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Il mese prossimo vado a vedere l'Aida all'arena di Verona.
Figurati che ho prenotato i biglietti su Internet due o tre mesi fa.
Ed oltre a tutto c'è mancato poco che trovassi il tutto esaurito.
Anche prendendoli in prevendita così in anticipo ne restavano pochissimi.
Si, ma per comprare i biglietti online bisogna pagare con la carta di credito e mica tutti ce l'hanno con quello che costa.
No, non occorre pagare online, basta anche solo prenotare e poi fare un bonifico sul conto corrente dell'ente Arena entro una settimana.
Oppure puoi andare in posta a fare un vaglia in contanti o col bancomat.
In ogni caso io non rinuncerei mai alle mie serate operistiche, ne vado matta.
E poi nei teatri, a volte è ancora più difficile trovare dei posti che all'arena dove la capienza è di 22.000 spettatori.
L'anno scorso sono voluta andare al San Carlo di Napoli ed era tutto esaurito, loggione, galleria, palchi e platea.
Io è da quando ero bambino che non vado all'opera.
Mio nonno era orchestrale al comunale di Bologna, e a volte mi portava dietro le quinte a vedere il retroscena.
Sono sempre stato impressionato dalla quantità di gente che richiede l'allestimento di uno spettacolo.
Comparse, coristi, trovarobe, tecnici delle luci e del suono, assistente alla regia, truccatori, parrucchieri, costumisti.
E poi tutti gli addetti ai costumi che aiutano i cantanti a vestirsi e a svestirsi.
Senza contare le decine e decine di orchestrali che stanno giù nel golfo mistico e che dalla platea non si vedono neanche.
Avete proprio ragione.
Alla fine dello spettacolo tutti gli applausi vanno agli attori e ai cantanti.
Gli idoli del pubblico sotto le luci della ribalta.
Per tutti gli altri lavoratori del teatro come me è difficile sfondare.
Avere un riconoscimento da parte del pubblico.
Ma scusa, non sapevo che tu lavorassi a teatro, che cosa ci fai?
Lavoro alla biglietteria.