Michelangelo | Tondo Doni - YouTube
Uno degli aspetti che mi affascinano di più della storia dell'arte sono le contaminazioni
e le influenze che gli stessi artisti hanno esercitato fra di loro. A maggior ragione
se gli artisti a confronto sono due colossi come Leonardo e Michelangelo. Siamo nel primo decennio
del Cinquecento, a Firenze. Dopo un'assenza di quasi cinque anni Michelangelo torna nella
sua città e lo fa da maestro ormai affermato. La sua fama di scultore e le sue convinzioni
repubblicane gli procurano importanti commissioni civiche. Durante questo periodo l'artista rimane
sicuramente impressionato dalle idee di Leonardo e da opere come gli studi per il gruppo di Sant'Anna
con la Vergine, il Bambino e san Giovannino. Ne è prova evidente la tavola del Tondo Doni,
conservata agli Uffizi, che potete osservare qui. L'opera rappresenta la Sacra Famiglia
in un complicato raggruppamento dei personaggi che rivela una forte dipendenza dal cartone con
sant'Anna. Al problema dell'unità compositiva Michelangelo assegna una soluzione opposta
all'armoniosa interazione di forme curvilinee suggerita da Leonardo. Fra Giuseppe, il Bambino
e la Vergine, infatti, non c'è un concatenato fluire di moti, ma gesti che si sovrappongono con
forza tra loro, secondo direzioni contrastanti. La figura di Maria ha il busto ruotato dalla parte
opposta rispetto ai fianchi e il movimento delle sue braccia è bloccato dal corpo del
Bambino che Giuseppe le sta passando. Attraverso il contrasto delle torsioni
le asimmetrie si bilanciano, creando però un equilibrio carico di tensioni dinamiche
e fondato sulla dissonanza. I gesti uniscono il gruppo sacro, rompendo con i canoni tradizionali,
della rappresentazione della Sacra Famiglia, per la grande libertà dei movimenti dei
personaggi. Le immagini sono quasi scolpite con il pennello e Michelangelo non usa lo sfumato,
optando per colori accesi. Sullo sfondo figure nude in un paesaggio roccioso indefinito,
rappresentano probabilmente un omaggio dell'artista nei confronti della classicità.
Il tema del nudo maschile in movimento tornerà spesso nell'opera di Michelangelo.