58. Francesco, santo e poeta
Francesco, Santo e poeta
Tutti conosciamo Francesco d'Assisi come un santo, uno dei santi più venerati e amati dalla religione cristiana. Sappiamo che era un frate, che ha rinunciato alla ricchezza della sua famiglia per vivere una vita povera come Gesù Cristo e gli apostoli. Forse, però, non tutti sanno che Francesco d'Assisi era anche poeta e ci ha lasciato una bellissima poesia che è fondamentale per la storia della lingua italiana.
Oggi parliamo proprio di questa poesia e incontriamo il Francesco d'Assisi scrittore e poeta.
Ripassiamo però un po' il contesto storico.
Francesco nasce nel 1181 o 1182 ad Assisi, una città in Umbria. L'Umbria è una regione in centro Italia. Suo padre è un mercante di tessuti. All'inizio, il giovane Francesco cerca di entrare nella carriera militare. Qualcosa però succede nel suo spirito e nella sua coscienza. Una crisi religiosa lo porta a rinunciare alla sua ricchezza per dare tutto ai poveri. Rifiuta la ricchezza del padre e decide di dedicare la sua vita agli umili e ai poveri. Non si ritira dalla società, ma inizia a predicare con un gruppo di seguaci. Nasce l'ordine che chiamiamo “francescano” anche se il nome ufficiale è “Ordine dei Frati Minori”5. Francesco viaggia molto, raduna intorno a sé un gruppo di seguaci, persone cioè che lo seguono. Pochi anni dopo la sua morte è nominato Santo. Dal 1939 è patrono d'Italia, cioè protettore d'Italia. Nel 2013, quando il cardinale Bergoglio è nominato papa, sceglie il nome Francesco per il suo pontificato. Questa è la prima volta che questo nome è usato da un papa.
Comunque, torniamo al 1200.
Durante la sua vita, Francesco scrive molto: trattati religiosi, libri e lettere. Quasi tutti i suoi testi sono in latino. Dobbiamo, infatti, ricordare che in quel periodo, all'inizio del 1200 la lingua ufficiale della letteratura era ancora il latino. Era il latino anche la lingua ufficiale della Chiesa. Il volgare, cioè la lingua antenata dell'italiano moderno, era parlata dalla popolazione. Gli intellettuali e gli uomini di chiesa scrivevano però in latino. E così faceva anche Francesco d'Assisi.
C'è però un'eccezione, importantissima.
Nel 1224 Francesco scrive una poesia o meglio un Cantico perché la composizione iniziale prevedeva un accompagnamento in musica. E come scrive questa poesia? Non in latino, ma in volgare umbro, la lingua che si parlava fra la popolazione in Umbria in quei giorni.
Il nome di questa stupenda poesia è Il Cantico delle Creature o Il cantico di Frate sole e Sorella Luna. Questo è uno dei primi componimenti poetici scritti in lingua volgare e non in latino.
Perché Francesco fa questa scelta?
Come abbiamo detto, il nuovo ordine francescano aveva come suo modello la povertà e voleva rivolgersi alle persone più umili. Gli umili, il popolo, non parlavano certo latino. Per questo era necessario usare una lingua comprensibile dalle persone semplici, la lingua che il popolo usava tutti i giorni.
In realtà, se osserviamo il testo della poesia, vediamo che la lingua usata da Francesco è volgare, ma curata e piena di riferimenti ad altre opere letterarie. È una lingua, possiamo dire, illustre, ripulita e con molti latinismi, parole che arrivano dal latino.
Che cosa dice la poesia? Anche questo è abbastanza innovativo per una poesia religiosa. È un inno alla natura a quelle che Francesco chiama “le creature” del Signore, le creature di Dio. Le elogia perché sono immagine di Dio. Ogni strofa della poesia inizia con “Sii lodato”, una lode a Dio. Nel volgare umbro di Francesco, queste due parole in “sii lodato” diventano “laudatu si'”.
Francesco fa un elenco delle creature che vuole lodare. Le creature sono personificate, sono chiamate sorella e fratello. Così fa una lode a fratello Sole che è bello e luminoso e ci illumina. Poi nomina sorella luna e le stelle, belle, in cielo, luminose e preziose. Poi fratello vento perché con l'aria, il cielo nuvoloso e il cielo sereno dà nutrimento alle creature della Terra. Sorella acqua è umile, preziosa e pura. Fratello fuoco illumina la notte ed è robusto e forte. Infine, la nostra sorella e madre Terra che produce diversi frutti, fiori colorati ed erba.
Dopo aver parlato delle creature del mondo, Francesco parla dell'uomo. Nella seconda parte del Cantico loda gli uomini che perdonano e quelli che sopportano grandi sofferenze. Questi sono lodati perché potranno unirsi a Dio. Infine, Francesco parla della morte corporale e la chiama Sorella. Dice che nessuno può scappare alla morte, ma l'uomo che vive seguendo gli insegnamenti di Dio non deve avere paura del dolore. Chi muore nell'amore, infatti, non deve avere paura della morte perché può ricongiungersi, cioè riunirsi a Dio e la morte non gli farà male. La poesia finisce con l'invito a lodare e ringraziare Dio con umiltà, quella umiltà che per i Francescani era fondamentale.
Questo è il contenuto del Cantico delle Creature. Come ho già detto, questo è stato un momento fondamentale per la lingua italiana. La poesia si allontana dai piccoli gruppi di intellettuali o religiosi e arriva al popolo. Le parole di Francesco arrivano anche ai più umili e ai più semplici.
Possiamo anche vedere che nella poesia si parla di tutte le creature terrestri: sole, terra, acqua, fuoco, vento. Tutti gli elementi naturali sono elencati e apprezzati da Francesco. Il mondo è in armonia ed equilibrio. Un disegno perfetto da proteggere, osservare ed ammirare.
Se vuoi sentire questa poesia in musica, ti consiglio di ascoltare la bella versione che un cantante italiano ha creato. Lui si chiama Angelo Branduardi e trovi questa canzone con il nome Il Cantico delle Creature. Angelo Branduardi ha composto tutto un cd dedicato a Francesco d'Assisi. Si chiama L'infinitamente piccolo e lo puoi trovare facilmente su internet.
Bene, come concludere tutto questo discorso di oggi? Concludo con il mio punto di vista personale. Non importa se siamo o no cristiani, non importa come si chiama il nostro Dio, con i nostri occhi possiamo tutti apprezzare la bellezza del mondo intorno a noi, osservarla e soprattutto proteggerla. Termino l'episodio con questi pensieri.
Anche per oggi è tutto. Un caro saluto e una buona settimana ovunque tu sia nel mondo. Ciao Ciao.