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Conversazioni fra Sabina e Michele, Tradizioni natalizie: Santa Lucia (13 dicembre)

Sabina: Ciao Michele!

Michele: Ciao Sabina!

Come stai?

S.

Io bene, e tu?

M.

Anch’io abbastanza bene, grazie.

S.

Siamo sotto Natale. Facciamo una conversazione per i nostri allievi sulle nostre tradizioni?

M.

Sì.

S.

Cosa ne dici di parlare un po' di Santa Lucia?

M.

Sì, penso che sia una buona idea, anche se non è una tradizione della mia zona e neanche di dove abiti tu, però comunque in Veneto e nel Norditalia, in alcune province è molto sentita ancora.

S.

Infatti. Anche nella mia zona non è una tradizione sentita, però io la conosco perché è particolarmente sentita nel Veronese e nelle… nelle parrocchie che confinano con il veronese, e mio fratello fa parte di questa zona, per cui ne parliamo un pochino, anche perché credo che sia conosciuta parecchio al Nord, nei paesi nordici.

M.

Sì.

S.

E, appunto… così, raccontiamo un po' questa tradizione che abbiamo in alcune zone. Tu lo sai che Santa Lucia è una santa che proviene dalla Sicilia?

M.

Sì, adesso lo so, però, prima di leggere la storia che mi hai mandato tu, ammetto di non… che non lo sapevo.

S.

Non importa: ogni giorno serve per imparare qualcosa.

M.

Certo.

S.

Santa Lucia, appunto, è diventata santa perché non ha accettato di… di… di avere un matrimonio combinato. Sai che nell’antichità erano d’usanza i matrimoni combinati, cioè i genitori decidevano per i figli chi dovevano sposare.

M.

Beh, ancora oggi sono usanza, purtroppo, in tanti paesi soprattutto musulmani, ma anche in India, paesi asiatici, africani…

S.

Però qui da noi, questa usanza, diciamo, non c’è più. Per fortuna!

M.

Sì.

S.

E allora, questa ragazza non… non ha accettato e si è opposta con tutta la sua… con tutto quello che poteva fare a questo matrimonio combinato, e proprio per questo è stata… martoriata (si dice così? ).

M.

Sì.

S.

È stata martoriata il 13 dicembre. Ecco perché la festa… la tradizione vuole che il 13 dicembre ci sia il giorno di Santa Lucia. Tu la conosci un po' la tradizione o te la racconto io?

M.

Io di Santa Lucia non conoscevo bene la tradizione – perché, appunto, non è di queste parti – però ho sempre saputo che è la patrona degli occhi. E, infatti, ho appena letto che, nella tradizione c’entra anche il problema della vista, degli occhi. Io lo so perché sono stato tante volte in ospedale per curarmi un occhio e, ogni volta che andavo, nell’atrio del reparto di oculistica c’è questa grande statua di Santa Lucia.

S.

Infatti, hai proprio ragione. Secondo la leggenda, specialmente la leggenda veronese, intorno al XIII secolo, nella città era scoppiata una tremenda epidemia di “male agli occhi” che colpiva specialmente i bambini. E allora, la popolazione decise di chiedere la grazia a Santa Lucia con un pellegrinaggio. E, siccome Santa Lucia, essendo in dicembre, qua da noi è freddo, la popolazione decise di fare questo pellegrinaggio a piedi scalzi e senza mantello, fino alla chiesa dedicata anche alla martire siracusana, cioè a Santa Lucia. Però i bambini non erano molto intenzionati a partecipare, perché il freddo li spaventava. Allora i loro genitori sai cos’hanno fatto per farli ubbidire?

M.

No.

S.

Hanno promesso che, se andavano a fare il pellegrinaggio, i bambini, al loro ritorno, avrebbero trovato i… i doni che avrebbe portato Santa Lucia. Allora, tutti i bambini sono andati a fare il pellegrinaggio con gli adulti. Ed è da questa… da questa leggenda che è nata la tradizione di Santa Lucia. Infatti, ancora oggi, i bambini – specialmente io ti dico del Veronese perché conosco quella zona lì – attendono la notte del 12 dicembre l’arrivo di Santa Lucia, che porta loro i regali a bordo di un asinello volante. Ecco, questa è la storia di Santa Lucia e del perché, ancora oggi, i bambini attendono, questa notte, questa santa con i… con i regali. Solo i bambini buoni, però, eh!

M.

Ovviamente!

S.

Ecco.

M.

E sai come si festeggia concretamente, cioè cosa fanno questi Veronesi per preparare questa festa, come…

S.

Questa festa viene preparata con delle “paste frolle” a forma di stella, di cavallino o di cuore in modo da, diciamo,… regalare alla Santa un qualcosa da mangiare durante il suo viaggio nel portare i doni ai bambini, e si dice che le formine di pasta frolla scacciano il male e siano di buon auspicio.

M.

uhm…

S.

Ecco! Questa è tutta la storia che conosco io. Poi ai bambini cattivi, invece, quelli che sono stati più monelli,la Santa porta il carbone dolce, per farli diventare un po' più buoni, e fargli capire che bisogna sempre comportarsi bene.

M.

Ah, brava….

S.

Grazie!

M.

No, dicevo della Santa Lucia…

S.

Grazie comunque , a nome di Santa Lucia ti ringrazio….

M.

Certo, certo.

S.

Ecco, questa è la storia, una delle tante storie che vengono raccontate ai bambini e che allietano questo tredici dicembre, che è fra pochi giorni.

M.

E tra l’altro Santa Lucia è nota, penso anche nel resto d’Italia, per essere, si dice, il giorno più corto dell’anno, anche se poi scientificamente non è così…

S.

Esatto!

M.

E si dice il proverbio:” Santa Lucia, la notte più lunga che ci sia.”

S.

Infatti, è proprio così come dici tu: c’è questa… ci sono questi proverbi attorno alla notte di Santa Lucia che proprio dicevano che fosse la notte più lunga, però, che poi abbiamo visto scientificamente, è un’altra la notte più lunga dell’anno, però una volta.. ehm… le leggende si tramandavano di padre in figlio e non avevano fondamenta scientifiche, per cui era accettata così!

M.

Si certo! E magari si viveva meglio una volta….

S.

Ma sono convinta anch’io che avevano meno, però forse…

M.

Però erano più felici, senza troppe pretese, senza…

S.

Bravissimo. e si aiutavano di più secondo me, c’era più condivisione, c’era più cooperazione tra le famiglie.

M.

Anche, sì, poi più fiducia reciproca, non c’era tutta la diffidenza, la paura che si ha oggi anche dei propri vicini… ci si voleva quasi più bene, insomma, ci si aiutava di più.

S.

Hai proprio ragione.

M.

Per non parlare del lato commerciale ehm sì, non… non religioso, non tradizionale che sta venendo fuori soprattutto in questi ultimi anni nel periodo di Natale e che quindi ha portato anche alla morte, diciamo, di Santa Lucia, e penso ormai quasi anche della Befana, che è un’altra figura tipica delle nostre zone di cui magari parleremo più avanti in un’altra lezione, e così vince…

S.

Esatto.

M.

… vince questo Babbo Natale che porta tanti regali anche se… ormai sempre meno bambini credono anche a Babbo Natale.

S.

Purtroppo! A me piaceva tanto, quando ero piccola, credere a Babbo Natale: aveva… ehm… una magia particolare, poi preparare la letterina per Babbo Natale…

M.

Sì.

S.

Si cominciava prima… e l’attesa, per….

M.

Sì, poi bisognava spedirla, non si sa a che indirizzo, Polo Nord…

S.

Esatto: Babbo Natale, Polo Nord! Però…

M.

Invece oggi, anche quando hanno solo quattro o cinque anni i bambini, i genitori li portano nei grandi magazzini a scegliere i regali e si perde tutta la magia del Natale.

S.

È vero! Sarebbe bello che i bambini avessero ancora la magia che io ho conosciuto con Babbo Natale.

M.

Anch’io abbastanza, anche se ero nella… in un’epoca in cui si iniziava già a non crederci più. Io mi ricordo che una volta, forse ero in prima o in seconda elementare, sei, sette anni, e una mia compagna di classe mi ha chiesto: “Ma tu ci credi a Babbo Natale?” e io ho detto: “Sì” e lei: “Ah no, io no, Babbo Natale non esiste” e quindi se già dei bambini, quando avevo io sei, sette anni, cioè più di venti anni fa, c’erano già dei bambini che non ci credevano, chissà adesso, sarà ancora peggio…

S.

Ehm, evidentemente è ancora peggio, perché quanti bambini io sento: “Ma Babbo Natale non esiste, sono il mio papà e la mia mamma”.

M.. Ehm…ah ah

S.. Beh… va ben … pazienza, cosa vuoi farci, intanto abbiamo raccontato questa storia…

M.

Sì.

S.

… che è parte di folclore della nostra zona. Direi che possiamo chiudere qua, visto che…

M.

Sì, per oggi basta.

S.

Per oggi è sufficiente, hanno abbastanza materiale da leggere e salutiamo tutti i nostri allievi, in modo che così possono andare avanti con queste nuove lezioni che abbiamo registrato.

M.

E ci auguriamo di tornare presto con un’altra lezione di argomento natalizio.

S.

Sarà il nostro impegno per i prossimi giorni.

M.

Va bene. A presto, Sabina.

S.

Ciao Michele, a presto.

M.

Ciao.

S.

Ciao.


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Sabina: Ciao Michele!

Michele: Ciao Sabina!

Come stai?

S.

Io bene, e tu?

M.

Anch’io abbastanza bene, grazie.

S.

Siamo sotto Natale. Facciamo una conversazione per i nostri allievi sulle nostre tradizioni?

M.

Sì.

S.

Cosa ne dici di parlare un po' di Santa Lucia?

M.

Sì, penso che sia una buona idea, anche se non è una tradizione della mia zona e neanche di dove abiti tu, però comunque in Veneto e nel Norditalia, in alcune province è molto sentita ancora.

S.

Infatti. Anche nella mia zona non è una tradizione sentita, però io la conosco perché è particolarmente sentita nel Veronese e nelle… nelle parrocchie che confinano con il veronese, e mio fratello fa parte di questa zona, per cui ne parliamo un pochino, anche perché credo che sia conosciuta parecchio al Nord, nei paesi nordici.

M.

Sì.

S.

E, appunto… così, raccontiamo un po' questa tradizione che abbiamo in alcune zone. Tu lo sai che Santa Lucia è una santa che proviene dalla Sicilia?

M.

Sì, adesso lo so, però, prima di leggere la storia che mi hai mandato tu, ammetto di non… che non lo sapevo.

S.

Non importa: ogni giorno serve per imparare qualcosa.

M.

Certo.

S.

Santa Lucia, appunto, è diventata santa perché non ha accettato di… di… di avere un matrimonio combinato. Sai che nell’antichità erano d’usanza i matrimoni combinati, cioè i genitori decidevano per i figli chi dovevano sposare.

M.

Beh, ancora oggi sono usanza, purtroppo, in tanti paesi soprattutto musulmani, ma anche in India, paesi asiatici, africani…

S.

Però qui da noi, questa usanza, diciamo, non c’è più. Per fortuna!

M.

Sì.

S.

E allora, questa ragazza non… non ha accettato e si è opposta con tutta la sua… con tutto quello che poteva fare a questo matrimonio combinato, e proprio per questo è stata… martoriata (si dice così? ).

M.

Sì.

S.

È stata martoriata il 13 dicembre. Ecco perché la festa… la tradizione vuole che il 13 dicembre ci sia il giorno di Santa Lucia. Tu la conosci un po' la tradizione o te la racconto io?

M.

Io di Santa Lucia non conoscevo bene la tradizione – perché, appunto, non è di queste parti – però ho sempre saputo che è la patrona degli occhi. E, infatti, ho appena letto che, nella tradizione c’entra anche il problema della vista, degli occhi. Io lo so perché sono stato tante volte in ospedale per curarmi un occhio e, ogni volta che andavo, nell’atrio del reparto di oculistica c’è questa grande statua di Santa Lucia.

S.

Infatti, hai proprio ragione. Secondo la leggenda, specialmente la leggenda veronese, intorno al XIII secolo, nella città era scoppiata una tremenda epidemia di “male agli occhi” che colpiva specialmente i bambini. E allora, la popolazione decise di chiedere la grazia a Santa Lucia con un pellegrinaggio. E, siccome Santa Lucia, essendo in dicembre, qua da noi è freddo, la popolazione decise di fare questo pellegrinaggio a piedi scalzi e senza mantello, fino alla chiesa dedicata anche alla martire siracusana, cioè a Santa Lucia. Però i bambini non erano molto intenzionati a partecipare, perché il freddo li spaventava. Allora i loro genitori sai cos’hanno fatto per farli ubbidire?

M.

No.

S.

Hanno promesso che, se andavano a fare il pellegrinaggio, i bambini, al loro ritorno, avrebbero trovato i… i doni che avrebbe portato Santa Lucia. Allora, tutti i bambini sono andati a fare il pellegrinaggio con gli adulti. Ed è da questa… da questa leggenda che è nata la tradizione di Santa Lucia. Infatti, ancora oggi, i bambini – specialmente io ti dico del Veronese perché conosco quella zona lì – attendono la notte del 12 dicembre l’arrivo di Santa Lucia, che porta loro i regali a bordo di un asinello volante. Ecco, questa è la storia di Santa Lucia e del perché, ancora oggi, i bambini attendono, questa notte, questa santa con i… con i regali. Solo i bambini buoni, però, eh!

M.

Ovviamente!

S.

Ecco.

M.

E sai come si festeggia concretamente, cioè cosa fanno questi Veronesi per preparare questa festa, come…

S.

Questa festa viene preparata con delle “paste frolle” a forma di stella, di cavallino o di cuore in modo da, diciamo,… regalare alla Santa un qualcosa da mangiare durante il suo viaggio nel portare i doni ai bambini, e si dice che le formine di pasta frolla scacciano il male e siano di buon auspicio.

M.

uhm…

S.

Ecco! Questa è tutta la storia che conosco io. Poi ai bambini cattivi, invece, quelli che sono stati più monelli,la Santa porta il carbone dolce, per farli diventare un po' più buoni, e fargli capire che bisogna sempre comportarsi bene.

M.

Ah, brava….

S.

Grazie!

M.

No, dicevo della Santa Lucia…

S.

Grazie comunque , a nome di Santa Lucia ti ringrazio….

M.

Certo, certo.

S.

Ecco, questa è la storia, una delle tante storie che vengono raccontate ai bambini e che allietano questo tredici dicembre, che è fra pochi giorni.

M.

E tra l’altro Santa Lucia è nota, penso anche nel resto d’Italia, per essere, si dice, il giorno più corto dell’anno, anche se poi scientificamente non è così…

S.

Esatto!

M.

E si dice il proverbio:” Santa Lucia, la notte più lunga che ci sia.”

S.

Infatti, è proprio così come dici tu: c’è questa… ci sono questi proverbi attorno alla notte di Santa Lucia che proprio dicevano che fosse la notte più lunga, però, che poi abbiamo visto scientificamente, è un’altra la notte più lunga dell’anno, però una volta.. ehm… le leggende si tramandavano di padre in figlio e non avevano fondamenta scientifiche, per cui era accettata così!

M.

Si certo! E magari si viveva meglio una volta….

S.

Ma sono convinta anch’io che avevano meno, però forse…

M.

Però erano più felici, senza troppe pretese, senza…

S.

Bravissimo. e si aiutavano di più secondo me, c’era più condivisione, c’era più cooperazione tra le famiglie.

M.

Anche, sì, poi più fiducia reciproca, non c’era tutta la diffidenza, la paura che si ha oggi anche dei propri vicini… ci si voleva quasi più bene, insomma, ci si aiutava di più.

S.

Hai proprio ragione.

M.

Per non parlare del lato commerciale ehm sì, non… non religioso, non tradizionale che sta venendo fuori soprattutto in questi ultimi anni nel periodo di Natale e che quindi ha portato anche alla morte, diciamo, di Santa Lucia, e penso ormai quasi anche della Befana, che è un’altra figura tipica delle nostre zone di cui magari parleremo più avanti in un’altra lezione, e così vince…

S.

Esatto.

M.

… vince questo Babbo Natale che porta tanti regali anche se… ormai sempre meno bambini credono anche a Babbo Natale.

S.

Purtroppo! A me piaceva tanto, quando ero piccola, credere a Babbo Natale: aveva… ehm… una magia particolare, poi preparare la letterina per Babbo Natale…

M.

Sì.

S.

Si cominciava prima… e l’attesa, per….

M.

Sì, poi bisognava spedirla, non si sa a che indirizzo, Polo Nord…

S.

Esatto: Babbo Natale, Polo Nord! Però…

M.

Invece oggi, anche quando hanno solo quattro o cinque anni i bambini, i genitori li portano nei grandi magazzini a scegliere i regali e si perde tutta la magia del Natale.

S.

È vero! Sarebbe bello che i bambini avessero ancora la magia che io ho conosciuto con Babbo Natale.

M.

Anch’io abbastanza, anche se ero nella… in un’epoca in cui si iniziava già a non crederci più. Io mi ricordo che una volta, forse ero in prima o in seconda elementare, sei, sette anni, e una mia compagna di classe mi ha chiesto: “Ma tu ci credi a Babbo Natale?” e io ho detto: “Sì” e lei: “Ah no, io no, Babbo Natale non esiste” e quindi se già dei bambini, quando avevo io sei, sette anni, cioè più di venti anni fa, c’erano già dei bambini che non ci credevano, chissà adesso, sarà ancora peggio…

S.

Ehm, evidentemente è ancora peggio, perché quanti bambini io sento: “Ma Babbo Natale non esiste, sono il mio papà e la mia mamma”.

M.. Ehm…ah ah

S.. Beh… va ben … pazienza, cosa vuoi farci, intanto abbiamo raccontato questa storia…

M.

Sì.

S.

… che è parte di folclore della nostra zona. Direi che possiamo chiudere qua, visto che…

M.

Sì, per oggi basta.

S.

Per oggi è sufficiente, hanno abbastanza materiale da leggere e salutiamo tutti i nostri allievi, in modo che così possono andare avanti con queste nuove lezioni che abbiamo registrato.

M.

E ci auguriamo di tornare presto con un’altra lezione di argomento natalizio.

S.

Sarà il nostro impegno per i prossimi giorni.

M.

Va bene. A presto, Sabina.

S.

Ciao Michele, a presto.

M.

Ciao.

S.

Ciao.

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