Johann Heinrich Fussli - incubo - YouTube
Johann Heinrich Fussli, secondogenito dello scrittore e ritrattista Johann Caspar,
lesse fin da giovanissimo i testi di Johann Jakob Bodmer, che gli fecero
conoscere le grandi figure della letteratura mondiale, destinate a
costituire la principale fonte della sua ispirazione. Educato nella religiosità
protestante di indirizzo zwingliano, nel 1761 prese i voti. Ma
due anni dopo lasciò Zurigo per motivi politici e si trasferì a Berlino e poi a
Londra, sua patria d'elezione. Inizialmente dedicatosi alla scrittura,
che per qualche tempo fu la sua fonte primaria di sostentamento,
cominciò ben presto a illustrare le opere dei suoi talenti preferiti, tra cui soprattutto Shakespeare.
Fu Joshua Reynolds a incoraggiarlo affinché si
dedicasse completamente all'arte figurativa. Viaggiò a lungo in Italia,
dove visitò Firenze, Venezia e Napoli e visse per otto anni a Roma. Il soggiorno
romano lo segnò profondamente, come si evince dall'influenza esercitata sul suo
stile dalle figure monumentali di Michelangelo.
Dopo la partenza da Roma e un breve periodo trascorso a Zurigo, Fussli
tornò a Londra, dove si stabilì definitivamente e dove la sua arte
giunse al suo pieno sviluppo.
L'esposizione della sua opera più famosa, Incubo alla Royal Academy di Londra (di
cui nel 1790 Fussli divenne membro) provocò grande scalpore. Il ruolo di
Fussli nella storia della pittura risiede nel suo classicismo. Un
classicismo percorso dalle prime tensioni romantiche e nell'originale e
monumentale resa del mondo onirico e trascendente. Fussli trattò il suo
soggetto più noto, l'incubo, in quattro diverse tele. Questa versione è la seconda
in ordine temporale. Pur non essendo ispirato a nessuna
precisa fonte letteraria, il soggetto dipinto non sarebbe pensabile senza
un'approfondita conoscenza della letteratura fantastica, in particolare inglese.
Il corpo della donna addormentata o svenuta appare
deformato ed estremamente allungato. Questo non certo per incompetenza quanto
per la volontà di sottolineare il senso di oppressione dovuto allo gnomo
appollaiato su di lei. Esso è simbolo dell'incubo, cioè del
terrore inconscio. Un varco nel tendaggio che oscura lo sfondo fa emergere la
testa di un cavallo. Un motivo che anticipa la
trasfigurazione demoniaca di questo animale, destinata ad avere grande
fortuna in seno al tardo romanticismo francese e qui interpretabile come un
simbolo sessuale maschile.