appunto, riparava le pentole e chi rifaceva le lame alle forbici, ai coltelli e me lo ricordo questa è una figura che  rimasta ancora per molto tempo, specialmente in campagna, che andava in giro con questa enorme bicicletta dove dietro aveva  questa mola, metteva la bicicletta sul cavalletto e girando i pedali faceva girare la mola e così affilava le lame dei coltelli e delle forbici che la gente portava a fare, appunto, riparare o fare affilare. Oggi invece quando si rompe un paio di forbici, si rompe un  coltello non lo si butta via, si va al supermercato  e se ne compera un altro.

E poi c’era  l’ombrellaio Pippo l’ombrellaio c’è ancora a Milano, adesso però ho visto che l’ombrellaio e l’arrotino  sono diventate la stessa persona perché non c’è abbastanza lavoro per un ombrellaio e per un arrotino separati e allora si sono messi insieme oppure uno è andato in pensione e quell’altro fa tutto e questo vuole dire che c’è poco lavoro per queste persone

Beh, per l’ombrellaio sicuramente si, oggi chi è che fa riparare un ombrello? Anche questo vai al supermercato ci sono quelli ombrellini cinesi che costano proprio pochi centesimi,  quando si rompe e si rompe dopo 5 minuti perché sono fatti proprio un po' da spendere poco e quando si rompe prendi e lo butti via. Tutta  un’altra cosa che noi continuiamo a buttare via. Una volta l’ombrello invece era  un bene che invece veniva ben conservato riparato e mantenuto come un attrezzo  prezioso.

E si è vero, adesso sono praticamente monouso perché poi al primo colpo di vento si rompono, si rovesciano e si buttano. Però uno in  questo modo ogni volta che comprerà uno di colore diverso,  almeno le donne fanno così scelgono a seconda dell’umore.

D’accordo, da una parte  lavorano le fabbriche perché continuano produrre, però producono una cosa che ti dura  poco tempo e poi sei costretto a buttarla via. Non so, a questo punto,  se veramente l’economia funziona meglio così o se funzionava meglio una volta

E si questo è motivo per cui il prodotto interno lordo è costretto a aumentare tutti gli anni se si vuole evitare la crisi, perché l’economia è impostata in questo modo e poi c’è il problema dell’ambiente che è molto difficile da gestire. Ma devo dire che dopo il primo momento di sconforto  in cui mi sono trovato in difficoltà a dividere le cose mi trovo bene e mi piace, mi da soddisfazione l’idea di riuscire a riciclare tutto anche la carta, io che uso  tantissima carta per scrivere per fare appunti per stampare col computer e poi  la butto via separatamente sono contenta perché poi verrà riciclata e non verranno tagliati altri alberi.

Si, questo è vero però vedi che le discariche stanno aumentando di numero e anche di volume perché produrre utilizzare e buttare via…. Mah,  non lo so lo sono sempre dell’idea e non  è una buona politica. In effetti oggi quando prendi uno stipendio, la società di oggi praticamente te fa spendere tutto fino all’ultima lira,  perché devi comprare questo deve comprare quello e appena utilizzato  non è più un buono, si butta via un po' per la moda un po' per altre cose di fatto, insomma, non ti rimane poi un centesimo in tasca.

Lo stesso vale per i bambini che hanno tutti questi giochi, a parte le confezioni gigantesche, e i giochi durano  un attimo e poi i bisogna comprarne degli altri questo è bruttissimo anche per la mentalità che si viene a creare per i bambini che poi diventeranno i grandi e gli adulti del futuro e sono convinti che sia normale  usare un gioco  tre giorni e poi i volerne un altro, questo è terribile, adesso con il  Natale di nuovo alla televisione non si fa altro che pubblicizzare nuovi giochi i bambini li vogliono e vogliono quelli li, se tu gliene dai un altro che hai trovato a buon prezzo ma non è quello che c’è alla televisione i bambini piangono, ormai è così.


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