19 - Imparo l'italiano con Pinocchio
Capitolo 19
Appena i tre medici sono usciti dalla camera la Fata si avvicina a Pinocchio, lo tocca sulla fronte e si accorge che ha la febbre altissima.
Allora prende una polverina bianca e la scioglie in mezzo bicchiere d'acqua. Poi la porge al burattino e gli dice con amore:
− Bevila, e in pochi giorni sarai guarito.
Pinocchio guarda il bicchiere, storce un po' la bocca e poi domanda con voce lamentosa:
− È dolce o amara?
− È amara, ma ti farà bene.
− Se è amara non la voglio.
− Dai retta a me: bevila.
− L'amaro non mi piace.
− Bevila: e quando l'avrai bevuta ti darò una pallina di zucchero, per addolcire la bocca.
− Dov'è la pallina di zucchero?
− Eccola qui, − dice la Fata, tirandola fuori da una zuccheriera d'oro.
− Prima voglio la pallina di zucchero, e poi bevo quell'acquaccia amara...
− Me lo prometti?
− Sì...
La Fata gli dà la pallina, e Pinocchio la mastica e la ingoia in un attimo. Poi dice:
− Bella cosa se anche lo zucchero fosse una medicina!
Mi ammalerei tutti i giorni!
− Ora mantieni la promessa e bevi queste poche gocce d'acqua, così guarisci.
− Pinocchio prende svogliatamente il bicchiere in mano e ci infila dentro la punta del naso. Poi lo avvicina alla bocca. Poi ci infila di nuovo la punta del naso. E alla fine
dice:
− È troppo amara! Troppo amara! Io non la posso bere!
− Come fai a dirlo se non l'hai assaggiata?
− L'ho sentito dall'odore. Prima voglio un'altra pallina di zucchero... E poi la bevo!
Allora la Fata, con tutta la pazienza di una buona mamma, gli mette in bocca un altro po' di zucchero; e poi gli porge di nuovo il bicchiere.
− Così non la posso bere! − dice il burattino, facendo mille boccacce.
− Perché?
− Perché mi dà fastidio il cuscino che ho sui piedi.
La Fata gli toglie il cuscino.
− È inutile! Neanche così la posso bere...
− Che cos'altro ti dà fastidio?
− Mi dà fastidio la porta della camera: è mezza aperta.
La Fata si alza e chiude la porta della camera.
− Insomma, − grida Pinocchio, scoppiando a piangere, − quest'acquaccia amara non la voglio bere! No, no, no!
− Ragazzo mio, te ne pentirai...
− Non m'importa...
− La tua malattia è grave...
− Non m'importa...
− La febbre ti farà morire in poche ore...
− Non m'importa...
− Non hai paura della morte?
− Per niente paura! Preferisco morire che bere quella medicina cattiva.
In quel momento la porta della camera si apre ed entrano quattro conigli neri come l'inchiostro. Portano sulle spalle una piccola bara da morto.
− Che cosa volete da me? − grida Pinocchio, pieno di paura.
− Siamo venuti a prenderti! − risponde il coniglio più grosso.
− A prendermi? Ma io non sono ancora morto!
− Ancora no, ma ti restano pochi minuti di vita perché hai rifiutato di bere la medicina che ti avrebbe curato la febbre!
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Parole difficili del capitolo 19
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La fronte : parte alta del viso, tra le sopracciglia e i capelli
La febbre: aumento della temperatura del corpo a causa di una malattia
Una polverina: sostanza in polvere molto sottile, solubile, di solito una medicina
Porgere: dare qualcosa a qualcuno, con cortesia, tendendo la mano
Guarire: stare bene dopo una malattia
Storcere la bocca: piegare la bocca per esprimere disgusto; fare una smorfia
Lamentoso: che si lamenta
Dai retta a me: segui il mio consiglio
Ingoiare: mandare giù nello stomaco qualcosa che si ha in bocca; inghiottire
Ammalarsi: diventare malato
Svogliatamente: senza voglia
Assaggiare: mangiare una piccola quantità di cibo o bevanda, per conoscerne il sapore
Una boccaccia: smorfia fatta con la bocca
Il cuscino: sacco di stoffa o di pelle imbottito, usato per appoggiarci la testa o per sederci sopra; di solito si trova sopra il letto o il divano
Per niente: assolutamente no
Il coniglio: piccolo animale con lunghe orecchie e denti anteriori molto sviluppati, che ama le carote