Eugene Delacroix - la barca di Dante - YouTube
Nato a Parigi nel 1798, dopo avere studiato musica, Eugene Delacroix iniziò
la sua formazione artistica direttamente nell'atelier di Guerin. Dal 1816
divenne allievo all'Ecole des Beaux-Arts, dove conobbe Theodore Gericault, più vecchio di sette
anni, per il quale manifestò sempre una grande stima.
Venne molto influenzato dallo studio di Goya e dalle opere del Veronese e di Rubens.
La scoperta dell'opera di John Constable
e l'amicizia con Bonington lo spinsero nel 1825 a recarsi a Londra.
Una volta rientrato a Parigi, divenne il principale presentante della pittura
romantica in Francia e, come tale, bersaglio delle critiche dei classicisti,
primo fra tutti Ingres. Delacroix per i suoi dipinti si ispirò all'opera poetica
di Dante, Shakespeare e Goethe nonché dei testi della letteratura romantica,
tra cui i romanzi di Walter Scott e le liriche di Byron. Molto importante per la
sua arte fu un viaggio che intraprese nel 1832 in Marocco come membro di una
delegazione in visita al sultano. Visitò così Algeri, Tangeri, Orano e il sud della
Spagna. A causa delle critiche sempre più forti che caratterizzarono l'ultima
parte della sua carriera, Delacroix si ritirò progressivamente a vita privata e morì in solitudine nel 1863.
Il primo capolavoro dell'artista e opera
fondamentale del Romanticismo la vedete qui, La barca di Dante, che presenta già
delle innovazioni tecniche che caratterizzarono tutto il suo percorso.
Le figure possenti, il cromatismo acceso e l'espressione di una profonda
sofferenza interiore. Delacorix intendeva sicuramente colpire il
pubblico della mostra del Salon parigino. Nei canoni imposti dall'Accademia, il
grande formato della tela era destinato ai soggetti storici ma, in questo caso, il
pittore si ispira alla Divina Commedia di Dante Alighieri.
Il poeta, che indossa un abito bianco e verde e un cappuccio rosso, è in
piedi, sul lato sinistro della barca che lo trasporta nel suo viaggio agli inferi.
Si trova al quinto cerchio, dove sono puniti gli iracondi e gli accidiosi, e
deve attraversare la palude dello Stige per raggiungere la città di Dite. La vista
di tanti fiorentini immersi nella fetida palude scatena in lui una reazione di
sgomento e compassione. Come per cercare riparo, Dante appoggia il braccio
sinistro a Virgilio che gli fa da guida nel suo viaggio oltremondano.
Avvolto in un mantello marrone, la testa coronata da foglie d'alloro, Virgilio emana un
senso di superiore serenità. La possente figura di schiena è Flegias. Lo
sventolare del suo drappo blu nella tempesta e la torsione estrema dei corpi
dei dannati esprimono una lotta animalesca, un senso di disperazione
esistenziale. Sprazzi di luce creano contrasto e modellano duramente il
profilo dei corpi. Sullo sfondo fumo e fiamme, provenienti dall'infernale città di Dite.