6. In albergo
Adesso voglio trovare un albergo, anche se non ho capito perché: nel nostro pianeta non dormiamo molto, solo due minuti e mezzo. Per noi è molto, ma capisco che qui sulla Terra è un po' poco. Ma se voglio conoscere tutto di questo mondo, devo andare in un buon albergo, solo per vedere che cos'è.
Nel dizionario ho letto tutto con attenzione, e conosco le parole più importanti: camera, camera singola, camera doppia, colazione, una notte, due notti, eccetera. Va bene, sono pronto, entro. Alla reception c'è un simpatico signore con uno strano vestito:
– Buongiorno, signore.
– Buongiorno.
– Posso fare qualcosa per Lei?
– Sì, certo, vorrei una camera.
– Singola o doppia?
– Singola, sono solo.
– Quante notti resterà?
– Veramente non lo so... forse una, forse due. Posso vedere le camere, prima?
– Ma certo signore! Desidera una camera con vista sulla città o sul giardino? Abbiamo anche camere che danno sulla piscina, se vuole.
– C'è anche la piscina?
– Certo, signore, abbiamo due piscine: una per gli adulti e una per i bambini.
– Ah, bene, benissimo! È davvero un albergo comodo!
– Sì, signore, il nostro albergo ha tutti i comfort: aria condizionata, samovar, colazione servita in camera a richiesta, servizio biancheria e siamo sempre a disposizione dei nostri clienti per ogni necessità.
– Allora va bene, prendo una camera singola con vista sul giardino (così se ho fame mangio subito qualcosa).
– Benissimo. Ecco la chiave della camera numero 211, al secondo piano. Sono sicuro che sarà soddisfatto. Lei è straniero, vero?
– Ehm, sì, sono di un paese lontano.
– Complimenti, parla molto bene la nostra lingua.
– Grazie.
Io sapevo che la “chiave” è una cosa di ferro per aprire le porte, ma qui mi hanno dato una carta magnetica, come quella che usano per pagare. Che cosa curiosa! Sul nostro pianeta non esistono chiavi, per aprire le porte basta dire una parola. È un sistema molto sicuro, la cosa difficile è che ogni porta ha una sua parola speciale ed è difficile ricordare tutte le parole per aprire tutte le porte. A volte chi ha la memoria corta, come me, rimane spesso fuori di casa.
Dopo che l'uomo della reception mi ha dato la chiave, è arrivato un ragazzo che ha chiesto:
– Dove sono le sue valige?
– Non ho valige – ho risposto.
– Va bene, l'accompagno in camera – ha detto lui, e ha aperto una porta senza chiave (ci sono anche qui, allora!) e siamo entrati in una piccola stanza molto stretta. Il ragazzo ha premuto il tasto numero 2 e la piccola stanza ha iniziato a salire. Ho capito: siamo in ascensore. L'ascensore è una cosa molto utile che gli umani usano per non salire le scale a piedi. Nel nostro pianeta abbiamo qualcosa di simile, ma per noi non è un problema salire a piedi, abbiamo otto gambe e siamo molto veloci.
Davanti alla mia camera, il ragazzo apre la porta e aspetta: perché? Forse vuole chiacchierare. Va bene, comincio io a fare qualche domanda:
– Come ti chiami?
– Alfredo, signore.
– Bene. Quanti anni hai?
– 27, signore – non sembra però molto felice di chiacchierare con me, il ragazzo. Ma cosa vuole, allora?
– Lavori qui da molto tempo? – continuo a domandare io. Spero prima o poi di capire cosa vuole.
– Da due anni, signore. Ma NON guadagno molto.
Ah, ecco cosa vuole! La mancia! Come il cameriere al ristorante!
– Certo – dico io, e lui sorride perché ha capito che ho capito. Prendo una banconota da 50 euro.
– Va bene così? – chiedo ad Alfredo. Il ragazzo spalanca gli occhi.
– Molto bene, signore, grazie mille! – arraffa i soldi e corre via. Simpatico giovane!
La camera è molto bella: grande, elegante, con un letto molto comodo e un bagno grande come la mia astronave. La vista è splendida e i fiori del giardino hanno un buonissimo odore, così buono che... ho ancora fame! Per fortuna nella camera c'è un vaso di fiori e posso fare uno spuntino. Questa volta, però, assaggio gli asciugamani, che sono molto buoni, hanno un sapore che ricorda l'aria del mio pianeta.
Dopo questo piccolo spuntino, decido di dormire un po'. Dopo un minuto e 15 secondi di lungo sonno decido di guardare la televisione: la televisione è una scatola con delle persone dentro. In questa scatola ci sono molti canali, cioè molte persone diverse che fanno dei programmi diversi. La televisione italiana è sempre uguale e in generale ci sono due tipi di programmi: quelli dove tante persone parlano insieme e litigano (litigano sempre, quando parlano di sport, o di politica, o di cose personali); nel secondo tipo di programma ci sono ragazze molto carine e senza molti vestiti che ballano un po' e sorridono sempre. Tra un balletto e l'altro viene sempre un signore elegante che fa un sacco di domande a delle persone. Se le persone rispondono come vuole lui, vincono dei soldi, se rispondono male escono dal gioco. Ecco tutto. Ho guardato questi programmi per molte ore, ma ancora non ho capito perché gli italiani amano così tanto la televisione.
Oggi è il 15 agosto, sono le nove di mattina e io sono pronto per uscire ancora. Oggi è una bellissima giornata, ma perché non c'è nessuno in centro?