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Storia e Storie, Come Stati Uniti e CIA hanno distrutto l'America Latina (2)

Come Stati Uniti e CIA hanno distrutto l'America Latina (2)

ma anche la miccia che aveva innescato – agli occhi di Washington - la cancrena socialista

in Sud America. Gli Stati Uniti compresero che bisognava tamponare l'eventuale escalation

con maggiori interventi. Fu sotto la Presidenza Johnson che Washington iniziò a organizzare

o patrocinare una lunga serie di colpi di stato: Brasile 1964, Uruguay 1973, Bolivia

1973, Cile 1973, e per finire, Argentina 1976. Così come l'Unione Sovietica aveva fatto

nell'Europa dell'Est e in Asia Centrale con i suoi discorsi anti-capitalisti, allo

stesso modo gli Stati Uniti giustificarono le proprie mani in pasta in ogni dove con

la retorica anti-sovietica. Quando nel 58 la vettura dell'allora vicepresidente Nixon

venne presa a sassate dalla folla in occasione di un tour a Caracas in Venezuela, gli Statunitensi

si ricordarono di non essersi fatti una buona nomea. Nixon, stranamente, non mise mai più

piede in America Latina, mentre sui giornali dell'epoca svettavano domande quasi meravigliate

del tipo “Perché ci odiano”. Diciamo che sedare nel sangue la ribellione Huk nelle

Filippine, combattere una guerra in Corea, rovesciare il governo in Iran e Guatemala,

oltre che schierare consiglieri militari nel Vietnam del Sud, non avevano contribuito.

La “Castro-ite”, come diagnosticato dal direttore della CIA Dulles, si stava diffondendo

in tutta l'America del Sud: lo avrebbero dimostrato i disordini scoppiati a Panama

il 9 gennaio 1965 in occasione del Giorno dei Martiri, quando dei soldati americani

vietarono ai panamensi di issare la loro bandiera nazionale. Vent'anni più tardi, Manuel

Noriega, il simbolo della corruzione e della violenza dittatoriale panamense e accusato

di traffico di droga, sarebbe stato sostenuto in tutto e per tutto dall'amministrazione

Carter. Tornando a Nixon, nel 71, durante una conversazione con il suo consigliere Daniel

Moynihan, il presidente motivò il supporto ad alcuni dei più controversi regimi dittatoriali

sudamericani con la seguente frase: “L'America Latina ha avuto 150 anni per provare a stabilizzarsi

democraticamente. Ma a differenza dell'Africa, i suoi leader sanno quantomeno mantenere la

stabilità, a modo loro". Quest'affermazione rispecchiava in toto la fallimentare Dottrina

Nixon sfoggiata nella fuoriuscita dal Vietnam: in sostanza, rimuovere le dipendenze degli

alleati sugli americani e incaricare così le forze di sicurezza dei paesi filo-Statunitensi

di tenere ordine nei propri confini, senza più un impegno militare diretto americano.

Quando nel 76, Argentina finì nelle mani di una giunta militare guidata da Jorge Videla,

portando così a compimento il ciclo dei colpi di stato sudamericani, la maggior parte del

continente si trovò governata da dittature anticomuniste. Kissinger, che proseguì come

segretario di stato nell'amministrazione Ford dopo le dimissioni di Nixon, diede la sua

benedizione al colpo di stato argentino: "Abbiamo seguito da vicino gli eventi in Argentina,

auguriamo il meglio al nuovo governo". Una frase degna di Machiavelli - o meglio, di

Tony Soprano, con la quale Kissinger in sostanza ammetteva tra le righe che, se la Giunta militare

doveva fare certe cose, poteva farle in tutta tranquillità. Eppure guardate che facce:

non possiamo che aspettarci nulla di buono da questa giunta militare, no? Soddisfatto

della direzione politica che l'America Latina stava prendendo, Nixon fu tuttavia colto alla

sprovvista quando alla fine del 1970 si venne a sapere che i cileni avevano eletto presidente

un filo-marxista: Salvador Allende. [musica calzante] Nixon reagì così: [oooooh!]. In

un monologo di 7 minuti davanti all'ambasciatore americano in Cile, Nixon promise di schiacciare

il governo di Allende (fonte monologo). Incaricò la CIA di far tremare l'economia cilena

e, nei tre anni successivi, Washington spese milioni di dollari per destabilizzare il paese

e fomentare il malcontento militare. Alla fine il malcontento si manifestò l'11 settembre

1973, con un colpo di stato che portò al potere il regime di Augusto Pinochet, regime

durato diciassette anni. Anche di questo signore parleremo. Allende rifiutò sia la soppressione

in stile sovietico delle libertà civili che il dominio economico americano, convinto di

poter guidare il Cile lungo la strada del socialismo pacifico. Il vero timore di Washington

non era tanto il pericolo di vedere il Cile trasformarsi in una Seconda Cuba Castrista,

quanto il non diventarlo affatto. Agli occhi di Kissinger, Allende era persino più pericoloso

di Castro. Allende era un esempio tangibile del riformismo sociale democratico in America

Latina. Come riportato dal giornalista Seymour Hersh nel libro “La Paura”, gli effetti

dell'elezione di Allende si sarebbero facilmente riversati in Europa occidentale, in particolare

in Italia, dove il partito comunista aveva rotto con Mosca e stava cercando di tracciare

una via di mezzo simile a quella di Allende. Tuttavia, nel 74, vuoi per l'imminente disfatta

in Vietnam che per lo Scandalo Watergate, Nixon non riuscì a nascondere sotto la polvere

il coinvolgimento Americano in Cile. Allende era soltanto la punta dell'Iceberg: La commissione

del senato coordinata da Frank Church iniziò una serie di investigazioni sulle attività

governative segrete nei paesi del terzo modo. Il risultato fu la pubblicazione di 14 volumi

strabordanti fatti che documentavano i legami della CIA alla mafia, i legami con i colpi

di stato, gli assassini di capi di stato in Africa e Sud America e lo stoccaggio non autorizzato

di sostanze tossiche all'estero. Il tutto in nome della sicurezza nazionale. Trovate

i 14 nel link in descrizione (fonte volumi). Sulla CIA e gli aspetti malavitosi parleremo,

oh se ne parleremo. Ma torniamo un attimo in America Centrale, più precisamente nella

triade Guatemala, El Salvador, Nicaragua. Nel 1979, il Nicaragua cadde sotto i colpi

del Fronte sandinista, di ispirazione socialista, e il Dipartimento di Stato si preoccupò che

anche El Salvador e il Guatemala sarebbero presto finiti nel baratro. Il Fronte Sandinista

di Daniel Ortega, tolto di mezzo Anasasio Debayle nel 79, si trovò davanti l'opposizione

di Reagan che sarebbe entrato alla Casa Bianca soltanto due anni più tardi. Reagan non trattò

con i guanti l'America Centrale. La sua amministrazione versò in appena un decennio

milioni di dollari (100 milioni soltanto nel 1986) per sostenere le attività dei Contras,

un brutale gruppo controrivoluzionario guidato da residui della vecchia guardia nazionale

dell'ex dittatore Debayle. Obiettivo dei Contras: respingere la rivoluzione sandinista.

Complessivamente, Stati Uniti e alleati in America Centrale durante i due mandati di

Reagan ebbero sulla coscienza più di 300.000 vite, con torture annesse e milioni di profughi

in esilio dalle guerre civili. Il fine giustificava i mezzi. Tutto collimava con la linea politica

dell'amministrazione Reagan, incarnata, stavolta, non più nella figura di Kissinger,

bensì della consigliera neconservatrice Jean Kirkpatrick. Per Kirkpatrick il supporto alle

dittature brutali era cosa normalissima, persino dinnanzi all'uso degli squadroni della morte.

I dittatori permettevano, diceva Kirkpatrik, l'esistenza di società civili autonome. Al

contrario, i regimi totalitari marxisti-leninisti come quello dei sandinisti erano governi irrecuperabili.

La Kirkpatrik arrivò persino a definire Maximiliano Hernandez Martìnez, dittatore di El Salvador,

un eroe, una benedizione per i salvadoregni. Proprio quel Martinez che nel 1932 aveva ucciso

30.000 indigeni nell'arco di una singola settimana. Sembra quasi grottesco che una

delle unità Contras più violente in Nicaragua prendesse il nome di “Task Force Jean Kirkpatrick”.

Ma quello che succedeva in Nicaragua era nei fatti anche lo specchio della Guerra civile

a El Salvador, che si sarebbe protratta per 13 anni. Anche qui, supporto statunitense

a squadroni della morte, anche qui mezzo milione di sfollati e quasi 80.000 vittime. Il ben

noto Dick Cheney arrivò ad definire i risultati statunitensi a El Salvador un successo. In

Guatemala invece gli Stati Uniti si spinsero ancora più in là nel loro tentativo di ripristinare

l'immagine di un'America NON distrutta dalla Guerra in Vietnam, ma ancora capace

di incutere timore. Tra l'81 e l'83, in Guatemala, tra le comunità indigene, si contarono

più di 600 massacri, molti per mano del battaglione Atlacatl, sapientemente addestrato da istruttori

americani. Il supporto ai guerriglieri anti-comunisti di Mano Bianca a questo serviva: a giustificare

le atrocità in nome dell'imperialismo mascherato con il nome di libertà. Nell'arco di tre

anni il paese era diventato un mattatoio, del quale in pochi, in Europa o America, sentivano

parlare. Alla fine Nixon su una cosa aveva avuto ragione: a nessuno fregava niente. El

Salvador, Guatemala e Nicaragua erano stati esperimenti perversi, sbandierati come vetrina

per la democrazia. El Salvador, come denunciato dall'ambasciatore Robert Edward White, era

parte di un progetto inquietante: distruggere l'economia e lo stato salvadoregno e con

esso la vita di 500.000 persone. White si rifiutò di coprire i crimini di Guerra a

El Salvador. L'amministrazione Reagan non gradì e lo licenziò nell'81. L'ex-ambasciatore

aggiunse a quel punto, già che c'era, anche che gli interessi americani a El Salvador

erano tutelati dal partito “ARENA”, L'alleanza repubblicana nazionalista, il partito politico

promotore degli squadroni della morte che, secondo White, sue testuali parole, era modellato

sulle SS nazionalsocialiste. Appena un giorno prima che l'esercito guatemalteco in un piccolo

villaggio chiamato Dos Erres uccidesse più di 160 persone, Reagan incontrò Efraín Ríos

Montt, il presidente del Guatemala e uno dei principali architetti del genocidio. Il presidente

Americano assicurò ai giornalisti che Rìos Montt era uno strenuo difensore della democrazia.

La stessa stampa fu uniformata con delle linee guida da seguire: per il Nicaragua, nelle

testate giornalistiche bisognava etichettare i Sandinisti come il Male, i fantocci dei

Sovietici, gli oppressori dei diritti umani e la causa di tutti i problemi di droga degli

statunitensi. All'opposto, i giornali dovevano sottolineare che i Contras fossero “combattenti

della libertà”, i tipi buoni insomma. In sostanza l'amministrazione Bypassò il National

Security Act del 1947 che proibiva alla CIA di influenzare l'opinione degli americani.

Il National Security Act però non poteva prevedere l'arrivo dell'ambasciatore e

lobbista Otto Reich al soldo della dirigenza Reagan. Un nome una garanzia. Reich aveva

alle spalle un'esperienza trentennale nei servizi di propaganda della CIA, gestendo

dall'interno l'Office of Public Diplomacy, e non ebbe difficoltà a corrompere con grandi

somme di denaro televisioni, think thank, accademici, fondazioni, chiese e giornali

per far sposare loro la sua narrativa (fonte soldi). I risultati di queste operazioni per...

esportare la democrazia… vennero a galla al termine della presidenza Reagan, più precisamente

all'alba dello scandalo Iran Gate, quando si denunciò la vendita illecita di armi che

gli americani facevano con l'Iran – che tra l'altro era pure sotto embargo. I proventi

della guerra servirono a finanziare in parte i Contras in Nicaragua. Con la fine della

Guerra Fredda e gli obiettivi spostati in Medio Oriente negli anni 90, le Guerre civili

hanno cessato di attanagliare questa parte di mondo. Quantomeno cessato su larga scala.

A promuovere la democrazia in Medio Oriente, con il giusto tocco di retorica affabulatrice,

avrebbe pensato una lista di uomini speciali: Elliott Abrams, vice consigliere per la sicurezza

nazionale di Bush Junior; John Negroponte, ex ambasciatore alle Nazioni Unite, inviato

in Iraq e capo dell'intelligence; Paul Wolfowitz, Ex vicesegretario della difesa; Donald Rumsfeld,

l'immancabile ex segretario della difesa; e Robert Kagan, sostenitore dell'egemonia

globale statunitense… e questi solo per menzionarne alcuni. Gli effetti lasciati dall'interventismo

statunitense sui paesi dell'America Latina, e molti di questi – come Messico o Brasile

- non li abbiamo neanche sfiorati per scarsità di tempo, sono tutt'ora presenti in buona

parte: povertà, arretratezza, alti tassi di criminalità e violenze e disordini sociali.

Attenzione, anche qui vale il detto “chi è causa del suo mal pianga se stesso”,

non tutto è causato dagli Stati Uniti, il Venezuela pre Chávez ce lo ricorda – vi

ricordo il video fatto al riguardo. Ma è anche vero che senza la mano imperialista

di Washington, negli ultimi cent'anni avremmo forse potuto vedere con i nostri occhi un'America

Latina meno insanguinata e probabilmente più stabile.

Spero che il video vi sia piaciuto e che abbiate apprezzato il tocco stilistico dell'editing

dato dal buon caro Alberto. Realizzare questo genere di video non è facile, dalla ricerca

al montaggio. Richiede ore e ore di lavoro, si parla di 70-80 ore alla settimana per un

singolo video. I motivi per cui pubblico a cadenza dilatata sono dettati dalla complessità

di queste realizzazioni. Se io e il mio gruppo di collaboratori riusciamo a garantire un

video a settimana infatti è grazie al supporto degli abbonamenti dei mecenati Patreon e Youtube.

Certo, per mancanza di tempo non possiamo dar loro molto in cambio di bonus extra,

ma proprio questo è il vero significato di essere mecenate: l'amore per la cultura

e l'informazione indipendente. Grazie a tutti. Ci sentiamo prossimamente. Per aspera

ad astra.



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Come Stati Uniti e CIA hanno distrutto l'America Latina (2) How the US and the CIA destroyed Latin America (2)

ma anche la miccia che aveva innescato – agli occhi di Washington - la cancrena socialista

in Sud America. Gli Stati Uniti compresero che bisognava tamponare l'eventuale escalation

con maggiori interventi. Fu sotto la Presidenza Johnson che Washington iniziò a organizzare

o patrocinare una lunga serie di colpi di stato: Brasile 1964, Uruguay 1973, Bolivia

1973, Cile 1973, e per finire, Argentina 1976. Così come l'Unione Sovietica aveva fatto

nell'Europa dell'Est e in Asia Centrale con i suoi discorsi anti-capitalisti, allo

stesso modo gli Stati Uniti giustificarono le proprie mani in pasta in ogni dove con

la retorica anti-sovietica. Quando nel 58 la vettura dell'allora vicepresidente Nixon anti-Soviet rhetoric. When in 58 the car of the then vice president Nixon

venne presa a sassate dalla folla in occasione di un tour a Caracas in Venezuela, gli Statunitensi was stoned by the crowd on a tour to Caracas in Venezuela, the Americans

si ricordarono di non essersi fatti una buona nomea. Nixon, stranamente, non mise mai più they remembered that they had not made a good name for themselves. Oddly enough, Nixon never put on again

piede in America Latina, mentre sui giornali dell'epoca svettavano domande quasi meravigliate foot in Latin America, while in the newspapers of the time questions were almost astonished

del tipo “Perché ci odiano”. Diciamo che sedare nel sangue la ribellione Huk nelle like "Why do they hate us". Let's say you quell the Huk rebellion in blood

Filippine, combattere una guerra in Corea, rovesciare il governo in Iran e Guatemala, Philippines, fight a war in Korea, overthrow the government in Iran and Guatemala,

oltre che schierare consiglieri militari nel Vietnam del Sud, non avevano contribuito. other than deploying military advisers in South Vietnam, they had not contributed.

La “Castro-ite”, come diagnosticato dal direttore della CIA Dulles, si stava diffondendo The "Castro-ite", as diagnosed by CIA Director Dulles, was spreading

in tutta l'America del Sud: lo avrebbero dimostrato i disordini scoppiati a Panama throughout South America: the riots that broke out in Panama would prove it

il 9 gennaio 1965 in occasione del Giorno dei Martiri, quando dei soldati americani January 9, 1965 on the occasion of the Martyrs' Day, when American soldiers

vietarono ai panamensi di issare la loro bandiera nazionale. Vent'anni più tardi, Manuel they prohibited Panamanians from flying their national flag. Twenty years later, Manuel

Noriega, il simbolo della corruzione e della violenza dittatoriale panamense e accusato Noriega, the symbol of corruption and Panamanian dictatorial violence and accused

di traffico di droga, sarebbe stato sostenuto in tutto e per tutto dall'amministrazione drug trafficking, would have been fully supported by the administration

Carter. Tornando a Nixon, nel 71, durante una conversazione con il suo consigliere Daniel Carter. Returning to Nixon, in 71, during a conversation with his adviser Daniel

Moynihan, il presidente motivò il supporto ad alcuni dei più controversi regimi dittatoriali Moynihan, the president motivated support for some of the most controversial dictatorial regimes

sudamericani con la seguente frase: “L'America Latina ha avuto 150 anni per provare a stabilizzarsi South Americans with the following sentence: “Latin America has had 150 years to try to stabilize

democraticamente. Ma a differenza dell'Africa, i suoi leader sanno quantomeno mantenere la democratically. But unlike Africa, its leaders know how to at least keep it

stabilità, a modo loro". Quest'affermazione rispecchiava in toto la fallimentare Dottrina stability, in their own way. ”This statement fully reflected the failing Doctrine

Nixon sfoggiata nella fuoriuscita dal Vietnam: in sostanza, rimuovere le dipendenze degli Nixon flaunted in the Vietnam spill: essentially removing the addictions of the

alleati sugli americani e incaricare così le forze di sicurezza dei paesi filo-Statunitensi allies on the Americans and thus entrust the security forces of the pro-US countries

di tenere ordine nei propri confini, senza più un impegno militare diretto americano. to keep order within their borders, without a direct American military commitment.

Quando nel 76, Argentina finì nelle mani di una giunta militare guidata da Jorge Videla, When in 76, Argentina fell into the hands of a military junta led by Jorge Videla,

portando così a compimento il ciclo dei colpi di stato sudamericani, la maggior parte del thus completing the cycle of South American coups, most of the

continente si trovò governata da dittature anticomuniste. Kissinger, che proseguì come continent found itself ruled by anti-communist dictatorships. Kissinger, who went on as

segretario di stato nell'amministrazione Ford dopo le dimissioni di Nixon, diede la sua secretary of state in the Ford administration after Nixon's resignation, he gave his

benedizione al colpo di stato argentino: "Abbiamo seguito da vicino gli eventi in Argentina, blessing to the Argentine coup: "We have closely followed the events in Argentina,

auguriamo il meglio al nuovo governo". Una frase degna di Machiavelli - o meglio, di we wish the new government the best. "A sentence worthy of Machiavelli - or rather, of

Tony Soprano, con la quale Kissinger in sostanza ammetteva tra le righe che, se la Giunta militare Tony Soprano, with whom Kissinger essentially admitted between the lines that, if the military junta

doveva fare certe cose, poteva farle in tutta tranquillità. Eppure guardate che facce: he had to do certain things, he could do them in complete tranquility. Yet look at the faces:

non possiamo che aspettarci nulla di buono da questa giunta militare, no? Soddisfatto we can only expect anything good from this military junta, right? Fulfilled

della direzione politica che l'America Latina stava prendendo, Nixon fu tuttavia colto alla of the political direction Latin America was taking, however, Nixon was grasped at

sprovvista quando alla fine del 1970 si venne a sapere che i cileni avevano eletto presidente unprepared when in the late 1970s it became known that the Chileans had elected president

un filo-marxista: Salvador Allende. [musica calzante] Nixon reagì così: [oooooh!]. In a pro-Marxist: Salvador Allende. [fitting music] Nixon reacted like this: [oooooh!]. In

un monologo di 7 minuti davanti all'ambasciatore americano in Cile, Nixon promise di schiacciare a 7-minute monologue in front of the American ambassador to Chile, Nixon promised to crush

il governo di Allende (fonte monologo). Incaricò la CIA di far tremare l'economia cilena the government of Allende (monologue source). He tasked the CIA with rocking the Chilean economy

e, nei tre anni successivi, Washington spese milioni di dollari per destabilizzare il paese and, over the next three years, Washington spent millions of dollars destabilizing the country

e fomentare il malcontento militare. Alla fine il malcontento si manifestò l'11 settembre and foment military discontent. Eventually the discontent manifested itself on 9/11

1973, con un colpo di stato che portò al potere il regime di Augusto Pinochet, regime 1973, with a coup that brought the regime of Augusto Pinochet to power, regime

durato diciassette anni. Anche di questo signore parleremo. Allende rifiutò sia la soppressione lasted seventeen years. We will also talk about this gentleman. Allende refused both suppression

in stile sovietico delle libertà civili che il dominio economico americano, convinto di Soviet-style civil liberties that American economic domination convinced of

poter guidare il Cile lungo la strada del socialismo pacifico. Il vero timore di Washington to be able to lead Chile along the path of peaceful socialism. The real fear of Washington

non era tanto il pericolo di vedere il Cile trasformarsi in una Seconda Cuba Castrista, it was not so much the danger of seeing Chile transform into a Second Castroist Cuba,

quanto il non diventarlo affatto. Agli occhi di Kissinger, Allende era persino più pericoloso as much as not becoming one at all. In Kissinger's eyes, Allende was even more dangerous

di Castro. Allende era un esempio tangibile del riformismo sociale democratico in America of Castro. Allende was a tangible example of democratic social reformism in America

Latina. Come riportato dal giornalista Seymour Hersh nel libro “La Paura”, gli effetti Latina. As reported by the journalist Seymour Hersh in the book "The Fear", the effects

dell'elezione di Allende si sarebbero facilmente riversati in Europa occidentale, in particolare Allende's election would easily spill over into Western Europe, in particular

in Italia, dove il partito comunista aveva rotto con Mosca e stava cercando di tracciare in Italy, where the Communist Party had broken with Moscow and was trying to plot

una via di mezzo simile a quella di Allende. Tuttavia, nel 74, vuoi per l'imminente disfatta a middle ground similar to that of Allende. However, in 74, you want for the imminent defeat

in Vietnam che per lo Scandalo Watergate, Nixon non riuscì a nascondere sotto la polvere in Vietnam which for the Watergate Scandal, Nixon was unable to hide under the dust

il coinvolgimento Americano in Cile. Allende era soltanto la punta dell'Iceberg: La commissione American involvement in Chile. Allende was just the tip of the Iceberg: The commission

del senato coordinata da Frank Church iniziò una serie di investigazioni sulle attività of the Senate coordinated by Frank Church began a series of investigations into the activities

governative segrete nei paesi del terzo modo. Il risultato fu la pubblicazione di 14 volumi secret government agencies in third-way countries. The result was the publication of 14 volumes

strabordanti fatti che documentavano i legami della CIA alla mafia, i legami con i colpi overwhelming facts that documented the links of the CIA to the mafia, the links with the shots

di stato, gli assassini di capi di stato in Africa e Sud America e lo stoccaggio non autorizzato state, assassinations of heads of state in Africa and South America and unauthorized storage

di sostanze tossiche all'estero. Il tutto in nome della sicurezza nazionale. Trovate of toxic substances abroad. All in the name of national security. Found

i 14 nel link in descrizione (fonte volumi). Sulla CIA e gli aspetti malavitosi parleremo, the 14 in the link in description (source volumes). We will talk about the CIA and the underworld aspects,

oh se ne parleremo. Ma torniamo un attimo in America Centrale, più precisamente nella oh we'll talk about it. But let's go back to Central America for a moment, more precisely in

triade Guatemala, El Salvador, Nicaragua. Nel 1979, il Nicaragua cadde sotto i colpi

del Fronte sandinista, di ispirazione socialista, e il Dipartimento di Stato si preoccupò che

anche El Salvador e il Guatemala sarebbero presto finiti nel baratro. Il Fronte Sandinista

di Daniel Ortega, tolto di mezzo Anasasio Debayle nel 79, si trovò davanti l'opposizione

di Reagan che sarebbe entrato alla Casa Bianca soltanto due anni più tardi. Reagan non trattò

con i guanti l'America Centrale. La sua amministrazione versò in appena un decennio

milioni di dollari (100 milioni soltanto nel 1986) per sostenere le attività dei Contras,

un brutale gruppo controrivoluzionario guidato da residui della vecchia guardia nazionale

dell'ex dittatore Debayle. Obiettivo dei Contras: respingere la rivoluzione sandinista.

Complessivamente, Stati Uniti e alleati in America Centrale durante i due mandati di

Reagan ebbero sulla coscienza più di 300.000 vite, con torture annesse e milioni di profughi

in esilio dalle guerre civili. Il fine giustificava i mezzi. Tutto collimava con la linea politica

dell'amministrazione Reagan, incarnata, stavolta, non più nella figura di Kissinger,

bensì della consigliera neconservatrice Jean Kirkpatrick. Per Kirkpatrick il supporto alle

dittature brutali era cosa normalissima, persino dinnanzi all'uso degli squadroni della morte.

I dittatori permettevano, diceva Kirkpatrik, l'esistenza di società civili autonome. Al

contrario, i regimi totalitari marxisti-leninisti come quello dei sandinisti erano governi irrecuperabili.

La Kirkpatrik arrivò persino a definire Maximiliano Hernandez Martìnez, dittatore di El Salvador,

un eroe, una benedizione per i salvadoregni. Proprio quel Martinez che nel 1932 aveva ucciso

30.000 indigeni nell'arco di una singola settimana. Sembra quasi grottesco che una

delle unità Contras più violente in Nicaragua prendesse il nome di “Task Force Jean Kirkpatrick”.

Ma quello che succedeva in Nicaragua era nei fatti anche lo specchio della Guerra civile

a El Salvador, che si sarebbe protratta per 13 anni. Anche qui, supporto statunitense

a squadroni della morte, anche qui mezzo milione di sfollati e quasi 80.000 vittime. Il ben

noto Dick Cheney arrivò ad definire i risultati statunitensi a El Salvador un successo. In

Guatemala invece gli Stati Uniti si spinsero ancora più in là nel loro tentativo di ripristinare

l'immagine di un'America NON distrutta dalla Guerra in Vietnam, ma ancora capace

di incutere timore. Tra l'81 e l'83, in Guatemala, tra le comunità indigene, si contarono

più di 600 massacri, molti per mano del battaglione Atlacatl, sapientemente addestrato da istruttori

americani. Il supporto ai guerriglieri anti-comunisti di Mano Bianca a questo serviva: a giustificare

le atrocità in nome dell'imperialismo mascherato con il nome di libertà. Nell'arco di tre

anni il paese era diventato un mattatoio, del quale in pochi, in Europa o America, sentivano

parlare. Alla fine Nixon su una cosa aveva avuto ragione: a nessuno fregava niente. El

Salvador, Guatemala e Nicaragua erano stati esperimenti perversi, sbandierati come vetrina

per la democrazia. El Salvador, come denunciato dall'ambasciatore Robert Edward White, era

parte di un progetto inquietante: distruggere l'economia e lo stato salvadoregno e con

esso la vita di 500.000 persone. White si rifiutò di coprire i crimini di Guerra a

El Salvador. L'amministrazione Reagan non gradì e lo licenziò nell'81. L'ex-ambasciatore

aggiunse a quel punto, già che c'era, anche che gli interessi americani a El Salvador

erano tutelati dal partito “ARENA”, L'alleanza repubblicana nazionalista, il partito politico

promotore degli squadroni della morte che, secondo White, sue testuali parole, era modellato

sulle SS nazionalsocialiste. Appena un giorno prima che l'esercito guatemalteco in un piccolo

villaggio chiamato Dos Erres uccidesse più di 160 persone, Reagan incontrò Efraín Ríos

Montt, il presidente del Guatemala e uno dei principali architetti del genocidio. Il presidente

Americano assicurò ai giornalisti che Rìos Montt era uno strenuo difensore della democrazia.

La stessa stampa fu uniformata con delle linee guida da seguire: per il Nicaragua, nelle

testate giornalistiche bisognava etichettare i Sandinisti come il Male, i fantocci dei

Sovietici, gli oppressori dei diritti umani e la causa di tutti i problemi di droga degli

statunitensi. All'opposto, i giornali dovevano sottolineare che i Contras fossero “combattenti

della libertà”, i tipi buoni insomma. In sostanza l'amministrazione Bypassò il National

Security Act del 1947 che proibiva alla CIA di influenzare l'opinione degli americani.

Il National Security Act però non poteva prevedere l'arrivo dell'ambasciatore e

lobbista Otto Reich al soldo della dirigenza Reagan. Un nome una garanzia. Reich aveva

alle spalle un'esperienza trentennale nei servizi di propaganda della CIA, gestendo

dall'interno l'Office of Public Diplomacy, e non ebbe difficoltà a corrompere con grandi

somme di denaro televisioni, think thank, accademici, fondazioni, chiese e giornali

per far sposare loro la sua narrativa (fonte soldi). I risultati di queste operazioni per...

esportare la democrazia… vennero a galla al termine della presidenza Reagan, più precisamente

all'alba dello scandalo Iran Gate, quando si denunciò la vendita illecita di armi che

gli americani facevano con l'Iran – che tra l'altro era pure sotto embargo. I proventi

della guerra servirono a finanziare in parte i Contras in Nicaragua. Con la fine della

Guerra Fredda e gli obiettivi spostati in Medio Oriente negli anni 90, le Guerre civili

hanno cessato di attanagliare questa parte di mondo. Quantomeno cessato su larga scala.

A promuovere la democrazia in Medio Oriente, con il giusto tocco di retorica affabulatrice,

avrebbe pensato una lista di uomini speciali: Elliott Abrams, vice consigliere per la sicurezza

nazionale di Bush Junior; John Negroponte, ex ambasciatore alle Nazioni Unite, inviato

in Iraq e capo dell'intelligence; Paul Wolfowitz, Ex vicesegretario della difesa; Donald Rumsfeld,

l'immancabile ex segretario della difesa; e Robert Kagan, sostenitore dell'egemonia

globale statunitense… e questi solo per menzionarne alcuni. Gli effetti lasciati dall'interventismo

statunitense sui paesi dell'America Latina, e molti di questi – come Messico o Brasile

- non li abbiamo neanche sfiorati per scarsità di tempo, sono tutt'ora presenti in buona

parte: povertà, arretratezza, alti tassi di criminalità e violenze e disordini sociali.

Attenzione, anche qui vale il detto “chi è causa del suo mal pianga se stesso”,

non tutto è causato dagli Stati Uniti, il Venezuela pre Chávez ce lo ricorda – vi

ricordo il video fatto al riguardo. Ma è anche vero che senza la mano imperialista

di Washington, negli ultimi cent'anni avremmo forse potuto vedere con i nostri occhi un'America

Latina meno insanguinata e probabilmente più stabile.

Spero che il video vi sia piaciuto e che abbiate apprezzato il tocco stilistico dell'editing

dato dal buon caro Alberto. Realizzare questo genere di video non è facile, dalla ricerca

al montaggio. Richiede ore e ore di lavoro, si parla di 70-80 ore alla settimana per un

singolo video. I motivi per cui pubblico a cadenza dilatata sono dettati dalla complessità

di queste realizzazioni. Se io e il mio gruppo di collaboratori riusciamo a garantire un

video a settimana infatti è grazie al supporto degli abbonamenti dei mecenati Patreon e Youtube.

Certo, per mancanza di tempo non possiamo dar loro molto in cambio di bonus extra,

ma proprio questo è il vero significato di essere mecenate: l'amore per la cultura

e l'informazione indipendente. Grazie a tutti. Ci sentiamo prossimamente. Per aspera

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