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Complete Course in Italian, 129 – Text to read

Complete Course in Italian, 129

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129

Rispetto a qualsiasi altro paese d'Europa e forse del mondo, l'Italia detiene senz'altro il primato delle bellezze artistiche.

Quella di ornare e di abbellire con insigni opere d'arte la città è un'antica tradizione che si ripete e si rinnova da secoli in Italia.

Ogni luogo, ogni istante della vita italiana è permeato di un inconfondibile senso estetico e dovunque si sia basta guardarsi intorno per scorgere un monumento, una statua o una prospettiva sapientemente ideata

per allettare l'occhio di chi passa di chi vive in quell'ambiente.

Fin dall'epoca tardo medievale dei comuni, poi il Rinascimento e il barocco

i potenti hanno promosso la creazione artistica tramite il mecenatismo, convinti che la bellezza del luogo su cui regnavano fosse la migliore espressione del loro buon governo.

Città come Firenze o come Siena nel 1400 e nel 1500 erano ricche di officine e botteghe dove artisti della levatura di Perugino, Verrocchio, Raffaello, dirigevano vere e proprie imprese con decine di dipendenti.

Ed è in veste di imprenditori che collaboravano al progetto di città estetica delle diverse Signorie o semplicemente producevano su ordinazione di committenti danarosi opere d'arte applicata di ogni tipo.

Gioielli che sono tanti capolavori d'oreficeria, cammei, arazzi, mobili intarsiati uscivano oggetto continuo che fa queste fabbriche fenomenali per andare a decorare le tolette sontuose delle Dame

O le ricche dimore di banchieri, uomini d'affari e capitani di ventura che se da un lato erano responsabili di orrendi crimini sul campo di battaglia, dall'altro sapevano mostrare un gusto raffinato nello scegliere i capolavori di cui circondarsi.

Chiunque abbia una certa dimestichezza con la storia d'Italia, sa infatti che il Rinascimento è un periodo che associa paradossalmente vicende truce, violente e grande eleganza e cultura e che un signore del 1500

avrebbe più facilmente avvelenato il proprio fratello che il suo pittore preferito.

Il periodo rinascimentale ha cambiato radicalmente il volto dell'Italia, conferendole definitivamente quell'aspetto di museo all'aria aperta che ognuno sa.

Conseguenza della situazione politica estremamente frammentaria in cui ogni città era un'entità autonoma con la propria famiglia regnante, la vita culturale ed artistica era decentrata in un gran numero di corti, a volte anche molto piccole.

Dinastie come i Gonzaga, gli Sforza, gli Estensi o i Montefeltro si contendevano così i migliori artisti della penisola.

Li invitavano a lavorare per loro e definivano l'estetica della città su cui regnavano.

Di modo che oggi gli studiosi dell'arte rinascimentale possono parlare di pittura veneziana, fiorentina, ferrarese e così via.

Questa caratteristica della vita italiana, anche secoli dopo, non è cambiata e da ogni piccola città possiede la sua cifra inconfondibile ed il suo festival estivo di musica, di cinema o di cultura varia.

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