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DJ Italian Imports, Chi sono Graziana e Rocco di@LearnAmo? Qual è il loro SEGRETO?

Chi sono Graziana e Rocco di@LearnAmo? Qual è il loro SEGRETO?

Chi di voi impara l'italiano probabilmente conosce il canale YouTube “Learnamo” di Graziana

e Rocco, uno dei canali più famosi dedicati all'insegnamento della lingua italiana. Qualche

tempo fa ho fatto una chiacchierata con Graziana e Rocco e oggi con un po' di ritardo ve la propongo.

Abbiamo parlato di vari argomenti: dell'insegnare l'italiano online, del loro percorso, di quale

pensano sarà il futuro di queste piattaforme, dunque spero vi piaccia. Buona visione!

D: Ciao a tutti, benvenuti a un nuovo video su Podcast Italiano e questo video è molto speciale

perché sono con Rocco e Graziana di “Learnamo” e prima di tutto benvenuti. Come va? Come state?

R: Bene, bene.

D: Di dove siete e come vi siete conosciuti?

G: Noi siamo entrambi pugliesi, in particolare io

vengo da una città vicino Bari, una piccola città vicino Bari.

R: Io invece vengo da una città più al nord ma sempre in Puglia; infatti,

noi ci siamo conosciuti all'università a Bari.

G: Sì, abbiamo entrambi studiato lingue all'università a Bari.

D: E quindi come vi siete trovati all'università? Insomma,

raccontateci magari un po' il vostro periodo universitario.

G: Non ci siamo trovati male, devo dire, non lo so, personalmente credo

di non aver così tanto imparato le lingue come pensavo, soltanto quello. Cioè magari

quello che ho imparato l'ho imparato più fuori proprio dall'ambito universitario,

che dentro l'ambito universitario. Però in generale ti dà un buon modo di pensare.

R: Diciamo magari non è tanto, possiamo dire, pragmatico, a volte è un po' troppo teorico.

D: Certo.

R: Questa è la nostra impressione. Tu hai studiato anche lingue, no?

D: Sì, sì anche io ho studiato lingue. Prima mediazione linguistica, poi ho fatto lingue

per la comunicazione internazionale. Però insomma è la mia stessa impressione. E quindi poi come avete deciso

di iniziare il vostro progetto? Eravate a Bologna? Era dopo la magistrale o durante la magistrale?

G: Infatti no, era prima. Era a Bari, durante la triennale.

D: Okay.

G: Abbiamo avviato il progetto.

R: Usavamo spesso Youtube per imparare le lingue, per migliorare e quindi ho fatto,

diciamo, ho avuto un'idea. Ho usato quello che se non mi sbaglio alcuni chiamano ingegneria inversa,

tipo ho guardato gli altri, ho capito come facevano guardando e ho applicato più o meno

gli stessi metodi. Poi vabbè li abbiamo un po' personalizzati, ognuno ha il suo stile, le sue

capacità, le sue propensioni, però in generale ci siamo ispirati a quelli prima di noi, no?

G: Esatto.

D: Certo.

G: Perché abbiamo pensato: se noi abbiamo bisogno di questo per le lingue che noi studiamo,

sicuramente anche gli stranieri che imparano l'italiano hanno bisogno di risorse dello stesso

tipo. Abbiamo trasformato in risorsa per altri, quello che già altri prima di noi avevano fatto.

D: Quindi voi non avevate un'esperienza di insegnamento tradizionale o…

R: Avevamo esperienza con le lezioni online con gli studenti stranieri,

però in un'aula tradizionale mai. In un'aula di una scuola o di università non abbiamo mai… ah io,

per il mio dottorato ho fatto qualche lezione di italiano in un'università ma è stato recentemente, ma

quando abbiamo iniziato non avevamo esperienza nel mondo tradizionale dell'istruzione.

G: Sì, nelle classi.

D: Nemmeno io in realtà. Io non ho neanche certificazioni.

A volte mi chiedo se possono servire oppure no.

R: Forse prima si, adesso un po' meno. È come se internet e tutte queste risorse online

abbiano in un certo modo ridotto il valore di quello che erano il mondo tradizionale,

no?

È come se ormai chiunque, in una sorta di democratizzazione dell'istruzione,

chiunque può insegnare, chiunque può apprendere e quindi…

D: Non ci sono barriere all'ingresso, no? Prima se volevi insegnare, se volevi

insegnare in una scuola di lingue dovevi, e devi ancora adesso, avere un titolo per farlo.

G: Si, io penso anche che la gente lo capisca. Se tu sei una persona che dice tante stupidaggini,

in realtà la gente lo capisca, il pubblico, e quindi smette di seguirti.

R: Cioè è come dire, se tu sei il professore e vai in una classe e dici una marea di stronzate,

poi se vuoi censurar la parola stronza, che va beh…

D: No, no la teniamo, la teniamo.

R: Se tu dici una marea di stronzate non ci sarà nessuno lì a mettere in dubbio quello che tu dici,

mentre su internet di solito se tu dicessi tante stronzate qualcuno ti

direbbe: guarda che stai dicendo cose inutili, sono sbagliate. E non avresti,

non riusciresti ad avere successo, teoricamente.

D: Pensandoci penso di aver detto varie stronzate io nel corso degli anni,

però non dici solo stronzate ma anche cose vere, magari.

G: La gente lo apprezza.

D: Non so voi, se vi è capitato ogni tanto di

dire cose non proprio giuste, o se ve l'hanno fatto mai notare.

G: Sicuramente, qualche volta è capitato.

R: Beh io non lo ammetterei. No, scherzo. Sicuramente è capitato sì, sicuramente.

D: Voi avete avuto un grandissimo successo su Youtube, avete non

so quasi 200 mila iscritti mi pare. Qual è la vostra ricetta,

quali sono i vostri segreti. Divulgate al mondo i vostri segreti!

G: Segreti diciamo non ne abbiamo perché abbiamo un po' adattato il nostro stile

in base a quello che pensavamo fosse migliore per il pubblico devo dire.

R: Sì, diciamo che ci sono una serie di elementi che entrano in gioco no? Per

raggiungere numeri interessanti. Bisogna creare tanti contenuti che abbiano un certo valore,

no?

Quella è la chiave, no? È la cosa fondamentale in questi progetti qui

online dove tu sei social media, vuoi crearti un pubblico. Poi qual è il tuo punto di vista,

anche tu ora hai raggiunto 100 mila iscritti ho visto prima.

G: E tu hai una ricetta?

D: Beh non lo so, secondo me chiaramente fare contenuti di qualità. Io forse ho un

approccio diverso dal vostro, nel senso che faccio meno contenuti, voi fate quanti? 2-3

video alla settimana mi sembra, siete piuttosto attivi mentre io ne faccio…

G: Due.

D: Un po' di meno. Si penso la regolarità, comunque, sia la cosa più importante. Tra

dieci anni secondo voi faremo sempre questa cosa, faremo sempre video su Youtube?

G: Probabilmente sì. Secondo me sì o se non sarà Youtube, non so,

forse nascerà una nuova piattaforma o qualcosa del genere ma sì,

l'abbiamo visto negli ultimi due anni un po' con la pandemia, ecc. Tutti si sono spostati

online e quindi, infatti i nostri video sono diventati risorse anche per le scuole.

D: Quindi vi scrivono insegnanti che usano i vostri contenuti?

G: Si, infatti. Addirittura, mi è capitato una ragazza di sedici anni che abita vicino

casa mia a Bari, vicino Bari, che mi ha mandato un video e mi ha detto:

“Ma questa sei tu? La nostra professoressa ci ha dato da studiare questo video durante la lezione”.

D: Però quindi, però per studenti italiani non stranieri.

G: Sì sì, era un video di grammatica; quindi, loro stavano studiando durante la lezione di italiano.

R: Comunque anch'io spesso nei commenti leggo gente

che scrive “ciao dalla 3B (terza B)” oppure tipo…

D: Ah sì?

R: Sì, oppure “like chi sta guardando questo video dalla 2A”, “chi ha avuto

questo video come compito per casa”. È divertente, sì, visto… a te sono più divulgativi, diciamo,

hai un approccio più diverso, un po' più discorsivo nei tuoi video.

D: Si, non so neanche io come descriverli. A volte sono più curiosità, non lo so, spazio molto da un

argomento all'altro dello stesso video. Ho visto che voi siete anche molto presenti su Instagram,

siete su Tiktok, pensate si andrà più magari su piattaforme di questo tipo?

G: Mm, non credo. Secondo me non completamente. Quelle piattaforme sono molto buone per dare,

non so, delle pillole per chi vuole imparare giusto qualcosa di tanto in tanto e dire “ah,

questo non lo sapevo” ecc. però un video di dieci

minuti penso che sia sempre meglio per chi vuole imparare le basi.

R: Sì, in realtà i contenuti molto brevi vanno forte oggi. Tipo leggevo che la gente

vuole imparare in maniera super rapida e quindi contenuti tipo quelli pubblicati su TikTok o su,

per esempio, gli shorts di Youtube vanno molto ora e sì, probabilmente saranno un'alternativa

a quei video lunghi di 15 minuti, di 10 minuti che pubblichiamo ora, no? Quindi

bisognerà creare entrambi i contenuti se vuoi stare al passo con i tempi. Questo penso di sì,

poi non lo so, boh, non lo so come finirà, qua cambia tutto velocemente.

D: Si, infatti, è quello che mi chiedo anche io. Io ho qualche dubbio relativamente,

non so, al valore anche pedagogico di TikTok o Instagram, per le lingue nello specifico.

Magari mi sbaglio, però non so, mi sembra che ci siano così tante distrazioni che…

R: No ma secondo me sei come i professori che criticano

Youtube e i social media per imparare, no?

D: Impossibile.

R: Non accetti l'arrivo delle nuove generazioni che ti spazzeranno via, come spazzeranno via

noi e un giorno criticheremo per invidia, no? È normale. Noi ora siamo i vecchi.

D: Chiaro, chiaro.

G: Non ancora, lo diventeremo.

D: Volevo chiedervi quali sono le vostre principali soddisfazioni o

anche difficoltà che avete avuto in questi anni.

G: Soddisfazione più grande penso quando abbiamo ottenuto il silver button, almeno per me.

R: Sì, quello è figo. Tra un po' arriverà anche a te.

G: Esatto.

Tutti i commenti, comunque, di gente che si complimenta, che ci ringrazia,

i messaggi, quelli fanno sempre piacere.

R: I messaggi sì, ovviamente sì.

G: Sono una soddisfazione.

R: Noi li leggiamo sempre ma è troppo complicato rispondere a tutti,

per noi. Questo è un po' un rammarico.

G: Non sappiamo tu se riesci a stare al passo con tutti i messaggi,

per esempio, le e-mail che ti arrivano.

D: Non molto in realtà.

G: I commenti…

D: Anche se penso di riceverne molti meno di voi

però sono piuttosto scarso in realtà a gestire questo aspetto.

G: È difficile.

R: È molto problematico la gestione del sito web. Perché abbiamo sempre articoli

relazionati con i video che creiamo, quindi, il sito web è abbastanza grande

ora, ha molti contenuti, eserciti, etc. e questo è una fonte di problemi per noi,

perché più delicato in un certo senso. È più facile che nascano problemi.

D: Che si rompa, sì, quello lo so. Volevo ancora farvi qualche domanda invece sulla

vostra terra d'origine, sulla Puglia. C'è qualcosa della Puglia che vi manca,

voi adesso non vivete lì da un po' mi sembra.

G: Sì è vero. Il clima, un po', perché è sicuramente più caldo.

R: Il cibo a volte, non è male qui, adesso siamo a Firenze. È buono il

cibo però ovviamente a volte sai c'è quella cosa che vuoi,

che desideri proprio che qui non la fanno e vorresti fartela spedire ma è troppo.

D: Vi fate mai spedire pacchi da…

R: Qualche volta sì.

G: Qualche volta sì, qualche volta sì, però ci sono sempre quelle cose tipo,

personalmente la focaccia, che è difficile mandare in un pacco ed è difficile trovare altrove.

D: Però vi trovate bene comunque anche fuori, insomma.

G: Sì, alla fine si, è interessante comunque vivere in altre città, vedere altre realtà.

D: Nella vostra esperienza quanto si usa il dialetto dalle vostre parti?

R: Mm, si usa, si usa un bel po' sinceramente, sì.

G: Io anche non lo definirei pugliese perché infatti ce ne sono tantissimi

diversi da città a città, quindi per esempio i nostri dialetti sono diversi.

Qualche parola è completamente diversa e incomprensibile da un dialetto all'altro,

a distanza di 80 km. A Torino c'è un dialetto, si parla ancora?

D: A Torino, per me, la mia esperienza è molto diversa perché a Torino tra i giovani

è praticamente morto il dialetto e questo perché insomma a Torino c'è stato un grande

rimescolamento demografico, c'è stata tantissima immigrazione nel secondo dopoguerra e quindi alla

fine la lingua comune è diventata l'italiano. Poi se parliamo di altre zone del Piemonte,

ci sono zone in cui si usa molto di più, è molto più attivo, però a Torino ecco, un giovane che

parli torinese, o la variante torinese del piemontese, è una cosa molto molto rara.

G: Qualche volta è affascinante scoprire, perché i dialetti sono molto collegati alla storia,

alla cultura, per esempio nel nostro caso i dialetti del sud, a volte mostrano delle somiglianze

al francese, allo spagnolo a causa un po' dell'influenza di questi popoli nel sud.

D: Quest'estate sono stato a Ischia, e vabbè è un posto magari un po' diverso, però mi ha

sorpreso molto che tutti parlano normalmente in napoletano e da noi è una cosa che non esiste.

R: Noi siamo stati a Ischia due anni fa, un'isola molto bella devo dire,

non mi ricordo che parlassero napoletano se devo essere sincero.

G: Ma forse perché è più naturale per noi, non ci hai fatto caso.

R: Ah è vero, forse per noi è così normale qualcuno usi un dialetto nel Sud,

che magari non ci facciamo caso. Però si, ha senso, data la vicinanza a Napoli.

D: Sì io l'ho notato molto, le persone in giro, in spiaggia, tra di loro,

c'era chi usava solo l'italiano, chi faceva un mix e tanti che parlavano napoletano sempre. Forse per

me è anche un po' più difficile capirlo, non so, magari dato che voi parlate dialetti del sud,

c'è più intercomprensione, mentre per me è un po' più difficile.

G: Sì, questo.

D: Non lo so.

G: Chiariamolo perché molti stranieri subito diventano

un po' frustrati quando non capiscono il dialetto, ma in realtà non è colpa loro,

cioè anche per noi è difficile se il dialetto che non è il nostro e non è vicino alla nostra città.

D: A me nessuno parlerebbe mai, cioè se vanno a Napoli non è che mi parlano in napoletano se sanno

che sono del Nord. Se voi andate in Veneto non vi parlano in Veneto, insomma c'è una lingua comune

che è l'italiano e allora magari ci rivedremo sul vostro canale a quanto mi sembra di capire.

R: Sì, faremo un video interessante sulla pronuncia. La pronuncia tra nord e sud,

le differenze più evidenti, più palesi.

D: Iscrivetevi al canale di Graziana e Rocco se non lo conoscete “Learnamo”

ma sicuramente lo conoscete e grazie ancora per il vostro tempo.

G: Grazie a te per l'invito.

D: Alla prossima.

G: Alla prossima.

R: Ciao.

G: Ciao.

Spero vi sia piaciuto il video. Come dicevo, tra poco uscirà un video sulla pronuncia,

differenze regionali di pronuncia sul canale di Graziana e Rocco. E se non li seguite,

seguiteli perché hanno un sacco di materiali per imparare la lingua italiana. A proposito

di materiali per imparare la lingua italiana, avete mai sentito parlare del Podcast Italiano

Club? Mai sentito? È la mia pagina Patreon dove troverete un sacco di materiali esclusivi che

non ci sono da nessun'altra parte che vi aiuteranno ad imparare la lingua italiana

sostenendo allo stesso tempo me e questo progetto. Ogni video ha la trascrizione,

tra l'altro, adesso sono anche interattive, cento episodi di un podcast esclusivo,

analisi di canzoni, video extra mai pubblicati su YouTube, una chat su Telegram per i membri,

dirette esclusive, tantissime altre cose. Andate a dare un'occhiata al

Club. Grazie ai membri per il sostegno. Ci vediamo presto nel prossimo video. Ciao!


Chi sono Graziana e Rocco di@LearnAmo? Qual è il loro SEGRETO?

Chi di voi impara l'italiano probabilmente  conosce il canale YouTube “Learnamo” di Graziana Those of you who learn Italian probably know Graziana's YouTube channel “Learnamo”

e Rocco, uno dei canali più famosi dedicati  all'insegnamento della lingua italiana. Qualche

tempo fa ho fatto una chiacchierata con Graziana e  Rocco e oggi con un po' di ritardo ve la propongo. some time ago I had a chat with Graziana and Rocco and today with a little delay I propose it to you.

Abbiamo parlato di vari argomenti: dell'insegnare  l'italiano online, del loro percorso, di quale We talked about various topics: teaching Italian online, their path, which one

pensano sarà il futuro di queste piattaforme,  dunque spero vi piaccia. they think it will be the future of these platforms, so I hope you like it. Buona visione!

D: Ciao a tutti, benvenuti a un nuovo video su  Podcast Italiano e questo video è molto speciale Q: Hi everyone, welcome to a new video on Italian Podcast and this video is very special

perché sono con Rocco e Graziana di “Learnamo”  e prima di tutto benvenuti. Come va? Come state?

R: Bene, bene.

D: Di dove siete e come vi siete conosciuti? D: Where are you from and how did you meet?

G: Noi siamo entrambi pugliesi, in particolare io

vengo da una città vicino Bari,  una piccola città vicino Bari.

R: Io invece vengo da una città più  al nord ma sempre in Puglia; infatti,

noi ci siamo conosciuti all'università a Bari.

G: Sì, abbiamo entrambi studiato  lingue all'università a Bari.

D: E quindi come vi siete  trovati all'università? Insomma,

raccontateci magari un po' il  vostro periodo universitario.

G: Non ci siamo trovati male, devo  dire, non lo so, personalmente credo

di non aver così tanto imparato le lingue  come pensavo, soltanto quello. of not having learned as much languages as I thought, only that. Cioè magari That is, maybe

quello che ho imparato l'ho imparato più  fuori proprio dall'ambito universitario, what I learned I learned more outside the university environment,

che dentro l'ambito universitario. than within the university environment. Però  in generale ti dà un buon modo di pensare.

R: Diciamo magari non è tanto, possiamo dire,  pragmatico, a volte è un po' troppo teorico. A: Let's say maybe it's not so much, we can say, pragmatic, sometimes it's a bit too theoretical.

D: Certo.

R: Questa è la nostra impressione. Tu hai studiato anche lingue, no? You also studied languages, right?

D: Sì, sì anche io ho studiato lingue. Prima  mediazione linguistica, poi ho fatto lingue First linguistic mediation, then I did languages

per la comunicazione internazionale. Però insomma è la mia  stessa impressione. E quindi poi come avete deciso And then how did you decide

di iniziare il vostro progetto? Eravate a Bologna? Were you in Bologna? Era dopo la magistrale o durante la magistrale? Was it after the master's or during the master's?

G: Infatti no, era prima. Era  a Bari, durante la triennale.

D: Okay.

G: Abbiamo avviato il progetto. G: We started the project.

R: Usavamo spesso Youtube per imparare le  lingue, per migliorare e quindi ho fatto, A: We often used Youtube to learn languages, to improve and so I did,

diciamo, ho avuto un'idea. Ho usato quello che se  non mi sbaglio alcuni chiamano ingegneria inversa, I used what if I'm not mistaken some call reverse engineering,

tipo ho guardato gli altri, ho capito come  facevano guardando e ho applicato più o meno like I looked at the others, I understood how they did looking and I applied more or less

gli stessi metodi. Poi vabbè li abbiamo un po'  personalizzati, ognuno ha il suo stile, le sue Then oh well we have them a bit customized, each one has his own style, his own

capacità, le sue propensioni, però in generale  ci siamo ispirati a quelli prima di noi, no? abilities, his propensities, but in general we were inspired by those before us, right?

G: Esatto.

D: Certo.

G: Perché abbiamo pensato: se noi abbiamo  bisogno di questo per le lingue che noi studiamo, G: Because we thought: if we need this for the languages we study,

sicuramente anche gli stranieri che imparano  l'italiano hanno bisogno di risorse dello stesso

tipo. Abbiamo trasformato in risorsa per altri,  quello che già altri prima di noi avevano fatto. We have transformed what others before us had done into a resource for others.

D: Quindi voi non avevate un'esperienza  di insegnamento tradizionale o… Q: So you didn't have a traditional teaching experience or ...

R: Avevamo esperienza con le lezioni  online con gli studenti stranieri,

però in un'aula tradizionale mai. In un'aula di  una scuola o di università non abbiamo mai… ah io,

per il mio dottorato ho fatto qualche lezione di  italiano in un'università ma è stato recentemente, ma for my doctorate I did some Italian lessons in a university but it was recently, but

quando abbiamo iniziato non avevamo esperienza  nel mondo tradizionale dell'istruzione.

G: Sì, nelle classi.

D: Nemmeno io in realtà. D: Not even me actually. Io  non ho neanche certificazioni.

A volte mi chiedo se possono servire oppure no.

R: Forse prima si, adesso un po' meno. È come  se internet e tutte queste risorse online

abbiano in un certo modo ridotto il valore  di quello che erano il mondo tradizionale, have somewhat reduced the value of what the traditional world used to be,

no?

È come se ormai chiunque, in una sorta  di democratizzazione dell'istruzione, It is as if by now anyone, in a sort of democratization of education,

chiunque può insegnare, chiunque può apprendere e quindi…

D: Non ci sono barriere all'ingresso,  no? Prima se volevi insegnare, se volevi First if you wanted to teach, if you wanted

insegnare in una scuola di lingue dovevi, e  devi ancora adesso, avere un titolo per farlo.

G: Si, io penso anche che la gente lo capisca. Se  tu sei una persona che dice tante stupidaggini, If you are a person who says a lot of nonsense,

in realtà la gente lo capisca, il  pubblico, e quindi smette di seguirti. actually people understand it, the public, and then stop following you.

R: Cioè è come dire, se tu sei il professore e  vai in una classe e dici una marea di stronzate, A: I mean it's like saying, if you are the teacher and you go to a class and you say a lot of bullshit,

poi se vuoi censurar la  parola stronza, che va beh… then if you want to censor the word bitch, that's okay ...

D: No, no la teniamo, la teniamo. D: No, no we keep it, we keep it.

R: Se tu dici una marea di stronzate non ci sarà  nessuno lì a mettere in dubbio quello che tu dici, A: If you say a lot of bullshit there won't be anyone there to question what you say,

mentre su internet di solito se tu  dicessi tante stronzate qualcuno ti

direbbe: guarda che stai dicendo cose  inutili, sono sbagliate. E non avresti,

non riusciresti ad avere successo, teoricamente.

D: Pensandoci penso di aver detto varie  stronzate io nel corso degli anni,

però non dici solo stronzate  ma anche cose vere, magari.

G: La gente lo apprezza.

D: Non so voi, se vi è capitato ogni tanto di

dire cose non proprio giuste,  o se ve l'hanno fatto mai notare.

G: Sicuramente, qualche volta è capitato.

R: Beh io non lo ammetterei. No, scherzo. Sicuramente è capitato sì, sicuramente.

D: Voi avete avuto un grandissimo  successo su Youtube, avete non

so quasi 200 mila iscritti mi  pare. Qual è la vostra ricetta,

quali sono i vostri segreti. Divulgate al mondo i vostri segreti!

G: Segreti diciamo non ne abbiamo perché  abbiamo un po' adattato il nostro stile

in base a quello che pensavamo fosse  migliore per il pubblico devo dire.

R: Sì, diciamo che ci sono una serie di  elementi che entrano in gioco no? Per

raggiungere numeri interessanti. Bisogna creare  tanti contenuti che abbiano un certo valore,

no?

Quella è la chiave, no? È la cosa  fondamentale in questi progetti qui

online dove tu sei social media, vuoi crearti  un pubblico. Poi qual è il tuo punto di vista,

anche tu ora hai raggiunto 100  mila iscritti ho visto prima.

G: E tu hai una ricetta?

D: Beh non lo so, secondo me chiaramente  fare contenuti di qualità. Io forse ho un

approccio diverso dal vostro, nel senso che  faccio meno contenuti, voi fate quanti? 2-3

video alla settimana mi sembra, siete  piuttosto attivi mentre io ne faccio…

G: Due.

D: Un po' di meno. Si penso la regolarità,  comunque, sia la cosa più importante. Tra

dieci anni secondo voi faremo sempre questa  cosa, faremo sempre video su Youtube?

G: Probabilmente sì. Secondo me  sì o se non sarà Youtube, non so,

forse nascerà una nuova piattaforma  o qualcosa del genere ma sì,

l'abbiamo visto negli ultimi due anni un po'  con la pandemia, ecc. Tutti si sono spostati

online e quindi, infatti i nostri video  sono diventati risorse anche per le scuole.

D: Quindi vi scrivono insegnanti  che usano i vostri contenuti?

G: Si, infatti. Addirittura, mi è capitato  una ragazza di sedici anni che abita vicino

casa mia a Bari, vicino Bari, che mi  ha mandato un video e mi ha detto:

“Ma questa sei tu? La nostra professoressa ci ha  dato da studiare questo video durante la lezione”.

D: Però quindi, però per  studenti italiani non stranieri.

G: Sì sì, era un video di grammatica; quindi, loro  stavano studiando durante la lezione di italiano.

R: Comunque anch'io spesso  nei commenti leggo gente

che scrive “ciao dalla 3B (terza B)” oppure tipo…

D: Ah sì?

R: Sì, oppure “like chi sta guardando  questo video dalla 2A”, “chi ha avuto

questo video come compito per casa”. È divertente,  sì, visto… a te sono più divulgativi, diciamo,

hai un approccio più diverso, un  po' più discorsivo nei tuoi video.

D: Si, non so neanche io come descriverli. A volte  sono più curiosità, non lo so, spazio molto da un

argomento all'altro dello stesso video. Ho visto  che voi siete anche molto presenti su Instagram,

siete su Tiktok, pensate si andrà più  magari su piattaforme di questo tipo?

G: Mm, non credo. Secondo me non completamente. Quelle piattaforme sono molto buone per dare,

non so, delle pillole per chi vuole imparare  giusto qualcosa di tanto in tanto e dire “ah,

questo non lo sapevo” ecc. però un video di dieci

minuti penso che sia sempre meglio  per chi vuole imparare le basi.

R: Sì, in realtà i contenuti molto brevi  vanno forte oggi. Tipo leggevo che la gente

vuole imparare in maniera super rapida e quindi  contenuti tipo quelli pubblicati su TikTok o su,

per esempio, gli shorts di Youtube vanno molto  ora e sì, probabilmente saranno un'alternativa

a quei video lunghi di 15 minuti, di 10  minuti che pubblichiamo ora, no? Quindi

bisognerà creare entrambi i contenuti se vuoi  stare al passo con i tempi. Questo penso di sì,

poi non lo so, boh, non lo so come finirà,  qua cambia tutto velocemente.

D: Si, infatti, è quello che mi chiedo anche  io. Io ho qualche dubbio relativamente,

non so, al valore anche pedagogico di TikTok  o Instagram, per le lingue nello specifico.

Magari mi sbaglio, però non so, mi sembra  che ci siano così tante distrazioni che…

R: No ma secondo me sei come  i professori che criticano

Youtube e i social media per imparare, no?

D: Impossibile.

R: Non accetti l'arrivo delle nuove generazioni  che ti spazzeranno via, come spazzeranno via

noi e un giorno criticheremo per invidia,  no? È normale. Noi ora siamo i vecchi.

D: Chiaro, chiaro.

G: Non ancora, lo diventeremo.

D: Volevo chiedervi quali sono le  vostre principali soddisfazioni o

anche difficoltà che avete avuto in questi anni.

G: Soddisfazione più grande penso quando abbiamo  ottenuto il silver button, almeno per me.

R: Sì, quello è figo. Tra  un po' arriverà anche a te.

G: Esatto.

Tutti i commenti, comunque, di  gente che si complimenta, che ci ringrazia,

i messaggi, quelli fanno sempre piacere.

R: I messaggi sì, ovviamente sì.

G: Sono una soddisfazione.

R: Noi li leggiamo sempre ma è  troppo complicato rispondere a tutti,

per noi. Questo è un po' un rammarico.

G: Non sappiamo tu se riesci a  stare al passo con tutti i messaggi,

per esempio, le e-mail che ti arrivano.

D: Non molto in realtà.

G: I commenti…

D: Anche se penso di riceverne molti meno di voi

però sono piuttosto scarso in realtà a gestire questo aspetto.

G: È difficile.

R: È molto problematico la gestione del sito  web. Perché abbiamo sempre articoli

relazionati con i video che creiamo,  quindi, il sito web è abbastanza grande

ora, ha molti contenuti, eserciti, etc. e questo è una fonte di problemi per noi,

perché più delicato in un certo senso. È più facile che nascano problemi.

D: Che si rompa, sì, quello lo so. Volevo  ancora farvi qualche domanda invece sulla

vostra terra d'origine, sulla Puglia. C'è qualcosa della Puglia che vi manca,

voi adesso non vivete lì da un po' mi sembra.

G: Sì è vero. Il clima, un po',  perché è sicuramente più caldo.

R: Il cibo a volte, non è male qui,  adesso siamo a Firenze. È buono il

cibo però ovviamente a volte  sai c'è quella cosa che vuoi,

che desideri proprio che qui non la fanno  e vorresti fartela spedire ma è troppo.

D: Vi fate mai spedire pacchi da…

R: Qualche volta sì.

G: Qualche volta sì, qualche volta sì,  però ci sono sempre quelle cose tipo,

personalmente la focaccia, che è difficile mandare  in un pacco ed è difficile trovare altrove.

D: Però vi trovate bene  comunque anche fuori, insomma.

G: Sì, alla fine si, è interessante comunque  vivere in altre città, vedere altre realtà.

D: Nella vostra esperienza quanto si  usa il dialetto dalle vostre parti?

R: Mm, si usa, si usa un bel po' sinceramente, sì.

G: Io anche non lo definirei pugliese  perché infatti ce ne sono tantissimi

diversi da città a città, quindi per  esempio i nostri dialetti sono diversi.

Qualche parola è completamente diversa e  incomprensibile da un dialetto all'altro,

a distanza di 80 km. A Torino  c'è un dialetto, si parla ancora?

D: A Torino, per me, la mia esperienza è  molto diversa perché a Torino tra i giovani

è praticamente morto il dialetto e questo  perché insomma a Torino c'è stato un grande

rimescolamento demografico, c'è stata tantissima  immigrazione nel secondo dopoguerra e quindi alla

fine la lingua comune è diventata l'italiano. Poi se parliamo di altre zone del Piemonte,

ci sono zone in cui si usa molto di più, è molto  più attivo, però a Torino ecco, un giovane che

parli torinese, o la variante torinese del  piemontese, è una cosa molto molto rara.

G: Qualche volta è affascinante scoprire, perché  i dialetti sono molto collegati alla storia,

alla cultura, per esempio nel nostro caso i  dialetti del sud, a volte mostrano delle  somiglianze

al francese, allo spagnolo a causa un po'  dell'influenza di questi popoli nel sud.

D: Quest'estate sono stato a Ischia, e vabbè  è un posto magari un po' diverso, però mi ha

sorpreso molto che tutti parlano normalmente in  napoletano e da noi è una cosa che non esiste.

R: Noi siamo stati a Ischia due anni  fa, un'isola molto bella devo dire,

non mi ricordo che parlassero  napoletano se devo essere sincero.

G: Ma forse perché è più naturale  per noi, non ci hai fatto caso.

R: Ah è vero, forse per noi è così  normale qualcuno usi un dialetto nel Sud,

che magari non ci facciamo caso. Però  si, ha senso, data la vicinanza a Napoli.

D: Sì io l'ho notato molto, le persone  in giro, in spiaggia, tra di loro,

c'era chi usava solo l'italiano, chi faceva un mix  e tanti che parlavano napoletano sempre. Forse per

me è anche un po' più difficile capirlo, non so,  magari dato che voi parlate dialetti del sud,

c'è più intercomprensione, mentre per me  è un po' più difficile.

G: Sì, questo.

D: Non lo so.

G: Chiariamolo perché molti  stranieri subito diventano

un po' frustrati quando non capiscono il  dialetto, ma in realtà non è colpa loro,

cioè anche per noi è difficile se il dialetto che  non è il nostro e non è vicino alla nostra città.

D: A me nessuno parlerebbe mai, cioè se vanno a  Napoli non è che mi parlano in napoletano se sanno

che sono del Nord. Se voi andate in Veneto non vi  parlano in Veneto, insomma c'è una lingua comune

che è l'italiano e allora magari ci rivedremo  sul vostro canale a quanto mi sembra di capire.

R: Sì, faremo un video interessante sulla  pronuncia. La pronuncia tra nord e sud,

le differenze più evidenti, più palesi.

D: Iscrivetevi al canale di Graziana  e Rocco se non lo conoscete “Learnamo”

ma sicuramente lo conoscete e  grazie ancora per il vostro tempo.

G: Grazie a te per l'invito.

D: Alla prossima.

G: Alla prossima.

R: Ciao.

G: Ciao.

Spero vi sia piaciuto il video. Come dicevo,  tra poco uscirà un video sulla pronuncia,

differenze regionali di pronuncia sul canale  di Graziana e Rocco. E se non li seguite,

seguiteli perché hanno un sacco di materiali  per imparare la lingua italiana. A proposito

di materiali per imparare la lingua italiana,  avete mai sentito parlare del Podcast Italiano

Club? Mai sentito? È la mia pagina Patreon dove  troverete un sacco di materiali esclusivi che

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Club. Grazie ai membri per il sostegno. Ci  vediamo presto nel prossimo video. Ciao!