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Storia e Storie, Quando l'Italia inventò il PC e superò l'America: l'utopia di Adriano Olivetti

Quando l'Italia inventò il PC e superò l'America: l'utopia di Adriano Olivetti

Il tempo insegna che non è solo ciò che possiamo vedere e toccare con mano a diventare storia,

ma anche ciò che sarebbe potuto essere e che non è stato. Questo è quanto è accaduto con Adriano

Olivetti. Questa è la storia della sua utopia. E per vedere con i miei occhi questa utopia,

ho fatto i bagagli e sono andato in macchina fino a Ivrea, in Piemonte,

dove sorgeva l'azienda Olivetti, produttrice storica di macchine da scrivere, calcolatrici e,

più tardi, di prototipi informatici. Parlare di Olivetti in un video di 20 minuti può sembrare

riduttivo, ma farò del mio meglio. Anzitutto, chi era Adriano Olivetti? Determinato e abile,

coraggioso e sognatore, Adriano Olivetti, fu senza troppi rigirii di parole uno dei più

grandi imprenditori italiani del ventesimo secolo, un'eccellenza fuori dal comune. Facendo anche solo

due ricerche al computer, vi verrà fuori una marea di informazioni sul suo conto. E nessuna che ne

parlerà male. E non a caso. Laureato in ingegneria chimica, Adriano sognava di costruire un nuovo

modo di fare impresa, un modo che avesse al centro la cura e il benessere dei lavoratori della sua

azienda. Fondata nel 1908 dal padre Camillo, La Olivetti era l'orgoglio di Ivrea: doveva essere

un luogo vivibile, culturalmente stimolante, che infondesse linfa vitale nello spirito dei

lavoratori. Agli albori dell'azienda, il primo vero successo del Padre, Camillo, era stata la M1,

presentata all'epoca, nel 1911 come la macchina da scrivere più veloce grazie al celebre “tocco

Olivetti” che rendeva la pressione dei tasti molto più rapida e agevole”. A questa seguì, pochi anni

dopo, nel 1920, un nuovo modello, la m20. In dieci anni, l'azienda ne avrebbe venduti quasi

novecentomila esemplari. Un'impennata che portò a incrementare il numero di operai e macchinari,

a espandere gli spazi di lavorazione. In Italia i competitor principali erano i prodotti tedeschi,

ma la qualità superiore della M20 si sarebbe presto imposta sul mercato nazionale, scalzando

la Germania. La Olivetti di Camillo dimostrava che le potenzialità in Italia c'erano, ma molte

di queste purtroppo erano ancora tenute a freno dall'atteggiamento conservatore, ottuso, verso la

modernità della classe politica italiana, un filo rosso che ne avrebbe accompagnato la travagliata

storia. Ma noi possiamo ancora imparare da questa storia. Nel frattempo, nel 24, Adriano era andato

per un breve soggiorno negli Stati Uniti, per studiare più da vicino il modello industriale

americano, in particolare quello della Underwood in Connecticut, anch'essa produttrice di macchine

da scrivere. Alla Underwood tuttavia il direttore, il Signor Underwood, preferì non riservare un

appuntamento allo sconosciuto Adriano. All'epoca gli States stavano vivendo i ruggenti anni 20,

erano in fermento. Lì Adriano scoprì di un nuovo modo di organizzare il lavoro, e fece tesoro in

particolare dell'innovazione sperimentata da Henry Ford nei suoi stabilimenti di Detroit

della Model T. Paghe orarie più alte, tempi di lavoro ridotti. Fu in quell'esperienza dal sapore

di “sogno americano” che l'Utopia imprenditoriale di Olivetti cominciò a muovere i suoi primi passi.

Gli Olivetti sapevano che il vero problema per battere la concorrenza straniera aveva un nome:

produttività. La Olivetti di metà anni Venti era una realtà che produceva 4.000 macchine da

scrivere impiegando 400 dipendenti: calcoli alla mano, erano 10 macchine all'anno per addetto,

una produttività̀ piuttosto scarsa. Sostenuto da una delle figure più di peso dell'azienda,

Gino Levi, Adriano mostrò invece come fosse possibile triplicare il rendimento aziendale

organizzando in modo più razionale l'assemblaggio e la turnazione dei dipendenti. La sua valutazione

si rivelò corretta. Se prima ci volevano dodici ore per terminare una singola macchina da

scrivere, l'intero processo poteva adesso essere ultimato nel giro di quattro ore e mezza. L'arrivo

di Adriano nella gestione aziendale del padre e la sua razionalizzazione furono una svolta,

con la produttività che dal 1926 in poi raddoppiò, finendo per coprire più bella metà

del mercato italiano delle macchine da scrivere meccaniche, come ad esempio la portatile MP1;

col tempo però l'interesse di Adriano si sarebbe ampliato anche allo sviluppo di tecnologie più

complesse, come le calcolatrici; lo dimostrava la prima moltiplicatrice elettromeccanica,

la Multisumma MC4, progettata negli anni 40, ma soprattutto la Divisumma 14 progettata da

Natalino Capellaro, un esemplare persino più veloci delle concorrenti americane nell'eseguire

moltiplicazioni. La divisumma avrebbe fatto la fortuna economica della Olivetti,

grazie al suo successo travolgente e ai prezzi competitivi. Se ne sarebbero venduti 6 milioni

di esemplari. L'Utopia di Adriano non si sforzava di migliorare solo la produttività,

ma si rivolgeva anche all'architettura e all'urbanistica. Era un utopia a 360 gradi che,

sotto molti aspetti, rivoluzionò il panorama di Ivrea. Adriano intuì l'avvento di una nuova

era industrializzata in grado di cambiare l'equilibrio tra città e campagna, dove i

lavoratori non avrebbero più dovuto perdere ore di viaggio per recarsi nel luogo di lavoro. Nel 1926

il padre Camillo aveva fatto costruire vicino alla fabbrica sei complessi abitativi per gli operai,

non a caso. Tutte le case avevano un orto. Un fatto non secondario: Camillo voleva che ai

propri dipendenti fosse garantito un certo modo di autosufficienza, per sopravvivere

nel caso fossero rimasti senza lavoro. In cantiere c'era poi un progetto innovativo:

creare un villaggio per i dipendenti, il villaggio Olivetti, fatto di abitazioni ma anche scuole e da

far sorgere sui campi agricoli di Camillo. Due dei più grandi architetti del panorama italiano,

Figini e Pollini vennero incaricati di ampliare il complesso di officine Olivetti di Ivrea, l'ICO,

e di metter mani al progetto del villaggio. Ivrea aveva bisogno di ordine e armonia.

Così come il padre, anche Adriano credeva in un'idea assolutamente imprescindibile:

il progresso umano non si basava sulle aziende, bensì su coloro che vi lavoravano all'interno,

i dipendenti. Adriano era contrario al taylorismo, a quell'approccio cioè che organizzava il lavoro

secondo procedure ripetitive, monotone e alienanti, tipiche della catena di

montaggio. Al contrario, bisognava umanizzare il lavoro in fabbrica. E per farlo bisognava

partire dagli spazi fisici, dalla fisionomia architettonica della fabbrica. Da adolescente,

Adriano sperimentò sulla propria pelle il duro lavoro della fabbrica e sapeva benissimo quali

fossero le difficoltà di un operaio comune. Nella sua mente non ci dovevano più essere muri in

cemento che tenevano al buio i lavoratori, al loro posto sarebbero state installate grandi vetrate,

tutto doveva diventare un castello orizzontale di vetro. Fu in quel fervore edilizio, nel 1935,

che l'azienda lanciò la prima telescrivente italiana, la T1, un'innovazione che integrava

il sistema del telegrafo a quello della macchina da scrivere. Con i prodotti dell'Olivetti l'Italia

si stava pian piano ponendo all'avanguardia in uno dei settori più strategici e promettenti al mondo,

quello dell'industria meccanica, elettronica e più tardi informatica. Il successo della Olivetti era

però per Adriano un mezzo per realizzare la sua nuova politica sociale, una politica era

incarnata dal suo “Movimento Comunità”, un partito di ispirazione socialista e liberaldemocratico che

Adriano fondò a Torino nel 1947. Adriano, ancor prima di diventare sindaco di Ivrea nel 56 e poi

deputato nel 58, aveva da sempre dimostrato un forte impegno politico. Il Movimento Comunità

si proponeva come una terza via tra socialismo e capitalismo. Il nome stesso del suo partito ne

esemplificava la visione rivoluzionaria: alla base dello Stato doveva essere la Comunità;

la comunità non era un territorio definibile con un confine geografico, ma uno spazio con

una cultura condivisa e intrecciata all'economia. La cultura era infatti centrale: senza di essa

non era possibile coinvolgere le persone nel processo di industrializzazione. Le fabbriche

erano per Olivetti i pilastri su cui fondare una nuova società democratica. Ma l'Utopia di Adriano

non riguardava solo le fabbriche, bensì la vita in tutti i suoi aspetti. Introducendo nelle fabbriche

eventi culturali, corsi serali, una biblioteca con raccolte di libri gratis per i dipendenti,

un cinema, e conferenze con intellettuali del livello di Volponi, Moravia e Pasolini,

Olivetti sottolineava una cosa importantissima: che esisteva un legame fortissimo tra ignoranza

delle persone e alienazione dei lavoratori. 6000 libri mensili prestati in media dalla biblioteca

Olivetti ai dipendenti, un record impensabile per altre aziende. L'atteggiamento illuminato verso i

lavoratori della Olivetti si estendeva anche oltre: La Olivetti garantiva servizi sociali

invidiabili e pagava salari migliori rispetto alle concorrenti, le giornate erano più corte e lo

stesso valeva per l'orario settimanale, abbassato da 48 a 45 a parità di stipendio e con sabati

liberi, la prima in Italia e anticipatoria persino del Contratto Nazionale. La produttività era

invidiabile, così come la fedeltà dei dipendenti. Adriano ne era convinto: con più tempo libero a

disposizione, aumentava la concentrazione e quindi la produttività nei giorni lavorativi. Nel 1957

un lavoratore Olivetti guadagnava 60.000 lire al mese, contro le 40.000 in media… ben oltre anche

altre industrie fiore all'occhiello dell'Italia come la Fiat di Vittorio Valletta. La FIAT nel

dopoguerra, a differenza del modello Olivetti, applicava ancora il sistema cosiddetto Bedeaux,

un sistema nel quale si cercava di ottenere il massimo della produttività con il rischio

di spremere eccessivamente gli operai senza che questi riuscissero a raggiungere gli obiettivi

extra. Con tutti i benefit che concedeva, era scontato la Olivetti infastidisse quasi tutta

l'industria italiana. Le richieste di assunzione alla Olivetti surclassavano di gran lunga quelle

della Finmeccanica, che all'epoca era l'industria più estesa del panorama nazionale. Il profitto,

secondo Adriano, doveva andare esclusivamente agli investimenti, poi ai servizi sociali e solo infine

agli azionisti, con il vincolo di non creare mai disoccupazione. Una mentalità che ben poche realtà

avevano compreso. Sotto un certo punto di vista era proprio un'Utopia. Un programma di welfare,

di stato sociale, a tutti gli effetti. L'azienda prevedeva addirittura 9 mesi di maternità per le

madri, a fronte dei 2 previsti per legge. Un fatto in anticipo con i tempi. Oggi ci verrebbe quasi da

dire “irrealizzabile”. Ma dopotutto, quale altro scopo avrebbe un'utopia, se non quello di condurci

più velocemente verso il progresso? Il costruire alloggi per i lavoratori, il dar loro una mensa,

un'assistenza medica e servizi extra non era un modo per imprigionare i dipendenti, quanto

un'opportunità per stimolare la loro emancipazione e la loro realizzazione personale. Un ideale che

aveva molto in comune con altri pionieri della loro epoca, come Robert Owen in Galles ed Henri

Schneider in Francia. L'intraprendenza di Olivetti non si limitò poi solo al Piemonte, ma si estese

anche nel Sud Italia, scegliendo Pozzuoli, in provincia di Napoli, dove ampliare il proprio

business. Scegliere il Meridione come base di una nuova azienda, portare lavoro nel Mezzogiorno,

faceva parte del piano di ricostruzione di Olivetti: quello di tenere alto lo

sviluppo anche in una porzione d'Italia troppo ignorata dalla politica italiana. Per Adriano,

Pozzuoli era l'emblema di un progetto politico: portare a compimento l'unità italiana nel

dopoguerra e farlo in modo solidale. Con Adriano insomma, l'Olivetti avrebbe smontato, con le sue

sperimentazioni all'avanguardia i pregiudizi stranieri di un'italietta industriale, come

la chiamavano scherzosamente gli statunitensi. Certo, nel ramo della tecnologia gli americani

primeggiavano: aziende come Remington, Underwood e IBM, quest'ultima colosso del settore informatico,

non avevano rivali. Anche se ancora per poco. Nel 1948, Adriano sentì che, con il boom della

ripresa postbellica, fosse giunto il momento di espandersi. La Olivetti cominciò a investire fondi

sulla sperimentazione di nuovi modelli: sarebbero sorte macchine da scrivere più fluide come la

Lexikon 80 e la popolare Lettera 22, progettata dall'architetto Marcello Nizzoli e fatta in modo

tale da entrare all'interno di una valigetta portatile. La Lettera 22 era leggera e versatile

e presto sarebbe divenuta motivo d'orgoglio professionale per moltissimi giornalisti,

scrittori e inviati. I numeri di vendita della Lettera 22, oltre 200.000 l'anno,

erano la manifestazione della superiorità imprenditoriale di Adriano sul resto della

concorrenza. Ogni 8 mesi la Olivetti rilasciava sul mercato un nuovo prodotto: un record che

neanche le grandi multinazionali di telefonia oggi riescono a battere. Ma non era tutto:

Adriano ci aveva visto lungo già nel 47, in un breve momento di contrazione economica,

quando la lira venne stabilizzata dal presidente Luigi Einaudi. Al posto suo, molti si sarebbero

presi un momento di riflessione prima di investire somme consistenti. Olivetti invece osò, e quello

che fece fu puntare tutto espandendosi all'estero, specialmente in Argentina, Belgio e Gran Bretagna

aumentando le esportazioni, fino a dedicar loro il 60% della produzione. Nel territorio britannico

e belga la Olivetti dominava in tutti i settori: erano Olivetti il 30% della macchine da scrivere

manuali e il 55% quelle elettriche. Nei primi anni 50, l'azienda era ormai la prima in Europa nel suo

settore, per numero di dipendenti, fatturato e produzione, quest'ultima aumentata a ritmi

impensabili, oltre il 14% l'anno, dal 1946. La produzione Olivetti nel primo semestre del

1958 sarebbe arrivata a coprire persino il 10,2 percento delle esportazioni mondiali, proprio

grazie agli incentivi dettati dal Mercato Europeo Comune. Nel biennio 58-60, il mercato che fece

registrare il maggior numero di esportazioni dei prodotti Olivetti fu proprio quello statunitense.

Da nazionale, la Olivetti stava per diventare una multinazionale con varie consociate, dal Canada

a Montreal e Toronto, ad Harrisburg negli Stati Uniti. Nel 1954, le vetrine Olivetti, riempite di

Lettere 22 si sarebbero aperte sulla Fifth Avenue di New York, accanto al Rockefeller Center. Il

caso volle che davanti a una di quelle vetrine si fermasse a osservare incuriosito un trentenne, un

tale Thomas Watson Junior. Era il presidente della IBM. Watson Junior rimase folgorato dallo stile

delle Lettere 22. “Dobbiamo trovare un design che ci distingua da tutti, come ha fatto la Olivetti”,

disse in uno dei Consigli di Amministrazione. A proposito di imprenditori americani, nel 59,

Adriano sarebbe stato contattato dalla principale competitor statunitense, la Underwood. La

Underwood propose ad Adriano una partecipazione della Olivetti per il 35% delle azioni all'interno

della società americana; gli americani erano alla ricerca di fondi a causa delle difficoltà

finanziarie nelle quali versavano e Adriano non si fece sfuggire l'occasione: sarebbe

stata un'ottima possibilità per penetrare ancora di più nel mercato americano. Per la prima volta

nella storia, il brand Underwood avrebbe indicato come paese di origine sulla parte posteriore delle

sue addizionatrici la scritta “made in Italy”. Conseguenza diretta dell'accordo fu un aumento

degli occupati negli stabilimenti italiani della Olivetti in quanto la collaborazione prevedeva di

produrre in loco. Nacque la Olivetti Corporation of America. Era una svolta epocale, perché non era

mai successo che un'azienda italiana ne acquisisse una americana. E, non a caso, nell'autunno del

1959 il governo degli Stati Uniti provò ad affossare la fusione promuovendo una causa in

base alla normativa antitrust: qualcuno guardava con terrore ai possibili sviluppi dell'operazione,

e voleva fermarla. Adriano però non si accontentò di questo successo: avendo inteso che il futuro

risiedeva nell'elettronica – anche grazie a un incontro rivelatore niente meno che con Enrico

Fermi, Adriano fu tra i primi a sviluppare un laboratorio informatico tutto suo. Tra ricerca

e produzione, il personale nel polo informatico contava mille addetti. Nel giro di qualche anno

sarebbero triplicati, facendolo diventare il centro di ricerca e sviluppo informatico più

importante d'Europa. All'epoca quella scienza, l'informatica, non aveva ancora un nome ben

preciso, era un qualcosa che formalmente non esisteva ancora, ma il merito di Olivetti fu

quello di trovare le persone giuste al momento giusto e affidar loro incarichi delicati:

fu questo il caso dell'assunzione di Mario Tchou, giovane 28enne nato a Roma da un diplomatico

cinese al Vaticano e professore di ingegneria elettronica alla Columbia University. Dotato di

intelligenza acutissima, carisma fuori dal comune e una sincerità squisita. Queste le testimonianze

su Mario. Nessuno sa come Olivetti entrò in contatto con Tchou, fatto sta che Adriano,

su suggerimento del figlio Roberto, lo assunse nel 54 con l'incarico di progettare la costruzione di

un primo nuovo calcolatore elettronico, quello che poi, tre anni più tardi, avrebbe preso il

nome di Macchina Zero, o Elea 9001, un nome che evocava l'innovativa scuola filosofica del V

secolo avanti cristo sorta nel Sud Italia. Nel 58, il modello si sarebbe evoluto in Elea 9003,

la prima calcolatrice a transistor a entrare in competizione con i prodotti della statunitense

IBM. A quel tempo l'IBM, che già nel 1940 si era messa al servizio del governo americano,

era ormai diventata l'ennesimo ramo dell'industria militare nazionale, specialmente in concomitanza

con la Guerra di Corea e le tensioni con l'Unione Sovietica. L'IBM si pubblicizzava al mondo come

l'azienda che stava costruendo il futuro. La Olivetti l'aveva anticipata anche in questo caso:

gli slogano olivetti dicevano, da noi, il futuro, è già cominciato. A differenza dell'IBM,

la Olivetti intendeva sviluppare computer a uso civile. Forse, già allora, nella mente di

Adriano o di Mario Tchou si era andata delineando l'idea di un personal computer da scrivania. Può

sembrare esagerato dirlo ma se la Olivetti non si fosse impegnata in questa nuova sfida tecnologica,

forse noi oggi non avremmo la possibilità di usare un computer portatile nei nostri lavori

quotidiani. L'obiettivo a lungo termine divenne quello di assemblare una macchina da componenti

prefabbricate, ma progettarle e costruirle in proprio, in Italia, a partire dalle problematiche

valvole termoioniche. I transistor, in parole molto povere dei semiconduttori miniaturizzati,

erano la soluzione, ma questi erano ancora una tecnologia agli albori,

una novità. Eppure Tchou decise che i progetti dal 1957 avrebbero tutti adottato i transistor,

e questi sarebbero stati progettati in casa, più precisamente nel quartiere Barbaricina di Pisa,

il tutto coadiuvato anche dalla stessa università cittadina. Facendo da pionieri e apripista nella

rivoluzione informatica, il team di Tchou, con oltre 50 ingegneri, tra cui il pioniere Franco

Filippazzi, la divisione elettronica Olivetti, più tardi rinominata “i ragazzi di Barbaricina”,

aveva prodotto non solo il primo computer italiano in meno di due anni, ma anche

il primo computer interamente a transistor della storia. La sua potenza computazionale,

che andava dalle otto alle diecimila istruzioni al secondo, restò insuperata per molti anni.

Eppure c'era un particolare fastidioso per gli Olivetti: la mancanza di fondi economici da parte

dello Stato e della politica italiana. Se gli Americani investivano generosamente in ricerca

e sviluppo per l'informatica, lo stesso non poteva dirsi per l'Italia. Adriano non restò comunque a

guardare e si adoperò, già nel 59, per sondare nuovi mercati al di là della cortina di ferro:

il blocco sovietico, Russia inclusa, offriva ad esempio un potenziale enorme di crescita.

L'accordo tra Fiat e sovietici nel 72 lo avrebbe dimostrato. Sulla collaborazione

tra FIAT e Sovietici ci ho fatto un video al riguardo, ve lo lascio in descrizione.

Lo stesso Tchou contattò l'ambasciata cinese che aveva intanto avviato studi sui computer.

L'intelligence tecnologica evidentemente era diventata una priorità non solo per gli americani.

Ci fu poi un particolare curioso: uno dei primi quaranta esemplari di Elea 9003 fu spedito a Roma

per conto del ministero. Non vi arrivò mai. Il camion che lo trasportava scomparve nel nulla;

nessuna notizia sui giornali. Nulla di nulla. Notizie non confermate suggeriscono che abbia

raggiunto di lì a breve gli Stati Uniti. Non a caso alcuni tecnici dell'Olivetti nel 60 avrebbero

riscontrato un apparecchio molto simile all'Elea 9003 in una grande azienda americana. Certo, nulla

di verificato, ma sono coincidenze molto strane. Al danno si aggiunse infine la beffa, o meglio,

la doppia beffa. Prima nel 60 e poi nel 61, quando alcuni, forse in toni sensazionalistici,

affermarono che l'Italia industrialmente parlando fu decapitata. Nel 1960 Adriano sarebbe morto

improvvisamente di emorragia celebrale in un viaggio in treno diretto a Losanna in

svizzera. Documenti desegretati statunitensi avrebbero rivelato che la CIA lo aveva tenuto

sotto controllo e spiato per almeno 10 anni. L'anno successivo sarebbe toccato a Mario,

in un tragico incidente stradale a seguito di uno scontro con un camion. In quei mesi Tchou

stava lavorando a un nuovo calcolatore, un prototipo, l'ultimo della Olivetti,

quello che successivamente, nel 62, l'ingegner Pier Giorgio Perotto avrebbe sviluppato insieme a

un team selezionato di appena 3 collaboratori: la P101, soprannominata Perottina, il primo computer

da scrivania al mondo. Costo della P101: 3500 $, contro i 10.000 di quello successivo della IBM. La

P101 sarebbe stata adottata persino dalla Nasa che l'avrebbe utilizzata nel progetto Apollo e per il

calcolo delle rotte dei razzi Polaris. Le indagini sull'incidente di Tchou furono chiuse in fretta e

furia dalla polizia. Si sono fatte congetture, tra cui quella del complotto della CIA, voluto

per togliere di mezzo i due cervelli, Tchou e Olivetti, che avevano intrattenuto con sovietici e

cinesi. Dopotutto l'Italia del 60 era il paese con tecnologie informatiche più avanzate in Occidente,

dopo gli Stati Uniti. Non sapremo mai la verità, qualunque essa sia. Fatto sta che,

con la perdita di Adriano e Mario, l'Italia perse due menti eccelse. L'Olivetti perse

la bussola dell'innovazione made in Italy. Le sue azioni crollarono a picco e l'azienda di

famiglia si sarebbe ben presto trovata in preda ai debiti e senza banche che volessero concederle

prestiti. Senza il padre, Roberto Olivetti fu costretto a farsi da parte per far entrare

nella quota societaria il così detto Gruppo di intervento guidato dalla FIAT che non aveva mai

nutrito simpatie per il gruppo Olivetti. La cordata scelse, senza pensarci troppo,

di chiudere la divisione elettronica, giudicata una sfida futuristica senza prospettive,

e di cedere al 75%, a un prezzo irrisorio, le quote aziendali all'americana General Electric

che avrebbe smantellato pezzo per pezzo ciò che di buono era stato fatto fino ad allora. Fu

un'acquisizione ostile. O meglio, una svendita tra connazionali a un competitor straniero.

"Perché lavorando ogni giorno tra le pareti della fabbrica e le macchine e i banchi e gli altri

uomini per produrre qualcosa che vediamo correre nelle vie del mondo e ritornare a noi in salari

che sono poi pane, vino e casa, partecipiamo ogni giorno alla vita pulsante della fabbrica,

alle sue cose più piccole e alle sue cose più grandi, finiamo per amarla, per affezionarci e

allora essa diventa veramente nostra, il lavoro diventa a poco a poco parte della nostra anima,

diventa quindi una immensa forza spirituale. Per questo motivo, un giorno questa fabbrica,

se le premesse materiali e morali intorno ai fini del nostro lavoro saranno mantenute,

farà parte di una nuova e autentica civiltà indirizzata ad una più libera,

felice e consapevole esplicazione della persona umana". [Olivetti,

23 aprile 1955, discorso ai lavoratori di Pozzuoli, inaugurazione stabilimento].

Adriano occupa un posto speciale nella memoria collettiva di noi italiani. Il suo progetto, oggi

come allora, era un qualcosa di incomparabile, talmente era all'avanguardia. E forse,

per questo motivo, ancora nel 2021 possiamo forse azzardarci a dire che in quegli anni

Ivrea è stata il cuore imprenditoriale di una nazione proiettata nel futuro.

Un ringraziamento speciale a tutti i mecenati su Patreon e Youtube. Questo video è stato

finanziato con il loro contributo. Senza di loro non sarebbe mai stato possibile portarvi

a giro per Ivrea in ricordo di Adriano. Un ringraziamento grande anche a MSI per aver

gentilmente concesso lo sponsor del video odierno con questo bellissimo notebook, il Creator 15.

Dalla Perottina a questo ne è passata di acqua sotto i ponti. Specialmente sotto quelli che

stanno sopra la Dora Baltea di Ivrea. Un grazie a tutti per l'ascolto. Per aspera ad astra.


Quando l'Italia inventò il PC e superò l'America: l'utopia di Adriano Olivetti When Italy invented the PC and surpassed America: Adriano Olivetti's utopia

Il tempo insegna che non è solo ciò che possiamo  vedere e toccare con mano a diventare storia, Time teaches that it is not only what we can see and touch that becomes history, Czas uczy, że nie tylko to, co możemy zobaczyć i dotknąć, staje się historią,

ma anche ciò che sarebbe potuto essere e che non  è stato. Questo è quanto è accaduto con Adriano but also what could have been and what was not. This is what happened with Adriano ale także co mogło być, a co nie było. Tak stało się z Adriano

Olivetti. Questa è la storia della sua utopia.  E per vedere con i miei occhi questa utopia, Olivetti. This is the story of his utopia. And to see this utopia with my own eyes,

ho fatto i bagagli e sono andato in  macchina fino a Ivrea, in Piemonte, I packed my bags and drove to Ivrea, in Piedmont,

dove sorgeva l'azienda Olivetti, produttrice  storica di macchine da scrivere, calcolatrici e,

più tardi, di prototipi informatici. Parlare di  Olivetti in un video di 20 minuti può sembrare

riduttivo, ma farò del mio meglio. Anzitutto,  chi era Adriano Olivetti? Determinato e abile, redukcyjne, ale zrobię co w mojej mocy. Po pierwsze, kim był Adriano Olivetti? Zdeterminowani i wykwalifikowani,

coraggioso e sognatore, Adriano Olivetti, fu  senza troppi rigirii di parole uno dei più courageux et rêveur, Adriano Olivetti, sans trop de détours, fut l'un des plus

grandi imprenditori italiani del ventesimo secolo,  un'eccellenza fuori dal comune. Facendo anche solo

due ricerche al computer, vi verrà fuori una marea  di informazioni sul suo conto. E nessuna che ne

parlerà male. E non a caso. Laureato in ingegneria  chimica, Adriano sognava di costruire un nuovo

modo di fare impresa, un modo che avesse al centro  la cura e il benessere dei lavoratori della sua

azienda. Fondata nel 1908 dal padre Camillo, La  Olivetti era l'orgoglio di Ivrea: doveva essere agencja. Założona w 1908 roku przez jego ojca Camillo, La Olivetti była dumą Ivrei: musiała być

un luogo vivibile, culturalmente stimolante,  che infondesse linfa vitale nello spirito dei un lieu vivable et culturellement stimulant, qui imprègne l'esprit de nadające się do życia, stymulujące kulturowo miejsce, które tchnie życie w ducha

lavoratori. Agli albori dell'azienda, il primo  vero successo del Padre, Camillo, era stata la M1,

presentata all'epoca, nel 1911 come la macchina  da scrivere più veloce grazie al celebre “tocco

Olivetti” che rendeva la pressione dei tasti molto  più rapida e agevole”. A questa seguì, pochi anni

dopo, nel 1920, un nuovo modello, la m20. In  dieci anni, l'azienda ne avrebbe venduti quasi

novecentomila esemplari. Un'impennata che portò  a incrementare il numero di operai e macchinari, neuf cent mille exemplaires. Une poussée qui a entraîné une augmentation du nombre de travailleurs et de machines,

a espandere gli spazi di lavorazione. In Italia i  competitor principali erano i prodotti tedeschi,

ma la qualità superiore della M20 si sarebbe  presto imposta sul mercato nazionale, scalzando mais la qualité supérieure du M20 allait bientôt s'imposer sur le marché intérieur, le fragilisant

la Germania. La Olivetti di Camillo dimostrava  che le potenzialità in Italia c'erano, ma molte

di queste purtroppo erano ancora tenute a freno  dall'atteggiamento conservatore, ottuso, verso la

modernità della classe politica italiana, un filo  rosso che ne avrebbe accompagnato la travagliata

storia. Ma noi possiamo ancora imparare da questa  storia. Nel frattempo, nel 24, Adriano era andato

per un breve soggiorno negli Stati Uniti, per  studiare più da vicino il modello industriale na krótki pobyt w Stanach Zjednoczonych, aby dokładniej przyjrzeć się modelowi przemysłowemu

americano, in particolare quello della Underwood  in Connecticut, anch'essa produttrice di macchine

da scrivere. Alla Underwood tuttavia il direttore,  il Signor Underwood, preferì non riservare un

appuntamento allo sconosciuto Adriano. All'epoca  gli States stavano vivendo i ruggenti anni 20,

erano in fermento. Lì Adriano scoprì di un nuovo  modo di organizzare il lavoro, e fece tesoro in

particolare dell'innovazione sperimentata da  Henry Ford nei suoi stabilimenti di Detroit

della Model T. Paghe orarie più alte, tempi di  lavoro ridotti. Fu in quell'esperienza dal sapore

di “sogno americano” che l'Utopia imprenditoriale  di Olivetti cominciò a muovere i suoi primi passi.

Gli Olivetti sapevano che il vero problema per  battere la concorrenza straniera aveva un nome:

produttività. La Olivetti di metà anni Venti  era una realtà che produceva 4.000 macchine da

scrivere impiegando 400 dipendenti: calcoli alla  mano, erano 10 macchine all'anno per addetto,

una produttività̀ piuttosto scarsa. Sostenuto  da una delle figure più di peso dell'azienda, raczej słaba produktywność. Wspierany przez jedną z najcięższych postaci w firmie,

Gino Levi, Adriano mostrò invece come fosse  possibile triplicare il rendimento aziendale

organizzando in modo più razionale l'assemblaggio  e la turnazione dei dipendenti. La sua valutazione

si rivelò corretta. Se prima ci volevano dodici  ore per terminare una singola macchina da

scrivere, l'intero processo poteva adesso essere  ultimato nel giro di quattro ore e mezza. L'arrivo

di Adriano nella gestione aziendale del padre  e la sua razionalizzazione furono una svolta, d'Adriano dans la gestion d'entreprise de son père et sa rationalisation ont été un tournant,

con la produttività che dal 1926 in poi  raddoppiò, finendo per coprire più bella metà

del mercato italiano delle macchine da scrivere  meccaniche, come ad esempio la portatile MP1;

col tempo però l'interesse di Adriano si sarebbe  ampliato anche allo sviluppo di tecnologie più

complesse, come le calcolatrici; lo dimostrava  la prima moltiplicatrice elettromeccanica,

la Multisumma MC4, progettata negli anni 40,  ma soprattutto la Divisumma 14 progettata da

Natalino Capellaro, un esemplare persino più  veloci delle concorrenti americane nell'eseguire Natalino Capellaro, un exemple encore plus rapide que les concurrents américains dans la performance

moltiplicazioni. La divisumma avrebbe  fatto la fortuna economica della Olivetti,

grazie al suo successo travolgente e ai prezzi  competitivi. Se ne sarebbero venduti 6 milioni

di esemplari. L'Utopia di Adriano non si  sforzava di migliorare solo la produttività,

ma si rivolgeva anche all'architettura e  all'urbanistica. Era un utopia a 360 gradi che,

sotto molti aspetti, rivoluzionò il panorama  di Ivrea. Adriano intuì l'avvento di una nuova

era industrializzata in grado di cambiare  l'equilibrio tra città e campagna, dove i

lavoratori non avrebbero più dovuto perdere ore di  viaggio per recarsi nel luogo di lavoro. Nel 1926

il padre Camillo aveva fatto costruire vicino alla  fabbrica sei complessi abitativi per gli operai,

non a caso. Tutte le case avevano un orto. Un  fatto non secondario: Camillo voleva che ai

propri dipendenti fosse garantito un certo  modo di autosufficienza, per sopravvivere

nel caso fossero rimasti senza lavoro. In  cantiere c'era poi un progetto innovativo:

creare un villaggio per i dipendenti, il villaggio  Olivetti, fatto di abitazioni ma anche scuole e da

far sorgere sui campi agricoli di Camillo. Due  dei più grandi architetti del panorama italiano,

Figini e Pollini vennero incaricati di ampliare  il complesso di officine Olivetti di Ivrea, l'ICO,

e di metter mani al progetto del villaggio.  Ivrea aveva bisogno di ordine e armonia. i zdobyć projekt wioski. Ivrea potrzebowała porządku i harmonii.

Così come il padre, anche Adriano credeva  in un'idea assolutamente imprescindibile:

il progresso umano non si basava sulle aziende,  bensì su coloro che vi lavoravano all'interno,

i dipendenti. Adriano era contrario al taylorismo,  a quell'approccio cioè che organizzava il lavoro

secondo procedure ripetitive, monotone  e alienanti, tipiche della catena di według powtarzalnych, monotonnych i alienujących procedur, typowych dla łańcucha

montaggio. Al contrario, bisognava umanizzare  il lavoro in fabbrica. E per farlo bisognava

partire dagli spazi fisici, dalla fisionomia  architettonica della fabbrica. Da adolescente,

Adriano sperimentò sulla propria pelle il duro  lavoro della fabbrica e sapeva benissimo quali

fossero le difficoltà di un operaio comune. Nella  sua mente non ci dovevano più essere muri in

cemento che tenevano al buio i lavoratori, al loro  posto sarebbero state installate grandi vetrate,

tutto doveva diventare un castello orizzontale  di vetro. Fu in quel fervore edilizio, nel 1935,

che l'azienda lanciò la prima telescrivente  italiana, la T1, un'innovazione che integrava

il sistema del telegrafo a quello della macchina  da scrivere. Con i prodotti dell'Olivetti l'Italia

si stava pian piano ponendo all'avanguardia in uno  dei settori più strategici e promettenti al mondo,

quello dell'industria meccanica, elettronica e più  tardi informatica. Il successo della Olivetti era

però per Adriano un mezzo per realizzare la  sua nuova politica sociale, una politica era

incarnata dal suo “Movimento Comunità”, un partito  di ispirazione socialista e liberaldemocratico che

Adriano fondò a Torino nel 1947. Adriano, ancor  prima di diventare sindaco di Ivrea nel 56 e poi

deputato nel 58, aveva da sempre dimostrato un  forte impegno politico. Il Movimento Comunità

si proponeva come una terza via tra socialismo  e capitalismo. Il nome stesso del suo partito ne

esemplificava la visione rivoluzionaria: alla  base dello Stato doveva essere la Comunità; il exemplifiait la vision révolutionnaire : la communauté devait être à la base de l'État ;

la comunità non era un territorio definibile  con un confine geografico, ma uno spazio con

una cultura condivisa e intrecciata all'economia.  La cultura era infatti centrale: senza di essa

non era possibile coinvolgere le persone nel  processo di industrializzazione. Le fabbriche

erano per Olivetti i pilastri su cui fondare una  nuova società democratica. Ma l'Utopia di Adriano

non riguardava solo le fabbriche, bensì la vita in  tutti i suoi aspetti. Introducendo nelle fabbriche

eventi culturali, corsi serali, una biblioteca  con raccolte di libri gratis per i dipendenti,

un cinema, e conferenze con intellettuali  del livello di Volponi, Moravia e Pasolini,

Olivetti sottolineava una cosa importantissima:  che esisteva un legame fortissimo tra ignoranza

delle persone e alienazione dei lavoratori. 6000  libri mensili prestati in media dalla biblioteca

Olivetti ai dipendenti, un record impensabile per  altre aziende. L'atteggiamento illuminato verso i

lavoratori della Olivetti si estendeva anche  oltre: La Olivetti garantiva servizi sociali

invidiabili e pagava salari migliori rispetto  alle concorrenti, le giornate erano più corte e lo

stesso valeva per l'orario settimanale, abbassato  da 48 a 45 a parità di stipendio e con sabati

liberi, la prima in Italia e anticipatoria persino  del Contratto Nazionale. La produttività era

invidiabile, così come la fedeltà dei dipendenti.  Adriano ne era convinto: con più tempo libero a

disposizione, aumentava la concentrazione e quindi  la produttività nei giorni lavorativi. Nel 1957

un lavoratore Olivetti guadagnava 60.000 lire al  mese, contro le 40.000 in media… ben oltre anche

altre industrie fiore all'occhiello dell'Italia  come la Fiat di Vittorio Valletta. La FIAT nel

dopoguerra, a differenza del modello Olivetti,  applicava ancora il sistema cosiddetto Bedeaux,

un sistema nel quale si cercava di ottenere  il massimo della produttività con il rischio

di spremere eccessivamente gli operai senza che  questi riuscissero a raggiungere gli obiettivi

extra. Con tutti i benefit che concedeva, era  scontato la Olivetti infastidisse quasi tutta

l'industria italiana. Le richieste di assunzione  alla Olivetti surclassavano di gran lunga quelle

della Finmeccanica, che all'epoca era l'industria  più estesa del panorama nazionale. Il profitto,

secondo Adriano, doveva andare esclusivamente agli  investimenti, poi ai servizi sociali e solo infine

agli azionisti, con il vincolo di non creare mai  disoccupazione. Una mentalità che ben poche realtà

avevano compreso. Sotto un certo punto di vista  era proprio un'Utopia. Un programma di welfare,

di stato sociale, a tutti gli effetti. L'azienda  prevedeva addirittura 9 mesi di maternità per le

madri, a fronte dei 2 previsti per legge. Un fatto  in anticipo con i tempi. Oggi ci verrebbe quasi da

dire “irrealizzabile”. Ma dopotutto, quale altro  scopo avrebbe un'utopia, se non quello di condurci dire "impossible". Mais après tout, quel autre but aurait une utopie que de nous conduire

più velocemente verso il progresso? Il costruire  alloggi per i lavoratori, il dar loro una mensa,

un'assistenza medica e servizi extra non era  un modo per imprigionare i dipendenti, quanto

un'opportunità per stimolare la loro emancipazione  e la loro realizzazione personale. Un ideale che

aveva molto in comune con altri pionieri della  loro epoca, come Robert Owen in Galles ed Henri

Schneider in Francia. L'intraprendenza di Olivetti  non si limitò poi solo al Piemonte, ma si estese

anche nel Sud Italia, scegliendo Pozzuoli, in  provincia di Napoli, dove ampliare il proprio

business. Scegliere il Meridione come base di una  nuova azienda, portare lavoro nel Mezzogiorno,

faceva parte del piano di ricostruzione  di Olivetti: quello di tenere alto lo

sviluppo anche in una porzione d'Italia troppo  ignorata dalla politica italiana. Per Adriano,

Pozzuoli era l'emblema di un progetto politico:  portare a compimento l'unità italiana nel

dopoguerra e farlo in modo solidale. Con Adriano  insomma, l'Olivetti avrebbe smontato, con le sue

sperimentazioni all'avanguardia i pregiudizi  stranieri di un'italietta industriale, come

la chiamavano scherzosamente gli statunitensi.  Certo, nel ramo della tecnologia gli americani

primeggiavano: aziende come Remington, Underwood e  IBM, quest'ultima colosso del settore informatico,

non avevano rivali. Anche se ancora per poco. Nel 1948, Adriano sentì che, con il boom della

ripresa postbellica, fosse giunto il momento di  espandersi. La Olivetti cominciò a investire fondi

sulla sperimentazione di nuovi modelli: sarebbero  sorte macchine da scrivere più fluide come la

Lexikon 80 e la popolare Lettera 22, progettata  dall'architetto Marcello Nizzoli e fatta in modo

tale da entrare all'interno di una valigetta  portatile. La Lettera 22 era leggera e versatile

e presto sarebbe divenuta motivo d'orgoglio  professionale per moltissimi giornalisti,

scrittori e inviati. I numeri di vendita  della Lettera 22, oltre 200.000 l'anno,

erano la manifestazione della superiorità  imprenditoriale di Adriano sul resto della

concorrenza. Ogni 8 mesi la Olivetti rilasciava  sul mercato un nuovo prodotto: un record che

neanche le grandi multinazionali di telefonia  oggi riescono a battere. Ma non era tutto:

Adriano ci aveva visto lungo già nel 47, in  un breve momento di contrazione economica,

quando la lira venne stabilizzata dal presidente  Luigi Einaudi. Al posto suo, molti si sarebbero

presi un momento di riflessione prima di investire  somme consistenti. Olivetti invece osò, e quello I took a moment to reflect before investing large sums. Olivetti instead dared, and that

che fece fu puntare tutto espandendosi all'estero,  specialmente in Argentina, Belgio e Gran Bretagna which he did was to bet everything by expanding abroad, especially in Argentina, Belgium and Great Britain

aumentando le esportazioni, fino a dedicar loro  il 60% della produzione. Nel territorio britannico increasing exports, to the point of dedicating 60% of production to them. In British territory

e belga la Olivetti dominava in tutti i settori:  erano Olivetti il 30% della macchine da scrivere and the Belgian Olivetti dominated in all sectors: Olivetti accounted for 30% of the typewriters

manuali e il 55% quelle elettriche. Nei primi anni  50, l'azienda era ormai la prima in Europa nel suo manual and 55% electric ones. In the early 1950s, the company was now the first in Europe in its

settore, per numero di dipendenti, fatturato  e produzione, quest'ultima aumentata a ritmi sector, in terms of number of employees, turnover and production, the latter increased at a rapid pace

impensabili, oltre il 14% l'anno, dal 1946.  La produzione Olivetti nel primo semestre del unthinkable, over 14% a year, since 1946. Olivetti production in the first half of

1958 sarebbe arrivata a coprire persino il 10,2  percento delle esportazioni mondiali, proprio 1958 would even cover 10.2 percent of world exports, precisely

grazie agli incentivi dettati dal Mercato Europeo  Comune. Nel biennio 58-60, il mercato che fece thanks to the incentives dictated by the Common European Market. In the two-year period 58-60, the market that made

registrare il maggior numero di esportazioni dei  prodotti Olivetti fu proprio quello statunitense. record the greatest number of exports of Olivetti products was precisely that of the United States.

Da nazionale, la Olivetti stava per diventare una  multinazionale con varie consociate, dal Canada As a national, Olivetti was about to become a multinational with various subsidiaries from Canada

a Montreal e Toronto, ad Harrisburg negli Stati  Uniti. Nel 1954, le vetrine Olivetti, riempite di in Montreal and Toronto, in Harrisburg in the United States. In 1954, the Olivetti shop windows, filled with

Lettere 22 si sarebbero aperte sulla Fifth Avenue  di New York, accanto al Rockefeller Center. Il Letters 22 would open on New York's Fifth Avenue, next to Rockefeller Center. The

caso volle che davanti a una di quelle vetrine si  fermasse a osservare incuriosito un trentenne, un it happened that in front of one of those shop windows a thirty-year-old, a

tale Thomas Watson Junior. Era il presidente della  IBM. Watson Junior rimase folgorato dallo stile such Thomas Watson Junior. He was the president of IBM. Watson Junior was blown away by the style tel Thomas Watson Junior. Il était le président d'IBM. Watson Junior a été époustouflé par le style

delle Lettere 22. “Dobbiamo trovare un design che  ci distingua da tutti, come ha fatto la Olivetti”, of Letters 22. "We must find a design that distinguishes us from everyone, as Olivetti did",

disse in uno dei Consigli di Amministrazione.  A proposito di imprenditori americani, nel 59, he said on one of the boards of directors. Speaking of American entrepreneurs, in 59,

Adriano sarebbe stato contattato dalla principale  competitor statunitense, la Underwood. La Adriano would have been contacted by the main US competitor, Underwood. There

Underwood propose ad Adriano una partecipazione  della Olivetti per il 35% delle azioni all'interno Underwood proposed to Adriano a stake in Olivetti for 35% of the shares inside

della società americana; gli americani erano  alla ricerca di fondi a causa delle difficoltà of American society; the Americans were looking for funds because of the difficulties

finanziarie nelle quali versavano e Adriano  non si fece sfuggire l'occasione: sarebbe in which they paid and Adriano did not miss the opportunity: it would be

stata un'ottima possibilità per penetrare ancora  di più nel mercato americano. Per la prima volta was an excellent opportunity to penetrate even further into the American market. For the first time

nella storia, il brand Underwood avrebbe indicato  come paese di origine sulla parte posteriore delle in history, the Underwood brand would have indicated as country of origin on the back of

sue addizionatrici la scritta “made in Italy”.  Conseguenza diretta dell'accordo fu un aumento its adders the word "made in Italy". A direct consequence of the agreement was an increase

degli occupati negli stabilimenti italiani della  Olivetti in quanto la collaborazione prevedeva di of those employed in the Italian factories of Olivetti as the collaboration provided for

produrre in loco. Nacque la Olivetti Corporation  of America. Era una svolta epocale, perché non era produce on site. The Olivetti Corporation of America was born. It was an epochal turning point, because it wasn't

mai successo che un'azienda italiana ne acquisisse  una americana. E, non a caso, nell'autunno del it has never happened that an Italian company acquired an American one. And, not surprisingly, in the autumn of

1959 il governo degli Stati Uniti provò ad  affossare la fusione promuovendo una causa in 1959 the United States government tried to scuttle the merger by filing a lawsuit in

base alla normativa antitrust: qualcuno guardava  con terrore ai possibili sviluppi dell'operazione, based on antitrust legislation: someone looked with terror at the possible developments of the transaction,

e voleva fermarla. Adriano però non si accontentò  di questo successo: avendo inteso che il futuro and he wanted to stop her. Adriano, however, was not satisfied with this success: having understood the future

risiedeva nell'elettronica – anche grazie a un  incontro rivelatore niente meno che con Enrico resided in electronics - also thanks to a revealing encounter with none other than Enrico

Fermi, Adriano fu tra i primi a sviluppare un  laboratorio informatico tutto suo. Tra ricerca Fermi, Adriano was among the first to develop his own computer lab. Between research

e produzione, il personale nel polo informatico  contava mille addetti. Nel giro di qualche anno and production, the staff in the computer center counted one thousand employees. Within a few years

sarebbero triplicati, facendolo diventare il  centro di ricerca e sviluppo informatico più they would have tripled, making it the largest computer research and development center

importante d'Europa. All'epoca quella scienza,  l'informatica, non aveva ancora un nome ben important of Europe. At the time that science, computer science, did not yet have a name well

preciso, era un qualcosa che formalmente non  esisteva ancora, ma il merito di Olivetti fu precisely, it was something that did not formally exist yet, but the merit of Olivetti was

quello di trovare le persone giuste al momento  giusto e affidar loro incarichi delicati: to find the right people at the right time and entrust them with delicate tasks:

fu questo il caso dell'assunzione di Mario Tchou,  giovane 28enne nato a Roma da un diplomatico this was the case of the hiring of Mario Tchou, a young 28 year old born in Rome to a diplomat

cinese al Vaticano e professore di ingegneria  elettronica alla Columbia University. Dotato di Chinese at the Vatican and professor of electronic engineering at Columbia University. With

intelligenza acutissima, carisma fuori dal comune  e una sincerità squisita. Queste le testimonianze keen intelligence, extraordinary charisma and exquisite sincerity. These are the testimonies

su Mario. Nessuno sa come Olivetti entrò in  contatto con Tchou, fatto sta che Adriano, about Mario. Nobody knows how Olivetti came into contact with Tchou, the fact is that Adriano,

su suggerimento del figlio Roberto, lo assunse nel  54 con l'incarico di progettare la costruzione di at the suggestion of his son Roberto, he hired him in 54 with the task of designing the construction of

un primo nuovo calcolatore elettronico, quello  che poi, tre anni più tardi, avrebbe preso il a first new electronic calculator, the one that, three years later, would take the

nome di Macchina Zero, o Elea 9001, un nome che  evocava l'innovativa scuola filosofica del V name of Machine Zero, or Elea 9001, a name that evoked the innovative philosophical school of the V.

secolo avanti cristo sorta nel Sud Italia. Nel  58, il modello si sarebbe evoluto in Elea 9003, century BC built in Southern Italy. In 58, the model would evolve into Elea 9003,

la prima calcolatrice a transistor a entrare in  competizione con i prodotti della statunitense the first transistor calculator to compete with US products

IBM. A quel tempo l'IBM, che già nel 1940 si  era messa al servizio del governo americano, IBM. At that time, IBM, which had already put itself at the service of the American government in 1940,

era ormai diventata l'ennesimo ramo dell'industria  militare nazionale, specialmente in concomitanza it had now become yet another branch of the national military industry, especially concurrently

con la Guerra di Corea e le tensioni con l'Unione  Sovietica. L'IBM si pubblicizzava al mondo come with the Korean War and tensions with the Soviet Union. IBM advertised itself to the world as avec la guerre de Corée et les tensions avec l'Union soviétique. IBM s'est présenté au monde comme

l'azienda che stava costruendo il futuro. La  Olivetti l'aveva anticipata anche in questo caso: the company that was building the future. Olivetti had anticipated it also in this case:

gli slogano olivetti dicevano, da noi, il  futuro, è già cominciato. A differenza dell'IBM, Olivetti dislocated him and said, with us, the future has already begun. Unlike IBM,

la Olivetti intendeva sviluppare computer a  uso civile. Forse, già allora, nella mente di Olivetti intended to develop computers for civilian use. Perhaps, even then, in the mind of

Adriano o di Mario Tchou si era andata delineando  l'idea di un personal computer da scrivania. Può Adriano or Mario Tchou had come up with the idea of a desktop personal computer. Can

sembrare esagerato dirlo ma se la Olivetti non si  fosse impegnata in questa nuova sfida tecnologica, it seems exaggerated to say it but if Olivetti had not committed itself to this new technological challenge,

forse noi oggi non avremmo la possibilità di  usare un computer portatile nei nostri lavori perhaps today we would not have the possibility to use a laptop in our work

quotidiani. L'obiettivo a lungo termine divenne  quello di assemblare una macchina da componenti newspapers. The long-term goal became to assemble a machine from components

prefabbricate, ma progettarle e costruirle in  proprio, in Italia, a partire dalle problematiche prefabricated, but design and build them on their own, in Italy, starting from the problems

valvole termoioniche. I transistor, in parole  molto povere dei semiconduttori miniaturizzati, thermionic valves. Transistors, in very layman's terms of miniaturized semiconductors,

erano la soluzione, ma questi erano  ancora una tecnologia agli albori, were the solution, but these were still a technology in its infancy, étaient la solution, mais il s'agissait encore d'une technologie à ses débuts,

una novità. Eppure Tchou decise che i progetti  dal 1957 avrebbero tutti adottato i transistor, a novelty. Yet Tchou decided that designs from 1957 would all adopt transistors,

e questi sarebbero stati progettati in casa, più  precisamente nel quartiere Barbaricina di Pisa, and these would have been designed at home, more precisely in the Barbaricina district of Pisa,

il tutto coadiuvato anche dalla stessa università  cittadina. Facendo da pionieri e apripista nella all supported also by the city university itself. Pioneering and forerunner in the

rivoluzione informatica, il team di Tchou, con  oltre 50 ingegneri, tra cui il pioniere Franco computer revolution, Tchou's team, with over 50 engineers, including the pioneer Franco

Filippazzi, la divisione elettronica Olivetti,  più tardi rinominata “i ragazzi di Barbaricina”, Filippazzi, the Olivetti electronic division, later renamed "the boys of Barbaricina",

aveva prodotto non solo il primo computer  italiano in meno di due anni, ma anche had produced not only the first Italian computer in less than two years, but also

il primo computer interamente a transistor  della storia. La sua potenza computazionale, the first fully transistor computer in history. Its computational power,

che andava dalle otto alle diecimila istruzioni  al secondo, restò insuperata per molti anni. which ranged from eight to ten thousand instructions per second, remained unsurpassed for many years.

Eppure c'era un particolare fastidioso per gli  Olivetti: la mancanza di fondi economici da parte Yet there was a particular annoying for the Olivettis: the lack of financial funds aside

dello Stato e della politica italiana. Se gli  Americani investivano generosamente in ricerca of the state and Italian politics. If the Americans invested generously in research

e sviluppo per l'informatica, lo stesso non poteva  dirsi per l'Italia. Adriano non restò comunque a and development for information technology, the same could not be said for Italy. However, Adriano did not stay a

guardare e si adoperò, già nel 59, per sondare  nuovi mercati al di là della cortina di ferro: look and worked, as early as 59, to probe new markets beyond the Iron Curtain:

il blocco sovietico, Russia inclusa, offriva  ad esempio un potenziale enorme di crescita. the Soviet bloc, including Russia, offered enormous growth potential, for example.

L'accordo tra Fiat e sovietici nel 72 lo  avrebbe dimostrato. Sulla collaborazione The agreement between Fiat and the Soviets in 72 would prove this. On collaboration

tra FIAT e Sovietici ci ho fatto un video  al riguardo, ve lo lascio in descrizione. between FIAT and the Soviets I made a video about it, I leave it in description.

Lo stesso Tchou contattò l'ambasciata cinese  che aveva intanto avviato studi sui computer. Tchou himself contacted the Chinese embassy which had meanwhile started studies on computers.

L'intelligence tecnologica evidentemente era  diventata una priorità non solo per gli americani. Technological intelligence had evidently become a priority not just for Americans.

Ci fu poi un particolare curioso: uno dei primi  quaranta esemplari di Elea 9003 fu spedito a Roma Then there was a curious detail: one of the first forty examples of Elea 9003 was sent to Rome

per conto del ministero. Non vi arrivò mai. Il  camion che lo trasportava scomparve nel nulla; on behalf of the ministry. He never got there. The truck carrying him disappeared into thin air;

nessuna notizia sui giornali. Nulla di nulla.  Notizie non confermate suggeriscono che abbia no news in the newspapers. Nothing at all. Unconfirmed reports suggest it has

raggiunto di lì a breve gli Stati Uniti. Non a  caso alcuni tecnici dell'Olivetti nel 60 avrebbero soon reached the United States. It is no coincidence that some Olivetti technicians in 60 would have

riscontrato un apparecchio molto simile all'Elea  9003 in una grande azienda americana. Certo, nulla found a device very similar to the Elea 9003 in a large American company. Sure, nothing

di verificato, ma sono coincidenze molto strane.  Al danno si aggiunse infine la beffa, o meglio, of verified, but they are very strange coincidences. To the damage was finally added insult, or rather,

la doppia beffa. Prima nel 60 e poi nel 61,  quando alcuni, forse in toni sensazionalistici, the double joke. First in 60 and then in 61, when some, perhaps in sensationalist tones,

affermarono che l'Italia industrialmente parlando  fu decapitata. Nel 1960 Adriano sarebbe morto they affirmed that industrially speaking Italy was beheaded. In 1960 Adriano would have died

improvvisamente di emorragia celebrale in  un viaggio in treno diretto a Losanna in Suddenly of brain hemorrhage on a train journey bound for Lausanne in

svizzera. Documenti desegretati statunitensi  avrebbero rivelato che la CIA lo aveva tenuto Swiss. US declassified documents would reveal that the CIA had kept him Suisse. Des documents américains déclassifiés révéleraient que la CIA l'avait gardé

sotto controllo e spiato per almeno 10 anni.  L'anno successivo sarebbe toccato a Mario, under control and spied on for at least 10 years. The following year it would be Mario's turn,

in un tragico incidente stradale a seguito di  uno scontro con un camion. In quei mesi Tchou in a tragic car accident following a collision with a truck. In those months Tchou

stava lavorando a un nuovo calcolatore,  un prototipo, l'ultimo della Olivetti, was working on a new computer, a prototype, the latest from Olivetti,

quello che successivamente, nel 62, l'ingegner  Pier Giorgio Perotto avrebbe sviluppato insieme a what later, in 62, the engineer Pier Giorgio Perotto would have developed together with

un team selezionato di appena 3 collaboratori: la  P101, soprannominata Perottina, il primo computer a select team of just 3 collaborators: the P101, nicknamed Perottina, the first computer

da scrivania al mondo. Costo della P101: 3500 $,  contro i 10.000 di quello successivo della IBM. La desk to the world. Cost of the P101: $ 3,500, compared to $ 10,000 for the next one from IBM. There

P101 sarebbe stata adottata persino dalla Nasa che  l'avrebbe utilizzata nel progetto Apollo e per il P101 would have been adopted even by NASA which would have used it in the Apollo project and for the

calcolo delle rotte dei razzi Polaris. Le indagini  sull'incidente di Tchou furono chiuse in fretta e calculation of the routes of Polaris rockets. The investigation into the Tchou incident was quickly closed and

furia dalla polizia. Si sono fatte congetture,  tra cui quella del complotto della CIA, voluto rampage from the police. Conjectures have been made, including that of the CIA conspiracy, intentional

per togliere di mezzo i due cervelli, Tchou e  Olivetti, che avevano intrattenuto con sovietici e to get rid of the two brains, Tchou and Olivetti, who had entertained with the Soviets and

cinesi. Dopotutto l'Italia del 60 era il paese con  tecnologie informatiche più avanzate in Occidente, Chinese. After all, Italy in the 1960s was the country with the most advanced information technologies in the West,

dopo gli Stati Uniti. Non sapremo mai la  verità, qualunque essa sia. Fatto sta che, after the United States. We will never know the truth, whatever it is. The fact is that,

con la perdita di Adriano e Mario, l'Italia  perse due menti eccelse. L'Olivetti perse with the loss of Adriano and Mario, Italy lost two sublime minds. Olivetti lost

la bussola dell'innovazione made in Italy. Le  sue azioni crollarono a picco e l'azienda di the compass of made in Italy innovation. His stock plummeted and the company di

famiglia si sarebbe ben presto trovata in preda  ai debiti e senza banche che volessero concederle family would soon find themselves in debt and without banks willing to grant them

prestiti. Senza il padre, Roberto Olivetti  fu costretto a farsi da parte per far entrare loans. Without his father, Roberto Olivetti was forced to step aside to let in

nella quota societaria il così detto Gruppo di  intervento guidato dalla FIAT che non aveva mai in the shareholding the so-called intervention group led by FIAT which never had

nutrito simpatie per il gruppo Olivetti.  La cordata scelse, senza pensarci troppo, nurtured sympathies for the Olivetti group. The consortium chose, without thinking too much, nourrissait des sympathies pour le groupe Olivetti. Le consortium a choisi, sans trop réfléchir,

di chiudere la divisione elettronica, giudicata  una sfida futuristica senza prospettive, to close the electronic division, considered a futuristic challenge with no prospects,

e di cedere al 75%, a un prezzo irrisorio, le  quote aziendali all'americana General Electric and to sell 75% of the company shares to the American General Electric at a negligible price

che avrebbe smantellato pezzo per pezzo ciò  che di buono era stato fatto fino ad allora. Fu that he would dismantle, piece by piece, the good that had been done up to then. It was

un'acquisizione ostile. O meglio, una svendita  tra connazionali a un competitor straniero. a hostile takeover. Or rather, a sale between compatriots to a foreign competitor.

"Perché lavorando ogni giorno tra le pareti della  fabbrica e le macchine e i banchi e gli altri "Because working every day between the walls of the factory and the machines and the benches and the others

uomini per produrre qualcosa che vediamo correre  nelle vie del mondo e ritornare a noi in salari men to produce something that we see rushing through the streets of the world and returning to us in wages

che sono poi pane, vino e casa, partecipiamo  ogni giorno alla vita pulsante della fabbrica, which are then bread, wine and home, we participate every day in the pulsating life of the factory,

alle sue cose più piccole e alle sue cose più  grandi, finiamo per amarla, per affezionarci e to her smallest things and her biggest things, we end up loving her, becoming fond of and

allora essa diventa veramente nostra, il lavoro  diventa a poco a poco parte della nostra anima, then it becomes truly ours, the work gradually becomes part of our soul,

diventa quindi una immensa forza spirituale.  Per questo motivo, un giorno questa fabbrica, it then becomes an immense spiritual force. For this reason, one day this factory,

se le premesse materiali e morali intorno  ai fini del nostro lavoro saranno mantenute, if the material and moral premises surrounding the purposes of our work will be maintained,

farà parte di una nuova e autentica  civiltà indirizzata ad una più libera, will be part of a new and authentic civilization aimed at a freer,

felice e consapevole esplicazione  della persona umana". [Olivetti, happy and conscious explanation of the human person ". [Olivetti,

23 aprile 1955, discorso ai lavoratori di  Pozzuoli, inaugurazione stabilimento]. April 23, 1955, speech to the workers of Pozzuoli, inauguration of the factory].

Adriano occupa un posto speciale nella memoria  collettiva di noi italiani. Il suo progetto, oggi Adriano occupies a special place in the collective memory of us Italians. His project today

come allora, era un qualcosa di incomparabile,  talmente era all'avanguardia. E forse, as then, it was something incomparable, it was so avant-garde. And maybe,

per questo motivo, ancora nel 2021 possiamo  forse azzardarci a dire che in quegli anni for this reason, even in 2021 we can perhaps dare to say that in those years

Ivrea è stata il cuore imprenditoriale  di una nazione proiettata nel futuro. Ivrea was the entrepreneurial heart of a nation projected into the future.

Un ringraziamento speciale a tutti i mecenati  su Patreon e Youtube. Questo video è stato Special thanks to all patrons on Patreon and Youtube. This video was

finanziato con il loro contributo. Senza di  loro non sarebbe mai stato possibile portarvi funded with their contribution. Without them it would never have been possible to take you

a giro per Ivrea in ricordo di Adriano. Un  ringraziamento grande anche a MSI per aver around Ivrea in memory of Adriano. A big thank you also to MSI for having

gentilmente concesso lo sponsor del video odierno  con questo bellissimo notebook, il Creator 15. kindly granted the sponsor of today's video with this beautiful notebook, the Creator 15.

Dalla Perottina a questo ne è passata di acqua  sotto i ponti. Specialmente sotto quelli che From Perottina to this, a lot of water has passed under the bridges. Especially under those who

stanno sopra la Dora Baltea di Ivrea. Un grazie  a tutti per l'ascolto. Per aspera ad astra. they are above the Dora Baltea of Ivrea. Thanks to everyone for listening. Per aspera ad astra. ils sont au-dessus de la Dora Baltea d'Ivrea. Merci à tous pour votre écoute. Par aspera ad astra.