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Conversazioni fra Sabina e Michele, La routine di un italiano del Nord (Prima parte)

Sabina: Ciao Michele, come stai?

Michele: Ciao Sabina, tutto bene e tu?

S. Anch’io sto bene, grazie! Ci stiamo impegnando veramente, hai visto che siamo di parola: anche oggi ci troviamo per un’altra conversazione.

M. Sì, speriamo di riuscire a mantenere questo ritmo.

S. Bisogna trovare anche gli argomenti, a volte ci perdiamo su queste cose, non sappiamo che cosa dire.

M. Speriamo che anche ci arrivi qualche suggerimento dai nostri studenti.

S. Sarebbe proprio una bella idea.

M. Uhm, nel frattempo, abbiamo pensato oggi di parlare della routine dell’uomo italiano, per così dire no? Dell’italiano, magari del nord, visto che siamo tutti e due del nord.

S. Certo!

M. E visto che l’Italia è così variegata che al centro e al sud hanno orari e abitudini diverse.

S. È vero, questo possiamo dirlo, abbiamo molte varietà di comportamenti nella nostra bella Italia.

Noi parliamo delle nostre abitudini e di quello che facciamo tutti i giorni. Parliamo della monotonia di tutti i giorni?

M. Ahahah… Allora, cosa iniziamo, dalla sveglia, a che ora ti alzi tu?

S. Io alla mattina sono pigra, mi alzo tardi,….tardi per modo di dire, perché mi alzo alle sette e mezza. Non accendo mai la sveglia, cerco sempre di usare la mia sveglia biologica, e funziona fino adesso, non mi sono mai presa a letto.

M. Io…

S. E tu a che ora ti svegli?

M. Anche io mi sveglio senza sveglia, tranne in pochissimi casi, tra le sette, sette e mezza al massimo, anche perché di solito sento i rumori dei miei genitori che si alzano tra le sei e le sette, e quindi poi io ho il sonno leggero, e allora non ho mai avuto problemi per svegliarmi abbastanza presto.

S. Beato te che hai il sonno leggero, io sono come una pietra quando dormo, non sento niente di niente!

M. Ah! Beata te, eheh!

S. Quindi la sveglia la metterei quasi per niente! Eh eh! E poi con che cosa fai colazione? Io di solito faccio colazione con il caffè, con il latte, le fette biscottate e la marmellata.

M. Anch’io, più o meno, ma mangio, dipende dai giorni, o biscotti o panini dolci con la marmellata, queste cose, con caffelatte; più che altro è latte con un po' di orzo che è una specie di caffè vegetale, per chi non lo sapesse, cioè ha un po' il gusto del caffè, ma non è proprio caffè con la caffeina.

S. Certo, io invece ho bisogno di un buon caffè nero di quelli con tanta caffeina.

M. Ma invece a me il caffè non è mai piaciuto, infatti certe volte, soprattutto gli italiani del sud mi prendevano in giro, ma io ci ho anche provato, non è che dico a priori che non mi piace il caffè; l’ho bevuto delle volte, se me lo offrono, proprio lo bevo, ma non mi piace.

S. È questione di gusti.

M. Sì.

S. Non si discutono i gusti, si sa com’è!

M. Esatto.

S. Ecco, dopo la colazione, una bella doccia rinfrescante, ci si prepara e si parte per andare al lavoro.

M. Uhm uhm...

S. Io al lavoro ci vado in macchina perché lavoro in una ditta a circa quindici chilometri da dove abito, per cui prendo la macchina e mi trasferisco per la mattinata sul posto di lavoro.

M. Sì, come fanno la maggior parte degli italiani, no? e sì, di quelli che hanno un lavoro.

S. Certo, perché purtroppo ce ne sono tanti che di questi tempi il lavoro non ce l’hanno.

M. E più o meno come me che, avrò anche una agenzia di traduzioni, ma lavoro concreto… poco o niente!

S. Ma vedrai….

M. Comunque, c’è anche chi lavora a casa, no? Ad esempio, se io avessi tanto lavoro, lavorerei di più ma comunque sempre da casa perché un traduttore che non abbia uno studio, o dei dipendenti, non ha bisogno di uscire di casa.

S. Che bella fortuna! Io invece sono costretta perché, essendo dipendente di una ditta e lavorando come segretaria contabile, devo andare in ufficio e lì ci sto per la mattinata; io faccio… il mio orario di lavoro è dalle nove all’una, dopo di che stacco e vengo a casa per preparare il pranzo.

M. Aha, e poi al pomeriggio lavori ancora?

S. No, il pomeriggio sono a casa dal lavoro perché il mio contratto prevede un lavoro part-time.

M. Uhm, uhm.

S. E quindi il pomeriggio lo dedico o alle… o ai lavori di casa, alle pulizie, alle spese, allo shopping con mia figlia… ahahah!

M. Eheh…

S. … o queste cose di tutti i giorni, comunque, oppure a fare le conversazioni qua con te….

M. Eheheh.

S. Altrimenti se fossi in ufficio non riuscirei a farle.

M. Già!

S. Tu, invece, il pomeriggio che cosa fai?

M. Io il pomeriggio, beh, dopo pranzo… pranzo tra le… tra mezzogiorno e l’una, vado a fare il riposino, e poi quando mi sveglio, torno nel mio studio, dove ho già passato tutta la mattinata, anche perché normalmente sto qua a studiacchiare, leggere, a fare qualche lezione, quelle rare volte che ormai qualcuno si iscrive per parlare con me, e al pomeriggio faccio, più o meno le stesse cose della mattina fino all’ora di cena, o fino all’ora di andare a fare la doccia prima di cena, e non la mattina, perché poi la mattina la fa sempre mio papà, quindi il bagno è un po' più occupato.

S. Va ben, vi dividete l’occupazione del bagno.

M. Sì.

S. Un po' uno un po' l’altro, basta scegliere gli orari giusti.

M. Sì, già!



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Sabina: Ciao Michele, come stai?

Michele: Ciao Sabina, tutto bene e tu?

S. Anch’io sto bene, grazie! Ci stiamo impegnando veramente, hai visto che siamo di parola: anche oggi ci troviamo per un’altra conversazione.

M. Sì, speriamo di riuscire a mantenere questo ritmo.

S. Bisogna trovare anche gli argomenti, a volte ci perdiamo su queste cose, non sappiamo che cosa dire.

M. Speriamo che anche ci arrivi qualche suggerimento dai nostri studenti.

S. Sarebbe proprio una bella idea.

M. Uhm, nel frattempo, abbiamo pensato oggi di parlare della routine dell’uomo italiano, per così dire no? Dell’italiano, magari del nord, visto che siamo tutti e due del nord.

S. Certo!

M. E visto che l’Italia è così variegata che al centro e al sud hanno orari e abitudini diverse.

S. È vero, questo possiamo dirlo, abbiamo molte varietà di comportamenti nella nostra bella Italia.

Noi parliamo delle nostre abitudini e di quello che facciamo tutti i giorni. Parliamo della monotonia di tutti i giorni?

M. Ahahah… Allora, cosa iniziamo, dalla sveglia, a che ora ti alzi tu?

S. Io alla mattina sono pigra, mi alzo tardi,….tardi per modo di dire, perché mi alzo alle sette e mezza. Non accendo mai la sveglia, cerco sempre di usare la mia sveglia biologica, e funziona fino adesso, non mi sono mai presa a letto.

M. Io…

S. E tu a che ora ti svegli?

M. Anche io mi sveglio senza sveglia, tranne in pochissimi casi, tra le sette, sette e mezza al massimo, anche perché di solito sento i rumori dei miei genitori che si alzano tra le sei e le sette, e quindi poi io ho il sonno leggero, e allora non ho mai avuto problemi per svegliarmi abbastanza presto.

S. Beato te che hai il sonno leggero, io sono come una pietra quando dormo, non sento niente di niente!

M. Ah! Beata te, eheh!

S. Quindi la sveglia la metterei quasi per niente! Eh eh! E poi con che cosa fai colazione? Io di solito faccio colazione con il caffè, con il latte, le fette biscottate e la marmellata.

M. Anch’io, più o meno, ma mangio, dipende dai giorni, o biscotti o panini dolci con la marmellata, queste cose, con caffelatte; più che altro è latte con un po' di orzo che è una specie di caffè vegetale, per chi non lo sapesse, cioè ha un po' il gusto del caffè, ma non è proprio caffè con la caffeina.

S. Certo, io invece ho bisogno di un buon caffè nero di quelli con tanta caffeina.

M. Ma invece a me il caffè non è mai piaciuto, infatti certe volte, soprattutto gli italiani del sud mi prendevano in giro, ma io ci ho anche provato, non è che dico a priori che non mi piace il caffè; l’ho bevuto delle volte, se me lo offrono, proprio lo bevo, ma non mi piace.

S. È questione di gusti.

M. Sì.

S. Non si discutono i gusti, si sa com’è!

M. Esatto.

S. Ecco, dopo la colazione, una bella doccia rinfrescante, ci si prepara e si parte per andare al lavoro.

M. Uhm uhm...

S. Io al lavoro ci vado in macchina perché lavoro in una ditta a circa quindici chilometri da dove abito, per cui prendo la macchina e mi trasferisco per la mattinata sul posto di lavoro.

M. Sì, come fanno la maggior parte degli italiani, no? e sì, di quelli che hanno un lavoro.

S. Certo, perché purtroppo ce ne sono tanti che di questi tempi il lavoro non ce l’hanno.

M. E più o meno come me che, avrò anche una agenzia di traduzioni, ma lavoro concreto… poco o niente!

S. Ma vedrai….

M. Comunque, c’è anche chi lavora a casa, no? Ad esempio, se io avessi tanto lavoro, lavorerei di più ma comunque sempre da casa perché un traduttore che non abbia uno studio, o dei dipendenti, non ha bisogno di uscire di casa.

S. Che bella fortuna! Io invece sono costretta perché, essendo dipendente di una ditta e lavorando come segretaria contabile, devo andare in ufficio e lì ci sto per la mattinata; io faccio… il mio orario di lavoro è dalle nove all’una, dopo di che stacco e vengo a casa per preparare il pranzo.

M. Aha, e poi al pomeriggio lavori ancora?

S. No, il pomeriggio sono a casa dal lavoro perché il mio contratto prevede un lavoro part-time.

M. Uhm, uhm.

S. E quindi il pomeriggio lo dedico o alle… o ai lavori di casa, alle pulizie, alle spese, allo shopping con mia figlia… ahahah!

M. Eheh…

S. … o queste cose di tutti i giorni, comunque, oppure a fare le conversazioni qua con te….

M. Eheheh.

S. Altrimenti se fossi in ufficio non riuscirei a farle.

M. Già!

S. Tu, invece, il pomeriggio che cosa fai?

M. Io il pomeriggio, beh, dopo pranzo… pranzo tra le… tra mezzogiorno e l’una, vado a fare il riposino, e poi quando mi sveglio, torno nel mio studio, dove ho già passato tutta la mattinata, anche perché normalmente sto qua a studiacchiare, leggere, a fare qualche lezione, quelle rare volte che ormai qualcuno si iscrive per parlare con me, e al pomeriggio faccio, più o meno le stesse cose della mattina fino all’ora di cena, o fino all’ora di andare a fare la doccia prima di cena, e non la mattina, perché poi la mattina la fa sempre mio papà, quindi il bagno è un po' più occupato.

S. Va ben, vi dividete l’occupazione del bagno.

M. Sì.

S. Un po' uno un po' l’altro, basta scegliere gli orari giusti.

M. Sì, già!


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