Villa Adriana - YouTube
La Villa Adriana, nella campagna ricca di acque, portava alle estreme conseguenze
il tipo delle lussuose residenze rurali, che già in epoca repubblicana offrivano ai ricchi
romani il piacere di un contatto diretto con la natura. Stesa ai piedi dei monti Tiburtini,
era talmente vasta e composita che alcuni ironizzarono sul fatto che l'imperatore avesse
inteso costruire una città più che una dimora. In realtà anche altre ville più antiche coprivano
grandi porzioni di territorio. La villa era un agglomerato eterogeneo dai confini indefiniti,
formato da edifici, viali, piazze e strutture di servizio orientati in
varie direzioni. Probabilmente l'imperatore l'aveva concepita come un cantiere sempre
aperto, dove esercitare l'attitudine alla progettazione sua e dei suoi architetti.
I lavori di costruzione non cessarono mai mentre fu in vita Adriano. Iniziarono intorno al 118
d.C. e terminarono con la morte dell'imperatore, nel 138. L'intero complesso si può sintetizzare
parlano di due diversi sistemi costruttivi. Da un lato un nucleo compatto di edifici,
sorti sull'impianto di una preesistente villa repubblicana. Dall'altro un gruppo di edifici
che non facevano i conti con preesistenze e che quindi appagarono in pieno l'amore
per l'architettura di Adriano. L'imperatore infatti progettò una serie di edifici che si
sviluppavano in modo libero nell'area circostante. Ecco allora alcuni edifici di rappresentanza,
come la Piazza d'Oro, o come la sala dei pilastri dorici e il triclino di palazzo. Altri edifici
invece funzionali, come le stanze riservate agli ospiti, la caserma dei vigili e un edificio
termale. Altri ancora a carattere residenziale, come il padiglione di Tempe e le cosiddette
biblioteche greca e latina. Infine alcuni giochi architettonici come il teatro marittimo, una
villetta in miniatura su un isolotto artificiale, dove pare che Adriano amasse appartarsi. Insomma,
una grandissima varietà nella tipologia degli edifici che ci aiuta a comprendere come questo
luogo fosse un permanente laboratorio per l'invenzione artistica dell'imperatore.