×

Χρησιμοποιούμε cookies για να βελτιώσουμε τη λειτουργία του LingQ. Επισκέπτοντας τον ιστότοπο, συμφωνείς στην πολιτική για τα cookies.

Artesplorando (canale YouTube), Doriforo di Policleto | sto… – Text to read

Artesplorando (canale YouTube), Doriforo di Policleto | storia dell'arte in pillole - YouTube

Ενδιάμεσοι 2 Ιταλικά lesson to practice reading

Άρχισε αυτό το μάθημα τώρα

Doriforo di Policleto | storia dell'arte in pillole - YouTube

Il Doriforo di Policleto, che tradotto (doriforo) sta a significare “portatore di lancia”,

è una statua realizzata dallo scultore greco Policleto, attivo tra il 460 e il 420 a.C.

circa. Non si sa esattamente chi rappresenti, ma si pensa che sia l'idealizzazione dell'eroe

Achille. È un'opera emblema, conosciuta in tutto il mondo e che in un certo senso incarna l'idea

stessa di classicità. Come spesso capita con le statue greche antiche, anche di questa non

abbiamo l'originale, ma un complesso numero di copie e frammenti, riescono a restituirci

un'idea abbastanza fedele dell'originale. L'artista qui non si concentrò sull'imitazione

della realtà, ma preferì dedicarsi alle proporzioni e ai rapporti tra le varie parti

di questo nudo maschile. Il concetto di canone o sistema proporzionale era già in uso prima dei

Greci, basti pensare all'arte egizia, fissata in regole precise. Ma mentre in Egitto gli artisti

stabilirono un rapporto proporzionale molto arbitrario, Policleto partì da un'osservazione

molto complessa della figura nel suo insieme e nei rapporti delle sue varie parti con il tutto.

Un po' di esempi per capirci meglio: lo scultore ha messo in relazione la misura del dito rispetto

al metacarpo e al carpo, dell'avambraccio con il braccio e via di seguito. La figura dell'uomo è

armonizzata in tutte le sue parti, sulla base dell'unità di misura data dalla testa. Il capo

della scultura è esattamente un ottavo del corpo e questa regola non solo è accettata

ancora oggi come aurea, ma per certi versi poggia su una base scientifica, verificabile.

Il mondo greco era molto interessato ad andare oltre la semplice osservazione della realtà,

cercando di cogliere lo schema segreto, il disegno ideale che è nascosto sotto l'apparenza delle

cose. Quindi l'artista non vuole riprodurre la realtà, ma il prototipo ideale a cui la realtà

stessa sembra ispirarsi. Abbiamo di fronte a noi una specie di sovra-natura, lo specchio privo

di imperfezioni della natura che conosciamo. Gli autori latini che descrissero l'opera non

ne ammirarono solo la proporzione, ma anche la cosiddetta “ponderatio”, per cui il personaggio

poggia tutto il peso del corpo su una sola gamba. Questo spostamento del peso della statua provoca

la “tetragonia”: si tratta di una relazione che lega fra loro le quattro parti della scultura

in un rapporto uguale e inverso. Alla gamba destra che regge il peso del corpo corrisponde

infatti la spalla sinistra che regge il peso della lancia; alla spalla destra che scende seguendo la

flessione dell'anca, corrisponde la gamba sinistra piegata che accenna un passo. Questa simmetria

inversa a X provoca un effetto straordinario di movimento in tutta la figura, realizzando

un'armonica corrispondenza tra le parti che ancora oggi ci ispira stupore e meraviglia.

Learn languages from TV shows, movies, news, articles and more! Try LingQ for FREE