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Incontriamo oggi per i nostri ascoltatori il professor Testoni che ha appena conseguito il Premio Nobel per la fisica grazie alle sue scoperte nell'ambito della fisica delle particelle elementari e della meccanica quantistica.
Discipline di cui è professore ordinario, titolare di cattedra da ormai vent'anni all'Università di Roma.
Professore, come si sente uno scienziato dopo essere stato insignito del più ambito di tutti i premi?
È una bella soddisfazione ricevere la massima onoreficenza nel proprio campo ripaga di tutti gli anni di sacrifici per arrivarci.
Ho cominciato appena laureato come ricercatore a contratto all'istituto di fisica nucleare, dove avevo uno stipendio da morto di fame, che dovevo arrotondare con lezioni private e piazzando su settimanali della domenica articoli di divulgazione scientifica.
Le mie ricerche sull'accumulazione di elettroni e positroni e sulla polarizzazione dei fotoni non interessavano a nessuno e soltanto quando ho ottenuto un incarico in un'università americana, grazie alle merita professoressa Martin, il mondo improvvisamente si è accorto della mia esistenza.
Era l'epoca così giustamente screditata della fuga dei cervelli in cui le nostre menti più brillanti emigravano per cercare riconoscimento all'estero.
Ma mi sembra che le cose siano molto cambiate e che oggi si vada di bene in meglio.
Vorrà dire sempre peggio, piuttosto.
I centri di ricerca di tutto il mondo sono zeppi di scienziati italiani di alto livello.
Matematici, fisici, chimici, biologi, medici, stufi del precariato vanno a cercare fortuna altrove e da noi i fondi per la ricerca sono in calo costante.
A proposito di matematica, tra i suoi lavori spicca l'elaborazione di un programma informatico che facilita i calcoli di cui la ricerca necessita sempre di più.
Sì, il calcolo quantistico metti in gioco processi via via sempre più complessi che rendono il calcolo a mano o a mente assolutamente proibitivo.
Per questo abbiamo bisogno di macchine che svolgano simulazioni di fisica teorica, confrontabili in seguito coi dati sperimentali.
Professor Testoni, Lei è noto anche per le sue clamorose prese di posizione sul rapporto tra fede e scienza e per la portata filosofica ed etica del suo pensiero epistemologico.
Certo.
Ho sempre affermato che per fortuna il Medioevo è finito e che la contrapposizione tra i credenti ed il mondo scientifico non ha più senso.
Grazie ad Internet viviamo in un mondo che non ha più confini e le mentalità debbono progredire di pari passo coi tempi.