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Conversazioni fra Sabina e Michele, Tradizioni natalizie: il giorno di Natale (25 dicembre)

Sabina: Ciao Michele.

Michele: Ciao Sabina, come va?

S.

Va bene, grazie! E te come stai?

M.

Anch’io sto bene.

S.

Siamo sotto Natale, mancano pochi giorni al grande giorno di Natale.

M.

Sì.

S.

Allora facciamo un’altra lezione natalizia per i nostri alunni, per i nostri allievi.

M.

Sì, dovrebbero trovarla interessante.

S.

Speriamo. Io pensavo di parlare di un’usanza che abbiamo qua dalle nostre parti che si sviluppa la settimana prima di Natale e che noi chiamiamo “andare a cantare la stella”. Tu hai mai sentito di questa usanza?

M.

Ehm…no, con questo nome no!

S.

Allora ti spiego un po' che cos’è. Poi, magari dalle tue parti ha un altro nome, ma è la stessa cosa. Allora, “andare a cantare la stella” si sviluppa in questo modo: ogni parrocchia organizza la settimana prima di Natale, in varie serate, un carro trainato da buoi con, sopra il carro, la rappresentazione della Natività, ossia del presepio, con Maria, con Giuseppe, il bue e l’asino no, però con la culla ancora vuota perché Gesù deve ancora arrivare, e che segue questo carro ci sono, o dei bambini, oppure degli adulti che cantano le canzoni natalizie, e passano di contrada in contrada, per raccogliere delle offerte che verranno poi usate per le famiglie più bisognose che vivono in quella parrocchia. Ecco, questa usanza si chiama appunto “andare a cantare la stella”, e la settimana… gli ultimi tre o quattro giorni prima di Natale, appunto, passa questo carro con questi cantori natalizi, chiamiamoli così, a raccogliere queste offerte per poi donarle e aiutare queste famiglie bisognose.

M.

Ah, capito! Invece da noi abbiamo un’usanza molto più semplice, più da “poveretti” quali siamo, che si chiama “la chiarastella” ed è un gruppo di bambini, ragazzini che in ogni parrocchia vanno per le vie, per le case, suonano il campanello, cantano una canzoncina di Natale, e ricevono un po' di soldi, forse anche loro per la parrocchia, ma non abbiamo né carri, né Natività, né niente di niente.

S.

Beh, sono solo usanze diverse, di paesi diversi, non serve essere più poveretti per fare una cosa diversa.

M.

Però, è comunque, da quello che… da come ne hai parlato tu, la vostra sembra un’usanza molto meglio organizzata, con più…. più fastosa, ecco, invece da noi è un’usanza che sta anche calando, come importanza, sempre meno sentita, c’è anche un po' di insofferenza nelle famiglie: “Ah… devono venire i bambini della chiarastella, aspetta, devo preparare una mancia.” E così non mi sembra molto sentita qui.

S.

Ti dirò, non è che è sentita tantissimo neanche qua, ma in parrocchie piccoline magari, dove tutti si conoscono, viene accolta in modo un po' diverso. Nelle città grandi sicuramente non esiste più questo tipo di… ehm come si può dire, di usanza, sono quasi sicura di questo. Però qua da noi, con i volontari della parrocchia, riusciamo ancora a fare qualcosina. Anche perché, effettivamente, di questi tempi ci sono veramente delle persone che hanno bisogno, e dovremmo essere un po' più buoni non solo nel periodo di Natale, ma ricordarci di essere buoni anche durante l’anno.

M.

Certo. E parlando di Natale… come proseguono i preparativi da te, come lo preparate? Avete fatto il presepio, albero?

S.

Allora, a casa mia facciamo di solito, l’albero di Natale, con tutte le palline colorate, con i festoni belli, colorati, rossi e blu, poi ci sono altre famiglie invece che preferiscono fare il presepio con tutte le statuine, tante volte anche con i movimenti si chiamano, cioè il ruscello con l’acqua che corre…

M.

Sì.

S.

… i vari personaggi, per dire, il falegname che batte con il martello, tutte queste cosine qua. Ma a me il presepio non piace tantissimo, cioè, meglio…

M.

Perché?

S.

Non mi piace farlo a casa mia, mi piace vederlo…

M.

Ah, perché sei pigra.

S.

Sì, io sono tanto pigra, e allora faccio prima a fare l’albero che non il presepio.

M.

Invece a noi piace di più il presepio, perché è anche il simbolo della tradizione cristiana che abbiamo noi, mentre l’albero è una… un simbolo di importazione nordica, invece il presepio è proprio il caratteristico simbolo del Natale Italiano tanto è vero che, forse qualcuno dei nostri studenti conoscerà, i presepi di Napoli, e a Napoli ci sono degli artigiani specializzati nel fare le statuine dei presepi, e anche il primo presepio è stato fatto da San Francesco d’Assisi, quindi, siamo affezionati al presepio anche per il significato religioso, e ovviamente non bisogna dimenticare che il Natale è prima di tutto una festa religiosa, e quindi ci piace il presepio, anche se mia mamma negli ultimi anni è diventata pigra anche lei, più che altro perché non sta molto bene e quindi è sempre un po' restia a fare il presepio, ma quest’anno abbiamo fatto un presepio normale, non troppo grande ma neanche troppo piccolo, lo abbiamo messo su una credenza, ci sono la capanna, la Madonna, Giuseppe, il bue e l’asinello e le statuine dei… del salumiere, del panettiere, e della donna… la ragazza che va a fare la spesa, insomma.

S.

E le pecorelle ci sono?

M.

Le pecorelle, sì, però sono un po' troppo piccole. Sono sproporzionate, perché quando ero piccolo compravamo ogni tanto delle statuine, quindi non sono di una serie unica, sono magari sfalsate come scala.

S.

Perché magari sono tutti pezzi originali. Avrai un bellissimo presepio, sicuramente.

M.

Beh, sì, e poi c’è anche la fontanella con l’acqua corrente e il… il forno con il fuoco, che viene dalla lampadina, abbastanza bello.

S.

Che bello!

M.

E abbiamo fatto anche l’albero: mia mamma ha messo dei… delle palline rosse e argento – a lei piace fare l’albero d’argento o d’oro, dipende dagli anni, e intorno ci sono tutte queste decorazioni argentate. A me sarebbe piaciuto di più, non so, rosso, blu, però…

S.

Diciamo che, ecco, il colore del Natale generalmente è il rosso o il blu, poi, negli ultimi anni, anche qua da noi sono usciti alberi con il blu e l’argento oppure con l’argento e l’oro, con le… parlo sempre… le decorazioni hanno questi colori che si sono un po' distanziati dal classico rosso, però sono belle, sono innovative, diciamo.

M.

Sì.

S.

Ecco.

M.

E, invece, il giorno di Natale come lo passate voi?

S.

Noi, il giorno di Natale, ci riuniamo per… ci riuniamo in famiglia, perché naturalmente, essendo tutti grandicelli, io e i miei fratelli siamo sposati, per cui cogliamo l’occasione per tornare tutti a casa dalla mamma con vari spose e mariti e figli, e quindi nipoti per i nonni, e facciamo una bella tavolata tutti insieme…

M.

… appassionatamente!

S.

Appassionatamente, esatto! E voi cosa fate di bello?

M.

Noi, qua, invece, faremo qualcosa di molto più semplice, perché non abbiamo grandi famiglie da riunire. Mia mamma ha tre sorelle e ultimamente ci sono state delle incomprensioni, quindi verrà solo una di queste sorelle con suo marito e, spero, con suo figlio, che è il mio cugino preferito, praticamente l’unico con cui mi trovo bene, mentre le altre sorelle staranno per conto suo, con le proprie famiglie, non lo so…

S.

Uh-uh.

M.

… e invece, i nonni (gli unici due che mi sono rimasti, che sono i genitori di mio papà) a Natale staranno per conto loro, poi magari verranno da noi a Capodanno, forse.

S.

Ho capito. Avete anche fatto un menù per il pranzo di Natale?

M.

No, penso che mia mamma stia ancora cercando: in questi giorni ha tirato fuori caterve di libri di cucina, di fascicoli della “Cucina italiana” (che è questo famoso mensile che viene fuori da tanti anni) e sta cercando qualcosa di originale. Lei è molto brava a cucinare, anche come fantasia, come creatività, e quindi è impossibile dire cosa cucinerà fino a quando lo vediamo nei piatti.

S.

Bene. Perché sai che, qua da noi, come pranzo di Natale tradizionale ci sarebbero i tortellini in brodo e poi, come secondo, le carni lessate, tipo la lingua oppure il cotechino…

M.

Sì.

S.

… con la polenta abbrustolita sul fuoco, sulla brace.

M.

Con le lenticchie.

S.

Con le lenticchie, esatto, come… come contorno, come verdura, diciamo, le lenticchie e poi il panettone oppure il pandoro. Il panettone forse lo conoscono tutti, il pandoro forse un po' di meno.

M.

Meno male!

S.

Che a noi piace tanto assieme alla crema di mascarpone, che è una crema sfiziosissima da appoggiare sopra le fette di pandoro.

M.

Invece io il pandoro non lo sopporto.

S.

Davvero? Perché?

M.

Perché è troppo dolce!

S.

Ahhh!

M.

Ha il sapore quasi colloso che non sopporto. Mi piace molto di più il panettone, però, perché il panettone senza canditi è una di quelle manie che hanno… che hanno tirato fuori ultimamente. Così, siccome ci sono anche… come ci sono i vegetariani, ci sono quelli che non amano i canditi e allora bisogna fare il panettone senza canditi.

S.

Certo, è vero. E poi, ultimamente le mode imperversano, per cui si trovano anche panettoni con il cioccolato, i… con la crema al limone anziché… ne hanno fatte di tutti i colori, e qua cadiamo nel Natale commerciale e non nel Natale cristiano.

M.

Sì.

S.

Come dovrebbe essere.

M.

Già. Infatti vediamo, siamo tempestati già da più di un mese da pubblicità…

S.

Esatto.

M.

… che invitano a comprare di qua, di là… Hai visto quella della Wind con Nababbo Natale?

S.

Ahahah, no, non l’ho vista. Veramente?

M.

Sì!

S.

Però posso immaginare che… caspita! Ci tempestano tutti i giorni, specialmente con i giochi per i bambini ci tempestano di pubblicità che è una cosa incredibile!

M.

Sì…

S.

È vero, hai ragione. Questo è un po' meno Natale, un po' più commercio, però… va ben, fa parte della vita di tutti i giorni.

M.

Sì.

S.

Ok, cosa ne dici se chiudiamo qua, visto che…

M.

Sì, abbiamo già parlato abbastanza. Magari, se avremo occasione di sentirci ancora nei prossimi giorni, potremo trattare qualche altro aspetto di queste festività.

S.

Sicuramente. Lo faremo molto volentieri e speriamo sempre che gli studenti si divertano con le nostre conversazioni.

M.

Speriamo che continuino a restarci affezionati.

S.

Io me lo auguro. Intanto ti auguro un buon Natale se non ti sento prima. Casomai ci rifacciamo gli auguri…

M.

Sì.

S.

… e auguro a te e alla tua famiglia il meglio per queste feste.

M.

Anche a voi, buon Natale e tanta pace e serenità!

S.

Grazie mille e alla prossima! Ciao, ciao.

M.

Alla prossima, ciao!


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Sabina: Ciao Michele.

Michele: Ciao Sabina, come va?

S.

Va bene, grazie! E te come stai?

M.

Anch’io sto bene.

S.

Siamo sotto Natale, mancano pochi giorni al grande giorno di Natale.

M.

Sì.

S.

Allora facciamo un’altra lezione natalizia per i nostri alunni, per i nostri allievi.

M.

Sì, dovrebbero trovarla interessante.

S.

Speriamo. Io pensavo di parlare di un’usanza che abbiamo qua dalle nostre parti che si sviluppa la settimana prima di Natale e che noi chiamiamo “andare a cantare la stella”. Tu hai mai sentito di questa usanza?

M.

Ehm…no, con questo nome no!

S.

Allora ti spiego un po' che cos’è. Poi, magari dalle tue parti ha un altro nome, ma è la stessa cosa. Allora, “andare a cantare la stella” si sviluppa in questo modo: ogni parrocchia organizza la settimana prima di Natale, in varie serate, un carro trainato da buoi con, sopra il carro, la rappresentazione della Natività, ossia del presepio, con Maria, con Giuseppe, il bue e l’asino no, però con la culla ancora vuota perché Gesù deve ancora arrivare, e che segue questo carro ci sono, o dei bambini, oppure degli adulti che cantano le canzoni natalizie, e passano di contrada in contrada, per raccogliere delle offerte che verranno poi usate per le famiglie più bisognose che vivono in quella parrocchia. Ecco, questa usanza si chiama appunto “andare a cantare la stella”, e la settimana… gli ultimi tre o quattro giorni prima di Natale, appunto, passa questo carro con questi cantori natalizi, chiamiamoli così, a raccogliere queste offerte per poi donarle e aiutare queste famiglie bisognose.

M.

Ah, capito! Invece da noi abbiamo un’usanza molto più semplice, più da “poveretti” quali siamo, che si chiama “la chiarastella” ed è un gruppo di bambini, ragazzini che in ogni parrocchia vanno per le vie, per le case, suonano il campanello, cantano una canzoncina di Natale, e ricevono un po' di soldi, forse anche loro per la parrocchia, ma non abbiamo né carri, né Natività, né niente di niente.

S.

Beh, sono solo usanze diverse, di paesi diversi, non serve essere più poveretti per fare una cosa diversa.

M.

Però, è comunque, da quello che… da come ne hai parlato tu, la vostra sembra un’usanza molto meglio organizzata, con più…. più fastosa, ecco, invece da noi è un’usanza che sta anche calando, come importanza, sempre meno sentita, c’è anche un po' di insofferenza nelle famiglie: “Ah… devono venire i bambini della chiarastella, aspetta, devo preparare una mancia.” E così non mi sembra molto sentita qui.

S.

Ti dirò, non è che è sentita tantissimo neanche qua, ma in parrocchie piccoline magari, dove tutti si conoscono, viene accolta in modo un po' diverso. Nelle città grandi sicuramente non esiste più questo tipo di… ehm come si può dire, di usanza, sono quasi sicura di questo. Però qua da noi, con i volontari della parrocchia, riusciamo ancora a fare qualcosina. Anche perché, effettivamente, di questi tempi ci sono veramente delle persone che hanno bisogno, e dovremmo essere un po' più buoni non solo nel periodo di Natale, ma ricordarci di essere buoni anche durante l’anno.

M.

Certo. E parlando di Natale… come proseguono i preparativi da te, come lo preparate? Avete fatto il presepio, albero?

S.

Allora, a casa mia facciamo di solito, l’albero di Natale, con tutte le palline colorate, con i festoni belli, colorati, rossi e blu, poi ci sono altre famiglie invece che preferiscono fare il presepio con tutte le statuine, tante volte anche con i movimenti si chiamano, cioè il ruscello con l’acqua che corre…

M.

Sì.

S.

… i vari personaggi, per dire, il falegname che batte con il martello, tutte queste cosine qua. Ma a me il presepio non piace tantissimo, cioè, meglio…

M.

Perché?

S.

Non mi piace farlo a casa mia, mi piace vederlo…

M.

Ah, perché sei pigra.

S.

Sì, io sono tanto pigra, e allora faccio prima a fare l’albero che non il presepio.

M.

Invece a noi piace di più il presepio, perché è anche il simbolo della tradizione cristiana che abbiamo noi, mentre l’albero è una… un simbolo di importazione nordica, invece il presepio è proprio il caratteristico simbolo del Natale Italiano tanto è vero che, forse qualcuno dei nostri studenti conoscerà, i presepi di Napoli, e a Napoli ci sono degli artigiani specializzati nel fare le statuine dei presepi, e anche il primo presepio è stato fatto da San Francesco d’Assisi, quindi, siamo affezionati al presepio anche per il significato religioso, e ovviamente non bisogna dimenticare che il Natale è prima di tutto una festa religiosa, e quindi ci piace il presepio, anche se mia mamma negli ultimi anni è diventata pigra anche lei, più che altro perché non sta molto bene e quindi è sempre un po' restia a fare il presepio, ma quest’anno abbiamo fatto un presepio normale, non troppo grande ma neanche troppo piccolo, lo abbiamo messo su una credenza, ci sono la capanna, la Madonna, Giuseppe, il bue e l’asinello e le statuine dei… del salumiere, del panettiere, e della donna… la ragazza che va a fare la spesa, insomma.

S.

E le pecorelle ci sono?

M.

Le pecorelle, sì, però sono un po' troppo piccole. Sono sproporzionate, perché quando ero piccolo compravamo ogni tanto delle statuine, quindi non sono di una serie unica, sono magari sfalsate come scala.

S.

Perché magari sono tutti pezzi originali. Avrai un bellissimo presepio, sicuramente.

M.

Beh, sì, e poi c’è anche la fontanella con l’acqua corrente e il… il forno con il fuoco, che viene dalla lampadina, abbastanza bello.

S.

Che bello!

M.

E abbiamo fatto anche l’albero: mia mamma ha messo dei… delle palline rosse e argento – a lei piace fare l’albero d’argento o d’oro, dipende dagli anni, e intorno ci sono tutte queste decorazioni argentate. A me sarebbe piaciuto di più, non so, rosso, blu, però…

S.

Diciamo che, ecco, il colore del Natale generalmente è il rosso o il blu, poi, negli ultimi anni, anche qua da noi sono usciti alberi con il blu e l’argento oppure con l’argento e l’oro, con le… parlo sempre… le decorazioni hanno questi colori che si sono un po' distanziati dal classico rosso, però sono belle, sono innovative, diciamo.

M.

Sì.

S.

Ecco.

M.

E, invece, il giorno di Natale come lo passate voi?

S.

Noi, il giorno di Natale, ci riuniamo per… ci riuniamo in famiglia, perché naturalmente, essendo tutti grandicelli, io e i miei fratelli siamo sposati, per cui cogliamo l’occasione per tornare tutti a casa dalla mamma con vari spose e mariti e figli, e quindi nipoti per i nonni, e facciamo una bella tavolata tutti insieme…

M.

… appassionatamente!

S.

Appassionatamente, esatto! E voi cosa fate di bello?

M.

Noi, qua, invece, faremo qualcosa di molto più semplice, perché non abbiamo grandi famiglie da riunire. Mia mamma ha tre sorelle e ultimamente ci sono state delle incomprensioni, quindi verrà solo una di queste sorelle con suo marito e, spero, con suo figlio, che è il mio cugino preferito, praticamente l’unico con cui mi trovo bene, mentre le altre sorelle staranno per conto suo, con le proprie famiglie, non lo so…

S.

Uh-uh.

M.

… e invece, i nonni (gli unici due che mi sono rimasti, che sono i genitori di mio papà) a Natale staranno per conto loro, poi magari verranno da noi a Capodanno, forse.

S.

Ho capito. Avete anche fatto un menù per il pranzo di Natale?

M.

No, penso che mia mamma stia ancora cercando: in questi giorni ha tirato fuori caterve di libri di cucina, di fascicoli della “Cucina italiana” (che è questo famoso mensile che viene fuori da tanti anni) e sta cercando qualcosa di originale. Lei è molto brava a cucinare, anche come fantasia, come creatività, e quindi è impossibile dire cosa cucinerà fino a quando lo vediamo nei piatti.

S.

Bene. Perché sai che, qua da noi, come pranzo di Natale tradizionale ci sarebbero i tortellini in brodo e poi, come secondo, le carni lessate, tipo la lingua oppure il cotechino…

M.

Sì.

S.

… con la polenta abbrustolita sul fuoco, sulla brace.

M.

Con le lenticchie.

S.

Con le lenticchie, esatto, come… come contorno, come verdura, diciamo, le lenticchie e poi il panettone oppure il pandoro. Il panettone forse lo conoscono tutti, il pandoro forse un po' di meno.

M.

Meno male!

S.

Che a noi piace tanto assieme alla crema di mascarpone, che è una crema sfiziosissima da appoggiare sopra le fette di pandoro.

M.

Invece io il pandoro non lo sopporto.

S.

Davvero? Perché?

M.

Perché è troppo dolce!

S.

Ahhh!

M.

Ha il sapore quasi colloso che non sopporto. Mi piace molto di più il panettone, però, perché il panettone senza canditi è una di quelle manie che hanno… che hanno tirato fuori ultimamente. Così, siccome ci sono anche… come ci sono i vegetariani, ci sono quelli che non amano i canditi e allora bisogna fare il panettone senza canditi.

S.

Certo, è vero. E poi, ultimamente le mode imperversano, per cui si trovano anche panettoni con il cioccolato, i… con la crema al limone anziché… ne hanno fatte di tutti i colori, e qua cadiamo nel Natale commerciale e non nel Natale cristiano.

M.

Sì.

S.

Come dovrebbe essere.

M.

Già. Infatti vediamo, siamo tempestati già da più di un mese da pubblicità…

S.

Esatto.

M.

… che invitano a comprare di qua, di là… Hai visto quella della Wind con Nababbo Natale?

S.

Ahahah, no, non l’ho vista. Veramente?

M.

Sì!

S.

Però posso immaginare che… caspita! Ci tempestano tutti i giorni, specialmente con i giochi per i bambini ci tempestano di pubblicità che è una cosa incredibile!

M.

Sì…

S.

È vero, hai ragione. Questo è un po' meno Natale, un po' più commercio, però… va ben, fa parte della vita di tutti i giorni.

M.

Sì.

S.

Ok, cosa ne dici se chiudiamo qua, visto che…

M.

Sì, abbiamo già parlato abbastanza. Magari, se avremo occasione di sentirci ancora nei prossimi giorni, potremo trattare qualche altro aspetto di queste festività.

S.

Sicuramente. Lo faremo molto volentieri e speriamo sempre che gli studenti si divertano con le nostre conversazioni.

M.

Speriamo che continuino a restarci affezionati.

S.

Io me lo auguro. Intanto ti auguro un buon Natale se non ti sento prima. Casomai ci rifacciamo gli auguri…

M.

Sì.

S.

… e auguro a te e alla tua famiglia il meglio per queste feste.

M.

Anche a voi, buon Natale e tanta pace e serenità!

S.

Grazie mille e alla prossima! Ciao, ciao.

M.

Alla prossima, ciao!

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