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Tra le recenti uscite in libreria e di in mezzo alla giungla inestricabile dei tanti best seller di autori noti e di vedete popolari giunte alla penna, dopo un dubbio tirocinio sugli schermi televisivi, volentieri segnalo uno stimolante romanzo che.
Pur non destinato a diventare il prossimo successo da leggere in spiaggia, costituirà per il lettore volonteroso un sostanzioso nutrimento per i nostri cervelli atrofizzati dalla scemenza mediatica imperante.
Si tratta di Euridice, opera dell'Esordiente Federico Benedetti, edita per i tipi del coraggioso cantini e Colli di Treviso, già vincitore lo scorso anno del premio bidoni per l'editoria indipendente.
Come indicato in quarta di copertina, tre sono le direttrici di lettura.
Quella del romanzo d'amore.
Poi la matrice standard, Eliana, infine il romanzo di formazione o bildungsroman?
Tuttavia, rimane, se lo si vuole, un campo inesplorato da indagare, che ha a che fare con la simpatia alla greca.
Soffrire insieme?
In nome di tale valore senza aggettivi, che permette l'interscambio fra l'autore ed il suo pubblico ed anzi in qualche modo lo autorizza, scelgo una sola pagina che chiamo a testimone subito, senza perdere tempo.
Ci troviamo circa metà del racconto, allorché il nostro eroe, come lo chiama il narratore, decide di incontrare in appuntamento segreto, la bella Euridice.
Sprofondato in una poltrona sfondata, unico mobile, dall'apparenza confortevole in quella catapecchia abbandonata, egli aspettava Euridice.
Fingendo a se stesso di leggere un libro o di pensare ad altro.
Si legga più sotto tutta la descrizione dell'appartamento come un'improbabile labirinto di soffitti bassi, livelli sfasati e muri storti approssimativamente intonacati e dipinti.
Un luogo non luogo ove anche la volontà apparentemente si smarrisce in azioni non volute o senza senso, come leggere un libro laddove i libri non ce ne sono.
Questo tratto testuale è autentica poesia, accostabile senza remora al noto carme di Catullo in cui il poeta ricorda il proprio appuntamento con lesbia.
Come nel poeta latino.
Anche qui l'incontro tra gli amanti avviene sotto il segno della tragedia, è terribile.
Sarà come per l'antico, la punizione degli dei.
Che naturalmente non anticipo per non guastarvi il piacere della lettura che vi raccomando.
Se è lecito aggiungere una quarta linea di lettura, allora colui che qui si firma oserebbe affermare che Euridice e un romanzo mitologico, laddove il mito e pavesianamente specchio dell'anima.
Di Orfeo, del narratore dell'autore e da ultimo, del lettore.