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Conversazioni fra Sabina e Michele, Pasqua e Pasquetta

Michele: Ciao Sabina!

Sabina: Ciao Michele!

Come stai?

M.

Bene, e tu?

S.

Bene, grazie. Come hai passato questi giorni di festa?

M.

Bah, sono rimasto a casa con i miei genitori. Non abbiamo fatto niente di particolare. E tu?

S.

Anche noi siamo stati in famiglia, come è tradizione qua da noi: passare la Pasqua in famiglia, riunire le famiglie che magari si vedono poco perché siamo tutti presi dai nostri impegni di lavoro o di studio... e quindi sono stata in famiglia con i miei genitori e i miei fratelli.

M.

Però, allora, sei andata contro la tradizione, perché sai il proverbio "Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi". Quindi uno a Pasqua dovrebbe andare in vacanza, anche se in quest’anno di crisi hanno detto anche al telegiornale che l’80% degli italiani è rimasto a casa.

S.

Infatti, io sono andata proprio controcorrente, perché sono andata in vacanza a Natale e adesso Pasqua l’ho fatta con i miei.

M.

Uh-uh.

S.

Ecco, comunque non abbiamo fatto niente di speciale: abbiamo cucinato i piatti della tradizione italiana che, come sai, sono l’agnello... è l’agnello, anzi, no "sono"!

M.

Sì.

S.

È l’agnello: abbiamo fatto un piatto di spezzatino d’agnello con i funghi, poi c’erano altre cosine tradizionali, come la colomba e l’uovo di Pasqua, di cioccolato.

M.

Avete trovato una bella sorpresa?

S.

Come al solito... l’uovo costa tanto, ma la sorpresa è una stupidaggine: un giochino che domani andrà nella pattumiera!

M.

Invece io avevo un uovo che mia nonna ha comprato da San Leopoldo, a Padova, per fare un’offerta ai frati...

S.

Uh-uh.

M.

... e dentro c’era una... apparentemente un tubetto di qualcosa, che appena l’ho visto ho detto "sarà dentifricio! ", non c’era scritta nessuna spiegazione, nessuna istruzione. Dopo mezz’ora mi sono reso conto che era una penna fatta a tubetto, come di salsa o di... qualcosa, ed era la classica produzione made in China e commercializzata da un tale di Nola, vicino a Napoli. Quindi, insomma, la qualità lasciava un po' a desiderare.

S.

Beh, ma comunque, di solito, dentro ai regali, ai... alle uova di Pasqua i regali non sono granché, a meno che non spendi una follia dell’uovo, per cui è giustificato il regalo, il bel regalo che trovi dentro, ma non credo sia il caso.

M.

No, infatti.

S.

Anche perché, poi, tanta cioccolata non fa poi tanto bene!

M.

Sì.

S.

Quindi anche noi, per i... per i nipoti, diciamo, abbiamo preso ovetti piccolini, tipo quelli della Kinder. Piccolini, che trovano qualche giocattolino, ci giocano un paio d’ore, e poi...

M.

Invece il mio, credo che sia più grande di quelli della Kinder, ma senz’altro la cioccolata la mangerà più che altro mia mamma!

S.

Eheh! A te non piacciono tanto i dolci, se non sbaglio, vero?

M.

Sì... mangio, ogni tanto, se mia mamma fa una torta buona, la mangio anche abbastanza, ma... cioccolata così... anche la nutella, io sono uno di quelli che non ha mai divorato la nutella. Se c’era da mangiare un panino con la nutella sì, ma andare a mettere il dito nel vasetto, a finire tutto un vasetto, assolutamente no.

S.

Bene, bene. E la colomba, ti piace fatta come? Con i canditi, senza i canditi, con le creme... Anche quello è un dolce tipicamente di questo periodo...

M.

Sì.

S.

... non lo si trova al di fuori di questa... di questo mese, diciamo, più o meno.

M.

Sì, beh, insomma, dopo nei supermercati lo vendono anche dopo Pasqua, come il panettone che vendono dopo Natale a un euro, però serve più che altro a smaltire...

S.

Sì, ma perché hanno le scorte che non sono riusciti ad esaurire per Pasqua, quindi fanno le offerte speciali.

M.

Sì.

S.

Ma poi, a luglio è quasi impossibile trovare la colomba pasquale.

M.

Sì, sì. A me piace la colomba classica, con la glassa di sopra, dentro un po' di canditi... un po' come il panettone.

S.

Uh-uh. Buona, comunque.

M.

Sì.

S.

Eh, son tutte cosettine un po' particolari, che secondo me sono buone solo in questo periodo. Io non lo so perché, non so spiegarti perché, ma secondo me non ha lo stesso senso mangiare l’uovo di Pasqua a giugno.

M.

Infatti, sì, sono piatti... sono cibi connotati rispetto a un’epoca. Hanno senso perché c’è Pasqua, il panettone perché c’è Natale, altrimenti... sì, sono lo stesso buoni, ma perdono il loro valore celebrativo, insomma.

S.

Infatti, hai ragione. E per Pasquetta che cos’hai fatto?

M.

Per Pasquetta... niente!

S.

Bene!

M.

Siamo rimasti a casa; anche noi siamo andati controcorrente, perché la tradizione vuole che a Pasquetta, che è oggi, poi, che è il cosiddetto Lunedì dell’Angelo, anzi propriamente si chiama Lunedì dell’Angelo, Pasquetta è un soprannome che diamo in Italia, e in questo giorno è tradizione andare a fare le gite fuori porta, cioè qualche posto vicino a casa (chi sta vicino al mare va al mare, chi in montagna), e noi invece non siamo andati da nessuna parte, perché domani mia mamma deve riprendere le sue cure e allora non voleva rischiare di ammalarsi o altre cose. E poi, è ancora un po' debole, stanca, quindi non siamo andati da nessuna parte.

S.

Beh, è comprensibile, se tua mamma sta poco bene, e poi il tempo non era proprio dei migliori...

M.

Infatti

S.

...avevano messo pioggia per tutta la giornata di oggi. Anche se qua ha fatto qualche schiarita, ma comunque non era tanto affidabile, per cui si rischiava anche di andare fuori e prendere anche una bella lavata.

M.

Sì, infatti, abbiamo visto anche ieri al telegiornale diverse immagini della Riviera romagnola deserta, con del vento forte, anche Venezia con la pioggia... Sì, abbiamo fatto bene, alla fine, a stare a casa.

S.

E poi, effettivamente, in questa settimana son calate parecchio le temperature almeno qua da noi. Non so se da te è uguale.

M.

Sì, anche qua.

S.

Una decina di giorni fa si stava proprio bene, eravamo sui 20-22 gradi, 25 anche.

M.

Sì.

S.

Oggi siamo a 12 gradi, per cui è bello fresco fuori!

M.

Uhm, sì.

S.

Quindi, va ben, anche noi non siamo andati tanto in giro, effettivamente. Però, sai cos’abbiamo fatto? Abbiamo cucinato le uova, quelle di gallina, e poi le abbiamo dipinte...

M.

Ah, bello.

S.

... come si fa di solito per Pasquetta. Un giochino che mi piace fare da sempre.

M.

E che poi, invece, qua in Italia non lo fa quasi più nessuno: si vede solo all’estero, tipo in Austria, in Germania, ma qua non mi sembra una cosa comune più.

S.

Infatti, è vero. Forse per questo mi piace ancora farlo, perché non lo fa più nessuno. Almeno lo faccio io.

M.

Eh, hai ragione.

S.

Ecco... Cosa dire ancora su questa giornata di festa?

M.

Mah, noi abbiamo vissuto Pasqua come una normale domenica. Siamo andati a messa in una nuova chiesetta che abbiamo scoperto da poco, che è la chiesa di un gruppo di suore, dove c’è ancora una... un divisorio tra la parte dove siedono le suore e la parte dietro, che son solo due file di banchi, per i fedeli... comuni, insomma, e a mia mamma piace di più andar lì rispetto alla chiesa dei frati dove andavamo prima, perché è più piccola, più raccolta... E c’è... c’era un prete abbastanza giovane che ha predicato bene anche se leggeva, ma non era di quelli che leggono con voce piatta, senza mai guardarti, anzi, interpretava con molta verve. E niente... dopo siamo tornati a casa, mia mamma ha preparato da mangiare, come sempre, e io ho messo bene il mio nuovo computer, e mio papà ha fatto le sue cose in solitaria, come sempre, quindi è stata una domenica un po' come tutte le altre, tranne, ecco, a mezzogiorno, quando sono andato in cucina prima del solito per la benedizione del Papa. Però, non è più bello sentire questo Papa che fa gli auguri in tutte le lingue, perché si sente che legge, poi non sa pronunciare bene come Papa Giovanni Paolo II, quindi da quel punto di vista lì non mi godo più come una volta, però...

S.

Eh, era proprio bravo, papa Paolo Giovanni II. Era... riusciva a coinvolgere le persone anche da lontano.

M.

Sì, beh, questo è bravo nel suo stile, come teologo, mi piace comunque come parla, come scrive. Non ha la potenza comunicativa dell’altro anche se lui, questo qua di adesso, è un po' più profondo, forse, più intimo, ecco. Quindi sono diversi...

S.

Sono...

M.

... ma tutti e due bravi.

S.

Esatto! Sono bravi entrambi per le loro caratteristiche.

M.

Sì. Dopotutto hanno avuto vite molto diverse...

S.

Infatti.

M.

... uno in Polonia, tra gli operai, l’altro in Germania. Non si possono paragonare, dire "questo mi piaceva un mucchio, questo qua mi fa schifo"... Hanno peculiarità diverse.

S.

Esattamente, sono d’accordo!

M.

Così... Quindi questa Pasquetta sta per finire. Domani si riprende a lavorare, chi ha un lavoro, a "disoccupare" chi il lavoro non ce l’ha...

S.

Eheheh! Bella, eheh!

M.

... e così torna... la vita torna alla normalità.

S.

La vita di tutti i giorni, la riprendiamo con gioia!

M.

Sì.

S.

Ecco. Diciamo che forse è il caso anche di chiudere questa conversazione...

M.

Sì, sì...

S.

... senza gravare (?) tanto gli studenti, visto che la stiamo facendo in un giorno di festa.

M.

Sì.

S.

Allora la facciamo un po' più corta del solito, così devono studiare un po' meno.

M.

E così anche noi dobbiamo trascrivere di meno!

S.

Eheheh! Mi sembrava che non ci fosse un doppio fine...

M.

Ehhh...

S.

Va bene, Michele, ti saluto.

M.

Sì, ciao.

S.

Ci sentiamo, alla prossima conversazione.

M.

Sì, ciao, ciao.


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Michele: Ciao Sabina!

Sabina: Ciao Michele!

Come stai?

M.

Bene, e tu?

S.

Bene, grazie. Come hai passato questi giorni di festa?

M.

Bah, sono rimasto a casa con i miei genitori. Non abbiamo fatto niente di particolare. E tu?

S.

Anche noi siamo stati in famiglia, come è tradizione qua da noi: passare la Pasqua in famiglia, riunire le famiglie che magari si vedono poco perché siamo tutti presi dai nostri impegni di lavoro o di studio... e quindi sono stata in famiglia con i miei genitori e i miei fratelli.

M.

Però, allora, sei andata contro la tradizione, perché sai il proverbio "Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi". Quindi uno a Pasqua dovrebbe andare in vacanza, anche se in quest’anno di crisi hanno detto anche al telegiornale che l’80% degli italiani è rimasto a casa.

S.

Infatti, io sono andata proprio controcorrente, perché sono andata in vacanza a Natale e adesso Pasqua l’ho fatta con i miei.

M.

Uh-uh.

S.

Ecco, comunque non abbiamo fatto niente di speciale: abbiamo cucinato i piatti della tradizione italiana che, come sai, sono l’agnello... è l’agnello, anzi, no "sono"!

M.

Sì.

S.

È l’agnello: abbiamo fatto un piatto di spezzatino d’agnello con i funghi, poi c’erano altre cosine tradizionali, come la colomba e l’uovo di Pasqua, di cioccolato.

M.

Avete trovato una bella sorpresa?

S.

Come al solito... l’uovo costa tanto, ma la sorpresa è una stupidaggine: un giochino che domani andrà nella pattumiera!

M.

Invece io avevo un uovo che mia nonna ha comprato da San Leopoldo, a Padova, per fare un’offerta ai frati...

S.

Uh-uh.

M.

... e dentro c’era una... apparentemente un tubetto di qualcosa, che appena l’ho visto ho detto "sarà dentifricio! ", non c’era scritta nessuna spiegazione, nessuna istruzione. Dopo mezz’ora mi sono reso conto che era una penna fatta a tubetto, come di salsa o di... qualcosa, ed era la classica produzione made in China e commercializzata da un tale di Nola, vicino a Napoli. Quindi, insomma, la qualità lasciava un po' a desiderare.

S.

Beh, ma comunque, di solito, dentro ai regali, ai... alle uova di Pasqua i regali non sono granché, a meno che non spendi una follia dell’uovo, per cui è giustificato il regalo, il bel regalo che trovi dentro, ma non credo sia il caso.

M.

No, infatti.

S.

Anche perché, poi, tanta cioccolata non fa poi tanto bene!

M.

Sì.

S.

Quindi anche noi, per i... per i nipoti, diciamo, abbiamo preso ovetti piccolini, tipo quelli della Kinder. Piccolini, che trovano qualche giocattolino, ci giocano un paio d’ore, e poi...

M.

Invece il mio, credo che sia più grande di quelli della Kinder, ma senz’altro la cioccolata la mangerà più che altro mia mamma!

S.

Eheh! A te non piacciono tanto i dolci, se non sbaglio, vero?

M.

Sì... mangio, ogni tanto, se mia mamma fa una torta buona, la mangio anche abbastanza, ma... cioccolata così... anche la nutella, io sono uno di quelli che non ha mai divorato la nutella. Se c’era da mangiare un panino con la nutella sì, ma andare a mettere il dito nel vasetto, a finire tutto un vasetto, assolutamente no.

S.

Bene, bene. E la colomba, ti piace fatta come? Con i canditi, senza i canditi, con le creme... Anche quello è un dolce tipicamente di questo periodo...

M.

Sì.

S.

... non lo si trova al di fuori di questa... di questo mese, diciamo, più o meno.

M.

Sì, beh, insomma, dopo nei supermercati lo vendono anche dopo Pasqua, come il panettone che vendono dopo Natale a un euro, però serve più che altro a smaltire...

S.

Sì, ma perché hanno le scorte che non sono riusciti ad esaurire per Pasqua, quindi fanno le offerte speciali.

M.

Sì.

S.

Ma poi, a luglio è quasi impossibile trovare la colomba pasquale.

M.

Sì, sì. A me piace la colomba classica, con la glassa di sopra, dentro un po' di canditi... un po' come il panettone.

S.

Uh-uh. Buona, comunque.

M.

Sì.

S.

Eh, son tutte cosettine un po' particolari, che secondo me sono buone solo in questo periodo. Io non lo so perché, non so spiegarti perché, ma secondo me non ha lo stesso senso mangiare l’uovo di Pasqua a giugno.

M.

Infatti, sì, sono piatti... sono cibi connotati rispetto a un’epoca. Hanno senso perché c’è Pasqua, il panettone perché c’è Natale, altrimenti... sì, sono lo stesso buoni, ma perdono il loro valore celebrativo, insomma.

S.

Infatti, hai ragione. E per Pasquetta che cos’hai fatto?

M.

Per Pasquetta... niente!

S.

Bene!

M.

Siamo rimasti a casa; anche noi siamo andati controcorrente, perché la tradizione vuole che a Pasquetta, che è oggi, poi, che è il cosiddetto Lunedì dell’Angelo, anzi propriamente si chiama Lunedì dell’Angelo, Pasquetta è un soprannome che diamo in Italia, e in questo giorno è tradizione andare a fare le gite fuori porta, cioè qualche posto vicino a casa (chi sta vicino al mare va al mare, chi in montagna), e noi invece non siamo andati da nessuna parte, perché domani mia mamma deve riprendere le sue cure e allora non voleva rischiare di ammalarsi o altre cose. E poi, è ancora un po' debole, stanca, quindi non siamo andati da nessuna parte.

S.

Beh, è comprensibile, se tua mamma sta poco bene, e poi il tempo non era proprio dei migliori...

M.

Infatti

S.

...avevano messo pioggia per tutta la giornata di oggi. Anche se qua ha fatto qualche schiarita, ma comunque non era tanto affidabile, per cui si rischiava anche di andare fuori e prendere anche una bella lavata.

M.

Sì, infatti, abbiamo visto anche ieri al telegiornale diverse immagini della Riviera romagnola deserta, con del vento forte, anche Venezia con la pioggia... Sì, abbiamo fatto bene, alla fine, a stare a casa.

S.

E poi, effettivamente, in questa settimana son calate parecchio le temperature almeno qua da noi. Non so se da te è uguale.

M.

Sì, anche qua.

S.

Una decina di giorni fa si stava proprio bene, eravamo sui 20-22 gradi, 25 anche.

M.

Sì.

S.

Oggi siamo a 12 gradi, per cui è bello fresco fuori!

M.

Uhm, sì.

S.

Quindi, va ben, anche noi non siamo andati tanto in giro, effettivamente. Però, sai cos’abbiamo fatto? Abbiamo cucinato le uova, quelle di gallina, e poi le abbiamo dipinte...

M.

Ah, bello.

S.

... come si fa di solito per Pasquetta. Un giochino che mi piace fare da sempre.

M.

E che poi, invece, qua in Italia non lo fa quasi più nessuno: si vede solo all’estero, tipo in Austria, in Germania, ma qua non mi sembra una cosa comune più.

S.

Infatti, è vero. Forse per questo mi piace ancora farlo, perché non lo fa più nessuno. Almeno lo faccio io.

M.

Eh, hai ragione.

S.

Ecco... Cosa dire ancora su questa giornata di festa?

M.

Mah, noi abbiamo vissuto Pasqua come una normale domenica. Siamo andati a messa in una nuova chiesetta che abbiamo scoperto da poco, che è la chiesa di un gruppo di suore, dove c’è ancora una... un divisorio tra la parte dove siedono le suore e la parte dietro, che son solo due file di banchi, per i fedeli... comuni, insomma, e a mia mamma piace di più andar lì rispetto alla chiesa dei frati dove andavamo prima, perché è più piccola, più raccolta... E c’è... c’era un prete abbastanza giovane che ha predicato bene anche se leggeva, ma non era di quelli che leggono con voce piatta, senza mai guardarti, anzi, interpretava con molta verve. E niente... dopo siamo tornati a casa, mia mamma ha preparato da mangiare, come sempre, e io ho messo bene il mio nuovo computer, e mio papà ha fatto le sue cose in solitaria, come sempre, quindi è stata una domenica un po' come tutte le altre, tranne, ecco, a mezzogiorno, quando sono andato in cucina prima del solito per la benedizione del Papa. Però, non è più bello sentire questo Papa che fa gli auguri in tutte le lingue, perché si sente che legge, poi non sa pronunciare bene come Papa Giovanni Paolo II, quindi da quel punto di vista lì non mi godo più come una volta, però...

S.

Eh, era proprio bravo, papa Paolo Giovanni II. Era... riusciva a coinvolgere le persone anche da lontano.

M.

Sì, beh, questo è bravo nel suo stile, come teologo, mi piace comunque come parla, come scrive. Non ha la potenza comunicativa dell’altro anche se lui, questo qua di adesso, è un po' più profondo, forse, più intimo, ecco. Quindi sono diversi...

S.

Sono...

M.

... ma tutti e due bravi.

S.

Esatto! Sono bravi entrambi per le loro caratteristiche.

M.

Sì. Dopotutto hanno avuto vite molto diverse...

S.

Infatti.

M.

... uno in Polonia, tra gli operai, l’altro in Germania. Non si possono paragonare, dire "questo mi piaceva un mucchio, questo qua mi fa schifo"... Hanno peculiarità diverse.

S.

Esattamente, sono d’accordo!

M.

Così... Quindi questa Pasquetta sta per finire. Domani si riprende a lavorare, chi ha un lavoro, a "disoccupare" chi il lavoro non ce l’ha...

S.

Eheheh! Bella, eheh!

M.

... e così torna... la vita torna alla normalità.

S.

La vita di tutti i giorni, la riprendiamo con gioia!

M.

Sì.

S.

Ecco. Diciamo che forse è il caso anche di chiudere questa conversazione...

M.

Sì, sì...

S.

... senza gravare (?) tanto gli studenti, visto che la stiamo facendo in un giorno di festa.

M.

Sì.

S.

Allora la facciamo un po' più corta del solito, così devono studiare un po' meno.

M.

E così anche noi dobbiamo trascrivere di meno!

S.

Eheheh! Mi sembrava che non ci fosse un doppio fine...

M.

Ehhh...

S.

Va bene, Michele, ti saluto.

M.

Sì, ciao.

S.

Ci sentiamo, alla prossima conversazione.

M.

Sì, ciao, ciao.

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