10 - Imparo l'italiano con Pinocchio
Capitolo 10
Smette di nevicare e Pinocchio, con il suo libro nuovo, esce di casa e va verso la scuola.
Mentre cammina parla da solo:
− Oggi, a scuola, voglio subito imparare a leggere.
Domani imparerò a scrivere e dopodomani i numeri. Poi troverò un lavoro e guadagnerò molti soldi.
E con i primi soldi comprerò a mio padre una bella giacca nuova. Anzi, una giacca tutta d'oro e d'argento, con i bottoni di diamanti.
E il mio povero babbo se la merita, perché per comprarmi il libro e farmi studiare è rimasto in camicia... E con questo freddo!
Mentre parla così, all'improvviso, sente lontano della musica, con trombe e tamburi. Si ferma e ascolta attentamente: quella musica viene da una stradina laterale che porta al mare, a un piccolo paese vicino.
− Che cos'è questa musica? Peccato dover andare a scuola, sennò...
E rimane fermo a pensare, indeciso. Pinocchio deve prendere una decisione: o la scuola o la musica.
− Oggi vado a sentire la musica, e domani a scuola: per andare a scuola c'è sempre tempo...
Detto fatto: Pinocchio corre lungo la stradina e ad ogni passo la musica diventa più forte.
Alla fine arriva a una piazza, con tanta gente intorno a un grande capannone di legno e stoffa colorata.
− Cos'è quel capannone? − domanda a un ragazzo del paese.
− Leggi il cartello e lo saprai!
− Lo leggerei volentieri, ma oggi, purtroppo, non so leggere.
− Bravo asino! Allora te lo leggo io. Su quel cartello c'è scritto, a lettere rosse, GRAN TEATRO DEI BURATTINI.
− Lo spettacolo è iniziato da molto tempo?
− Inizia ora.
− E quanto costa?
− Quattro soldi.
Pinocchio, diventato curiosissimo, domanda al ragazzo:
− Mi dai quattro soldi in prestito?
− Te li darei volentieri, ma oggi, purtroppo, non ce li ho, − risponde il ragazzo.
− Per quattro soldi ti vendo il mio vestito.
− Ma a cosa mi serve un vestito di carta? Se ci piove sopra, si rompe...
− Vuoi comprare le mie scarpe?
− Quelle sono buone solo per accendere il fuoco...
− Quanto mi dai per il cappello?
− Un cappello di mollica di pane? Un topo me lo può mangiare mentre ce l'ho in testa...
Pinocchio è molto nervoso, sta per fare la sua ultima offerta, ma non ha il coraggio. Alla fine però dice:
− Vuoi darmi quattro soldi per questo libro di scuola?
− Io sono un bambino e non compro niente dai bambini, – risponde il giovane ragazzo, che è molto più saggio di Pinocchio.
Quando all'improvviso un venditore di vestiti usati che ha sentito la conversazione dice:
− Per quattro soldi il libro di scuola lo prendo io!
Pinocchio gli dà il libro e riceve i suoi quattro soldi.
E pensare che per poter comprare quel libro a suo figlio, il povero Geppetto è adesso a casa, in camicia e a soffrire il freddo...
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Parole difficili del capitolo 10
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smettere : finire di, terminare di fare qualcosa
un bottone: oggetto piccolo e rotondo che si trova su giacche e camicie, utilizzato per chiuderle
la tromba: strumento musicale a fiato, composto da un tubo d'ottone che da una parte termina in un bocchino e dall'altra si allarga a campana
il tamburo: strumento musicale a percussione formato da una cassa cilindrica di metallo o legno, chiusa alle estremità da due membrane tese da corde, su una delle quali si batte con apposite bacchette
laterale: che sta a lato, di fianco, a destra o a sinistra
è un peccato: è una sfortuna
sennò: altrimenti, in caso contrario
indeciso: con dubbio detto fatto: immediatamente (dopo aver detto qualcosa, farlo subito)
un capannone: grande edificio a un solo piano
la stoffa: materiale di cui sono fatti i vestiti, le tende, le tovaglie...
il cartello: avviso stampato o scritto su materiali diversi come legno o carta ed esposto al pubblico
lo spettacolo: rappresentazione, esibizione artistica
purtroppo: sfortunatamente
asino : animale simile al cavallo, ma più piccolo, usato di solito per trasportare oggetti pesanti
un soldo: una moneta, del denaro
dare in prestito: prestare qualcosa a qualcuno, dare qualcosa a qualcuno per un certo tempo, per essere poi restituito
il coraggio: capacità di affrontare con forza d'animo situazioni pericolose, difficili; è il contrario di paura
saggio: una persona che si comporta in modo intelligente e attento, di solito grazie a una lunga esperienza di vita