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Teologia Biblica, Prof.ssa Nuria Calduch-Benages - Pontifica Università Gregoriana - You... (1)

grazie a questa presentazione e grazie

soprattutto dell'invito che questo è

sempre un piacere quando è certamente è

un piacere che qualcuno pensi a te per

un convegno di questa di questa portata

avrà il mio tema vado subito dunque è

ampio e dobbiamo sistemarlo in 45 minuti

e quindi io seguirò seguito fedelmente

dentro le mie possibilità

lo schema che ho lasciato e che trovate

nelle cartelle ho fatto qualche piccolo

cambiamento ma di stile i punti sono gli

stessi

incomincio con una citazione viviamo in

un'ora contrassegnata da molti ostacoli

da diverse contraddizioni recati alla

fede

sì che la fede sembra incapace di

interessare gli uomini e le donne di

oggi che vivono nell'indifferenza

riguardo alla fede cristiana e più in

generale sono indifferenti ad ogni

ricerca di dio non solo

proprio in coloro che si dicono credenti

e cristiani di fatto la fede appare

debole a corto respiro incapace di

manifestare quella forza che cambia la

vita

il modo di pensare sentire e agire

sempre di più noi cristiani siamo letti

come una minoranza in una società

plurale per credenze religiose etiche ed

espressioni spirituali che non fanno

alcun riferimento a dio oa vie

tradizionali anche la trasmissione della

fede è diventata difficile e le nuove

generazioni sembrano incapaci di

ricevere quell'eredità di fede

cultura che per secoli ha contrassegnato

la nostra gente

chiudo la citazione

con queste parole esordisce enzo bianchi

un suo saggio intitolato proprio gesù

educa alla fede che assieme ad altre

letture ha ispirato e guidato la

trattazione del tema che mi è stato

affidato

di fronte alle sfide enunciate nel brano

appena citato la figura di gesù ci

indica la strada da percorrere oltre che

profeta e saggio gesù è stato un maestro

di vita un educatore alla fede un

pedagogo si direbbe oggi la sua passione

educativa e palese in tutte le pagine

del vangelo gesù è pienamente

consapevole che tutte le persone che

incontra uomini e donne vecchi e bambini

sani e infermi giudei o stranieri hanno

un bisogno urgente non solo di salvezza

fisica ma ancora di più di una guida

spirituale di un orientamento interiore

e cito il testo che abbiamo appena

ascoltato matteo 9 36

vedendo le folle ne sentì compassione

perché erano stanche e sfinite come

pecore che non hanno pastore ecco quindi

che incominciamo col primo punto gesù

maestro allo scopo di inquadrare il

nostro tema in questa prima sessione

vogliamo offrire alcuni cenni relativi

al vocabolario neotestamentario così

come i lineamenti essenziali

ritratto di gesù maestro due parole

sulla terminologia perché dobbiamo

partire sempre dal testo ed al testo in

lingua originale che in questo caso è la

lingua greca nei vangeli vengono

attribuiti a gesu più di quaranta titoli

il più popolare è quello di maestro in

greco di da scalo che appare 33 volte e

di queste 33 ricorrenze 8 si trovano in

matteo 12 il marco e 13 in luca perfino

in una situazione di conflitto come la

crisi sul lago i discepoli si rivolgono

a gesù chiamandolo maestro

ecco maestro di da scaletta non ti

importa che noi moriamo non soltanto i

discepoli lo chiamano maestro ma anche

gesù utilizza il termine di da scalo in

riferimento a se stesso

bastano due esempi in matteo 26 18

gesù dice ai discepoli andate in città

da un tale ed i teli il maestro ti manda

a dire il mio tempo è vicino farò la

pasqua da te con i miei discepoli in

giovanni 13 13 14 sentiamo voi mi

chiamate maestro e signore e ditte bene

perché lo sono

se dunque io che sono il signore e il

maestro vi ho lavato i piedi anche voi

dovete lavare i piedi gli uni gli altri

ap tasca lost bisogna aggiungere ep

state un sostantivo che viene dal verbo

e pista teo che vuol dire stare in prima

linea dirigere governare

presiedere e che noi traduciamo anche

con il termine maestro questo termine

ricorre soltanto nel vangelo di luca è

sempre sulle labbra dei discepoli a

eccezione di un caso 17 13 dove è messo

sulla bocca dei dieci lebbrosi e pistate

a testa l'autorità di gesù presso i suoi

discepoli e la sua diretta

responsabilità nei loro confronti

in questo ep state differenzia da dida

scalo che designa l'attivita di gesù

come maestro possiamo dire in un senso

più generale gesù riceve anche il titolo

onorifico di rabbi in ebraico

questa parola significa mio grande mio

illustre equivalente a maestro

specialmente nel vangelo di giovanni

faccio alcuni esempi in giovanni 1 28

utilizzano i due discepoli del battista

in 1 49 natanaele in 32 nicodemo in

molti altri passi i discepoli in 20 16

maria maddalena in questo ultimo testo

in realtà viene utilizzato voi

ricorderete rabboni che una forma

aramaica molto più enfatica è la stessa

che i ricevo li del battista utilizzano

per rivolgersi a gesù in giovanni 3 26 e

infine merita una menzione la scena

della trasfigurazione raccontata dai

sinottici secondo matteo pietro si

rivolge a gesù chiamandolo kyrios

secondo marco l'apostolo che utilizza

arabi e secondo luca invece ep state i

tre

sostantivi che noi abbiamo visto gli

evangelisti utilizzano tre termini

diversi per sottolineare l'autorevolezza

di gesù maestro tratti essenziali anche

se il nostro scopo non è di abbozzare un

ritratto di gesù maestro lo studio dei

testi sopra accennati insieme ad altri

brani evangelici fa emergere alcuni

tratti essenziali del maestro per

eccellenza della comunità cristiana del

nostro pedagogo come lo chiama clemente

alessandrino

in primo luogo gesù è un vero rabbi egli

si comporta come gli altri maestri di

israele cioè parla in pubblico è

circondato di discepoli e utilizza una

strategia didattica

tuttavia a differenza di essi gesù

sceglie i propri discepoli

leggo per esempio il testo di giovanni

15 16 non siete state voi a scegliere me

ma io ho scelto poi in secondo luogo

gesù è un maestro autorevole a

un'autorità morale che gli viene dalla

sua coerenza di vita ed alla sua

obbedienza al volere di dio

l'evangelista marco afferma che è

entrato nella sinagoga di cafarnao gesù

insegnava loro come uno che ha autorità

non come gli scrive è un maestro

commenta il cardinal gianfranco ravasi

che si erge

non col potere dell'autorità ma con

l'autorità dell'autorevolezza in terzo

luogo gesù è un maestro trascendente in

quanto la fonte del suo insegnamento e

trascendente in altre parole possiamo

dire che l'insegnamento di gesù è frutto

dalla sua intima comunione col padre dal

quale riceve la sapienza l'ispirazione e

ogni altro dono matteo 11 23 ogni cosa

mi è stata data in mano dal padre mio e

nessuno conosce il figlio se non il

padre e nessuno conosce il padre se non

il figlio è colui al quale il figlio

voglia rivelarlo aggiungiamo altri due

testi emblematici al riguardo tratti dal

vangelo di giovanni giovanni 8 28 quando

avrete iniziati innalzato il figlio

dell'uomo

allora saprete che io sono e non faccio

nulla da me stesso ma come mi ha

insegnato il padre così io parlo

secondo testo giovanni 15 15

io non vi chiamo più servi perché il

servo non sa quello che fa il suo

signore ma vi ho chiamati amici perché

vi ho fatto conoscere tutte le cose che

ho udito e dal padre mio

ecco con questi tratti maris facciamo un

passo in avanti e vediamo non gesù

siamo semplicemente come maestro o come

educatori ma gesù specificamente come

educatori

alla fede che quello che a noi interessa

nella sfida educativa di gesù la

priorità è riservata alla fede

lo confermano sia i sinottici che il

quarto vangelo in matteo marco e luca

la fede è collocata al centro della

relazione tra gesù ai suoi discepoli

da un lato e dei miracoli dall'altro

come afferma il biblista antonio pitta

in evidente contrasto con l'incredulità

dei discepoli i sinottici pongono in

risalto la fede nei malati e in coloro

che li accompagnano

basti ricordare la formula la tua fede

ti ha salvato che spesso funge la

conclusione nei racconti di guarigione

coloro che calano il paralitico dal

tetto il cieco di gerico l'emorroissa

tutti si salvano grazie alla loro fede

nel quarto vangelo la fede meglio ancora

io direi il credere e piste in greco

occupa ugualmente un posto centrale con

l'uso frequente del verbo credere in sé

dei suoi sinonimi venire a cogliere

vedere

l'evangelista vuole enfatizzare la

dimensione dinamica della fede per lui

la fede non è una virtù statica ma un

operare dinamico che coinvolge la vita

del credente in tutti i suoi aspetti

le espressioni credere in gesù credere

nel nome di gesù credere nel padre tutte

caratteristiche del quarto vangelo

mostrano che la dinamica della fede non

e generi ma personale nel quarto vangelo

commenta il compianto padre giovanni che

ci ha lasciato da poco stato mio

professore li al biblico

secondo lui

vuol dire stabilire un rapporto

interpersonale un contatto di fiducia di

accettazione di amore verso la persona

nella quale si crede a questo punto

possiamo domandarci come educa gesù alla

fede o alle strategie pedagogiche

utilizza che tipo di insegnamento di

atteggiamento assume quale comportamento

adotta con i destinatari del suo

insegnamento

qual è il fulcro del suo messaggio

tenteremo di rispondere a queste domande

in maniera trasversale presentando la

figura di gesù educatore e incomincio

con questi tratti che avete anche sullo

schema gesù uomo credibile e ho aggiunto

e affidabile che cosa è la credibilità

chi è credibile secondo i dizionari la

credibilità e la capacità di essere

creduto e credibile significa che può

essere creduto che è accettabile come

vero una persona credibile dunque una

persona degna di fede degna di fiducia

una persona affidabile

il problema della credibilità è

indubbiamente molto attuale nella nostra

società tutti vogliono essere credibili

ma alla credibilità proiettata non

corrisponde sempre una altrettanta

credibilità percepita e questo perché la

credibilità così lo spiega il sociologo

guido gili non è e non è solo una

caratteristica personale è qualcosa che

viene riconosciuto dagli altri anche se

evidentemente non può prescindere dalle

qualità personali

che ne costituiscono il fondamento la

credibilità e una relazione e un

rapporto nel caso di gesù la sua

credibilità è fuori dubbio sia per

quanto riguarda la sua persona i suoi

interlocutori

da un lato la sua credibilità viene

dall'alto nasce dalla sua intima unione

col padre cioè dalla sua condizione

divina ricordiamo io il padre siamo una

stessa cosa o nel prologo di giovanni

gesù è descritto come il figlio

unigenito che viene dal padre pieno di

grazia e di verità che vuol dire questo

pieno di grazia e di verità

l'espressione greca pienezza di grazia e

di verità

vuol dire che in gesù si concentra e si

concretizza oggettivamente tutta la

benevolenza divina e che lui si trova

tutta la rivelazione del padre

dall'altro lato la credibilità di gesù

scaturisce dalla sua personalità

unitaria e coerente compassionevole e

attenta ai bisogni altrui in lui non

c'era divario tra insegnamento e vita

tra parole e azioni tra sentimenti e

gesti tra quello che pensava e diceva è

quello che viveva e operava la sua

integrità era tale che suscitava

attrazione e ammirazione

un esempio paradigmatico si trova nel

discorso della montagna

quando gesù è determinato questi

discorsi le folle erano stupite dal suo

insegnamento

egli infatti insegnava loro come uno che

ha autorità e ksu sia la parola greca

molto forte e non come loro scrivi

un altro tratto caratteristico della

personalità di gesù e il suo amore per

la verità ben riassunto dalla sua

raccomandazione sia il vostro parlare sì

sì no no

il di più viene dal maligno o anche i

suoi interlocutori dicono maestro

sappiamo che sei veritiero e che non

cerchi il favore di nessuno perché non

guardi l'aspetto esteriore delle persone

ma insegni la via di dio

secondo verità in marco 12 14 concludo

questo primo questo primo punto questo

primo flash con il commento di giuseppe

tanzella è tratto da un suo saggio molto

stimolante sulla psicologia di gesù che

io vi raccomando e poi lo troverete

quando sarà pubblicato molto molto

interessante dice così di fatto tutto

ciò che si potrebbe ragionevolmente



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grazie a questa presentazione e grazie

soprattutto dell'invito che questo è

sempre un piacere quando è certamente è

un piacere che qualcuno pensi a te per

un convegno di questa di questa portata

avrà il mio tema vado subito dunque è

ampio e dobbiamo sistemarlo in 45 minuti

e quindi io seguirò seguito fedelmente

dentro le mie possibilità

lo schema che ho lasciato e che trovate

nelle cartelle ho fatto qualche piccolo

cambiamento ma di stile i punti sono gli

stessi

incomincio con una citazione viviamo in

un'ora contrassegnata da molti ostacoli

da diverse contraddizioni recati alla

fede

sì che la fede sembra incapace di

interessare gli uomini e le donne di

oggi che vivono nell'indifferenza

riguardo alla fede cristiana e più in

generale sono indifferenti ad ogni

ricerca di dio non solo

proprio in coloro che si dicono credenti

e cristiani di fatto la fede appare

debole a corto respiro incapace di

manifestare quella forza che cambia la

vita

il modo di pensare sentire e agire

sempre di più noi cristiani siamo letti

come una minoranza in una società

plurale per credenze religiose etiche ed

espressioni spirituali che non fanno

alcun riferimento a dio oa vie

tradizionali anche la trasmissione della

fede è diventata difficile e le nuove

generazioni sembrano incapaci di

ricevere quell'eredità di fede

cultura che per secoli ha contrassegnato

la nostra gente

chiudo la citazione

con queste parole esordisce enzo bianchi

un suo saggio intitolato proprio gesù

educa alla fede che assieme ad altre

letture ha ispirato e guidato la

trattazione del tema che mi è stato

affidato

di fronte alle sfide enunciate nel brano

appena citato la figura di gesù ci

indica la strada da percorrere oltre che

profeta e saggio gesù è stato un maestro

di vita un educatore alla fede un

pedagogo si direbbe oggi la sua passione

educativa e palese in tutte le pagine

del vangelo gesù è pienamente

consapevole che tutte le persone che

incontra uomini e donne vecchi e bambini

sani e infermi giudei o stranieri hanno

un bisogno urgente non solo di salvezza

fisica ma ancora di più di una guida

spirituale di un orientamento interiore

e cito il testo che abbiamo appena

ascoltato matteo 9 36

vedendo le folle ne sentì compassione

perché erano stanche e sfinite come

pecore che non hanno pastore ecco quindi

che incominciamo col primo punto gesù

maestro allo scopo di inquadrare il

nostro tema in questa prima sessione

vogliamo offrire alcuni cenni relativi

al vocabolario neotestamentario così

come i lineamenti essenziali

ritratto di gesù maestro due parole

sulla terminologia perché dobbiamo

partire sempre dal testo ed al testo in

lingua originale che in questo caso è la

lingua greca nei vangeli vengono

attribuiti a gesu più di quaranta titoli

il più popolare è quello di maestro in

greco di da scalo che appare 33 volte e

di queste 33 ricorrenze 8 si trovano in

matteo 12 il marco e 13 in luca perfino

in una situazione di conflitto come la

crisi sul lago i discepoli si rivolgono

a gesù chiamandolo maestro

ecco maestro di da scaletta non ti

importa che noi moriamo non soltanto i

discepoli lo chiamano maestro ma anche

gesù utilizza il termine di da scalo in

riferimento a se stesso

bastano due esempi in matteo 26 18

gesù dice ai discepoli andate in città

da un tale ed i teli il maestro ti manda

a dire il mio tempo è vicino farò la

pasqua da te con i miei discepoli in

giovanni 13 13 14 sentiamo voi mi

chiamate maestro e signore e ditte bene

perché lo sono

se dunque io che sono il signore e il

maestro vi ho lavato i piedi anche voi

dovete lavare i piedi gli uni gli altri

ap tasca lost bisogna aggiungere ep

state un sostantivo che viene dal verbo

e pista teo che vuol dire stare in prima

linea dirigere governare

presiedere e che noi traduciamo anche

con il termine maestro questo termine

ricorre soltanto nel vangelo di luca è

sempre sulle labbra dei discepoli a

eccezione di un caso 17 13 dove è messo

sulla bocca dei dieci lebbrosi e pistate

a testa l'autorità di gesù presso i suoi

discepoli e la sua diretta

responsabilità nei loro confronti

in questo ep state differenzia da dida

scalo che designa l'attivita di gesù

come maestro possiamo dire in un senso

più generale gesù riceve anche il titolo

onorifico di rabbi in ebraico

questa parola significa mio grande mio

illustre equivalente a maestro

specialmente nel vangelo di giovanni

faccio alcuni esempi in giovanni 1 28

utilizzano i due discepoli del battista

in 1 49 natanaele in 32 nicodemo in

molti altri passi i discepoli in 20 16

maria maddalena in questo ultimo testo

in realtà viene utilizzato voi

ricorderete rabboni che una forma

aramaica molto più enfatica è la stessa

che i ricevo li del battista utilizzano

per rivolgersi a gesù in giovanni 3 26 e

infine merita una menzione la scena

della trasfigurazione raccontata dai

sinottici secondo matteo pietro si

rivolge a gesù chiamandolo kyrios

secondo marco l'apostolo che utilizza

arabi e secondo luca invece ep state i

tre

sostantivi che noi abbiamo visto gli

evangelisti utilizzano tre termini

diversi per sottolineare l'autorevolezza

di gesù maestro tratti essenziali anche

se il nostro scopo non è di abbozzare un

ritratto di gesù maestro lo studio dei

testi sopra accennati insieme ad altri

brani evangelici fa emergere alcuni

tratti essenziali del maestro per

eccellenza della comunità cristiana del

nostro pedagogo come lo chiama clemente

alessandrino

in primo luogo gesù è un vero rabbi egli

si comporta come gli altri maestri di

israele cioè parla in pubblico è

circondato di discepoli e utilizza una

strategia didattica

tuttavia a differenza di essi gesù

sceglie i propri discepoli

leggo per esempio il testo di giovanni

15 16 non siete state voi a scegliere me

ma io ho scelto poi in secondo luogo

gesù è un maestro autorevole a

un'autorità morale che gli viene dalla

sua coerenza di vita ed alla sua

obbedienza al volere di dio

l'evangelista marco afferma che è

entrato nella sinagoga di cafarnao gesù

insegnava loro come uno che ha autorità

non come gli scrive è un maestro

commenta il cardinal gianfranco ravasi

che si erge

non col potere dell'autorità ma con

l'autorità dell'autorevolezza in terzo

luogo gesù è un maestro trascendente in

quanto la fonte del suo insegnamento e

trascendente in altre parole possiamo

dire che l'insegnamento di gesù è frutto

dalla sua intima comunione col padre dal

quale riceve la sapienza l'ispirazione e

ogni altro dono matteo 11 23 ogni cosa

mi è stata data in mano dal padre mio e

nessuno conosce il figlio se non il

padre e nessuno conosce il padre se non

il figlio è colui al quale il figlio

voglia rivelarlo aggiungiamo altri due

testi emblematici al riguardo tratti dal

vangelo di giovanni giovanni 8 28 quando

avrete iniziati innalzato il figlio

dell'uomo

allora saprete che io sono e non faccio

nulla da me stesso ma come mi ha

insegnato il padre così io parlo

secondo testo giovanni 15 15

io non vi chiamo più servi perché il

servo non sa quello che fa il suo

signore ma vi ho chiamati amici perché

vi ho fatto conoscere tutte le cose che

ho udito e dal padre mio

ecco con questi tratti maris facciamo un

passo in avanti e vediamo non gesù

siamo semplicemente come maestro o come

educatori ma gesù specificamente come

educatori

alla fede che quello che a noi interessa

nella sfida educativa di gesù la

priorità è riservata alla fede

lo confermano sia i sinottici che il

quarto vangelo in matteo marco e luca

la fede è collocata al centro della

relazione tra gesù ai suoi discepoli

da un lato e dei miracoli dall'altro

come afferma il biblista antonio pitta

in evidente contrasto con l'incredulità

dei discepoli i sinottici pongono in

risalto la fede nei malati e in coloro

che li accompagnano

basti ricordare la formula la tua fede

ti ha salvato che spesso funge la

conclusione nei racconti di guarigione

coloro che calano il paralitico dal

tetto il cieco di gerico l'emorroissa

tutti si salvano grazie alla loro fede

nel quarto vangelo la fede meglio ancora

io direi il credere e piste in greco

occupa ugualmente un posto centrale con

l'uso frequente del verbo credere in sé

dei suoi sinonimi venire a cogliere

vedere

l'evangelista vuole enfatizzare la

dimensione dinamica della fede per lui

la fede non è una virtù statica ma un

operare dinamico che coinvolge la vita

del credente in tutti i suoi aspetti

le espressioni credere in gesù credere

nel nome di gesù credere nel padre tutte

caratteristiche del quarto vangelo

mostrano che la dinamica della fede non

e generi ma personale nel quarto vangelo

commenta il compianto padre giovanni che

ci ha lasciato da poco stato mio

professore li al biblico

secondo lui

vuol dire stabilire un rapporto

interpersonale un contatto di fiducia di

accettazione di amore verso la persona

nella quale si crede a questo punto

possiamo domandarci come educa gesù alla

fede o alle strategie pedagogiche

utilizza che tipo di insegnamento di

atteggiamento assume quale comportamento

adotta con i destinatari del suo

insegnamento

qual è il fulcro del suo messaggio

tenteremo di rispondere a queste domande

in maniera trasversale presentando la

figura di gesù educatore e incomincio

con questi tratti che avete anche sullo

schema gesù uomo credibile e ho aggiunto

e affidabile che cosa è la credibilità

chi è credibile secondo i dizionari la

credibilità e la capacità di essere

creduto e credibile significa che può

essere creduto che è accettabile come

vero una persona credibile dunque una

persona degna di fede degna di fiducia

una persona affidabile

il problema della credibilità è

indubbiamente molto attuale nella nostra

società tutti vogliono essere credibili

ma alla credibilità proiettata non

corrisponde sempre una altrettanta

credibilità percepita e questo perché la

credibilità così lo spiega il sociologo

guido gili non è e non è solo una

caratteristica personale è qualcosa che

viene riconosciuto dagli altri anche se

evidentemente non può prescindere dalle

qualità personali

che ne costituiscono il fondamento la

credibilità e una relazione e un

rapporto nel caso di gesù la sua

credibilità è fuori dubbio sia per

quanto riguarda la sua persona i suoi

interlocutori

da un lato la sua credibilità viene

dall'alto nasce dalla sua intima unione

col padre cioè dalla sua condizione

divina ricordiamo io il padre siamo una

stessa cosa o nel prologo di giovanni

gesù è descritto come il figlio

unigenito che viene dal padre pieno di

grazia e di verità che vuol dire questo

pieno di grazia e di verità

l'espressione greca pienezza di grazia e

di verità

vuol dire che in gesù si concentra e si

concretizza oggettivamente tutta la

benevolenza divina e che lui si trova

tutta la rivelazione del padre

dall'altro lato la credibilità di gesù

scaturisce dalla sua personalità

unitaria e coerente compassionevole e

attenta ai bisogni altrui in lui non

c'era divario tra insegnamento e vita

tra parole e azioni tra sentimenti e

gesti tra quello che pensava e diceva è

quello che viveva e operava la sua

integrità era tale che suscitava

attrazione e ammirazione

un esempio paradigmatico si trova nel

discorso della montagna

quando gesù è determinato questi

discorsi le folle erano stupite dal suo

insegnamento

egli infatti insegnava loro come uno che

ha autorità e ksu sia la parola greca

molto forte e non come loro scrivi

un altro tratto caratteristico della

personalità di gesù e il suo amore per

la verità ben riassunto dalla sua

raccomandazione sia il vostro parlare sì

sì no no

il di più viene dal maligno o anche i

suoi interlocutori dicono maestro

sappiamo che sei veritiero e che non

cerchi il favore di nessuno perché non

guardi l'aspetto esteriore delle persone

ma insegni la via di dio

secondo verità in marco 12 14 concludo

questo primo questo primo punto questo

primo flash con il commento di giuseppe

tanzella è tratto da un suo saggio molto

stimolante sulla psicologia di gesù che

io vi raccomando e poi lo troverete

quando sarà pubblicato molto molto

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