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Conversazioni fra Sabina e Michele, Tutor in partenza!

Michele: Ciao Sabina.

Sabina: Ciao Michele, come stai?

M. Bene, e tu?

S. Bene dai, non c’è male. Oggi ha nevicato da te?

M. Sì un bel po', però ha smesso presto per fortuna.

S. Anche da noi ha nevicato, però per fortuna è uscito anche il sole ed ha già sciolto tutto, le strade sono belle libere, e questa è la cosa che mi piace di più.

M. Sì, eheh. Per fortuna non è venuta come in Romagna o nelle Marche, dove ci sono dei paesi proprio bloccati.

S. Ah, sì poveretti, è una bella difficoltà avere la neve così alta, eh…

M. Sì.

S. Hai visto il telegiornale in questi giorni, ci sono veramente situazioni disastrose, situazioni di pericolo di vita, quel signore che era in dialisi e non riusciva a venir fuori da casa, l’hai visto?

M. No, perché in questi giorni cerco di evitare i telegiornali, perché non mi piace il modo in cui sfruttano queste situazioni per fare servizi su servizi, poi “speciali” di due ore, mi sembra di giocare un po'          con le disgrazie di chi c’è dentro e aumentare il pessimismo di chi vede queste cose insomma, è come quando c’è un omicidio che vanno avanti per mesi a parlarne, non è qualcosa di costruttivo per gli spettatori e neanche di così informativo.

S. Ti devo dare ragione da questo punto di vista, sono con te, condivido questo pensiero, dovrebbero dare la notizia…

M. E basta!

S. … non starci su mesi e mesi. Oggi di cosa hai pensato di parlare in questa conversazione?

M. Oggi parleremo dei nostri viaggi imminenti…

S. Wow!

M. … che ci terranno lontani da LingQ e da e dalle nostre conversazioni per qualche settimana. Cominci tu, vero?

S. Va bene, comincio io! Infatti dobbiamo assentarci da casa per qualche settimana. io devo andare via all’estero per lavoro, e starò via una decina di giorni e in questi dieci giorni ci saranno un po' di vacanze per me, finalmente, qualche giorno di lavoro, comunque son felicissima perché il tutto mi porta in India.

M. Però!

S. Eh già, una bella meta questa volta.

M. E dove in India?

S. Nella parte alta, nella parte nord dell’India, ed esattamente vedremo: Jodhpur, che è chiamata la città azzurra,soprannominata così perché c’è una prevalenza di colore azzurro, di colore braminico nella parte…., nella più parte delle case.

M. Uhm.

S. E che spicca molto vistosa dall’alto del forte Merengarh.

M. Queste cose le stai leggendo or ora o le hai imparate…

S. Le ho imparate un po' per volta, ma cosa vuoi, non me le ricordo tutte, e ci sono tanti di quei nomi difficili che…

M. Sì.

S. A volte si fa fatica anche a ricordarli.

M. Sì, sì certo. E poi dove vai?

S. Poi andremo a Jaisalmer si chiama, è un’altra città con un centro storico dentro alle mura, molto bello mi hanno detto, ma… ti dico, mi hanno solo raccontato le persone che ci sono già state. Per me è la prima volta che vado in India per cui sto vivendo questa esperienza, per il momento attraverso i racconti delle altre persone che ci sono già state e attraverso quello che ho cercato nei siti in rete delle città dove passeremo.

M. Ah, ah, interessante.

S. Poi passeremo a Jaipur, con il Forte Khimsar,

M. Ah,

S. Che è anche detta, la città rossa, perché…

M. Perché è piena di comunisti, come Bologna.

S. Ma noooo, uffa, Prof! ma non è così la storia!

M. Credevo…

S. No, è la città rossa perché fu colorata interamente nel diciottesimo secolo, in omaggio al Principe Alberto di Inghilterra che fu ospite di questa città.

M. E perché rossa?

S. E che ne so, forse gli piaceva il colore, a me l’hanno raccontata così e così te la racconto!

M. Va bene!

S. Non lo so perché, come faccio a sapere di una cosa che non ho ancora visto?

M. Va bene, non preoccuparti.

S. Ecco, e poi andremo a Jaipur e Fort Amber, che anche questo è un Forte, m’hanno raccontato, costruito in una montagna.. boh, una montagna, come posso farti capire, è proprio una roccaforte,

M. Aha, sì.

S. Per cui, ci sono degli strapiombi, oltre le mura ci sono degli strapiombi, hanno detto, molto profondi, proprio per potersi difendere dalle invasioni che c’erano all’epoca.

M. uhm,uhm,

S. E poi andremo ad Agra, dove vedremo il mausoleo costruito dal principe per la moglie, morta di parto, e che poi negli anni è diventato simbolo dell’amore eterno.

M. Aha.

S. E si chiama Taj Mahal.

M. Sì, famosissimo.

S. È famosissimo, io credo che chi pensa ad Agra e all’India, la prima cosa che trova è proprio quel palazzo lì.

M. Sì, ma anche pensa all’India e basta!

S. Ahh ahh, è vero hai ragione.

M. Forse è l’unico monumento dell’India che si conosce qui da noi.

S. Sì, infatti è talmente famoso, comunque è anche molto bello, molto particolare fatto di marmo bianco, io credo.

M. Mhm.

S. Ecco, e poi dopo Agra andremo a Nuova Delhi e da lì avremo tempo di visitare un po' la città ma che comunque mi hanno detto che è una grande città come possono essere queste nostre occidentali.

M. Sì, io pensavo molto più grande.

S. Sarà anche molto più grande, questo te lo so dire quando ritorno, la prossima volta che facciamo un’altra conversazione, allora ti racconto quanto grande era Delhi, va bene?

M. Va bene.

S. E poi al ritorno ci fermeremo anche a Istanbul, così anche lì avremo una mezza giornata per dare una sbirciatina al centro di Istanbul.

M. Aha.

S. Ecco, e poi torneremo a casa e saranno finiti i lavori e anche le vacanze.

M. Aha, beh, interessante.

S. Spero che sia interessante!

M. E di tutto questo il lavoro dove sarà?

S. Il lavoro sarà a Jodhpur, che rimaniamo tre giorni, e lì dobbiamo contattare dei nostri fornitori, che ci procurano delle stoffe, dei cuscini, delle cosine così, delle coperte un po' particolari che riusciamo trovare lì.

M. Capito.

S. A costi, effettivamente un po' più modici di quello che si trovano qua in Italia.

M. Per forza.

S. Ecco… e quindi, saranno tre giorni di lavoro, di visita a fornitori, di affari alla grande, speriamo che vadano bene…

M. Sì.

S. … mentre poi, gli altri sette giorni, fra trasferimenti e passaggi vari, saranno di vacanza.

M. Non male!

S. Direi proprio di no, infatti. Sono… sono contenta di partire, sono entusiasta. Poi, porto con me anche mia figlia, per cui…

M. Ah!

S. … lei è già sull’albero, da tre giorni è sull’albero…

M. Aha.

S. … non capisce più niente…

M. Immagino!

S. … ed è tutta entusiasta. Sai com’è?, diciassette anni!

M. Io alla sua età ho fatto il mio primo viaggio da solo, in Inghilterra, con un gruppo di studenti italiani quasi tutti più piccoli di me. Non ho imparato niente di inglese, non ho fatto amicizia quasi con nessuno, però i miei genitori erano tranquilli! Quindi, vedi la differenza…

S. E quello è la cosa più importante: che i genitori siano tranquilli!

M. Come no? !

S. È vero. Io, invece, il mio primo viaggio da sola l’ho fatto a ventun anni e sono andata anch’io a Londra, ma con mio fratello… e ne abbiamo fatte di cotte e di crude!

M. E io, invece, a fine mese, tornerò a Londra dopo quella volta che ti ho appena raccontato, perché quella volta non dovevamo stare a Londra (perché questo corso di inglese era in una casa in un villaggio sperduto dello Yorkshire), quindi siamo stati a Londra due giorni invece dei tre previsti (perché il terzo giorno siamo partiti per questo paesino) e mi ricordo solo che abbiamo visto, o meglio intravisto, il cambio della guardia a Buckingham Palace, e poi non so dirti altre cose che abbiamo visto, che non fossero Mc Donald’s e negozi.

S. Addirittura!

M. Perché, apparentemente, i bambini più piccoli non si potevano portare a vedere qualcosa… boh, non lo so! Quindi, questa è la mia prima… il mio primo viaggio a Londra come turista… da vedere qualcosa, insomma!

S. Viaggio con la “v” maiuscola!

M. Sì…

S. Bene, son contenta. Son contenta per te, spero che ti diverti.

M. Sì, dovrei, sì, anche perché è ora che stacchi un po' da questo ambiente di casa, perché è da quando sono stato operato, ma, anzi, da… da agosto scorso che non faccio un viaggio, e è da quando sono stato operato che sono quasi sempre in casa, quindi è passato già un mese e sono un po' stufo!

S. Posso immaginare! Io, invece, che non faccio un viaggetto è da Natale del 2010…

M. Ah!

S. … e quindi è un bel pezzetto e ne ho proprio di bisogno di staccare la spina, come si suol dire.

M. Sì.

S. Allora, a Natale dell’altr’anno, siamo andate, sempre io e Alice, a trovare una nostra amica che abita in Nord Carolina, negli Stati Uniti. Abbiamo passato il Natale con lei…

M. Aha, bello!

S. … e poi siamo passate, siamo andate a Miami, perché, naturalmente, andare a Miami a diciassette anni fa chic! E poi, piaceva anche a me, comunque.

M. A me hanno detto che è brutta Miami, a parte la spiaggia.

S. La spiaggia è meravigliosa. Secondo me, Miami non è brutta, ma bisogna scegliere i posti dove stare. Noi avevamo l’albergo nella zona che si chiama “Art Déco”, vicino alla villa di… Versace era?

M. Ah.

S. Ecco, il nostro albergo era due-tre caseggiati più avanti… più a nord rispetto alla villa di Versace, e ti assicuro che quella lì è una zona non bella: meravigliosa, splendida! Poi…

M. Non so. Forse me l’hanno sconsigliata perché non ci sono le cose che cerco io, tipo musei, chiese, altre cose culturali.

S. Queste cose così, direi che le trovi solo se vai a Key West. Key West, con la casa di Hemingway, poi è un isolotto meraviglioso, ancora… sembra quasi di tornare indietro nel tempo, con queste casette di legno, sai, con le casettine americane da film.

M. Sì, sì.

S. Ecco, a me è piaciuto molto, veramente, e… non è che ci siamo state tantissimo, perché siam state un paio di giorni a Key West e un paio di giorni a Miami, e poi siamo state con la mia amica a passare il Natale, siamo state quattro-cinque giorni con lei.

M. Sì.

S. Però ci siamo divertite. Sono… sono posti, secondo me, che valgono la pena, sono da vedere.

M. Bene.

S. Ecco. Cosa dici: abbiamo chiacchierato troppo, troppo poco?

M. Forse anche troppo, come al solito.

S. Siamo proprio dei chiacchieroni inguaribili, allora!

M. Un po' sì, chi più, chi meno…

S. Qualche volta di più io, qualche volta di più tu, poi ci compensiamo e facciamo pari!

M. Va bene.

S. Va bene? Adesso io ti saluto…

M. Sì.

S. … ti auguro buon viaggio…

M. Beh, buon viaggio anche a te che parti per prima.

S. Grazie mille. Saluto anche i nostri studenti che non ci sentiranno e non ci subiranno per qualche settimana…

M. Aha.

S. … e alla prossima!

M. Va bene, a presto! Buon viaggio!

S. Anche a te, ciao ciao!



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Michele: Ciao Sabina.

Sabina: Ciao Michele, come stai?

M. Bene, e tu?

S. Bene dai, non c’è male. Oggi ha nevicato da te?

M. Sì un bel po', però ha smesso presto per fortuna.

S. Anche da noi ha nevicato, però per fortuna è uscito anche il sole ed ha già sciolto tutto, le strade sono belle libere, e questa è la cosa che mi piace di più.

M. Sì, eheh. Per fortuna non è venuta come in Romagna o nelle Marche, dove ci sono dei paesi proprio bloccati.

S. Ah, sì poveretti, è una bella difficoltà avere la neve così alta, eh…

M. Sì.

S. Hai visto il telegiornale in questi giorni, ci sono veramente situazioni disastrose, situazioni di pericolo di vita, quel signore che era in dialisi e non riusciva a venir fuori da casa, l’hai visto?

M. No, perché in questi giorni cerco di evitare i telegiornali, perché non mi piace il modo in cui sfruttano queste situazioni per fare servizi su servizi, poi “speciali” di due ore, mi sembra di giocare un po'          con le disgrazie di chi c’è dentro e aumentare il pessimismo di chi vede queste cose insomma, è come quando c’è un omicidio che vanno avanti per mesi a parlarne, non è qualcosa di costruttivo per gli spettatori e neanche di così informativo.

S. Ti devo dare ragione da questo punto di vista, sono con te, condivido questo pensiero, dovrebbero dare la notizia…

M. E basta!

S. … non starci su mesi e mesi. Oggi di cosa hai pensato di parlare in questa conversazione?

M. Oggi parleremo dei nostri viaggi imminenti…

S. Wow!

M. … che ci terranno lontani da LingQ e da e dalle nostre conversazioni per qualche settimana. Cominci tu, vero?

S. Va bene, comincio io! Infatti dobbiamo assentarci da casa per qualche settimana. io devo andare via all’estero per lavoro, e starò via una decina di giorni e in questi dieci giorni ci saranno un po' di vacanze per me, finalmente, qualche giorno di lavoro, comunque son felicissima perché il tutto mi porta in India.

M. Però!

S. Eh già, una bella meta questa volta.

M. E dove in India?

S. Nella parte alta, nella parte nord dell’India, ed esattamente vedremo: Jodhpur, che è chiamata la città azzurra,soprannominata così perché c’è una prevalenza di colore azzurro, di colore braminico nella parte…., nella più parte delle case.

M. Uhm.

S. E che spicca molto vistosa dall’alto del forte Merengarh.

M. Queste cose le stai leggendo or ora o le hai imparate…

S. Le ho imparate un po' per volta, ma cosa vuoi, non me le ricordo tutte, e ci sono tanti di quei nomi difficili che…

M. Sì.

S. A volte si fa fatica anche a ricordarli.

M. Sì, sì certo. E poi dove vai?

S. Poi andremo a Jaisalmer si chiama, è un’altra città con un centro storico dentro alle mura, molto bello mi hanno detto, ma… ti dico, mi hanno solo raccontato le persone che ci sono già state. Per me è la prima volta che vado in India per cui sto vivendo questa esperienza, per il momento attraverso i racconti delle altre persone che ci sono già state e attraverso quello che ho cercato nei siti in rete delle città dove passeremo.

M. Ah, ah, interessante.

S. Poi passeremo a Jaipur, con il Forte Khimsar,

M. Ah,

S. Che è anche detta, la città rossa, perché…

M. Perché è piena di comunisti, come Bologna.

S. Ma noooo, uffa, Prof! ma non è così la storia!

M. Credevo…

S. No, è la città rossa perché fu colorata interamente nel diciottesimo secolo, in omaggio al Principe Alberto di Inghilterra che fu ospite di questa città.

M. E perché rossa?

S. E che ne so, forse gli piaceva il colore, a me l’hanno raccontata così e così te la racconto!

M. Va bene!

S. Non lo so perché, come faccio a sapere di una cosa che non ho ancora visto?

M. Va bene, non preoccuparti.

S. Ecco, e poi andremo a Jaipur e Fort Amber, che anche questo è un Forte, m’hanno raccontato, costruito in una montagna.. boh, una montagna, come posso farti capire, è proprio una roccaforte,

M. Aha, sì.

S. Per cui, ci sono degli strapiombi, oltre le mura ci sono degli strapiombi, hanno detto, molto profondi, proprio per potersi difendere dalle invasioni che c’erano all’epoca.

M. uhm,uhm,

S. E poi andremo ad Agra, dove vedremo il mausoleo costruito dal principe per la moglie, morta di parto, e che poi negli anni è diventato simbolo dell’amore eterno.

M. Aha.

S. E si chiama Taj Mahal.

M. Sì, famosissimo.

S. È famosissimo, io credo che chi pensa ad Agra e all’India, la prima cosa che trova è proprio quel palazzo lì.

M. Sì, ma anche pensa all’India e basta!

S. Ahh ahh, è vero hai ragione.

M. Forse è l’unico monumento dell’India che si conosce qui da noi.

S. Sì, infatti è talmente famoso, comunque è anche molto bello, molto particolare fatto di marmo bianco, io credo.

M. Mhm.

S. Ecco, e poi dopo Agra andremo a Nuova Delhi e da lì avremo tempo di visitare un po' la città ma che comunque mi hanno detto che è una grande città come possono essere queste nostre occidentali.

M. Sì, io pensavo molto più grande.

S. Sarà anche molto più grande, questo te lo so dire quando ritorno, la prossima volta che facciamo un’altra conversazione, allora ti racconto quanto grande era Delhi, va bene?

M. Va bene.

S. E poi al ritorno ci fermeremo anche a Istanbul, così anche lì avremo una mezza giornata per dare una sbirciatina al centro di Istanbul.

M. Aha.

S. Ecco, e poi torneremo a casa e saranno finiti i lavori e anche le vacanze.

M. Aha, beh, interessante.

S. Spero che sia interessante!

M. E di tutto questo il lavoro dove sarà?

S. Il lavoro sarà a Jodhpur, che rimaniamo tre giorni, e lì dobbiamo contattare dei nostri fornitori, che ci procurano delle stoffe, dei cuscini, delle cosine così, delle coperte un po' particolari che riusciamo trovare lì.

M. Capito.

S. A costi, effettivamente un po' più modici di quello che si trovano qua in Italia.

M. Per forza.

S. Ecco… e quindi, saranno tre giorni di lavoro, di visita a fornitori, di affari alla grande, speriamo che vadano bene…

M. Sì.

S. … mentre poi, gli altri sette giorni, fra trasferimenti e passaggi vari, saranno di vacanza.

M. Non male!

S. Direi proprio di no, infatti. Sono… sono contenta di partire, sono entusiasta. Poi, porto con me anche mia figlia, per cui…

M. Ah!

S. … lei è già sull’albero, da tre giorni è sull’albero…

M. Aha.

S. … non capisce più niente…

M. Immagino!

S. … ed è tutta entusiasta. Sai com’è?, diciassette anni!

M. Io alla sua età ho fatto il mio primo viaggio da solo, in Inghilterra, con un gruppo di studenti italiani quasi tutti più piccoli di me. Non ho imparato niente di inglese, non ho fatto amicizia quasi con nessuno, però i miei genitori erano tranquilli! Quindi, vedi la differenza…

S. E quello è la cosa più importante: che i genitori siano tranquilli!

M. Come no? !

S. È vero. Io, invece, il mio primo viaggio da sola l’ho fatto a ventun anni e sono andata anch’io a Londra, ma con mio fratello… e ne abbiamo fatte di cotte e di crude!

M. E io, invece, a fine mese, tornerò a Londra dopo quella volta che ti ho appena raccontato, perché quella volta non dovevamo stare a Londra (perché questo corso di inglese era in una casa in un villaggio sperduto dello Yorkshire), quindi siamo stati a Londra due giorni invece dei tre previsti (perché il terzo giorno siamo partiti per questo paesino) e mi ricordo solo che abbiamo visto, o meglio intravisto, il cambio della guardia a Buckingham Palace, e poi non so dirti altre cose che abbiamo visto, che non fossero Mc Donald’s e negozi.

S. Addirittura!

M. Perché, apparentemente, i bambini più piccoli non si potevano portare a vedere qualcosa… boh, non lo so! Quindi, questa è la mia prima… il mio primo viaggio a Londra come turista… da vedere qualcosa, insomma!

S. Viaggio con la “v” maiuscola!

M. Sì…

S. Bene, son contenta. Son contenta per te, spero che ti diverti.

M. Sì, dovrei, sì, anche perché è ora che stacchi un po' da questo ambiente di casa, perché è da quando sono stato operato, ma, anzi, da… da agosto scorso che non faccio un viaggio, e è da quando sono stato operato che sono quasi sempre in casa, quindi è passato già un mese e sono un po' stufo!

S. Posso immaginare! Io, invece, che non faccio un viaggetto è da Natale del 2010…

M. Ah!

S. … e quindi è un bel pezzetto e ne ho proprio di bisogno di staccare la spina, come si suol dire.

M. Sì.

S. Allora, a Natale dell’altr’anno, siamo andate, sempre io e Alice, a trovare una nostra amica che abita in Nord Carolina, negli Stati Uniti. Abbiamo passato il Natale con lei…

M. Aha, bello!

S. … e poi siamo passate, siamo andate a Miami, perché, naturalmente, andare a Miami a diciassette anni fa chic! E poi, piaceva anche a me, comunque.

M. A me hanno detto che è brutta Miami, a parte la spiaggia.

S. La spiaggia è meravigliosa. Secondo me, Miami non è brutta, ma bisogna scegliere i posti dove stare. Noi avevamo l’albergo nella zona che si chiama “Art Déco”, vicino alla villa di… Versace era?

M. Ah.

S. Ecco, il nostro albergo era due-tre caseggiati più avanti… più a nord rispetto alla villa di Versace, e ti assicuro che quella lì è una zona non bella: meravigliosa, splendida! Poi…

M. Non so. Forse me l’hanno sconsigliata perché non ci sono le cose che cerco io, tipo musei, chiese, altre cose culturali.

S. Queste cose così, direi che le trovi solo se vai a Key West. Key West, con la casa di Hemingway, poi è un isolotto meraviglioso, ancora… sembra quasi di tornare indietro nel tempo, con queste casette di legno, sai, con le casettine americane da film.

M. Sì, sì.

S. Ecco, a me è piaciuto molto, veramente, e… non è che ci siamo state tantissimo, perché siam state un paio di giorni a Key West e un paio di giorni a Miami, e poi siamo state con la mia amica a passare il Natale, siamo state quattro-cinque giorni con lei.

M. Sì.

S. Però ci siamo divertite. Sono… sono posti, secondo me, che valgono la pena, sono da vedere.

M. Bene.

S. Ecco. Cosa dici: abbiamo chiacchierato troppo, troppo poco?

M. Forse anche troppo, come al solito.

S. Siamo proprio dei chiacchieroni inguaribili, allora!

M. Un po' sì, chi più, chi meno…

S. Qualche volta di più io, qualche volta di più tu, poi ci compensiamo e facciamo pari!

M. Va bene.

S. Va bene? Adesso io ti saluto…

M. Sì.

S. … ti auguro buon viaggio…

M. Beh, buon viaggio anche a te che parti per prima.

S. Grazie mille. Saluto anche i nostri studenti che non ci sentiranno e non ci subiranno per qualche settimana…

M. Aha.

S. … e alla prossima!

M. Va bene, a presto! Buon viaggio!

S. Anche a te, ciao ciao!


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