Caravaggio - David con la testa di Golia - YouTube
Questo dipinto fu realizzato da Caravaggio probabilmente a Napoli, nel
sud Italia, dove l'artista era fuggito in esilio nel 1606 per un'accusa di
omicidio e una condanna a morte incombente.
Non si sa chi abbia commissionato l'opera e forse l'idea del tema
rappresentato fu del pittore stesso. Protagonista del quadro è il giovane
David, eroe d'Israele, vittorioso sul gigante Golia.
Il ragazzo emerge dalle tenebre, con la mano sinistra regge la testa di Golia.
Con quella destra tiene una spada, sulla cui lama delle iniziali di difficile
lettura, H-AS OS, forse formano la sigla del motto “Humilias Occidit Superbiam”, l'umiltà
uccise la superbia. L'eroe biblico incarna infatti un modello di virtù.
David ci appare diviso tra un sentimento di disgusto e pietà nei confronti del
gigante che invece è rappresentato con la fronte corrugata, la bocca spalancata per
l'ultimo respiro, lo sguardo sofferente e il volto pallido.
Terza protagonista dell'opera è la luce della grazia divina che con difficoltà riesce a rischiarare
i tratti stravolti di Golia e il torso di David, per metà nudo. È ritenuto da
molti studiosi che, sia nella testa di Golia che nel volto del David, Caravaggio
abbia voluto imprimere un proprio autoritratto in due momenti diversi
della sua vita. Ed ecco quindi che il David-Caravaggio, non
ancora raggiunto dal peccato, taglia la testa al Golia-Caravaggio ormai
peccatore, colpevole di crimini violenti. Questa interpretazione calza a pennello
con lo scopo del dipinto. Infatti molto probabilmente venne inviato a Roma al
cardinale Scipione Borghese per supportare la sua richiesta di grazia a papa Paolo V.
La cosa che ci colpisce di più del quadro è la violenza
sconvolgente racchiusa nella testa di Golia, grondante sangue.
L'artista si rappresenta invecchiato e stanco, con gli occhi gonfi e il volto
percorso da profonde rughe. Il pittore sembrò presagire la sua fine
imminente. Alla metà di luglio del 1610 da Roma gli fu inviata la notizia di una
revoca del suo bando di condanna a morte. Caravaggio si imbarcò su una piccola
nave che da Napoli lo lasciò a Porto Ercole, paese del centro Italia
affacciato sul mar Tirreno. Ultima tappa dei suoi tormentati viaggi.
La grazia del papa arrivò, ma con essa giunse anche la morte, a Porto Ercole, del
pittore, ancora oggi avvolta nel mistero.