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Complete Course in Italian, 137 – Text to read

Complete Course in Italian, 137

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137

Un campo in cui la produzione italiana eccelle, è il cosiddetto design industriale, soprattutto per quanto riguarda l'arredamento.

Sì, ne ho sentito parlare.

Si tratta di quegli interni strampalati in cui non si sa dove mettersi ed esiste da molto tempo.

Fin dall'immediato secondo dopoguerra, la tecnologia è balzata in avanti in questo ramo, dimostrando un inesausta creatività con modelli allora avveniristici che incontrarono da prima una certa ostilità,

come sembra trasparire anche da suo punto di vista.

In definitiva, ebbero però la meglio sia sul mobile in stile sia su quelli scandinavi, che furono presto soppiantati dalle coraggiose innovazioni peninsulari.

Lo spirito del design italiano, infatti, non è un mero futurismo estetico, una volontà senza remore e fine a se stessa di rompere con la tradizione.

Ad una fantasiosità, forse unica, alla sua eccezionalità progettativa

il mobile italiano contemporaneo unisce un livello tecnico del tutto competitivo sui mercati d'oltralpe.

Per dire la verità, io non ho molta voglia di riempirmi la casa di sedie di plastica.

Dal punto di vista dei materiali, se il design fa largo uso di materie plastiche, di fabbricazione industriale

polistirolo espanso, fibre di vetro, poliuretano, resine, poliestere, laminato plastico, gomma piuma

non per questo tralascia materiali più tradizionali.

Giunco e vimini e tutte le varietà di legno compensato e truciolato

frassino, palissandro, noce, faggio, betulla, lastronato di tech.

Sono mobili adatti anche a case piccole come la mia.

I mobili tipicamente design non solo rispecchiano un'idea estetica, ma rispondono anche alle nuove esigenze abitative odierne.

Mobili di minimo ingombro e di massima funzionalità.

Quasi sempre polivalenti da collocare in monolocali o in spazi ridotti.

Mobili, contenitori componibili e agganciabili, pannelli e delle menti divisori a ripiani, tavoli allungabili, piani ribaltabili o sfilabili, elementi estraibili ad incastro o incernierati pensili.

Sedie pieghevoli.

Mamma mia, mi sembra la descrizione di una navicella spaziale.

Può darsi, ma il design, anche attualizzato, alcuni mobili classici variandone forme e materiali.

Pensi solo all'invenzione delle fiale gonfiabili.

O a quelle girevoli, dotate di nuovi sistemi di molleggio e di particolari linee curve per lo schienale perché o per i braccioli.

Ha così reso più consono ai gusti di oggi un mobile spesso troppo austero e impegnativo negli appartamenti moderni.

Vere e proprie invenzioni italiane sono anche i tavolini da telefono e le poltrone su fa a serie illimitate, usufruibili anche in locali pubblici, aeroporti, stazioni, eccetera.

Costruiti a partire dall'idea del mobile modulare.

Io, ma io non abito mica in un aeroporto.

Oh, capito, lei?

E proprio un irriducibile lasciare più lasciare perdere il design e tenersi i mobili della nonna.

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