Andrea Mantegna | San Sebastiano - YouTube
San Sebastiano era un militare romano di alto rango.
Ai tempi dell'imperatore Diocleziano, tra III e IV secolo d.C., aveva
sfruttato la propria autorità per proteggere segretamente i cristiani e
diffondere il nuovo credo. Quando venne scoperto e catturato dai romani si
rifiutò di rinnegare la propria fede e fu quindi giustiziato. Venne fatto legare
a una colonna e colpito ripetutamente a morte da innumerevoli frecce scagliate
dai soldati romani, crudeli esecutori della condanna a morte. È il santo che si
invoca contro la peste e questo spiega la straordinaria diffusione della sua
immagine in un periodo in cui l'Europa era tormentata da epidemie.
La tela risale al 1482-1485 tempo delle nozze tra Chiara Gonzaga, figlia del marchese
Federico Gonzaga di Mantova e Gilberto di Borbone, principe di Alvernia, regione
della Francia centro-meridionale. Del dipinto esiste un precedente,
il San Sebastiano di Vienna caratterizzato da un'impostazione simile
e un'altra versione più tarda ed espressiva a Venezia. Fu commissionato al
grande Andrea Mantegna, artista veneto che divenne molto presto pittore di
corte presso la famiglia signorile dei Gonzaga a Mantova.
L'artista vi si trasferì verso il 1459 con tutta la famiglia assumendo anche il
ruolo di consigliere artistico e curatore delle raccolte d'arte della
città. Ed è per questo che si occupò della realizzazione di questo straordinario dono di nozze.
La meravigliosa monumentalità della
figura del San Sebastiano, il dettaglio con cui sono descritti la colonna antica
e i frammenti scultorei in primo piano riflettono il fine gusto antiquario del
Mantegna. Egli, fino dai primi periodi della sua formazione presso la bottega di
Francesco Squarcione a Padova, fu un disegnatore e incisore molto attento al
rigore archeologico dei propri quadri. Nel corso della sua carriera artistica,
sviluppò un gusto per l'arte classica sempre più ricercato.
A Mantegna piaceva studiare gli antichi greci e romani, le loro sculture e architetture. Amava
mettere in mostra le proprie conoscenze, nella creazione dei corpi dei personaggi
o nei fondali dei suoi dipinti. Come nella sua “Crocefissione”, custodita sempre al
Louvre, sullo sfondo vediamo ammassi rocciosi
dominati dalla presenza di città antiche con i loro castelli e le loro mura. Notiamo
anche la presenza delle figure dei due arcieri in primo piano la cui
espressione crudele dei volti è rappresentata dal pittore con un realismo eccezionale.